ieri a ferrandina con don marcello cozzi

ciò che mi piace davvero di don marcello cozzi è la sua passione politica e civile delicata, ma fervente, pacata e contenuta nei toni, ma incisiva e ricca di acume…ieri alla presentazione del suo libro a ferrandina la sala era gremita e chi era lì, non era lì per l’occasione di far salotto o di vedere il magistrato “controverso” trasferito d’ufficio a salerno (parlo di vincenzo montemurro)…chi era in quella sala apparteneva alla parte sana della nostra società, che certo non è solo quella sala, ma le mille sale che si riempiono ogni qual volta la stessa società si sente minacciata dal malaffare, dalla cattiva politica, dalle miopie in salsa mercantile, dalle tante mafie che fanno la mafia, quella che c’è, vive e prospera anche da noi…la società a cui si rivolge anche questo comitato

don marcello usa ad incipit del suo intervento una breve ricostruzione di alcuni nodi gordiani della storia recente della mafia, della mafia che si fa stato ed antistato contemporaneamente ed a proprio comodo e poi si butta a capofitto nell’analisi di quanto l’attività mafiosa sia presente sul nostro territorio complice un’altra mafia, quella con il doppiopetto e con le scarpe di marca, quei poteri forti che dai salotti buoni dirigono l’economia, decidendo chi, come e quando avrà un appalto od una commessa pubblica, chi può fare in una zona e chi non dovrà fare mai ed in nessun posto, il lavoro, stabilendo tempi, ritmi e condizioni per le quali chi pur avrebbe un diritto ne paga il dazio come ad un favore ricevito, la salute dei cittadini, imponendo personaggi, pratiche e modalità di gestione delle asl, il territorio, piazzando bandierine di un risiko pericoloso su questa valle o su questo fiume – qui metteremo rifiuti, qui produrremo energia, lì costruiremo selvaggiamente -  e potremmo andave avanti a lungo con l’elenco dei diktat a cui siamo ogni giorno sottoposti

un grumo trasversale di potere – così lo chiama don marcello – soffoca la nostra regione e chiude ogni prospettiva di reale cambiamento nell’illusione di un’isola felice che è già da tempo scomparsa sotto i flutti agitati di quel mare nero che da noi non ha neppure bisogno di sparare, seppur lo faccia a volte, tanto è perfetto l’accordo, la pax mafiosa, la recita a soggetto della società povera, ma onesta…don marcello ci conosce bene e sa che lottiamo anche noi per prosciugare quel mare e far riaffiorare l’isola che c’è, ma vive purtroppo in un’apnea dolorosa e silente a cui non si intravede ancora fine

ieri avremmo voluto intervenire e dire che il petrolio ed il suo sistema fanno parte di quel grumo, ne è anzi un tessuto connettivo, un sostrato reggente, ma il tempo programmato era poco ed intervenendo avremmo forse confuso tutto…a ferrandina la mafia si chiama discarica e si chiama amianto e si chiama follia di uno sviluppo inconsistente e pagato a suon di morti di asbestosi e tumori vari, di un inquinamento forse ormai irreversibile di un territorio dalla struttura debole che faticherà non poco per riprendersi da qualche decennio di “chimica a buon mercato” e di cecità connivente delle istituzioni…avremo tempo e modo di intervenire, magari il 6 maggio a potenza, quando don marcello presenterà nel capoluogo il suo volume e come sempre accade la sala sarà piena di gente onesta, gente che si indigna quando comprende che persino oscuri avvenimenti di cronaca sono intrecciati saldamente a quel sistema che da queste parti tutti sanno esistere, ma di cui forse tropppo a lungo si è ignorato o non visto o fatto finta di non vedere la terribile realtà, gente dai volti per bene, a cui forse manca solo lo scatto minimale (o enorme, dipende dal dolore e dall’intensità della comprensione)d’energia civile per trasformare la volontà di ascoltare nel coraggio di fare e lottare per poter cambiare tutti insieme

miko.

  

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riunione del comitato no oil potenza

mercoledì 30-04 (cioè oggi) presso la sede wwf di potenza in scalinata IV novembre riunione del comitato no oil potenza…forza e coraggio, qualcosa comincia a muoversi in questa regione…la gente!!!

stiamo ricevendo numerossime richieste da parte di cittadini, comitati ed associazioni di molti paesi lucani per un intervento del comitato no oil potenza nelle rispettive realtà territoriali…ne siamo felicissimi!!!…il tempo di organizzarci e siamo da voi a portarvi la nostra passione ed a riportarci indietro la vostra…il messaggio comune è e sarà sempre quello di liberare la basilicata dal colonialismo delle risorse e dei rifiuti, dai comitati d’affari e dalle mafie, dai partiti contenitori di interessi privati e dai partiti servi, dal clientelismo e dalla sovranità limitata…democrazia reale!!!

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che nessuno tocchi quel parco!!! – un comunicato stampa

 

Che venga rimesso in discussione e proprio dalla val d’Agri l’annoso iter procedurale che ha portato all’istituzione ed alla perimetrazione del parco nazionale della val d’Agri-lagonegrese, è per questo comitato già abbastanza inaudito, folle, incosciente, soprattutto quando a farsene paladini sono le associazioni dei cacciatori, ma le notizie di stampa in merito ad un presunto comitato anti-parco sorto nella valle che osteggerebbe la stessa perimetrazione, rincarano la dose oltre ogni limite.

 

Che le associazioni doppiettistiche presentino un ricorso al TAR contro la perimetrazione del parco, che a loro dire limita i loro diritti, potevamo anche aspettarcelo – fosse per loro si potrebbe sparare anche a parco Montereale a Potenza! – ma che a dar man forte a simili progetti anti-storici (il parco è finalmente una realtà legislativa ed in quanto tale ne vanno osservate le prescrizioni) ed anti-ambientalisti fossero, oltre che professionisti, imprenditori, artigiani ed agricoltori, anche dei sindaci della zona ci pare francamente troppo.

 

Preoccupati dai limiti che a loro dire il parco imporrebbe all’edilizia – ma quale edilizia? Quella degli eco-mostri pubblici (il ponte sul lago del Pertusillo o l’assurdità genetica di una stazione di autobus a Paterno mai entrata in funzione) o quella dei privati (dovremmo forse ricordare quanto si è capaci di concedere in deroga al buon senso, più che alle normative edilizie, o piuttosto dare diritto di credito a quei tristi mattoni forati a vista permanente che troppo spesso deturpano i nostri paesi?) – i sindaci intendono organizzare una conferenza di servizio sulla possibilità di esperire vie legali contro il parco o meglio contro i suoi confini, a loro dire troppo vicini alle zone abitate per non creare vincoli.

 

Costoro, non paghi di assecondare consensi di bottega facilmente intuibili, fanno inoltre riferimento ad una serie di altre attività che il parco a loro dire limiterebbe, dall’agricoltura alla silvicoltura, settori che al contrario tanto avrebbero da guadagnare proprio dal parco, nell’ottica di reale integrazione tra attività umane e natura che una gestione dinamica del parco comporterebbe, e di cui invece vengono denunciati limiti che non si comprende se risiedano nel diritto della collettività ad un ambiente sano e ad un’agricoltura entropica ai ritmi naturali e quindi anche umani o nel diritto dei singoli a fare tutto come gli pare,  in una visione cettolaqualunquista della realtà che già spaventa per il futuro prossimo.

 

Questo parco nazionale già nasce monco, ritagliato com’è su misura degli interessi delle compagnie petrolifere, per far rientrare pozzi o aree di prossima perforazione in zone a minore o nei fatti nulla tutela ambientale, in ritardo rispetto alle reali necessità di salvaguardia di uno dei maggiori bacini di bio-diversità dell’intera area mediterranea, minacciato dall’impatto violento degli idrocarburi e delle relative infrastrutture, annacquato, vista la delimitazione della zona a protezione integrale alle sole creste montuose, come se le specie floro-faunistiche da salvaguardare vivessero solo ad alta quota e non praticamente ovunque la natura sia lasciata abbastanza in pace, ma comunque nasce ed è uno di quegli avvenimenti che dovrebbe rallegrare chiunque comprenda che ormai un modello di sviluppo va sostituito al più presto con un altro, più sostenibile in ogni senso.

 

Tra queste persone dovrebbero esserci i cittadini della val d’Agri, la cui vera minaccia all’economia – ed alla salute – risiede nell’attività senza freni dell’estrazione e raffinazione di idrocarburi, altro che le minacce che verrebbero dall’estensione del parco!

 

Si chiede di allontanare il parco dalle zone abitate e si denuncia come paradigma dell’invasività di questo supposte limitazioni ad alcune attività umane che, se si aspettasse almeno l’istituzione di un regolamento del parco o si leggessero le norme di gestione dei parchi nazionali, troverebbero molte ed ampie risposte in termini di criteri vincolanti per zone di perimetrazione (zone A,B e C, cioè zone a tutela integrale, a tutela semi-integrale ed a tutela integrata alle attività umane).

 

Si preferisce invece mettere il carro avanti ai buoi, utilizzando come argomento negativo la contiguità del parco al centro olii di Viggiano ed ai pozzi sparsi ovunque nella valle, cosa che dovrebbe far pensare piuttosto a quanto proprio il sistema ENI sia stato ostacolo all’unico volano di sviluppo per una terra altrimenti destinata a morire di petrolio.

 

Noi del comitato no oil potenza ci chiediamo se non siano le attività umane a necessitare di limiti e di nuovi indirizzi verso i criteri di maggiore sostenibilità che il parco ed una nuova conseguente cultura del fare umano suggerirebbero come soluzione per uscire da una condizione di sfruttamento senza limiti di ambiente e risorse che si ritorce con effetti devastanti sull’intera società.

Più che metter limiti al parco, cari sindaci, cerchiamo di metter limiti al petrolio ed alla sua – quella si reale e devastante! – invasività di ogni aspetto della vita sociale, economica e naturale della nostra regione e della valle dell’Agri in modo particolare…io amo la mia terra!!!

in val d’agri si raccolgono firme contro il parco

piccola pausa agricola del portavoce…beh, io mi occupo anche di agricoltura, sono una sorta di cincinnato…

vorrei porre però l’attenzione su un avvenimento molto preoccupante che ho avuto modo di verificare con costernazione…in val d’agri è in corso una raccolta di firme contro il parco nazionale appena istituitopromotori i cacciatori, firmatari agricoltori preoccupati che con il parco non potranno più svolgere le attività di normale pratica agricola, complici sindaci ignoranti e manovrabili o consapevoli e colpevolii probabili veri mandanti della raccolta firme sono ambienti vicini all’eni

non è certo la prima volta che l’eni attenta al parco della val d’agri (esempio i dieci anni di ricorsi continui contro la perimetrazione di alcune zone che guarda caso erano di un certo interesse petrolifero) direttamente o per interposte associazioni, ma questa volta si sta davvero esagerando…dire che quel parco, già nato monco rispetto alle reali ed oggettive necessità di tutela di una zona dalla ricchezza floro-faunistica prodigiosa (vorrei ricordare che la valle dell’agri è uno dei maggiori bacini di bio-diversità dell’area mediterranea), creerebbe ostacoli alla nornale prosecuzione delle attività agricole e forestali è  terrorismo allo stato puro

a questo proposito vorremmo ricordare che la disciplina dei parchi nazionali prevede tre differenti zone di tutela con tre differenti gradienti di prescrizioni, che nel caso della val d’agri nulla o quasi comporterebbe in termini di ostacoli alle attività agricole e forestali svolte nel fondo della valle e sui costoni montuosi fino ai settecento metri

è ovvio che gli incoscienti doppiettisti (che personalmente vorrei disarmare, ma avrò modo di tornare sull’argomento caccia in questa regione), sono gli esecutori più o meno consapevoli (dipende dalle postazioni occupate nelle organizzazioni dalle quali dipende l’influenza esercitata dai capetti sui singoli iscritti) di strategie ben più ampie di contenimento della tutela del parco, al fine di consentire la prosecuzione indisturbata delle attività di trivellazione…con la scusa quindi di non rinunciare alle assurde prerogative di s-doppiettamento che la legge italiana anacronisticamente ancora consente a questi signori (ricordo che mentre ai normali cittadini è interdetto l’accesso non autorizzato ai fondi privati, ciò è invece consentito liberamente ai cacciatori, a meno di non perimetrare i terreni con recinzioni di altezza superiore ai 70 centimetri), si attenta alla reale istituzione del parco della val d’agri

un segno dei tempi si dirà – con il berluscao al governo tutto diviene lecito! – e direi che concordo con questa affermazione…solo stamane, mentre ero alla lettura del televideo, il sonoro di una becera trasmissione di servizio assai mattiniera, ma dalla capacità di orientamento socio-politico notevole (sarà forse l’ora unita al target medio della trasmissione, ma l’effetto è devastante per la civiltà), mi faceva gelare gli oleodotti sanguigni…un ufficiale del servizio meteo dell’aereonautica italiana raccontava serafico, dietro baffi da mangiafuocoecagasaette, che le modificazioni del clima necessitano di un adattamento dell’uomo e delle sue attività a queste, dal momento che nulla o poco si può fare per intervenire efficacemente…pazzia!!!…il protocollo di kyoto e tutto l’ambaradam del surriscaldamento globale, che pure gli ancora non concepiti già conoscono a menadito, per questo signore è come se non esistesse affatto…un altro esecutore di strategie!!!…si comincia con il suggerire qualcosa per diseducare e rendere più semplice una controriforma ambientale neo-cons alla bush (lo ricordate quel macaco quando dichiarava che per impendire gli incendi bisognerebbe abbattere le foreste?)…tempi duri ci aspettano!!!

ma ritornando alla raccolta firme in val d’agri, la società civile deve mobilitarsi ed al più presto!!!…siamo di fronte ad un vero attacco terroristico, fomentato dai poteri forti!!!

con le mie orecchie ho udito qualcuno dire che nel caso il parco si fosse fatto, il fuoco sarebbe divampato sulle montagne…questi sono argomenti estremi – certo! – ma dietro l’idiozia di alcuni mentecatti si nasconde sempre la furbizia di alcuni disonesti, gente e gruppi di potere che pur di affermare un certo modo di vedere le cose che gli assicura rendite garantite ed impunità, non esiterebbero, credo, a fornire gli accendini per le torcie…un po’ come dire che quando borghezio incita alla xenofobia, magari non morirà nessuno legato ad un palo crociato in fiamme per quei discorsi che i benpensanti definiscono genericamente come pittoreschi, ma intanto anche un solo schiaffo od un insulto ad un immigrato che sia conseguenza di quelle parole, nei fatti afferma la nascita di una cultura segregazionista che poco per volta diviene prassi e legge…a buon intedintor…miko.

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il comitato no oil a brindisi di montagna- comunicato stampa

Primo della serie di incontri che il comitato no oil potenza ha programmato tra la gente lucana, quello che giovedì sera ci ha visti a brindisi di montagna assumeva una importanza speciale.

Raccontare la nostra idea di un altro sviluppo e di un’altra società a partire proprio dal piccolo paese che suo malgrado abbiamo eletto a paradigma di una storia di colonizzazione che coinvolge ormai tutta la regione, ha assunto sin da subito una connotazione di ampia portata. Tutti noi del comitato no oil sapevamo che dietro il pozzo di monte grosso 2 e delle contestazioni di merito che abbiamo per primi sollevato sin dal mese di novembre dello scorso anno, ciò che si svela lentamente agli occhi dell’opinione pubblica lucana è la tragica vicenda di una regione deprivata da ogni possibilità di farsi artefice del proprio futuro, una regione a cui viene sistematicamente negato ogni possibilità di accesso ad una delle forme più connotanti una democrazia reale, il diritto di scegliere come vivere sulla propria terra.

 L’intervento iniziale del sottoscritto, in qualità di portavoce del comitato, ha ricostruito la storia delle estrazioni di idrocarburi in basilicata non mai enucleando la vicenda di monte grosso da quel contesto globale che solo spiega le ragioni di quanto accade.In basilicata qualcuno decise di estrarre petrolio e tutto venne piegato a questa volontà.Vennero piegate le leggi, con il dlg 625/98 che stabiliva al 7% le royalties sull’estratto, addirittura ribassandole dal precedente 9% e con una serie di norme che consegnavano ad un ufficio del ministero delle attività produttive, l’ormai famoso UNMIG, ogni relazione tra società estrattive e territorio, vennero piegate le coscienze, con un accordo capestro e mai interamente rispettato dal lontano ’98 tra una regione obbligata da un malinteso ed assurdo nei fatti “interesse nazionale” e l’ENI, forte di quella capacità di pressione politica che permea ogni istituzione preposta, vennero piegate le ragioni dell’economia, della civiltà, del rispetto del territorio e dell’ambiente, delle speranze della gente che nel petrolio aveva visto un’opportunità fino ad allora negata dalla storia.Come poter pensare che dietro l’affare di monte grosso non si nasconda la tragica reiterazione di un passato prossimo diventato presente eterno?Questo si è spiegato alla gente di brindisi di montagna, anzi a quegli abitanti che coraggiosamente hanno vinto la tentazione di starsene al bar a chiedersi cosa si sarebbe mai detto, delegando nei fatti ad altri un resoconto e forse una decisione e lo si è spiegato con la passione delle tante voci libere che animano il nostro comitato, ma soprattutto con la tenacia di chi crede alla giustezza della propria lotta ed alla necessità di un risveglio delle coscienze.Il comitato no oil potenza non è certo nato in uno stanzone illuminato a neon, cresciuto nelle piazze del gelido inverno potentino alla raccolta di firme per la petizione contro il pozzo, vissuto nella lacerazione interiore degli uni e di tutti del tentare di capire come è perché si è potuti arrivare a questo sacco devastante della nostra regione, rinato ogni giorno da se stesso, dallo studio e dalla passione contagiosa che ci anima e ci spinge a chiedere di più del solo capire per sostanziare un cambiamento necessario e possibile, per chiedere altro che non sia la democrazia reale in cui è contenuta la rinuncia ad un modello di sviluppo di cui anche il petrolio estratto in questa regione è in ogni senso il carburante malefico…malefico, perché questo sistema di sfruttamento di desideri bulimici di alcuni uomini sulla natura e su altri uomini costretti a subirne le conseguenze non può essere benefico, ammesso lo sia mai stato…è la terra stessa che ci chiede di cambiare!!!Abbiamo parlato di questo a brindisi di montagna, certi che se il cambiamento auspicato da tanti ed auspicabile per tutti, il cambiamento in cui convivono istanze di riorganizzazione sociale, politica, economica, comportamentale, il cambiamento che può divenire se praticato con il fervore della necessità impellente e la passione dell’amore per il nostro pianeta una solida pianta dei cui frutti nutrirci nel futuro, per ora è un germoglio tenero che noi del comitato no oil potenza a brindisi di montagna abbiamo seminato nella certezza di una sua crescita vigorosa.Un altro mondo è possibile, un altro mondo è necessario.Miko Somma, portavoce del comitato no oil potenza    

al sindaco santarsiero

sindaco santarsiero, ti chiediamo di adempiere agli impegni presi con il comitato no oil potenza e convocare subito il consiglio comunale!!!…vielen danke!!!

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dopo la morte, il santo differenziatore

anche la morte parla delle royalties….brrrrr….e che è, un film horror girato in basilicata saudita?…possibile che non se ne sapeva nulla ed io mi sono perso l’ennesimo cult-movie?

niente paura, la morte non è il falciatore di esistenze spaventevole ed iningannabile, l’angelo sterminatore senza morale che non sia il tempo, bensì l’azzimato presidente della camera di commercio di potenza…ed ovviamente, parlando costui di sviluppo da finanziare con le royalties (mentre contestualmente parla di un distretto industriale di presunte belle speranze nel nord della basilicata da foraggiare con dovizia) e tante altre amenità già ascoltate in precedenza da illustri e meno paurosi cognomi della politica lucana, non potevo certo esimermi dal citarlo…ma dal momento che non vale neppure la pena che risponda a lui (sarebbe tempo perso, questi hanno un solo concetto in testa, spendere, spendere, spendere fregandosene un accidenti di niente di ciò che realmente abbia un po’ più a cuore le sorti dell’ambiente e di come ci staranno gli uomini dentro), mi limito a riferire della sua discesa in campo, pardon, in pozzo….c’è da finanziare qualcosa che non conosciamo ancora con questo pretium doloris delle royalties?…avanti con le proposte, siamo in ascolto

un grande ritorno però, l’assessore santochirico!!!…questa volta nei panni del nume tutelare della raccolta differenziata…serafico e con un taglio di capelli alla ghibli (il vento caldo del deserto che scompiglia oppure l’omonima rivista ormai scomparsa tutta curve e controcurve a 90-60-90) l’assessore ci annuncia dal palco mediatico del pd-3 regionale una spesa (sempre la spesa, tanto i risultati sono un optional!!!) di otto milioni di euro per raggiungere in due anni una percentuale di raccolta differenziata del 40% in un’area della basilicata la cui popolazione assomma a centomila abitanti…ottimo, assessò!!!…peccato che i milioni spesi prima non abbiano portato neppure al 5% di raccolta differenziata per tutta la regione…soldi spesi male, organizzazione carente, non collaborazione della popolazione, incultura generale o incultura delle amministrazioni?…di chi o cosa la colpa?…magari tutto insieme concorre al fallimento!!!

scommettiamo però che l’assessore tanto riduzionista, rassicurante e blandente in tema di istanze e permessi sugli idrocarburi, sulla raccolta differenziata la sparerà grossa, magnificandone iperbolicamente le percentuali in vista delle prossime elezioni regionali tra due anni, proprio l’obiettivo temporale che si è dato per farci arrivare a ciò a cui avremmo dovuto essere già arrivati da qualche anno (leggasi decreto ronchi e successivi)?…più che un dubbio, una certezza!!!…ma il santochirico, a cui vogliamo un bene dell’anima (e che faremmo mai senza di lui???) è fatto così, è un uomo di begli annunci!!!

santochirico, la raccolta differenziata è una cosa seria e prima di sparare cifre dovrebbe prima di tutto dirci quale metodo adotterà per la sua ipotesi di piano di raccolta, se adotterà cioè il sistema del porta a porta spinto (cioè l’unico modello di efficace raccolta differenziata) o il solito modello dei cassonetti multimateriale in strada con cui le amministrazioni si sciacquano la bocca?…e come intende riciclare, cioè con quali impianti?…e la separazione dell’umido dal secco, a quale utilizzo del secco porterà?…ed è davvero sicuro di mettere a sistema la raccolta differenziata in una area tanto vasta, mancando del tutto ogni forma di programmazione territoriale e di piano rifiuti persino nei comuni e tenendo conto che a potenza – una metropoli!!! – a malapena si arriva al 17%?…dove sono i mezzi, dove gli impianti, dove l’organizzazione sovraterritoriale di gestione e controllo, dove l’attività di sensibilizzazione culturale?…crede che due anni le basteranno davvero?…auguri, assessore!!!

noi che siamo delle linguacce e dei malpensanti, siamo convinti che, separate le frazioni recuperabili più grossolane, tutto il resto finirà nel termovalorizzatore di potenza, di melfi o magari di qualche altro impianto simile che con il nuovo piano energetico regionale intendete realizzare…questione di precedenti, ma chi vi crede?…assessore, più che i proclami a mezzo televisivo, vorremmo conoscere i particolari prima di spararle addosso critiche che, come sul petrolio, l’hanno imbarazzata nel recente passato fino al punto di far chiamare dal suo ufficio stampa (il buon eustachio) il sottoscritto per ammorbidire i toni della polemica?…la raccolta differenziata è una cosa molto seria e di annunci simili anche bassolino s’era fregiato le labbra prima di ridurre la campania a ciò che è oggi

non è che non le crediamo per preconcetto ideologico o sfiducia precostituita, noi non le crediamo per conoscenza diretta dei suoi metodi e dei suoi pensieri, confortati in questo dalle sue belle e consolanti dichiarazioni sugli idrocarburi estratti in regione

piuttosto crediamo che la sua filosofia e quella dei suoi colleghi trans-partitici sia quella che fino a quando si fanno eco-affari (termovalorizzatori, centrali nucleari, rigassificatori, ponti, tunnel e cose simili, cioè tutto il contrario di quella soluzione di continuità con un certo passato che è la terra stessa a chiederci), la cura dell’ambiente ha un senso ed un interesse prioritario dettato dal denaro e dagli interessi, ma se non si fanno affari, perchè impegnarsi tanto?

ricordo ai lettori l’appuntamento di domani a brindisi di montagna…ore 18 presso il centro polifunzionale il comitato no oil potenza incontra la cittadinanza di brindisi per illustrare le ragioni del no al pozzo di montegrosso e del si ad un altro modello di sviluppo…non mancate!!!

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la tv di regime a marinagri

il pd-3 basilicata non finisce mai di stupire…dopo aver sorvolato a bassisssima quota sul problema delle estrazioni di idrocarburi, concentrandosi sui “prodigiosi e benefici effetti” di queste sull’economia lucana, piuttosto che dare un quadro d’insieme critico dell’argomento, dandoci modo così di verificare nei fatti quella certa contiguità al potere che la vox populi attribuisce lapidariamente alla testata regionale, eccoli stupirci con il doppio effetto speciale di due – dico due!!!- inviati molto speciali a policoro per documentare le marce di protesta per il sequestro giudiziale di marinagri

i due inviati, chiamiamoli flic e floc, più che limitarsi a far cronaca, senza tradire partigianerie tifose, delle ansie giustificate dei lavoratori e degli imprenditori locali, come manuale deontologico suggerirebbe – ma oggi molti lo confondono con un manuale odontoiatrico – sembravano più impegnati a raccogliere testimonianze da intessere in una trama di declamazione piaggeristica ed  ipocrita da tv di stato sovietica verso il sistema di controllo politico-affaristico responsabile di uno dei peggiori eco-mostri della nostra regione che neppure nel peggiore degli incubi si ipotizzerebbe – figurati a realizzarlo! – che raccontare il disagio reale che pur esiste ed a cui occorre dare una risposta 

infatti flic e floc, più naso cacato (avevo dimenticato il terzo incomodo da studio) utilizzavano senza pudore alcuno le pur legittime preoccupazioni espresse in marcia da operai ed imprenditori uniti nello strano connubio veltro-calear-colanninesco che vede lavoro, imprenditoria e sindacati tutti posti su un piano simile (ma ovviamente mai uguale) a difesa di quel reddito e quella rendita posti a foglia di fico dell’abnormità impattante e di dubbia legalità del complesso di marinagri per fare una difesa d’ufficio proprio del sistema posto sotto accusa dal magistrato inquirente, che certo non indaga sui e contro i lavoratori, quanto sui meccanismi a monte del progetto marinagri…meccanismi che parlano di comitati d’affari e di cabine di pilotaggio, più altre cosucce aggiunte!!!

sul complesso di marinagri, isolotto dei famosotti in una terraferma appena dietro il bagnasciuga devastata da quel “si può fare” che -si fa, si fa!!! – e che speriamo il mare si riprenda presto in una di quelle sue violente azioni di ripristino ambientale che a volte sembrano l’unica possibilità rimasta per ristabilire un equilibrio tra l’uomo e la natura, gravano molti e gravi dubbi di legittimità e liceità, dubbi sui quali noi cittadini non ci esprimiamo per rispetto di una funzione autonoma dello stato e ce ne rimaniamo in silenzio ad aspettare la conclusione delle indagini, ma su cui evidentemente qualcuno esprime già giudizi di merito deleggittimanti dell’operato giudiziario

in sostanza parlando di rischi occupazionali, si parla di dissequestro, chiusura dell’indagine e rimozione del magistrato, per altro già in partenza, volti a favorire la tranquillità di una loggia di potere…bella roba!!!…il messaggio chiaro è che per una certa idea del mondo la giustizia deve essere cieca, ma non nel senso dell’imparzialità contenuta nell’icona-simbolo della benda, quanto piuttosto della cecità connessa al non vedere ciò che non conviene che si veda…ma visto che a volte i magistrati recalcitrano a cedere ciò che la costituzione a ragion veduta gli concede, la delegittimazione è dietro l’angolo e porta le firme a volte di quell’orribile silenzio ed isolamento che anticipa la morte sociale, lavorativa e qualche volta fisica, a volte di qualche “corvo” palermitano, a volte purtroppo anche di flic, floc e naso cacato nei panni di un giornalismo servo deprivato di ogni dignità nella difesa ad oltranza di un sistema che non prevede alcuna opposizione democratica

il servizio passato oggi al pd-3 regionale superava ogni limite di decenza…tutto era smaccatamente orientato alla difesa dei potentati che stanno dietro quell’operazione edilizia, altro che preoccupazione per i lavoratori e per il loro reddito- quella si, se sincera, meritevole di mille servizi giornalistici

è attraverso certa tv di regime che passa un’idea molto pericolosa per la democrazia e la legalità…l’idea che nel nome degli affari e della speculazione guidata da comitati ristretti tutto sia possibile, persino utilizzare il ricatto mediatico del lavoro che svanirebbe senza un definitivo sipario sulla vicenda marinagri che autorizzi il completamento acritico e stragiudiziale della struttura, persino la devastazione oltre ogni limite di ragionevolezza dell’ambiente e delle leggi in cambio della solita manciata di interessi

sia chiaro che non ho nulla contro flic, floc e naso cacato – hanno famiglia!!! 

p.s. rispondendo ai tanti che mi dicono – ma chi te la fa fare?…così ti metti nei guai! – dico che nei guai ci siamo tutti e questi guai hanno la consistenza e l’odore dello strame…morire per morire, io voglio morire con le narici libere!!!   

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riunione del comitato no oil potenza

domani oppure oggi martedì 22 aprile allae ore 18.00 presso la sede wwf di scalinata IV novembre a potenza, riunione del comitato no oil potenza (e urca se ridiventiamo battaglieri!!!)…all’ordine del giorno preparazione dell’incontro di brindisi di montagna di giovedì 24, definizione degli interventi e struttura dell’evento, autofinanziamento del comitato, ritocchi alla nuova petizione regionale del comitato e modalità di raccolta firme, preparazione del consiglio comunale aperto a potenza (sindaco vito santarsiero, mica ce ne siamo dimenticati!!!), varie, eventuali, possibili ed auspicabili….dimenticavo l’organizzazione dell’estremismo con bombe, di pasticceria fresca, armi bianche, di lavanderia, armi leggere, di dieteria (passatemi il neo-logismo più sani-più belli), carri armonici (noi amiamo la musica), flipper, ricchi premi e cotillons…gente allegra, dio l’aiuta!!!…e mica siamo tristi come de flip, bubi, santocarico, s-margiotta e compagnia bella

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il comitato no oil potenza incontra i cittadini di brindisi di montagna

giovedì 24 aprile alle ore 18,00 a brindisi di montagna (pz) presso il centro polifunzionale incontro del comitato no oil potenza con la popolazione locale per spiegare le ragioni del no al pozzo, del no ai pozzi, del si ad un altro modello di gestione del territorio, dell’energia, della democrazia…ringraziamo in anticipo l’amministrazione di brindisi per la concessione della struttura e per la collaborazione alla buona riuscita dell’evento…il sottoscritto apre l’incontro con un intervento sturm und drang, secondo stile …poi altri interventi del comitato, a seguire dibattito a cui speriamo la cittadinanza di brindisi non mancherà di far sentire le proprie opinioni…noi siamo un piccolo comitato e brindisi di montagna un piccolo paese…scommettiamo che ne verranno fuori grandi contenuti?…accorrete numerosi…la democrazia si difende a partire dai territori!!!

p.s. ovviamente l’avviso su queste pagine sarà ripetuto più volte in questi giorni

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e ci chiamano estremisti…

nell’edizione serale del pd-3 servizio sull’ennesimo incontro a tema petrolio tenutosi in val d’agri…firma edmondo soave, detto il pretino…argomento spinoso, dibattito lacunoso, contenuti immaginabili, di fatto vanno difese le estrazioni, i soldini delle royalties poi si vedrà, questo mi pare il sunto del servizio, credo abbastanza fedele dopotutto alle conclusioni dell’incontro…decotte, come sempre!!!…poi sorpresa ci definiscono pure estremisti…urca, che parola impegnativa…ma estremisti di che e di cosa?…dell’ambiente, di un altro processo di gestione del mondo o di che cosa altro?…nel dubbio, io provo a fare un’analisi della parola estremista…chi sta all’estremo è un estremista..geometricamente estremo è il punto di una figura più lontano dal centro…bene, quindi nel caso del cerchio l’estremo è rappresentato da uno qualunque dei punti costituenti il perimetro…essendo i punti entità astratte e non definizioni spaziali (un punto è una convenzione senza misure, giacchè anche la più piccola delle misure attribuibili costituirebbe di fatto già un’entità misurabile, quindi un’area), essi si intendono come infiniti…la circonferenza di un cerchio è così un insieme infinito di punti, connotando un’infinità di estremi, cioè di punti che rappresentano ciascuno il punto più lontano dal centro…ma cos’è il centro?…è il punto più lontano dagli estremi…logico no?…se a uguale b, b uguale a…ma come calcolare il punto centrale di un cerchio?…il punto centrale, il centro è si un’entità astratta proprio in quanto punto, ma definibile, quindi concreta…il centro di un cerchio è il punto mediano della retta più lunga che sia possibile tracciate in un cerchio o l’incrocio tra due di queste rette…la cosa si complica…come faccio a capire quale sia la più lunga delle infinite rette che congiungono due punti della circonferenza?…mica posso mettermi a misurarle tutte, sono infinite!!!…e come faccio allora a calcolare il centro?…non perdiamoci d’animo, piazzo il cerchio in un quadrato (lati uguali) i cui punti medi di ogni lato coincidano con un punto della circonferenza…ho inscritto il cerchio in un quadrato…traccio le diagonali del quadrato e magicamente l’incrocio tra le diagonali, quindi il centro del quadrato corrisponde al centro del cerchio…caspita!!!…quindi il centro non solo è unico, ma addirittura può essere lo stesso di due figure diverse, solo inscritte l’una dentro l’altra…interessante…saranno allora anche gli estremi del quadrato tutti equidistanti dal suo centro ed ognuno dei punti della circonferenza sarà un estremo?…ovviamente no…e potrei continuare all’infinito o comunque troppo a lungo per la pazienza dei lettori…torniamo a noi ed all’appellativo di estremisti usatoci contro come un marchio infamante…ma se in un cerchio non è possibile definire un estremo più estremo degli altri, che senso ha parlare di estremi e quindi di estremisti?…ed in un quadrato potremmo parlare di estremi, punti della circonferenza, più estremi di altri, ma in ogni caso mai unici (nel quadrato ne avremo ben 4!!!)…anche qui non ha senso parlare di estremisti, ma di centro si…sia il quadrato che il cerchio possono avere lo stesso centro…esattamente come il pdl ed il pd hanno lo stesso centro in basilicata…il petrolio e la continuazione a tutti i costi del suo sistema selvaggio di trivellazioni!!!…loro forniscono una ed una sola risposta – continuare!!! – praticando nei fatti l’assoluta maggior distanza tra i loro argomenti e gli altri…e ci chiamano estremisti!!!

p.s. coraggio, era solo un innocente divertissemant senza alcuna volontà didattica o dimostrativa (magari ho detto solo stupidaggini, per dirla alla tabacci)…ma francamente parlare di estremismo rivolgendosi a chi lotta per un sistema altro, mi suona alquanto offensivo…per fortuna che considerando il pulpito…

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un’altra idea di basilicata

quando si afferma che il tema del petrolio è stato al centro della campagna elettorale in basilicata, non si dice una falsità, si dice una scontata elencazione di miserevoli programmi populisti volti all’ottenimento del consenso agitando di volta in volta le royalties come una foglia di fico per nascondere l’unica e vera realtà…in questa regione si continuerà a trivellare!!!…ed a maggior ragione si continuerà a trivellare per ricavarne royalties da destinare o a inutili, dannosi ed impossibili sconti sul costo dei carburanti o al mantenimento di un sistema clientelare e sprecone vestito dell’alibi di uno sviluppo che non suona affatto come benessere collettivo, ma piuttosto come devastazione ambientale

questo comitato ha riaperto la discussione sul petrolio in basilicata (senza d’altronde rivendicarne una paternità che non interessa a nessuno sapere a chi appartenga) a partire dalla sua mobilitazione per monte grosso alla fine di novembre 2007…da subito ci siamo resi conto che parlare del pozzo di monte grosso senza parlare di quanto accadeva in basilicata non solo non aveva senso, ma avrebbe ridotto la vertenza ad una pura bega amministrativa e localistica, scorporando da questa una tematica politica (non partitica, ma politica!!!) che in primo luogo riguarda la programmazione del territorio e delle sue risorse, oltre naturalmente ad affermare che ben altro si può fare per cambiar di segno ad una presenza delle attività umane all’insegna dell’impatto devastante di un certo sviluppo e di certe pratiche di produzione/consumo

in questa campagna elettorale si è parlato ipocritamente di petrolio, e quindi di royalties, e mai di ambiente, e quindi di un rapporto altro con il territorio e le sue potenzialità, potenzialità immense, ma da utilizzare con cautela, parsimonia ed occhio attento alle rinnovabilità che esso stesso ci offre a patto di riuscire a vederle non come merce, ma come un bene comune a disposizione non degli affari, ma della popolazione tutta…questa campagna elettorale è finita…finiranno pure le chiacchiere sul petrolio-risorsa e sull’impiego delle royalties per finanziare improbabili zone industriali?…dopo le stolterie lisergiche di soave, ci tocca sopportare anche quelle di nigro?…di quale zone industriali parla, presidente nigro?…di quelle che fanno i salotti con i soldi pubblici o di quelle che neppure aprono?…di quelle che in cambio di cinquanta posti di lavoro sempre a rischio, mettono in forse ogni altra possibilità di lavoro in quelle aree?…possibile che non abbiate ancora capito che fare certa industria nella nostra regione equivale a sprecare risorse?…o forse è proprio quello spreco che volete per alimentare una filiera di consenso?…presidente nigro, la sfiora l’idea che esistano altre strade che non un continuo depauperamento delle potenzialità del territorio in nome di una industrializzazione senza alcun fondamento nei mercati, o la sfiora l’idea che una regione come la nostra abbia proprio nella bassa antropizzazione il carattere di uno sviluppo improntato all’equilibrio tra quanto il territorio ci offre e quanto noi possiamo o abbiamo il diritto di prelevare od utilizzare?

detto in altri termini, investire denaro in attività industriali lontane dai mercati e non puntare sulle specificità che avvicinano i mercati ai “luoghi” delle stesse specificità è folle, soprattutto in considerazione di una brutta globalizzazione che gioca al continuo ribasso dei costi di produzione in termini di bassi salari (vedi cina o sud-est asiatico) o di allungamento degli orari di lavoro (usa)…produrre ad esempio aste di metallo in basilicata affrontando la concorrenza cinese significa o abbassare gli stipendi in considerazione delle geografia economica (gabbie salariali) o allungare oltremodo gli orari di lavoro (incentivazioni allo straordinario), proprio quanto va predicando il presidente di confindustria e quanto tenterà di fare il governo prossimo venturo…qualcuno parla così di crescita, di p.i.l. e di sviluppo, parlando in effetti di aumenti di produzione e di consumi ma tutto questo ha un costo umano ormai inaffrontabile, la subordinazione definitiva dell’uomo alla merce, ed un costo ambientale insostenibile, la definitiva monetarizzazione dell’impatto sugli eco-sistemi…in basilicata parlare di questo sviluppo significa schiavizzare la nostra regione alle logiche del produci-consuma-crepa di cccp-iana memoria, ma in realtà è proprio quanto gli amici ed i finti nemici di nigro vogliono!!!

noi del comitato no oil parliamo d’altro e proviamo a praticare altro…non ci interessa che il benessere si chiami sviluppo o crescita, se questo benessere presunto diviene malessere concreto dell’uomo costretto a sacrificare se stesso alla cultura del consumo acritico e della devastazione del pianeta, a cominciare da questa regione che noi amiamo per ciò che essa è e per quanto essa ragionevolmente potrebbe offrire ai suoi abitanti, e che voi utilizzate per ciò che essa non potrebbe mai essere senza perdere la propria connotazione territoriale ed umana…noi del comitato no oil ci batteremo sempre per un altro mondo possibile e necessario, per un’altra idea di basilicata da portare ad esempio di una gestione del territorio, delle risorse, delle attività umane che faccia finalmente pace tra uomo ed ambiente, facendo pace tra uomo ed uomo…miko somma

p.s. a proposito delle dichiarazioni apparse oggi sul sito basilicatanet della new-on. zamparotto sul sequestro di marinagri, vorrei ribadire a questa signora che il problema non è certo nella giustizia che ostacola, ma nell’osservare la legge, che a quanto pare nella vicenda di  marinagri qualche magistrato crede sia stata violata da qualcuno che ora viene indagato esattamente come qualsiasi altro cittadino…e fino a prova contraria in questo paese vale ancora la separazione dei poteri, sig.a zamparotto, e l’uguaglianza dei cittadini…o dovremo attendere qualche vostro radical-vetusto ormai sciopero della fame per sollecitare la riunificazione di ogni funzione dello stato in una sola, la vostra?

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la democrazia passa anche dalla memoria

riporto integralmente il c.s. dell’associazione libera…e ripeto che la democrazia passa anche dalla memoria ed ovviamente dalla giustizia

 

ASSOCIAZIONE LIBERA: LUCA E MARIROSA 20 ANNI DOPO”

Incontro a Matera sulla vicenda dei due giovani di Policoro tragicamente scomparsi

LIBERA – Coordinamento di Basilicata organizza il giorno 21 aprile 2008 alle ore 19, presso il Cineteatro Comunale di Matera un incontro pubblico: “Luca e Marirosa 20 anni dopo”, dedicato alla memoria dei due giovani di Policoro tragicamente scomparsi il 23 Marzo del 1988.
Partecipano: Olimpia Orioli madre di Luca, Don Marcello Cozzi, dell’Ufficio di Presidenza di “LIBERA. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, e coordinatore regionale di LIBERA Basilicata, Gianloreto Carbone, giornalista della trasmissione di Rai 3 “Chi l’ha visto?”, Pasquale Campagna, fratello di Graziella, assassinata dalla mafia in Sicilia il 12 dicembre 1985.
“Dopo vent’anni continuiamo a chiedere che sia fatta piena luce sulla morte di Luca e Marirosa» ha dichiarato don Marcello Cozzi. «Chi, un anno fa, ha pensato che prima o poi ci saremmo rassegnati e fermati si deve abituare all’idea: l’ impegno di Libera al fianco di queste due famiglie, avrà fine solo quando si conoscerà il nome di chi ha ucciso i loro figli. Storie come quelle di Graziella Campagna, Peppino Impastato e altre vittime innocenti di mafia, ci insegnano che se si insiste, alla verità si può arrivare anche dopo decenni.
Quelli che nel corso degli ultimi mesi hanno fatto di tutto perché non parlassimo più dei due giovani di Policoro, non possono pensare di chiudere la bocca a due mamme che chiedono giustizia.
Da quella straordinaria serata del 23 Novembre 2007 al teatro Don Bosco di Potenza, Libera ha continuato ad organizzare altri momenti pubblici; sono state 9 le assemblee cittadine fatte sull’intero territorio regionale, quasi due al mese. Ha incontrato cittadini di tutte le età, giovani, adulti, scolaresche. E continuerà ad incontrarne nelle prossime assemblee già previste per Aprile e Maggio.
Se c’è chi guarda con fastidio a queste manifestazioni di partecipazione ci spiace per lui: noi continueremo a parlare e a chiedere conto”.
Durante l’incontro, oltre agli interventi dei partecipanti e alla ricostruzione – a cura del giornalista Gianloreto Carbone – degli eventi di quel 23 Marzo 1988, dei misteri che ancora aleggiano sulla morte dei due giovani e delle contraddizioni delle indagini, è previsto un collegamento in diretta con la trasmissione di Rai3 “Chi l’ha visto?” condotta da Federica Sciarelli.

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