il comitato no oil potenza vs. l’assessore santochirico

domani venerdì 2/2 (oggi per chi legge oggi) ore 21.00 ed in replica ore 23.30 su la nuova tv piattaforma sky canale 942 un incontro tra il comitato, da me rappresentato in qualità di portavoce, e l’assessore all’ambiente della regione basilicata santochirico…argomento?…petrolio, ovviamente…miko somma.

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Verità e complessità (parte seconda:Energia e Democrazia)

“Nessuna storia e nessun pensiero  umani possono darsi, e concepirsi correttamente, fuori da una relazione con tutto quanto esiste indipendentemente dall’uomo… Il mondo esiste indipendentemente dall’uomo; il mondo esisteva prima dell’uomo ed esisterà dopo, e l’uomo è solo un’occasione che il mondo ha per organizzare alcune informazioni su se stesso”                                                                                              Italo Calvino 

La scelta di investire in fonti energetiche alternative non si deve fondare solo sulla necessità di fermare l’effetto serra, i cambiamenti climatici e l’autodistruzione dell’umanità, ma va interpretata anche come scelta di democrazia e di pari opportunità dei territori e delle comunità. Infatti sarà possibile, se tale rivoluzione tecnologica sarà attuata in modo corretto e trasparente, eliminare la dipendenza degli stati e delle comunità sia da quelle nazioni che oggi detengono il potere energetico, perché possiedono ingenti risorse energetiche fossili o perché se le procurano con guerre coloniali, sia dalle multinazionali che imperversano nel mondo senza regole e controlli.Investire sul territorio regionale in un piano energetico complesso e integrato, che ponga a suo fondamento le energie alternative prodotte da ciascuna comunità liberamente ed autonomamente (mediante società locali di gestione e, per uso residenziale, direttamente da parte di ciascun cittadino), garantirebbe una disponibilità egualitaria di fonti e quantità di energia a livello locale, e a livello globale anche per i paesi poveri, eliminando o riducendo considerevolmente guerre, colonizzazioni dei territori, concentrazioni di poteri, di ricchezza o di povertà, etc.), fornendo una reale opportunità di democrazia e di progresso, ad esempio a continenti come l’Africa.Per quanto concerne il nostro territorio e le nostre comunità, la possibilità di produrre energia pulita in loco, non solo consentirebbe di liberare la nostra terra dall’ingerenza devastante delle multinazionali e di preservare paesaggi, habitat, ecosistemi, biodiversità, ma potrebbe creare nuove forme locali di impresa (piccola e media) e di occupazione nella gestione degli impianti eolici, solari, fotovoltaici, geotermici, (in futuro anche ad idrogeno) etc. e nell’indotto che verrebbe a crearsi.Le medie e piccole imprese nascono dal territorio, sono legate alle comunità, investono in risorse umane locali. Controllare e monitorare le attività di tali imprese è senza dubbio più semplice, d’altra parte sono esse stesse ad essere interessate a tutelare il proprio territorio ed investire in standard di sicurezza ambientale e per il lavoro, infine sono più aperte alle innovazioni e al cambiamento.Le imprese locali appartengono alla comunità, sono parte integrante di essa, le multinazionali sono sistemi militari assetati di potere, profitti e materie prime, predoni che non hanno rispetto di nulla, neanche della vita umana; dove approdano producono solo sfruttamento, corruzione, povertà, inquinamento, distruzione.Per tali ragioni è necessario ribadire con chiarezza e fermezza l’indisponibilità di consegnare il nostro territorio a tali associazioni a delinquere e che un modello di sviluppo diverso è possibile, attuabile a breve e medio termine.Chi nega questo o non ha capacità di comprendere i processi e di guardare ad obiettivi di progresso e di democrazia o è in mala fede!

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la nostra solidarietà al rettore tamburro

UNIVERSITA’, IL SENATO ACCADEMICO DALLA PARTE DEL RETTORE
“I componenti togati del Senato Accademico dell’Università degli studi della Basilicata condividono pienamente i principi di libertà di pensiero, di parola e di autonomia delle Istituzioni che hanno ispirato il Magnifico Rettore, professore Antonio Mario Tamburro, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2007/2008”. E’ quanto si legge in un comunicato stampa diffuso dall’Università lucana.

…bene, noi eravamo lì, come già scritto, e ci associamo in pieno sia alla forma che alla sostanza di quanto espresso dal rettore tamburro, che certo non ha alcun bisogno della nostra solidarietà…ciò che parlano davvero sono le argomentazioni, i fatti, ed i suoi ci sono sembrati molto più pregnanti ed efficaci delle terree espressioni dei “baroni” politici alle parole del rettore  e delle esternazioni contro il suo supposto “carnevale” (cito ciò che ho sentito alla loro uscita dall’aula) pronunciate in tono scandalizzato da alcuni altri “baroni”, che di certo non ci paiono per nulla alternativi a quelli che oggi critichiamo…la cultura, la scienza ed il complesso di docenza e discenza sono liberi e devono essere liberi…anche e soprattutto dall’influenza discriminante di quella “cultura dell’impresa” che dà origine e viene originata da quel “mercato” che , dovendo tutti noi confrontare con esso e con i suoi effetti la nostra vita quotidiana, ci pare solo e sempre più la santificazione dogmatica di alcuni interessi forti organizzati in oligopoli e non certo quel libero incontro tra una domanda, basata sui bisogni reali, ed un’offerta, strutturata sulla capacità dei singoli e non solo sulle posizioni dominanti ed i cartelli…miko 

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j’accuse…parte prima

citando l’articolo de “il resto” a firma di nicola piccenna, articolo già pubblicato su questo blog in data 9 gennaio 2008, e facendo riferimento sempre a quanto contenuto in questo ed alla presunzione di una serietà deontologica dell’autore che conduce un’indagine giornalistica, la faccenda monte grosso potrebbe essere messa così:

la british gas rimi spa scava il primo pozzo esplorativo a monte grosso nel 1998, pozzo poi abbandonato in seguito ad una frana del sottosuolo (penso che già questo basterebbe a chiudere l’argomento tecnico sulla opportunità di trivellare ancora in quella zona), senza preoccuparsi affatto del ripristino ambientale (come d’altronde non si preoccupa affatto la regione ed i suoi uffici competenti, cosa per la quale dovremmo interpellare la giunta e l’assessore all’ambiente dell’epoca)

la british gas remi spa, prima di sparire dalla circolazione, diventa la gas della concordia spa, che dalla ricostruzione dell’articolo vediamo essere collegata con i soliti di giochi di scatole cinesi alla lega delle cooperative ed all’unipol di consorte, sacchetti e co. (proprio quelli che fassino e d’alema elogiavano prima della loro rovinosa caduta e da cui poi hanno preso precipitosa distanza) e fin qui ancora poco di strano (…insomma!…è che in italia ci siamo ormai abituati alle cose strane!…), al di là dello scempio che è ancora visibile a montegrosso ed ovviamente del disastro finanziario legato all’unipol

la società gas della concordia spa ceda alla sua controllata al 100% intergas plus srl tutto il ramo d’azienda riguardante il corposo potfolio di 17 permessi di coltivazione e 5 permessi di ricerca (tra cui quello di serra s. bernardo, in cui si situa lo scavo di monte grosso) il 26 aprile 2005

dopo solo qualche settimana, il 4 maggio 2005,  la intergas plus srl viene acquistata per soli 10.000 euro (potevo comprarla anche io, facendo una colletta tra gli amici!) ad una multinazionale, mediterranean oil and gas plc, sulla base di un’allegato all’atto notarile, allegato a data 7 gennaio 2005,  in cui si dava mandato ad un certo sig. anthony trevisan all’acquisto della intergas

considerando che il personale direttivo della mediterranean oil è in buona parte italiano o di origine italiana, tutto suona molto strano e su una base puramente intuitiva (ripeto, puramente intuitiva)  e confortati dal fatto che a pensar male si fa spesso peccato, ma più spesso ci si azzecca (anche visto quello che è accaduto in questi anni in italia) potremmo azzardare tre ipotesi per giustificare questa poco onerosa cessione ed a cui forse (non sta a noi giudicarlo) corrispondono tre ipotesi differenti di reato: 

  1. la intergas stabilisce con la mediterranean oil una partita di scambio…cioè la intergas viene ceduta praticamente gratis (al solo valore del capitale sociale) alla mediterranean oil, ma attraverso scambi di capitale sociale di società partecipate, si tenta di portar fuori dall’attenzione della magistratura (in previsione di quanto sarebbe potuto accadere con indagini all’epoca già in corso), e quindi continuare a gestire tranquillamente, l’affare con la copertura di una società estera 
  2. sulla medesima base, la intergas viene ceduta a 10.000 euro, ma il restante ammontare della vendita avviene in nero attraverso le solite finanziarie con sedi in paradisi fiscali, tipo isole cayman, lienchtenstein, etc., ravvisandosi così sia una possibile evasione ed elusione fiscale, sia una possibile costituzione di capitali in nero all’estero
  3. essendo il permesso di ricerca di monte grosso detenuto si dalla intergas più come capofila (20%) , ma nei fatti da eni, total ed altri già impegnati in basilicata, si costituirebbe un cartello oligopolistico che deterrebbe al momento il 36% dell’intera produzione italiana ed il 6% dell’intero fabbisogno nazionale di petrolio, di fatto costituendosi come posizione dominante sulle estrazioni di idrocarburi in italia, alla faccia dell’authority anti-trust, del parlamento e naturalmente dei consumatori italiani (a cui evidentemente un cartello non fa regali, anzi!)

ed in ogni caso a noi sembra che la società della prima perforazione sia esattamente la stessa attuale, se è vero che all’acquirente di una quota sociale corrisponde sempre un cessione delle partite finanziarie attive e passive, quindi dei diritti e dei doveri, dell’acquistata…se allora vi sono responsabilità civili della precedente società nel mancato ripristino ambientale di monte grosso (considerando che le responsabilità penali sono sempre personali, non potendo dimostrare che gli amministratori di ieri corrispondono a quelli di oggi), credo dovrebbero ricavarsi delle conseguenze da ciò, fermi restanti i punti sopra espressi…queste sono ovviamente deduzioni personali e se indagini vanno condotte, queste sono di competenza esclusiva della magistratura o degli organi di polizia giudiziaria, che invitiamo ovviamente ad agire al più presto…a noi tocca leggere il solo dato politico di una gestione a dir poco “spensierata” dei rapporti che le giunte della regione basilicata hanno intrattenuto ed intrattengono con le compagnie petrolifere e con questa in modo particolare…ma è solo un j’accuse…parte prima…miko

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l’inaugurazione dell’anno accademico e la fiaccolata di oggi

stamane il nostro striscione, quello del comitato no oil potenza che ci accompagna dai primi banchetti, campeggiava in alto sulle teste degli invitati e del pubblico presenti in sala all’inaugurazione dell’anno accademico…inutile raccontarvi dell’infastidita mimica facciale di alcuni presenti, guarda caso tutti facenti parte della giunta regionale e carrozzoni simili, compresi alcuni parlamentari e sottosegretari…una presenza significativa la nostra, a ricordare a questi signori che se non li seguiamo in tutte le cerimonie pubbliche è solo per noia (troppe chiacchiere e distintivo, per citare un certo a.c. di un mitico film)… da citare la relatio del rettore tamburro che sulle note del valzer triste di jean sibelius ( Kuolema op.44) ha raccontato di alcune tristi tendenze di inquadramento imprenditoriale della ricerca che hanno fatto infuriare alcuni alfieri e portabandiere testimoniali del liberismo locale, mentre è parsa non scalfire affatto gli altri, quelli che liberisti lo sono dentro…mah, comunque è fatta anche questa!…oggi alle 18.00, tutti alla fiaccolata indetta dai sindacati per protestare contro le tante, troppe morti sul lavoro!

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Verità e complessità

“Perché la cronaca… è stata analizzata, sfruttata, manipolata, è vero, in tutti i modi possibili suggeriti dalle norme del consumo, ma non collegata con la “storia seria”, non resa, cioè, significativa?Perché rapine, rapimenti, criminalità minorili, effettivi coprifuochi, furti, esecuzioni capitali, omicidi gratuiti, sono in concreto “esclusi” dalla logica e comunque mai concatenati?Ora, quando si saprà, o, meglio, si dirà tutta intera la verità del potere di questi anni, sarà chiara anche la follia dei commentatori politici italiani e delle elitès colte italiane. E quindi la loro omertà.Del resto tale “verità del potere” è già nota, ma è nota come è nota la “realtà del Paese”: è nota cioè attraverso un’interpretazione che “divide i fenomeni”, e attraverso la decisione irrevocabile, nelle coscienze di tutti, di non concatenarli.Non praticare più la “divisione dei fenomeni” rendendoli, così, logici in un tutto unico, significherebbe rompere – e certo pericolosamente – una continuità”.

Pier Paolo Pasolini  

I  luoghi subiscono processi di trasformazione e di sviluppo non condivisi con le comunità locali ed attuati in base a considerazioni ed analisi superficiali o settoriali che non riescono o non vogliono vedere la complessità dei problemi in campo.

Così una classe politica oligarchica, lasciandosi trasportare dal senso comune e da paradigmi costruiti dall’informazione di massa, decide la sorte dei territori, delle persone e del pianeta.Ora le motivazioni di questa cecità delle classi dirigenti che è diventata cecità di massa, possono essere le seguenti:

-          sono incapaci, nel senso che non possiedono la capacità di ragionare in modo complesso e sistemico e ritengono di potere risolvere un problema complesso, che sottende mille altri problemi connessi tra di loro, attraverso un’unica semplice soluzione, come si dice in gergo popolare “tagliata con l’accetta”;

-          non vogliono, coscientemente, risolvere tutti i problemi, almeno non quelli che richiederebbero soluzioni da pensare a lungo termine, oppure che possano in qualche modo danneggiare gli interessi dei poteri economici legali e illegali, i cui confini sono ormai contaminati e confusi (multinazionali, banche, finanza, grandi industrie, mafie di ogni genere, poteri massonici, etc), ai quali purtroppo politici e dirigenti di questo paese sono legati;

-          mantengono di proposito alcuni problemi irrisolti – occupazione, inquinamento, rifiuti, deficit, delinquenza da strada, non applicazione delle leggi e delle regole – o ne creano alcuni – città e quartieri invivibili, traffico e smog, mancanza di servizi sociali, incremento della disoccupazione, occupazione precaria, etc. – o ancora danno risalto e spettacolarizzano altri, con la complicità totale dei mass media asserviti – crimini di immigrati, fatti di cronaca nera quotidiana, improvvisi rischi di virus o epidemie, etc., in modo da controllare i cittadini, renderli insicuri, dipendenti e assoggettati a un’informazione falsa o tendenziosa;

-          banalizzano o frammentano i problemi per impedire di comprendere verità che sarebbero chiare se tutti i pezzetti di quei problemi fossero connessi l’uno a l’altro come le tessere di un puzzle: si possono conoscere le singole tessere ma guai a comporre il puzzle…

Un esempio della falsificazione e della banalizzazione dei problemi, in modo che non si possa mai cogliere la complessità ed i nessi tra le cose ma solo una cosa staccata dalle altre, è il modo in cui viene analizzato e comunicato ai cittadini il problema energetico, sia da parte dei partiti, nessuno escluso, sia da parte di televisione e stampa, con qualche rara e relegata eccezione… CONTINUA… 

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una riflessione amara

consentitemi qualche considerazione su un avvenimento triste accaduto ieri in città…tornavamo da viggiano con gli amici abruzzesi del locale comitato che si oppone al centro olii sulla loro costa, desideroso di capirne di più di quanto a loro veniva spacciato come “il miracolo lucano del petrolio” ed appena arrivati qualche voce, che richiedeva verifiche, parlava di un uomo, disoccupato da lungo tempo, che nell’atrio del comune di potenza si era cosparso di liquido infiammabile e si era dato fuoco…dopo qualche verifica la cosa risultava vera…ora non voglio parlare del fatto in sè, cosa che i giornali credo stiano già ampiamente trattando, ma riflettere alla luce di quanto accaduto su qualcosa…in questa città esiste un profondo disagio e sia esso causato dal dramma di non avere un lavoro o da altro, esiste un disagio che ormai si materializza in gesti eclatanti a cui la nostra città non era certo preparata…o forse faceva finta di non esserlo o magari era cieca del tutto…questa città è stata per anni propagandata sommessamente come una comunità dove forti erano ancora i legami di solidarietà e questo in un certo modo ci rendeva meno scontenti di vivere in una piccola provincia, quella piccola provincia di cui sentivamo tanti pesi, economici, sociali, di emarginazione dalle rotte dei saperi, le mille cose che tra un passo e l’altro lungo via pretoria tutti ci siamo sempre ripetuti, quasi consolandoci di non vivere in una “metropoli cattiva”, la metropoli come la si vede dalla piccola città…la metropoli è cattiva, inquinata, sporca, insensibile alle urla, tanto assuefatta al dolore ed alla violenza da conviverci con la noncuranza cinica della paura e della sopportazione, la metropoli è contraddizione lacerante, è contrasto che acceca ed induce a proteggere lo sguardo rivolgendolo altrove, la metropoli è tante cose, rapine, spazzatura, porte di casa che si chiudono velocemente alle minacce possibili di un pianerottolo, l’accortezza quasi maniacale nel dover scegliere il momento di attraversare una strada, la povertà, la disoccupazione…bene, mentre continuavamo a cullarci nel mito della città tranquilla, mentre qualcuno ci cullava ancora in questo mito, poco per volta i margini di sopravvivenza, di umanità, di solidarietà dei più deboli venivano impercettibilmente logorati anche qui da un sistema economico crudelmente darwiniano che necessità naturalmente delle sue vittime…tutti erano preoccupati, quasi asetticamente, mentre qualcuno pur denunciava lo stato di progressivo decadimento…tutti erano preoccupati, quasi da lontano, mentre lo sfilacciamento sociale proseguiva lentamente, ma inesorabilmente, fino ad arrivare, come in ogni processo della modernità, quasi d’improvviso al collasso…ma come è possibile, non c’eravamo accorti di niente?…e allora succede che un uomo si dà fuoco e la città si sveglia e comincia ad interrogarsi, qualcuno in profondità, qualcuno con la superficialità flemmatica del pantarei, qualcuno con la bonomia giullaresca del carpe diem, qualcuno non si interroga affatto, qualcuno se ne fotte e basta (me la permettete questa forzatura?)…e così il disagio, quello stato che per chi lo vive è il bisogno primario non soddisfatto e per il quale si prevede che non ci sarà mai realisticamente un soddisfacimento, poco per volta si è affacciato agli occhi della gente, è esploso fino a diventare finalmente visibile e quindi reale in questa nostra società fatta di icone e miti, e poi magari, passata la sorpresa che ci ha schiaffeggiati, tutto rischia di passare solo come una notizia, un dato percentuale, una fredda statistica, qualche riga sul giornale di quel giorno (e che il giorno dopo sarà la cosa più vecchia del mondo, diceva montanelli, carta straccia, esattamente come la notizia)…oggi ho preferito non leggere affatto di questo avvenimento penoso eppure così prevedibile nella disperazione di chi proprio non può farcela, per riflettere da me sulla radice delle cose e per non leggere alcuna prevedibile ipocrisia di qualche politico o di qualche benpensante, che a pancia piena riflette sulla fame altrui…e come sempre accade quando è la pelle che ascolta il senso del mondo di quel giorno, ho provato rabbia, tanta rabbia…rabbia per chi parlando di governance, di finanza, di strumenti normativi, di apparati industriali ed estrattivi, di royalties, di imprese, di distretti industriali e di tutte le sovrastrutture a cui siamo usi prestare sempre più stancamente rassegnati l’attenzione, dimentica che il primo dei compiti della politica è la sollevazione dal disagio, attraverso l’annullamento dei bisogni…checchè ne dica montezemolo e qualche destrorso-sinistrorso-centrorso molto più interessato al suo potere che alla vita vera della gente…ed è rabbia, non demagogia…miko somma.

credo di poter porgere a questo sfortunato, a nome di tutto il comitato no oil potenza, i più vivi auguri di una pronta guarigione delle ferite del corpo, se non di quelle dell’animo. 

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il secondo no oil day e gli appuntamenti di lunedì 28

oggi domenica 27 gennaio 2008 il comitato no oil potenza indice il secondo no oil day…le piazze nelle quali potrete trovarci sono:

  1. malvaccaro
  2. rione francioso
  3. rione betlemme
  4. centro storico – cattedrale

lunedi 28 in mattinata seremo con un altro banchetto di raccolta firme e di sensibilizzazione all’inaugurazione dell’anno accademico dell’università di basilicata…dalle 18.00 il comitato no oil potenza partecipa, aderendo all’iniziativa, alla fiaccolata indetta dai sindacati contro le morti bianche…vi invitiamo a venire con noi!!! 

non ci stancheremo mai!!!

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mi arrendo per stanchezza, ma solo per stanotte…

volevo scrivervi di oggi a viggiano con gli amici di ortona, volevo scrivervi di petrolio e democrazia, volevo scrivervi di abusi e misfatti contro la gente lucana e la magia di terra su cui viviamo, ma sono stanco…inauguriamo un nuovo tempo politico, quello umano…vado a dormire, ma domani mattina sarò ai nostri banchetti…pronto come sempre per l’assalto della teppa (quella democratica!!!) al cielo (quello scuro degli sporcaccioni!!!)…buona notte a tutti e del sonno dei giusti, che forse non saremo noi, ma di sicuro non sono loro…auguriamo ai mostri sonni e sogni mostruosi…alla mia gente ed alle mie battaglie, auguro serenità nella certezza delle nostre ragioni…miko.

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la visita degli amici di ortona ed il secondo no oil day

questa mattina siamo con gli amici del comitato no-triv di ortona (ch) che combattono contro il progetto di costruzione di un pericoloso centro olii nella loro città e che ci hanno raggiunto fin qui per renderci la visita da noi fattagli domenica scorsa…insieme ci dirigeremo a viggiano, dove avranno modo di verificare cosa rappresenti il petrolio ed in particolare il centro olii per l’economia e la salute degli abitanti di una zona…appuntamento alle ore 11.30- 12.00 presso il piazzale del centro olii di viggiano…a tutti gli amici dalla val d’agri l’invito ad accompagnarci nel giro…con noi ci sarà il dott. mazzilli, presidente del wwf basilicata ed altri…nel pomeriggio saremo di nuovo a potenza per un banchetto di raccolta firme a poggio tre galli ore 18.00 presso la chiesa di s. cecilia…e domani mattina, domenica, secondo no oil day nelle piazze di potenza con i banchetti del comitato no oil potenza…questa volta vi invito a cercarle, come in una caccia al tesoro, il tesoro della fantastica basilicata che necessita di essere difeso dai pirati del petrolio, dell’acqua. dei rifiuti, della politica degli affari…vi attendiamo!!!

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una conferma quasi immediata

CONSIGLIO REGIONALE, INTEGRATO L’ORDINE DEL GIORNO
(ACR) – L’ordine del giorno relativo alla seduta consiliare di martedì 29 gennaio 2008 è stato integrato con la Proposta di legge, d’iniziativa popolare, avente ad oggetto: “Riduzione del prezzo alla pompa delle benzine”       

 ….vedi al riguardo quanto da me scritto nell’articolo “informazione e petrolio nell’epoca del consenso-dissenso”…la discussione di questa petizione adesso suona come strumentale alla certezza che questi pensano che siamo tutti degli idioti!!!…non ci opponiamo certo a riduzioni dei costi per i cittadini, ma sappiamo tutti che non è questa la strada che ci conduce ad un futuro virtuoso…miko

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la democrazia ed i governi…

bene, la farsa si è consumata in modo assolutamente bipartizan…cade un governo, se ne fa un altro!!!…logica democratica, si direbbe, ma c’è qualcosa d’altro…appare ora evidente a tutti il distacco tra classi politiche auto-referenti ed il resto del paese, quello stesso distacco che c’è dietro la faccenda di monte grosso…si prendono decisioni che ubbidiscono sempre ad interessi altrui ed altri, e mai alle reali necessità della gente, necessità fatte di tutte quelle frazioni infinitesimali in cui è ridotta la vita ed a cui un sistema economico rapace ci ha costretti…il problema non è solo nello specchietto per le allodole della politica spettacolo dei partiti, fatta di meschinità e giochetti e di uomini che non sono certo migliori del resto del paese, di imbellettamenti e precostituzione di ragioni e torti, di destra e sinistra, il problema è in un più ampio sistema dei grandi numeri economici che assoggetta trasversalmente la politica alla logica della gestione di affari correnti che vengono decisi sempre altrove…la politica cioè ratifica e rende apparentemente democratico ciò che democratico non lo è affatto, quel gioco del risiko mondiale che muove strategie di dominio economico che con la democrazia reale hanno ben poco a che vedere…nell’articolo sul consenso-dissenso, citando la dialettica che crea tesi ed antitesi a favore di una tesi più ampia e quasi sempre nascosta nei propri fini, non parlavo solo del problema petrolio in basilicata, ma di una realtà più ampia che muove la psiche di massa, orientandola accuratamente verso precise domande per cui sono già pronte precise risposte che a loro volta conducono verso ancor più precisi obiettivi…parliamo ad esempio di sicurezza…nel 2006 dai dati eures il numero di omicidi (considerato come il più grave tra i reati) rispetto all’anno precedente è aumentato di venti casi, non punti percentuali, ma casi che portano ad un aumento percentuale del 3,3% per cento rispetto ad una tendenza alla decrescita che in un periodo di quindici precedenti  ha portato ad un – 68% del loro numero totale…certo, è allarmante che i casi tornino a crescere ancora, ma considerando che sono in aumento i casi di omicidi in famiglia, consumati soprattutto su donne e minori e quelli tra stranieri, si concluderebbe che un problema sicurezza se c’è, appare molto più evidente nelle case e nelle famiglie (e potremmo citare molte cause perturbative a livello di psiche collettiva che forse influiscono su alcuni comportamenti nelle stesse) e negli ambienti degli stranieri appena arrivati in italia e meno integrati nella società (e potremmo discutere quindi della discriminante economica che influisce a livello criminogeno su molti comportamenti)…bene, il problema di questo aumento degli omicidi atterrebbe molto più alla dinamica della cultura della famiglia, violata da comportamenti indotti a cui il singolo non riesce ad adeguarsi ed a cui reagisce con la violenza su chi è più debole, ed alla dinamica della marginalità economica e sociale che induce anche per la sopravvivenza personale a comportamenti criminali (spaccio, piccoli furti, rapine, sfruttamento della prostituzione, etc.) da cui poi nascono quegli stessi episodi di violenza come momento terminale di una violenza che è già nei fatti…la risposta ovvia sarebbe che aumentano gli omicidi perchè a fronte di determinate pulsioni sociali, corrispondono determinati comportamenti devianti – ma no! – qualcuno tira fuori l’emergenza sicurezza a cui questo aumento di omicidi è collegato, e la cui unica soluzione sarebbe un aumento delle forze di sicurezza (di cui l’italia vanta già primati come numero percentuale in rapporto agli abitanti tra i paesi occidentali), dei loro stipendi (per carità, se fosse solo una rivendicazione sindacale!…) e dei loro mezzi, degli apparati informativi (quell’intelligence già onnipresente, ma di cui non si comprendono quasi mai le finalità!…) e mai, dico mai, un migliore utilizzo strategico di quelle che ci sono attualmente, coadiuvato da precise azioni sociali ed economiche…spero di essermi spiegato con questo esempio concreto su di un altro tema…abbiamo in italia un’emergenza politica, resa ancor più evidente da quello che è successo ieri al senato…credete, secondo la logica appena esposta, che il problema della politica lontana dai cittadini stia nelle diatribe di posizione tra centro-destra e centro-sinistra, apparentemente risolvibili con un cambio di maggioranza (che nei fatti sappiamo bene non poter risolvere affatto situazioni che riportano ad interessi più ampi), con leggi elettorali o riforme formali del sistema, o piuttosto non stia in un attacco alle basi stesse della democrazia, un attacco che presentando la politica nell’inutilità di ciò che essa appare ed a cui è ridotta attualmente, e cioè due facce della stessa medaglia di un potere per il potere, solleciti risposte altre a domande altre per fini altri?…credo che, stante la vergogna ed il disgusto che ispirano coloro che pur dovrebbero essere orgogliosi di rappresentare la volontà popolare, sia a questo secondo attacco, che si prefigura come un’emergenza democratica, a cui dovremmo rispondere come popolo italiano con l’unica arma che conosciamo ed abbiamo…la richiesta di democrazia!!!…miko somma.

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comunicato stampa

Il Comitato No oil Potenza chiede a De Filippo e all’assessore Santochirico la revoca dell’autorizzazione del pozzo di Monte Grosso

Il Comitato No Oil Potenza ha presentato oggi una richiesta di revoca in autotutela  della delibera n.1566 della Giunta Regionale del 5 novembre 2007 con cui è stato autorizzato il progetto di perforazione di un pozzo esplorativo per ricerca di idrocarburi in zona Monte Grosso nel Comune di Brindisi di Montagna, ma a pochi metri dal confine con il Comune di Potenza. Il Comitato contesta la legittimità sostanziale e formale dell’atto amministrativo, dovuto alla composizione carente dell’organo di giudizio e dalla insufficiente istruttoria, e rimarca le gravi conseguenze di impatto ambientale, sulla salute pubblica e sulle vocazioni economiche del territorio che una simile “leggera” decisione comporterebbe su un’area già interessata dalla discarica pubblica cittadina, dal termovalorizzatore, dalla presenza di una zona industriale, dal depuratore ed a pochi chilometri dalla città capoluogo di regione nella quale risiedono più di 70.000 persone. Ricordiamo inoltre che le principali conseguenze inquinanti derivanti dall’escavazione del pozzo interesserebbero in maniera drammatica il quartiere di Bucaletto, paradigma di un terremoto mai risolto, nei cui prefabbricati all’amianto vivono cittadini dimenticati dalle istituzioni.L’area interessata è situata nel parco della Grancia, foresta demaniale di gran valore naturalistico, e primo parco storico rurale e ambientale d’Italia per la cui realizzazione sono stati impiegati numerosi finanziamenti europei: la realizzazione del pozzo vanificherebbe infatti sia la vocazione dell’area che le somme spese a questo scopo. L’area inoltre è interessata da vincolo idrogeologico e dalla presenza di numerose sorgenti che potrebbero essere danneggiate dall’attività di perforazione: nelle carte geologiche si contano nelle strettissime vicinanze del pozzo  più di 39 sorgenti e si evidenzia la gravità del pericolo di dissesto, pericolo non scongiurato dalla tecnologia in uso dalla società proponente che comunque dovrà impattare il suolo ed il sottosuolo ad altissime pressioni per una perforazione fino a 6.880 metri di profondità, incontrando ad ogni suo livello acque di falda sia superficiali che di profondità, con elevatissime probabilità di frane e di inquinamento delle stesse. Senza considerare  eventuali fuoriuscite di gas altamente inquinanti e tossici quali ad esempio H2S (idrossido solforato). Contro la realizzazione del pozzo il comitato ha inviato anche un’appello al Ministro dell’Ambiente ed ha già raccolto quasi 3000 firme di cittadini allarmati  dal progetto e dalle prospettive di una continuazione del saccheggio del territorio lucano, interessato oramai per il suo 60% a permessi di ricerca, di coltivazione di idrocarburi ed istanze di vario genere, come oleodotti, centri oli e quant’altro, in violazione di un diritto alla cogestione del territorio sancito da numerose recepimenti nell’ordinamento giuridico italiano di convenzioni internazionali. Il Comitato quindi richiede alla Giunta regionale ed in particolar modo al Presidente De Filippo e all’assessore all’Ambiente Santochirico, l’immediato abbandono del progetto attraverso l’annullamento della suddetta delibera di giunta , nel rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini, nonché della relativa normativa di tutela, preannunciando che in caso di mancato accoglimento verranno esperite tutte le altre vie legali e politiche per impedire un simile abuso. COMITATO NO OIL POTENZA

 

informazione e petrolio nell’epoca del consenso-dissenso

non scopriamo oggi che le logiche delle multinazionali (e quelle del petrolio in modo particolare) prevedono la creazione di un sistema diffuso di controllo delle opinioni che passa anche attraverso un’informazione che veicoli messaggi “buoni”, “positivi” legati allo sfruttamento della risorsa…rientra in un più generale discorso sul neo-colonialismo di cui abbiamo già scritto e di cui non si può fare a meno di scrivere ancora…ma andiamo con ordine…il sistema economico attuale (definiamolo pure “globalizzazione”, parola pure fortemente deviata dal suo senso originario) prevede in nuce la creazione di opinioni dominanti al fine di marginalizzare ogni voce di dissenso che non sia già accuratamente calcolata nei suoi effetti dal sistema stesso…mi spiego, oggi assistiamo ad una generale riduzione dell’elemento critico sul consumo solo alla dialettica tra produzione ed associazionismo dei consumatori, attraverso la concentrazione dell’interesse mediatico non più sulla criticità verso un certo tipo di consumo, ma sulla customer satisfaction, la soddisfazione del cliente, che ridotta per sua stessa natura alla criticità verso la corrispondenza tra i costi e le aspettative materiali del consumatore, allontana la capacità di comprensione della logica produttiva di quello stesso consumo…in altre parole, deviando domande di base che potrebbero sorgere nell’opinione pubblica se sia giusto o meno per l’ambiente e per la società un certo tipo di consumo e concentrando l’attenzione solo su prezzi e soddisfazione del cliente, si ottiene un allontanamento sostanziale di ogni dubbio ed ogni criticità verso il sistema stesso…nel caso degli idrocarburi la deviazione classica è quella di spostare l’attenzione non più verso la sistematica distruzione dell’ambiente e della democrazia a cui naturalmente porta il sistema energetico basato sulle fonti fossili, ma o sugli alti costi che bisognerebbe sostenere per un sistema altro e che bloccherebbero uno sviluppo solo di tipo “economicista” (quello basato sul PIL, per intenderci, e che negli USA è il sistema dominante ed è lo stesso che impedisce l’adesione di quel paese a qualsiasi trattato di riduzione delle emissioni o del consumo energetico in generale) o sulla prospettiva “riduzionista” che lo sviluppo di maggiore efficienza energetica porti a minori consumi della stessa risorsa energetica (modello europeo e giapponese) senza tuttavia metterla mai in discussione come fonte primaria…in questo quadro appare abbastanza ovvio che chi detenga mezzi economici e politici tali da tenere nelle proprie mani il futuro energetico dell’intero pianeta, non abbia il minimo problema ad intraprendere campagne di “sensibilizzazione” che, come in epoche di totalitarismi non troppo lontani, prevedono la creazione di un sistema di consenso proprio attraverso i media…i mezzi ovviamente si sono raffinati e se ieri il consenso non prevedeva alcun dissenso che non fosse immediatamente espulso, oggi il consenso deve necessariamente trovare in se stesso anche quel dissenso canalizzabile e riassumibile nel mainstream, nel pensiero dominante, affermando la logica del consumo come fonte stessa dell’esistenza delle generazioni attuali, senza per nulla preoccuparsi con una rimodulazione dei sistemi di quelle future…ed è in questa logica mediatica che rientrano gli associazionismi dei consumatori (che non intendo certo come controllati all’origine o sovradeterminati malignamente, ma come facenti parte di un sistema che li prevede come elemento di base), strutture organiche al sistema stesso…facciamo ora un esempio pratico a proposito delle estrazioni di petrolio in basilicata…io, compagnia petrolifera, dopo essermi assicurata a vario titolo l’appoggio dei soggetti o delle classi dominanti locali, ho necessità di mantenere un clima di ottimistica fiducia dell’opinione pubblica sul sistema, affinchè nessuno si opponga…è primariamente un compito dell’interfaccia politico che mi sono conquistato spiegare alla popolazione quanto benessere porteranno le royalties rispetto ai danni ambientali e sociali delle trivellazioni…per un certo numero di anni, complice la povertà della regione, la chimera dello sviluppo ha funzionato elementarmente secondo la prima delle logiche, quella diciamo totalitaria…il consenso, cioè era assicurato dalle aspettative di benessere a cui non era possibile opporre alcunchè…ed ovviamente sappiamo tutti come è andata a finire!!!…le contraddizioni del sistema cominciano ora ad essere evidenti…l’ambiente viene massacrato, il benessere collettivo è nullo, la presa di coscienza che qualcosa non va comincia a farsi spazio tra i lucani e l’eldorado di quella california che fino a qualche anno fa qualche irresponsabile ventilava come il futuro prossimo (mi consentite una battuta?…futuro posteriore!!!) diventa una favola da focolare…il sistema corre ai ripari e guarda caso qualcuno comincia a parlare di sconti e franchigie sul costo dei carburanti, di zone franche, etc…il rapporto dialettico a cui accennavo in precedenza dovrebbe ora essere più chiaro…tramontata la prospettiva di sviluppi impossibili, occorre ora spostare il tema nascente della criticità sulle estrazioni di petrolio al tema dei vantaggi di consumo immediato che potrebbero derivare ai cittadini lucani…dal benessere generale all’interesse particolare, dal collettivo al personale…siamo alla seconda delle logiche del consenso, liddove la prima fase contiene anche la seconda, spostando l’asse dall’improponibilità di questo sistema di estrazioni ai vantaggi particolaristici e locali che ne deriverebbero…ed il sistema dell’informazione, che non è escluso da ognuna delle due fasi, ma anzi in una società dello spettacolo, al quale anche la nostra ristretta società lucana appartiene suo malgrado (devo forse ricordare le pagliacciate mediatiche dei giovani dietro l’attuale presidente su di un palco in campagna elettorale?) diviene determinante in un circo che prevede un uso alternato dei media che contemporaneamente magnificano il sistema e ne precostituiscono anche degli elementi critici addomesticati, al fine di lasciare esattamente tutto così come si trova…noi del comitato no oil potenza diffidiamo dei venditori di consenso localistico e diffidiamo chi chiunque sia fuori dei confini che stanno tra le parole “no” e “si” di un forte e risoluto…no al sistema del petrolio, si alle energie alternative…miko     

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