il 5 settembre per dire no alla centrale del mercure

in chiaro ed in versione pdf, il volantino-appello per la manifestazione del 5 settembre prossimo per difendere il parco nazionale del pollino e la lucania da un grande eco-mostro che nasconde tutto altro che le energie rinnovabili di cui politicanti e tecnici al soldo dei grandi affari fatti sulla pelle della gente e sul territorio, la centrale enel del mercure

io, comunità lucana ed il comitato no oil lucania ci saremo

DIFENDIAMO INSIEME LA NOSTRA TERRA E I

NOSTRI DIRITTI

La grande mobilitazione popolare al Parco del Pollino, che ha visto tanta gente presidiare i propridiritti dal mattino fino a notte fonda, ha ottenuto la sospensione del parere favorevole del Parcoal progetto dell’ENEL. NON BASTA ANCORA ! L’AFFARISTICA AGGRESSIONE DELL’ENELDEVE ESSERE SCONFITTA DEFINITIVAMENTE ! Basta con i tentennamenti e gliopportunismi. Lottiamo per il diritto alla salute e allo sviluppo della Valle del Mercure, che laCentrale ENEL affosserebbe definitivamente.

LA NOSTRA TERRA E LE NOSTRE POPOLAZIONI HANNOGIÀ’ SUBITOFIN TROPPI DANNI DALLA CENTRALE DELL’ENEL.

Sindaci, Associazioni, Comitati, semplici cittadini, hanno denunciato GRAVISSIMI ASPETTI delprogetto ENEL. Tra cui, CENTINAIA DI CAMION che congestionerebbero le nostre strade erenderebbero irrespirabile la nostra aria; POSTI DI LAVORO PERSI, nelle attività turistiche e nelcommercio dei prodotti tipici locali; NESSUNO SVILUPPO REALE DELL’OCCUPAZIONE,diversamente da come millantato dagli amici dell’ENEL.E’ tempo che quei Sindaci e Amministratori fin qui troppo sordi o troppo compiacenti prendanofinalmente esempio da quelli che invece tutelano veramente e sul campo la legalità e gli interessidei propri amministrati.Le popolazioni della Valle del Mercure hanno il diritto di decidere del loro territorio e della loro vita.La mobilitazione popolare, segnale di speranza ma anche di democratico monito, è solo agli inizi.

ADERISCI ALLA PETIZIONE ONLINE PER LA TUTELA DELLA VALLE DEL MERCURE:

 

http://www.ilriccio.info/appello/index.php

 

SABATO 5 SETTEMBRE

ORE 10

 

LOC. PIANETTE DI LAINO BORGO (DAVANTI EX STAZIONE)

 

GRANDE MANIFESTAZIONE

POPOLARE

Forum delle Associazioni e Comitati contro la riapertura della Centrale ENEL della Valle

volantino_manifestazione_05-09-09.pdf 


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rifiuti

RIFIUTI: SEN. DIGILIO, SOPRALLUOGO-INCONTRO A FENICE-MELFI
 
27/08/2009 11.25.32
[Basilicata]
“Prima della Conferenza di Servizi sui rifiuti, convocata con grande tempestività dal sindaco di Picerno Russillo, “rompendo” l’inerzia dell’Amministrazione Comunale di Potenza, facciamo una delegazione sindaci-parlamentari per un sopralluogo-incontro al termovalorizzatore della Fenice di San Nicola di Melfi”. E’ la proposta del sen. Egidio Digilio (Pdl), componente della XIII Commissione del Senato (Ambiente-Territorio).
“A parte il Piano di Caratterizzazione dell’impianto, definito qualche mese fa, da Arpab, sindaci del Vulture-Alto Bradano, dirigenti di Fenice e quindi gli aspetti riferiti all’impatto ambientale, specie dopo le situazioni di inquinamento che si sono verificate – spiega Digilio – non si dispone di informazioni aggiornate sull’attività del termovalorizzatore e tanto meno sulla capacità di accogliere ulteriori rifiuti che non siano quelli di provenienza da San Nicola di Melfi e da alcuni “fortunati” comuni. L’impianto che già negli anni passati è venuto in soccorso dei Comuni alle prese con le note questioni delle discariche sature o inutilizzabili – afferma il senatore del Pdl – è da considerare a tutti gli effetti, specie per le conseguenze dirette sul nostro territorio, un “patrimonio” al servizio dell’utenza lucana. Anche su questo (e non solo sulla Lasme e sull’indotto) la Fiat ci deve più di qualche informazione rispetto alla reale situazione di incenerimento, alla natura e provenienza dei rifiuti, alla sua futura attività e disponibilità per colmare le vistose lacune del Piano provinciale di smaltimento dei rifiuti e di quello del Comune di Potenza”.

————————————————————————————–

caro digilio, ma sta vaneggiando?…l’impianto fenice sarebbe un patrimonio? e da quando?…perchè poi limitarsi a chiedere alla fiat l’origine dei rifiuti bruciati nell’impianto quando forse si dovrebbe chiedere all’edf, proprietaria francese dell’impianto stesso, se per caso non si brucino anche materiali provenienti da “altri luoghi”?…quell’impianto va immediatamente chiuso vista non solo la sua inutilità (e smettiamo di usare il termine termovalorizzatore…quelli sono inceneritori,punto!!!), ma soprattutto la sua estrema pericolosità unita al fatto che se solo dopo tanti anni si approva il piano di caratterizzazione, che pur sin dall’inizio dell’attività si sarebbe dovuto redigere, qualcosa non quadra affatto…in quanto al piano provinciale dei rifiuti parlare di vistose lacune è sin troppo lusinghiero…quel piano fa schifo!!!

ovvio che l’attuale situazione pare voglia condurre dritto dritto alla “necessità” di realizzare qualche impianto di incenerimento, oltre agli esistenti (melfi e potenza), dove poi naturalmente non verranno bruciati solo rifiuti lucani, ma anche tutte le ecoballe accumulate in campania e che non si sa più dove stoccare (attualmente ce ne sono montagne in attesa di una destinazione)…che non venga fuori sempre da qualche cilindro magico quella delibera di giunta regionale del novembre 2005 che equipara il cdr (di cui le eco-balle sono composte) alla legna ecologica e che “guarda caso” va a pennello alla volontà della regione di fare il 15% del piano energetico regionale da bio-massa?…senza ovviamente contare la centrale del mercure…attenzione allora ai conigli mannari!!!

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comunicato stampa di comunità lucana – movimento no oil

La galleria Paterno – Padula, una follia lucana

  

Nella Lucania che si prepara alle prossime strategiche elezioni regionali con la probabile riedizione di un governatorato De Filippo a garanzia dei grandi affari energetici siglati in questi anni proprio dallo stesso – dall’affaire Total sino allo stoccaggio di gas nei vecchi pozzi della Val Basento senza contare l’ormai storica ed invasiva presenza ENI e quella di tutte le compagnie “liberate” nell’ansia della ricerca di greggio ad ogni costo dal recente decreto legge che riporta in quota statale la parola decisiva sui permessi di ricerca e sulle concessioni per la coltivazione di idrocarburi -  osserviamo che il basso impero diffuso nelle logiche della gestione politica locale colpisce ancora, convincendo con il frenetico agitarsi di carote finanziarie anche quei pochi sindaci – ma davvero poi esisteranno? – convinti che il principio di precauzione per la salute dei propri concittadini e per l’ambiente debbano essere le lenti primarie attraverso cui guardare alla realtà.

fagioli con viti

copincolon (è il caso di dire) dal sito basilicatanet:

VITI SU VALORIZZAZIONE DEI PRODOTTI DELLA VAL D’AGRI

 
19/08/2009 18.13.25
[Basilicata]

(AGR) – “Inserire il fagiolo di Sarconi e gli altri prodotti tipici di qualità dell’area nel marchio ombrello del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, mettere in rete le sagre enogastronomiche lucane per valorizzare prodotti e territorio, potenziare le tante attività agrituristiche”. E’ quanto dichiarato dall’assessore regionale all’Agricoltura, Vincenzo Viti, a margine della cerimonia di inaugurazione della Sagra del fagiolo Igp di Sarconi. Alla manifestazione, giunta alla 28° edizione, ha preso parte il presidente della Regione, Vito De Filippo oltre ad amministratori regionali, provinciali e locali.
“Ai primi di settembre – ha fatto presente Viti- inviterò il Commissario del Parco nazionale della Val D’Agri, Domenico Totaro, il direttore dell’Apt, Gianpiero Perri, i sindaci e gli altri i soggetti pubblici e privati che operano nell’area a predisporre insieme una strategia integrata, già discussa con il presidente De Filippo, finalizzata a concertare linee di azione che mettono insieme i settori rurale e quello turistico”.
L’assessore Viti ha quindi evidenziato come intorno al fagiolo di Sarconi, prodotto Igp da 13 anni, sia andata crescendo l’attenzione anche per merito delle azioni messe in atto dal Comune, dall’Alsia, Comunità Montana Alto Agri, Gruppo di azione locale, Pro-Loco e Consorzio di tutela che hanno collaborato nell’opera di valorizzazione degli ecotipi del prezioso prodotto. L’esponente del Governo lucano ha quindi sottolineato che la Regione sta seguendo una politica tesa ad accrescere l’associazionismo perché possano essere sviluppare le filiere, fare massa critica e presentarsi in maniera sempre più competitiva sui mercati. A tal fine ha annunciato che nelle prossime settimane sarà emanato un ulteriore bando del Psr (Piano di sviluppo rurale) 2007-2013 che riguarderà proprio la promozione delle filiere.

——————————————————————————

questa è davvero da ridere!!!…l’assessore dimentica forse che proprio nella zona di sarconi il famoso “fagiuolo” andrebbe si difeso, ma dalle attività del centro olii di viggiano e da estrazioni di idrocarburi che si estendono sempre più, il fagiuolo che andrebbe si ulteriormente valorizzato, ma certo non da soggetti come il perri (apt) che in un recente incontro del comitato tecnico del p.o. val d’agri ha speso un fiume di parole inutili e dal significato incerto per parlare della “valle dell’energia”, un progetto turistico che nasce come appendice propagandistica e di finanziamenti da sfruttare del piano energetico regionale che guarda caso ha una sua parte proprio dedicata alla valle dell’energia intesa nel senso di energia da produrre, quindi estrarre…di concerto come si può pretendere che i sindaci locali, molto più interessati ai soldini pubblici da sfruttare in consorterie edil-progettistiche private possano essere interessati all’unica, vera attività di valorizzazione e protezione dei prodotti agricoli locali, cioè all’incontaminatezza del territorio come reale garanzia di salubrità dei prodotti stessi?,,,caro viti, l’agricoltura non è un’attività come le altre, l’agricoltura non risponde solo alle leggi della domanda e dell’offerta, l’agricoltura non è fatta solo attraverso dati tecnici di produzione, finanza e marketing da applicare meccanicamente ad un’attività, ma risponde in primis a quelli che sono i ritmi naturali e di converso alla preservazione proprio di questi…all’agricoltura lucana non servono solo i psr ed i project financing di cui pare drogata la politica basilicatese, caro assessore non eletto e recuperato dalle contorte alchimie politiche defilippiane, per affermarsi sui mercati – e magari potremmo proprio cominciare dal mercato locale, dove manca percentualmente quasi del tutto una presenza proprio dei prodotti lucani (basta guardare gli scaffali dei supermercati e le origini dei prodotti, ma di sicuro lei non va a fare la spesa!!!) – all’agricoltura lucana serve soprattutto un marchio d’origine che non è dop, igp, igt, doc o qualche altro acronimo bruxellese, ma è un brand esclusivo (le piace il mio tecnicismo anglicista?) che si chiama incontaminatezza totale del territorio lucano e preservazione assoluta del patrimonio naturale, questo si capace di portare il marchio dei prodotti agricoli lucani in un settore di mercato protetto, quello dei prodotti sani, naturali e prodotti secondo modalità tradizionali (badi bene, non uso il termine biologico che pare contrapporsi al termine fitofarmaci come modello ”altro”, ma il termine tradizionale)…caro viti, si preoccupi con tutti gli altri “politisci” lucani di far partire davvero il parco della val d’agri (attualmente esiste solo un commissario che anche la sua maggioranza ha contribuito, con l’ignavia di una mancata indicazione nei tempi prescritti dalla legge della rosa di nomi per la presidenza, a far nominare dal ministro prestigiacomo), si preoccupi di tenere in salvo la regione dai progetti di certi suoi colleghi che pur dovrebbero essere all’ambiente interessati, si preoccupi di assicurare a questa regione la conservazione di un “regalo” che il sottosviluppo suo malgrado ci ha lasciato, un ambiente che vorremmo ancora definire peculiare e specifico e non certo una fotocopia padana o campana di un dato naturale ormai definitivamente consegnato all’innaturalità ed al sovvertimento delle regole naturali…buone ferie fatte, assessore

con la fine dell’estate e l’arrivo dell’autunno comincia il tiro al piattello!!!…meditiamo gente, meditiamo!!! 


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Riunione di Comunità Lucana In Val D'Agri.

Un avviso ai naviganti (per questi mari). Comunità Lucana terrà una riunione organizzativa in Val D’Agri il giorno 21 agosto, alle ore 18,30.

Chiunque fosse interessato può partecipare.

Antonio.


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Rifiuti e rapporti ISTAT.

Con il classico control+c e control+v (che sarebbe il famosissimo Copia-incolla) vado a postare quanto segue:

 NAPOLI: DATI ISTAT BOCCIANO “SISTEMA RIFIUTI” A POTENZA

13/08/2009 18.00.31
[Basilicata]

(ACR) – In merito all’indagine Istat sui dati ambientali riferiti alle città italiane, il consigliere regionale e comunale de “La Destra”, Michele Napoli, ha sottolineato che: “ i dati dimostrano ancora una volta ciò che andiamo sostenendo da tempo e cioè il fallimento del ‘sistema’ rifiuti organizzato nella città di Potenza”.

“La classifica stilata dall’istituto di ricerca – aggiunge Napoli – attribuisce al capoluogo lucano il quart’ultimo posto per quanto riguarda la quantità di rifiuti raccolti con la ‘differenziata’ ed evidenzia come, nella nostra città, rispetto agli altri capoluoghi italiani, la cultura della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani non sia ancora radicata. L’inefficienza delle politiche attuate dall’Amministrazione comunale anche in questo caso balza agli occhi di tutti e ha relegato la nostra città agli ultimi posti, tra i capoluoghi italiani meno virtuosi. Lo smaltimento dei rifiuti continua ad essere, per la città di Potenza, una questione annosa e, nonostante le numerose sollecitazioni da parte dell’opposizione, che più volte ha denunciato una situazione insostenibile, gli amministratori non hanno messo in campo nessuna iniziativa concreta per affrontare un problema che è già emergenza”.

“Quando l’Istat fornisce dati inconfutabili – afferma Napoli – che fugano ogni dubbio rispetto a qualsiasi interpretazione politica è evidente l’inadeguatezza di una classe dirigente che non è stata capace di attuare la benché minima misura per il buon funzionamento della macchina dello smaltimento. L’indifferenza ostentata dalla classe politica dirigente del Comune di Potenza nei confronti di questi dati – conclude Napoli – rimarca il tentativo, ormai divenuto consuetudine, di insabbiare, con il silenzio, tutto quello che evidenzia spietatamente le sue responsabilità, negligenze ed incompetenze.”

__________________________________________________________________________________________

I dati ISTAT, è vero, sono inconfutabili. Ma c’era bisogno del rapporto dell’Istituto italiano di statistica per arrivare alle conclusioni cui giunge il Consigliere Napoli? No, non è una critica a Michele Napoli, assolutamente… anzi! Mai come in questo caso ci troviamo perfettamente d’accordo nell’esprimere un giudizio negativo sulla “gestione” rifiuti nel capoluogo (anche se, nel resto della Regione, non credo che vi siano molti comuni in grado di essere soddisfatti della suddetta gestione). Ma proviamo a fare qualche considerazione (e qualche proposta, ovviamente): prima di trovarci in una situazione di emergenza, sarebbe ora di cominciare a pianificare seriamente la Gestione dei rifiuti! In campagna elettorale, Comunità Lucana – Movimento no oil aveva più volte, nel corso dei dibattiti televisivi e nei comizi tenuti dove possibile, avanzato proposte di una gestione dei rifiuti che, nel giro di poco tempo, portasse alla situazione “VERSO RIFIUTI ZERO”. Come? Con un sistema di “raccolta differenziata porta a porta”. Organizzata in maniera moderna ed efficiente (con distribuzione di contenitori specifici per i vari materiali da “differenziare”). Con una imposta come la TARSU che si trasformava in “tariffa”: tariffa che avrebbe premiato i cittadini più virtuosi (quelli, per intenderci, che “differenziano” in maniera virtuosa): più rifiuti raccolti in maniera razionale, meno soldi da sborsare. Tramite convenzioni mirate con società di raccolta dei materiali di riciclo, ci sarebbe stata la possibilità di incassare anche qualche soldino che, alle disastrate casse del Comune di Potenza, male non avrebbero fatto.

Insomma, una raccolta siffatta avrebbe portato ad una drastica diminuzione della “frazione secca” da incenerire negli inceneritori; badate bene: non uso la “definizione ingannevole” di “Termovalorizzatori” che non valorizzano nulla! Infatti la Corte di Giustizia Europea, con le sentenze C-228/00 e C-458/00 del febbraio 2003 ha stabilito che un Inceneritore è un impianto di smaltimento e non un impianto di recupero; e questa classificazione deriva dal fatto che la frazione di energia recuperata è di gran lunga inferiore rispetto a quella persa nella combustione dei rifiuti (circa 5-6 volte inferiore); Insomma: un termovalorizzatore non valorizza una cippa!!!! Ma queste cose, le sa qualcuno?

Ancora, per la frazione di “umido” si potrebbe organizzare, in breve tempo, un impianto di compostaggio che, alla fine porterebbe qualche “posticino di lavoro”…

Ma questa proposta, sono sicuro, non verrà neppure presa in considerazione. Pertanto, ho il timore che anche la nostra regione si avvii verso una situazione di “Emergenza Rifiuti” simile a quella della Campania. Posso fare il maligno? Un’emergenza rifiuti non porterebbe ad una situazione di “Commissari straordinari” che devono gestirla? Ed ad una pioggia di danari che, ovviamente, finirà nelle tasche di pochi (magari coloro che costruiranno, per poi gestirli, gli INCENERITORI)?

Ecco! Il problema di una amministrazione che nei cinque anni precedenti poco ha fatto per la questione rifiuti (penso ai cassonetti per la raccolta del “multimateriale”… parola arcana, che vuol dire semplicemente “materiale destinato a finire bruciato”). E invece di prendere coscienza che il problema “monnezza”, a lungo andare, può diventare un “disastro monnezza”, si continua a cincischiare. Ma noi ci siamo a denunciare tutto ciò. Nella speranza che, prima o poi (ma sarebbe meglio prima), la questione venga affrontata secondo criteri di efficienza, efficacia ed economicità.

Antonio Bevilacqua

Responsabile provvisorio di Comunità Lucana – Movimento no Oil per la città di Potenza

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GIORNATA DEI DIRITTI UMANI PENSANDO AD ANGELO FALCONE

Dall’amica Veronica Turiello (chi bazzica Facebook la conosce come Violet Violet), ci ha inviato il seguente articolo dedicato alla “storiaccia” di Angelo Falcone e Simone Nobili, detenuti in India. Pubblichiamo volentieri l’articolo

IL12 AGOSTO, CON INIZIO ALLE ORE 18,00, IN PIAZZA RISORGIMENTO A ROTONDELLA, SI CELEBRA LA GIORNATA DEI DIRITTI UMANI PENSANDO AD ANGELO FALCONE.

L’azzurro che chiamiamo cielo è per 3.000 uomini una striscia sottile circondata da sbarre di ferro.
Sono quasi 3.000 infatti i detenuti italiani nelle prigioni di paesi stranieri.
Molti di loro scontano la pena in prigioni europee con garanzie a tutela dei diritti umani.
Ma per alcuni, pochi e dimenticati, la detenzione diventa un inferno sulla terra a cui si aggiunge l’assoluta noncuranza delle istituzioni e il silenzio della società civile.
Angelo Falcone è uno di loro. E la sua storia ci riguarda da vicino…

Di Angelo, detenuto in un carcere dell’India dal 9 marzo 2007 insieme all’amico Simone Nobili, ci parla ininterrottamente il suo papà, Giovanni.
Giovanni che offre il suo tributo di dolore ad ogni giorno che arriva e che lo scioglie con coraggio nel caffè di ogni mattino.
La sua voce è una goccia inesorabile che attraversa le barriere insormontabili dell’indifferenza.
Che travalica i silenzi indecenti delle istituzioni e le lacune inspiegabili dell’azione politica.
Che supera l’incredulità di chi crede nel senso di appartenenza ad un popolo, quello italiano e che crede ad una Costituzione garante dell’uguaglianza anche adesso che conduce da solo la battaglia per la liberazione di suo figlio, un cittadino senza cittadinanza e senza tutele.
La sua voce ci parla di una storia che è diventata una missione e che deve solo a sè stessa la forza e il coraggio di volersi raccontare fino a raggiungere il finale tanto atteso.
L’unico possibile: la libertà per Angelo. La storia di Giovanni si scrive Libertà. E si legge Amore.
Angelo e Simone vengono tratti agli arresti a seguito di una perquisizione durante un soggiorno in India e trattenuti con l’accusa gravissima di spaccio di hashish.
Rinchiusi in un paese lontano, senza possibilità di poter parlare con i propri cari, senza l’iniziale assistenza di un legale e di un traduttore, verranno condannati a 10 anni di carcere duro dopo un processo sommario e un percorso giudiziario non protocollare.Le loro condizioni di salute si complicano in breve tempo a seguito delle precarie e malsane modalità di detenzione. Angelo e Simone guardano il loro cielo da una cella di due metri per due.
Bevono acqua da un catino posto al centro del cortile comune usato anche come lavabo per la poca biancheria che posseggono. Mangiano poco e per periodi lunghissimi gli viene negata la possibilità di contattare la propria famiglia, decisione che contrasta con le normali procedure previste in materia di trattamento penitenziario internazionale.
Il silenzio diventa consuetudine. L’abitudine alle parole, al suono delle voci familiari scema ogni giorno di più. L’abbandono diventa l’unica legge certa di una detenzione senza rispetto della dignità.
Il senso di solitudine entra nelle poesie e nei disegni che Angelo realizza e che dedica alla strenua e solitaria battaglia di suo padre. Un tacito accordo fra padre e figlio per non smettere di sperare.
Angelo che disegna su fogli a quadretti e le sue figure hanno ali e radici.
Il suo pensiero è libero e riesce a passare attraverso quelle sbarre arrugginite e fredde.
La sua speranza di ritorno è viva.
La alimenta il coraggio di Giovanni, prigioniero a sua volta di una lotta che spesso è parsa senza possibilità di vittoria. Che ha avuto indifferenza e silenzio come nemici potenti e aridi.
Giovanni che da due anni scrive ogni giorno dalle pagine del suo blog http://giovannifalcone.blogspot.com/ per sensibilizzare quella società civile cieca e sorda alle sorti di suo figlio Angelo e di tutti gli altri detenuti italiani in istituti penitenziari di paesi stranieri, ugualmente soli. Ugualmente vittime di un silenzio illogico.
Una lotta impari. Una battaglia persa per chiunque altro.
Non per Giovanni. Il suo gridare, dire, scrivere, tessere contatti e cercare strade percorribili per disegnare ancora il volo libero di suo figlio non si ferma. Dopotutto, l’amore non vede i confini materiali. Li supera con una spossante leggerezza.
Angelo. Simone. E i nomi di 3.000 altri ignoti e dimenticati. Come se la memoria fosse una buca nera senza fondo. C’è che si sveglia ogni giorno per accendere una luce e tenere vivi i contorni dei loro volti e l’essenza dei loro sogni.
Al lungo silenzio istituzionale e mediatico che Giovanni ha sempre condannato e denunciato, ha risposto invece con forza il mondo del web, con la nascita di gruppi di sostegno alla sua battaglia.
Il più popolare social network della rete, Facebook, ogni giorno segue i risvolti della storia di Angelo.
Sono state 36 le persone che hanno aderito allo sciopero della fame di metà giugno, simbolicamente vicine allo sciopero della fame di papà Giovanni.
Sono centinaia i messaggi di incoraggiamento degli oltre 2.390 sostenitori del gruppo per Angelo, affidato a Rocco Zotta (fondatore), Armando Bronzi, Giovanni Falcone e Giovanni Pisati
Sono pensiero espresso in linee e tratti, le vignette di Giulio Laurenzi (vignettista de il Quotidiano) che immaginano Angelo libero, con le ali e i sogni di contorno.
Sono parole rubate alla rabbia e all’incredulità gli articoli ospitati da La Nuova del Sud, da Il Quotidiano di Basilicata, da La Gazzetta del Mezzogiorno e dal web journal Multiversi.info. Tanti altri hanno scritto…
Sono parole in musica e note quelle che il musicista e cantautore Pino Battafarano, sua figlia Sarah e la giovane band lucana degli Zenith scrivono per Angelo.
Lo spot su you tube “estate 2009 per non dimenticarli”, frutto della collaborazione di Giovanni e Filippo D’Agostino, direttore di www.bierredue.it. Inoltre, da sempre accanto a Giovanni Falcone, l’onorevole Elisabetta Zamparutti impegnata nella costruzione di rapporti bilaterali con l’India e l’associazione Prigionieri del Silenzio che si occupa principalmente di tenere aperti i canali di comunicazione con i paesi stranieri e lotta per il riconoscimento dei diritti civili e giuridici dei nostri connazionali.
Da pochi giorni, il presidente della giunta regionale della Basilicata, Vito De Filippo, ha ricevuto una lettera del Ministro degli Esteri Franco Frattini, nella quale viene palesata la possibilità di permettere ad Angelo di scontare il resto della pena comminata sul suolo italiano.
Non è un regalo. E’ soltanto un diritto garantito dalle Convenzioni Internazionali, finora largamente ignorate dall’India.
Inoltre, il Consiglio Regionale di Basilicata ha recentemente approvato una importante modifica alla legge per il sostegno al gratuito patrocinio dei detenuti all’estero, diritto garantito ad ogni cittadino italiano e invece negato ad Angelo e agli altri detenuti all’estero.
Un segnale preciso di coerenza con il pensiero di quei cittadini lucani che da sempre sono vicini a Giovanni ed Angelo.
Per chi ha sempre creduto nella parola come simbolo di lotta e di memoria, questo spiraglio di speranza amplia quella sottile striscia di azzurro che i detenuti chiamano cielo.
Questo messaggio è una speranza e un augurio. E’ un’eco per tutte le parole che hanno come direzione il cielo. Vogliamo che Angelo le ascolti, che il suo nome diventi simbolo di giustizia e che la somma di tutte le voci sia così forte da distruggere il muro di silenzio.
Abbiamo raccontato una storia. Ripetetela ogni giorno…perché un modo di scrivere il lieto fine esiste.

Veronica Turiello

A Nome del Gruppo di Sostegno a Giovanni Falcone e di tutti quelli che lottano per vedere Angelo libero

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A PROPOSITO DI LAVORO: IN BASILICATA ANCHE UN COLLOQUIO DIVENTA UN’IMPRESA!

L’amico Armando Bronzi ha ricevuto via mail un’interessantissima lettera firmata (ma noi preferiamo non palesare il nome della persona che ha firmato la lettera) al Presidente De Filippo. La pubblichiamo volentieri

 

A PROPOSITO DI LAVORO: IN BASILICATA ANCHE UN COLLOQUIO DIVENTA UN’IMPRESA!

 

Lettera aperta di una giovane professionista lucana al Presidente Vito De Filippo.Gentile Presidente, spero di non disturbarLa troppo rubandoLe pochi minuti del Suo prezioso tempo. Ma vorrei sottoporLe una semplicissima questione di ordine “occupazionale” che accade nella Regione, per la quale Lei si batte per migliorarne le sorti.Ho conseguito da qualche mese la laurea specialistica in Scienze motorie e riabilitative presso l’Università di Chieti-Pescara, dopo quella triennale conseguita in Basilicata. Dopo anni di studio e con l’entusiasmo dei primi momenti nel voler mettere a frutto le proprie professionalità, ho contattato alcune strutture sportive e riabilitative (in virtù della mia specializzazione) per colloqui di rito e il contestuale invio del curriculum vitae.
Una struttura riabilitativa dell’area del Vulture-Melfese (dove risiedo) è stata contattata nel mese di marzo scorso per ottenere un primo colloquio e consegnare il mio curriculum. Mi ero presentata di persona, ma non essendoci il presidente, non ho potuto né discutere né presentare il curriculum stesso.
A successive e reiterate telefonate, mi veniva sempre risposto, con cortesia, che il presidente era molto impegnato oppure era fuori sede, per cui mi avrebbero contattata. Da cinque mesi, quel contatto non si è ancora verificato. Nel frattempo ho ricevuto proposte di lavoro (a termine purtroppo) da strutture dell’Emilia Romagna e in Abruzzo. Dopo una prima telefonata, sono stata invitata a presentare il curriculum per posta elettronica con immediati colloqui telefonici: operazioni queste che hanno richiesto sei giorni al massimo dal primo contatto, sia per la prima che per la seconda proposta di lavoro. Lavoro che ho svolto e sto ancora svolgendo, con buoni esiti.Cinque mesi, dunque, per ottenere una risposta alla mia richiesta di colloquio in Basilicata, contro i sei giorni dal contatto all’assunzione (se pure temporanea) nelle altre regioni. Cinque mesi contro sei giorni: può essere anche questo un metro di misura del divario (e delle distanze) fra regioni diverse, e fra nord e sud, signor Presidente?
Non pretendo risposte né immediate, né eclatanti, visto il periodo e magari i problemi ben più difficili da affrontare. Può bastare una semplicissima riflessione sul perché tanti giovani con bagagli culturali acquisiti in regione debbano (magari contro la loro volontà) lasciare la propria terra e gli affetti più cari, per mettersi alla prova dopo anni di studio.

Grazie del tempo che avrà dedicato
Cordiali saluti
(Lettera firmata)

 

Visto l’interessantissimo contenuto della lettera, la firmiamo anche noi… magari a noi interessa, invece, qualche risposta immediata (o eclatante, fate voi):

Comunità Lucana – Movimento no Oil

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Alcune considerazioni sul “problema emigrazione”.

Ricevo via mail dagli amici Nino e Anna Maria, tre interessanti post su una tematica che, nella nostra regione, assume connotazioni drammatiche: l’emigrazione. Li pubblico volentieri

SPORTELLO BASILICATA ESTERO

Il 22 giugno, alle ore 11.00, presso la Sala Verrastro, Dipartimento Presidenza della Giunta Regionale, è stato presentato il progetto “Sportello Basilicata all’Estero”. L’idea è quella di garantire la visibilità del Sistema Basilicata all’estero sull’onda dello slogan “Basilicata senza confini” promosso dal Presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo
Attraverso le proprie associazioni regionali all’estero, la Regione Basilicata costituirà una serie di sportelli permanenti che assolveranno la funzione di veicolatori del made in Basilicatacosì da favorire la creazione di contatti tra gli imprenditori lucani residenti in Basilicata e quelli presenti all’estero.
Un modo di rinnovare il ruolo delle Associazioni di Lucani emigrati all’estero, che diventano così, mezzo di sviluppo locale e di processi di internazionalizzazione della regione, attraverso la promozione di relazioni internazionali, di interscambio economico, culturale ed istituzionale con i principali paesi meta dell’emigrazione lucana, coinvolgendo soprattutto le nuove generazioni di lucani emigrati all’estero attraverso lo svolgimento un ruolo attivo all’interno delle associazioni.
Ad oggi, sono stati attivati già due sportelli Basilicata all’Estero, operativi in Argentina, a Buenos Aires, e a Montevideo in Uruguay. Le attività realizzate sino ad oggi hanno visto un ruolo attivo della Regione per quanto riguarda la fase di start up delle due unità operative e, anche nel supporto logistico offerto alle imprese interessate ad un allargamento della propria produzione in mercati esteri.
Le sedi delle Federazioni delle Associazioni di Lucani nel mondo assolveranno anche alla funzione di desk operativi degli sportelli, con il coinvolgimento nei programmi di promozione della Regione Basilicata dei nostri corregionali all’estero.

Il 23 giugno furono presentate le attività caratteristiche degli sportelli, così come il piano della messa in rete dei vari soggetti presenti sul nostro territorio (imprenditori, enti, associazioni, Camera di Commercio) con partner esteri, allo scopo di promuovere l’internazionalizzazione della Basilicata.

Purtroppo l’interesse dei nostri politici di aprire questi sportelli all’estero esclusivamente nell’America del sud è collegato anche alla “disponibilità” a viaggiare dei pezzi grossi come Pietro Simonetti (presidente dei lucani nel mondo). A mio avviso dobbiamo impegnarci a farlo anche e soprattutto in Europa, molto più vicina a noi.

A.L.E.R.

A.L.E.R. Associazione Lucani Emigrati Rientrati, costituita nel 2004 nel capoluogo della regione Basilicata a Potenza, oltre ad essere un punto di riferimento per i lucani emigrati rientrati, vuole essere un veicolo di promozione e di scambi culturali in modo particolare per quei giovani di origini lucani che vogliono conoscere le loro origini, la cultura, la storia, gli usi e i costumi dei loro antenati. Nel rispetto delle leggi regionali che favoriscono i lucani nel mondo e i rientrati. L’associazione A.L.E.R.si propone come unica rappresentante dei lucani nel mondo, adesso in Basilicata, ad avvicinare le giovani generazioni di lucani e discendenti sparsi nel mondo con iniziative di scambi culturali nella nostra regione e nei paesi dove si richiede una collaborazione con la nostra associazione. Nel rispetto delle leggi regionali che favoriscono i lucani nel mondo ed i rientrati, l’associazione A.L.E.R. è promotrice delle eventuali esigenze dei giovani lucani che desiderano conoscere meglio la terra dei loro avi con iniziative di sostegno e di aiuto nella realizzazione di progetti da concretizzare con la collaborazione delle associazioni lucane nel mondo e la regione Basilicata. Nella nostra regione ci sono molte possibilità nei settori del turismo, commercio e piccole imprese, tutelate anche dalle leggi della Unione Europea nel campo della formazione professionale. Ricordiamo alcune leggi regionali che regolano il mercato del lavoro nella nostra regione: legge 29/98; legge 144/99; legge 16/2002; legge 19/2003; legge 33/2003. Le leggi esistono e sono vigenti, mancano solamente le persone o le organizzazioni che si interessino a farle rispettare. il compito A.L.E.R. è far valorizzare le risorse lucane nel mondo rispettando le leggi vigenti che tutelano i giovani lucani e le loro famiglie. Aiutateci a far grande una regione come la nostra, la quale molte volte dimentica che ha figli per il mondo che hanno bisogno di aiuto. Il nostro sogno è far crescere A.L.E.R. con la collaborazione di tutti coloro che si sentono coinvolti.

EMIGRAZIONE LUCANA

Gli italiani sono sempre al primo posto tra le popolazioni migranti comunitarie (1.185.700 di cui 563.000 in Germania, 252.800 in Francia e 216.000 in Belgio) seguiti da portoghesi, spagnoli e greci. Gli italiani all’estero secondo le stime del Ministero per gli Affari Esteri erano nel 1986 5.115.747, di cui il 43 per cento nelle Americhe e il 42,9 in Europa. L’entità delle collettività di origine italiana ammonta invece a decine di milioni, comprendendo i discendenti degli immigrati nei vari paesi. Al primo posto troviamo l’Argentina con 15 milioni di persone, gli Stati Uniti con 12 milioni, il Brasile con 8 milioni, il Canada con un milione e l’Australia con 540.000 persone.
I dati sono raccapriccianti: si parte dai 1.102 emigrati del 1876 ai 53.592 di espatriati dal 1882 al 1887. Negli anni successivi la situazione si aggrava sino a toccare, negli anni 1896 
- 1903, la cifra di 120.796 espatri, facendo della Basilicata la regione d’Italia più colpita dall’esodo migratorio dopo il Veneto.
In definitiva, tra il 1871 ed il 1911 ben 361.326 lucani lasciano la propria terra per emigrare, con una punta massima di 18.098 emigranti nel 1906. Altri 14.868 partono nel 1912 e l’anno successivo se ne contano 16.156.
Contemporaneamente interi paesi si spopolano e si dimezzano: Pignola passa da 3.600 abitanti del 1881 ai 2.500 del 1901, Laurenzana da 6.200 a 4.000, Calvello da 4.800 a 3.300, Viggiano da 5.400 a 4.200, Brienza da 5.287 a 3.731, Moliterno da 6.983 a 5.408. Anche San Fele, nel circondario di Melfi, è tra i più colpiti: nel 1881 la cittadina conta 9.704 abitanti, nel 1901 ne risultano solo 6.348 e, dopo appena 5 anni, nel 1906 si raggiunge la cifra di 5.482 . Cause molteplici e concomitanti avevano fatto nascere e prosperare l’emigrazione: dalla miseria di larga parte della popolazione alle condizioni dell’agricoltura, dalla distruzione quasi completa dell’attività di allevamento al disboscamento, dalle pessime condizioni idrogeologiche a quelle igieniche, dalla cattiva amministrazione locale alla pressione fiscale.
Purtroppo non è cambiato tanto…

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FOLINO (PD): POLITICHE COMUNI PER IL PARCO VAL D’AGRI

07/08/2009 18.22.18

[Basilicata]

(ACR) – “Il parco dell’Appennino lucano – Val d’Agri – Lagonegrese è uno straordinario patrimonio ambientale da difendere con strumenti che siano in grado di tutelare le specificità di cui si compone, affinché un’area naturale protetta tanto importante per la Basilicata diventi centrale all’interno del sistema ambientale, culturale e turistico del nostro territorio”. E’ quanto afferma il consigliere regionale del Partito democratico, Vincenzo Folino, il quale sottolinea che “la prevenzione alle forme di inquinamento che pure possono minacciare le nostre ricchezze naturali e paesaggistiche sono utili ma non sufficienti se la politica e la gestione del parco non si accompagna a un’azione sinergica con i territori, con le comunità, con chi, in quel parco ci vive, lo abita; con coloro, cioè i sindaci e gli abitanti delle comunità comprese nel parco, che sono chiamati in prima persona ad esserne i tutori e a vigilare sulla salvaguardia del complesso delle specie vegetali e animali che lo compongono”.
A parere di Folino “il coinvolgimento delle comunità e le intese con i territori oggi mancano. Non si conosce, e quindi non si percepisce così come hanno avuto modo di spiegare attenti rappresentanti degli enti locali in questi giorni, un disegno chiaro e organico di ciò che vorrebbe e dovrebbe essere il parco, la cui guida è evidentemente già nata male perché decisa secondo una logica di imposizione giunta dall’alto e non di condivisione con il territorio”.
“Dunque – conclude Folino – bene hanno fatto alcuni sindaci dei Comuni ricadenti nel parco a richiamare l’attenzione su un progetto comune che parta dal basso, che coinvolga territori, amministratori e popolazioni, cosicché il Parco dell’Appennino lucano – Val d’Agri – Lagonegrese possa sì essere una risorsa per sé stesso e per il territorio e non un potenziale malato da osservare a tutti i costi”.

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Fa piacere constatare che il Consigliere Regionale Folino si sia svegliato: almeno a livello di proclami, ovviamente! Perché, come recita un antico proverbio: Tra il dire e il fare, c’è di mezzo il mare! Comunità Lucana – Movimento no Oil e il Comitato no Oil da diverso tempo “gridano nel deserto” quelle stesse cose di cui Folino va disquisendo oggi. Meglio tardi che mai!!!

Solo un dubbio… ma non è che sia effettivamente iniziata la campagna elettorale e certe tematiche (vista anche la presa di coscienza delle popolazioni che da decenni SUBISCONO le decisioni dall’alto) sono diventate di stretta attualità? Lo so, lo so… siamo malfidati e malpensanti. Ma ritorna alla mente sempre il solito discorso circa il fatto che, quando a parlarne erano “quelli del Comitato” si trattava di argomentazioni di qualche “Fondamentalista” o “nimbysta” che non aveva a cuore il bene di questa Regione. Oggi, a quanto pare, tanto fondamentalisti non siamo, visto che il Consigliere Folino fa sue (si spera non solo formalmente, ma anche nella sostanza) le parole che urliamo da anni. Ma non si illudano coloro che vogliono cavalcare l’onda del malcontento delle popolazioni “vessate” da questa classe politica negli anni: NOI CI SAREMO SEMPRE A CONTROLLARE CHE “DRIBBLING E SLALOM” TRA LE CHIACCHIERE DEMAGOGICHE CHE CI ACCOMPAGNERANNO ALLA PROSSIMA TORNATA ELETTORALE NON SIANO I SOLITI SPECCHIETTI PER ALLODOLE.

Le parole del Consigliere Folino circa “un progetto comune che parta dal basso, che coinvolga territori, amministratori e popolazioni, cosicché il Parco dell’Appennino lucano – Val d’Agri – Lagonegrese possa sì essere una risorsa per sé stesso e per il territorio e non un potenziale malato da osservare a tutti i costi” non sono originali (potremmo vantare diritti di copyright, tutto sommato). Ora, quando queste stesse parole venivano pronunciate da noi venivamo (e veniamo ancora) tacciati di Fondamentalismo!!! Oggi che sono proferite da un “presunto” moderato, cosa si deve pensare?

Continuiamo a meditare….

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L’incontro di oggi 8 agosto.

Un passaggio veloce solo per ricordare a chi ancora non lo sapesse che oggi, sabato 8 agosto, alle ore 18,30, a Satriano di Lucania è fissato un incontro di Comunità Lucana – Movimento no oil.

Se potete, partecipate con noi.

Antonio

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Panem et Circenses.

IMBESI (PDL): PROPOSTA SPONSORIZZAZIONE POTENZA CALCIO

07/08/2009 10.08.54

[Basilicata]

Il consigliere del Popolo della Libertà al Comune di Potenza, Antonino Imbesi comunica di voler presentare all’attenzione dell’intero Consiglio comunale un ordine del giorno riguardante la proposta di sponsorizzazione comunale del Potenza Calcio.
“Le attese e le speranze di delle migliaia di cittadini-tifosi della più importante e blasonata squadra di calcio della città non possono essere ancora deluse – ha detto il consigliere – e pertanto ho intenzione di presentare una proposta alla massima assise cittadina per impegnare la Giunta municipale a sostenere economicamente il Potenza Calcio”.
“Questo è il momento – ha continuato Imbesi – di dimostrare che il Comune è disposto a impegnarsi in maniera tangibile per sostenere una squadra che quest’anno si presenta ai nastri di partenza con grandi aspettative.
Nei prossimi mesi – ha concluso – presenterò alla valutazione del Consiglio una proposta di regolamento municipale perché si possano sostenere, con un piccolo ma ragionevole contributo economico, anche le più importanti squadre nelle varie e diverse discipline sportive”.

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Ottima idea, Consigliere Imbesi, non c’è che dire! Ai proclami del Sindaco Santarsiero, Cultura cultura cultura (anche se, oggi, sembra aver cambiato registro: si parla di Verde verde verde… non sarà mica il colore delle tasche dei potentini, per caso?), fa eco l’opposizione con proclami su “Panem et Circenses” di memoria imperial-romana. Non che l’idea sia brutta a prescindere, tutt’altro. Ma è mai possibile che l’opposizione non abbia altre proposte “interessanti” da portare all’attenzione del Consiglio Comunale? Magari proposte che possano essere orientate all’interesse e al bene comune di una intera cittadinanza… non solo quella appassionata di sport e di calcio in particolare?

‘U Putenz’ è semb’ ‘nu squadrone“, e chi lo mette in dubbio? E l’interessamento di qualche consigliere per le sorti dello sport cittadino è cosa lodevole, senza dubbio! Ma ci sia permesso di obiettare quanto segue: se l’opposizione alla Giunta Santarsiero esordisce con una proposta, per quanto non proprio assurda, come quella del Consigliere Imbesi beh… non mi pare che le cose prendano la piega giusta. Ma c’è tempo (siamo in periodo di calura estiva e con profumo di ferie)! Può darsi che, con l’avvento dell’autunno, tutto cambi. In fondo, sognare è ancora gratis. E sognare un ‘opposizione seria alla Giunta Santarsiero, per quanto gratis da un punto di vista prettamente venale, costa tantissimo in termini di fatica… fatica a credere che qualcosa possa girare per il verso giusto nei confronti di una città che meriterebbe molto di più di quanto non abbia ricevuto nei decenni.

Insomma: Cultura, va benissimo! Sport e calcio, e chi può obiettare nulla! Ma la città di Potenza, signori, meriterebbe progetti più ambiziosi. Il capoluogo di Regione, insomma, dovrebbe vivere di tante altre cose; con Cultura e sport a fare da corollari a ben altri teoremi.

Antonio Bevilacqua

Responsabile provvisorio di Comunità Lucana – Movimento no Oil per la città di Potenza.

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Ancora qualcosa sulle scorie (e sul petrolio lucano).

SCORIE, LATRONICO (PDL): NESSUNA IPOTESI PER SCANZANO

06/08/2009 19.02.10
[Basilicata]

“Con una certa ossessione quasi stucchevole si agita lo spettro della localizzazione, non supportata da alcun atto ufficiale, di un sito di scorie nucleari in Basilicata e a Scanzano Ionico in particolare”. Lo ha dichiarato il senatore del Pdl, Cosimo Latronico. “Solo a leggere le premesse sulle condizioni di sicurezza necessarie alla realizzazione di tale progetto, ci sarebbe da escludere a priori Scanzano Ionico ed il metapontino in generale, in quanto area densamente abitata, con spiccate vocazioni turistiche e a rischio sismico. Pertanto, non esiste a tal proposito alcuna ipotesi del governo nazionale. Ma non solo: nella prospettiva di un federalismo energetico già diverse regioni hanno avanzato candidature per ospitare siti, per cui alla fine non ci sarà alcuna imposizione da parte dell’esecutivo nazionale. Infine, non bisogna dimenticare che la Basilicata, attraverso le estrazioni petrolifere, contribuisce già in maniera determinante al fabbisogno energetico nazionale”.

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Ecco, magari da queste parole del Senatore Latronico, pare di intravedere una certa “uniformità di vedute” tra centrodestra e centrosinistra! Non siamo certamente al “pensiero unico”, ma il fatto che sia l’assessore Santochirico ieri, sia il senatore Latronico oggi, abbiano voluto sottolineare come la basilicata dia un contributo determinante al fabbisogno energetico nazionale (con Santochirico molto più preciso nel tirare fuori delle cifre) ci lascia un attimino perplessi: non sarà mica un modo come un altro per rimarcare che le estrazioni andranno avanti senza disturbo alcuno da parte di chicchessia? Un voler tranquillizzare le multinazionali del greggio, insomma.

Ma ciò che si vuole sottolineare, da parte di questo Comitato (e da parte di Comunità Lucana – Movimento No Oil) la tempestività con la quale il Senatore Latronico si prodiga in chiarimenti circa la possibilità della localizzazione di un sito di scorie nucleari sul nostro territorio. Come si diceva in latino: “Excusatio non petita, accusatio manifesta” (scuse non richieste equivalgono ad un’accusa). O volevano essere una risposta alla lettera di Santochirico al Ministro Prestigiacomo? Mah!

Noi, per intanto, continuiamo a meditare!

Meditiamo gente, meditiamo!!!!!

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Qualcuno scrive ai ministri, qualche altro avvia collaborazioni….

 NUCLEARE E PETROLIO, SANTOCHIRICO SCRIVE AL MINISTRO PRESTIGIACOMO

Il vice presidente della Giunta regionale e assessore all’Ambiente, Territorio e Politiche della sostenibilità, Vincenzo Santochirico, ha inviato una lettera al ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, affinché si adoperi per ripristinare il ruolo e le competenze delle Regioni in materia ambientale, soprattutto a seguito dei provvedimenti che riguardano la realizzazione di centrali nucleari e le attività estrattive. Di seguito il testo della lettera. “Gentile Ministro, nei giorni scorsi il Governo ha approvato il cosiddetto “decreto anti-crisi”, che introduce, tra l’altro, norme in materia di interventi urgenti per la realizzazione di centrali di produzione di energia e per le reti di distribuzione. Il provvedimento, come è noto, esautorava, di fatto, il ruolo del Ministero dell’Ambiente, nonché quello delle Regioni e degli Enti locali nel delicato iter autorizzativo.
Lei ha rivendicato, con determinazione e con tenacia, le prerogative del Suo Ministero, ottenendo l’approvazione da parte del Governo di un successivo decreto che ripristina le competenze del Ministero.
Tuttavia, non è la prima volta che provvedimenti legislativi introducono novità tali da sopprimere, di fatto, le prerogative in materia ambientale. E’ accaduto con l’approvazione della legge sullo Sviluppo e internazionalizzazione delle imprese, che, oltre a fissare i criteri per la localizzazione e costruzione di centrali nucleari e di stoccaggio e deposito delle scorie, cambia radicalmente la normativa in materia di estrazione di idrocarburi. Le Regioni vengono esautorate delle loro competenze e vengono meno, altresì, le garanzie per la salvaguardia dell’ambiente e del territorio: adesso i permessi di ricerca e le concessioni per l’estrazione di idrocarburi possono essere
rilasciati senza l’Intesa Stato-Regione, bensì con un procedimento unico in capo all’Amministrazione dello Stato, mentre la Valutazione di impatto ambientale – richiesta soltanto per le attività di perforazione – è ora affidata all’Unmig, ufficio periferico del Ministero dello
Sviluppo economico, non soltanto sottraendo la competenza alle Regioni, ma anche negandola al Suo Ministero.
Queste norme sono, evidentemente, inaccettabili. Occorre, al contrario, prevedere il coinvolgimento pieno e sostanziale delle Regioni, riaffermando il principio di autoderminazione dei territori e delle comunità, per cui le Regioni devono poter esprimere pareri vincolanti sotto il profilo della Valutazione di impatto ambientale.
Ci attendiamo da Lei un gesto di coerenza. Come ha difeso le prerogative in materia ambientale a favore del Suo Dicastero, lo faccia anche a favore e a sostegno di quelle delle Regioni. Solo chi si occupa e preoccupa istituzionalmente di ambiente, a livello statale come a livello regionale, può difenderne e tutelarne le ragioni.
Del pari, riteniamo che in materia di impianti e siti nucleari, le Regioni debbano poter esprimere il loro pare vincolante sia in sede di Via che in sede di Intesa. Lo diciamo per difendere principi costituzionali, perché sul piano politico eravamo e siamo contrari all’opzione nucleare.
La Basilicata si è già espressa, con la massima fermezza, contro la possibilità di ospitare un sito nucleare. E non soltanto per ragioni di carattere generale – tutela della salute, sicurezza, assorbimento di risorse – ma anche perché la nostra regione contribuisce già in maniera determinante al bilancio nazionale, assicurando circa il 90% della produzione di petrolio su terraferma ed oltre il 76% dell’intera produzione italiana.
E’ auspicabile, pertanto, un Suo altrettanto determinato e tenace intervento nei confronti del Governo, affinché siano introdotti correttivi sostanziali alla legge “Sviluppo e internazionalizzazione delle imprese”, che, ripristinino il ruolo e le competenze delle Regioni, consentendo di salvaguardare concretamente l’ambiente, i territori e le comunità”.
 

PARTE LA COLLABORAZIONE TRA PARCO APPENNINO LUCANO E ARPAB

05/08/2009 18.55.57

[Basilicata]

Si intensifica il clima di collaborazione fra l’Ente Parco dell’Appennino-Lucano Val d’Agri-Lagonegrese e le istituzioni della Regione. Questa mattina, nella sede di rappresentanza del Parco, presso la Masseria Crisci, il commissario straordinario ing. Domenico Totaro ha incontrato il Direttore Generale dell’Arpab dr. Vincenzo Sigillito, accompagnato da alcuni dirigenti dei suoi uffici. L’incontro, disteso e cordiale, ha registrato una identità di vedute tra i presenti sui temi affrontati, in particolar modo sulla necessità di conciliare la protezione dell’ambiente con la corretta fruibilità del territorio del Parco. Questione centrale dell’incontro è stata, poi, la richiesta da parte del commissario di acquisire i dati che l’Arpab costantemente rileva dal territorio, per rafforzare l’informazione verso le popolazioni del Parco. Il commissario ha proposto, tra l’altro, l’implementazione di un sistema di biomonitoraggio, lo sviluppo di un modello di dispersione degli aeroinquinanti da applicare a fini predittivi e di ottimizzazione della rete di monitoraggio e creazione di infopoint ambientali attraverso cui l’utente potrà acquisire direttamente sul campo informazioni sullo stato dell’ambiente unitamente all’organizzazione di pubbliche manifestazioni divulgative. Il Direttore Sigillito, nel concordare ed apprezzare le proposte del Commissario, ha presentato una breve memoria sulle azioni in corso dell’Arpab in Val d’Agri, anticipando l’installazione a breve, presso il Centro Oli di Viggiano, di una seconda centralina per il monitoraggio della qualità dell’aria.

L’assessore Santochirico scrive ai Ministri… ma prima di continuare nel commento, vale la pena di rinfrescare la memoria ai lettori del blog: l’argomento (basta cliccare qui e qui) è già stato trattato e le nostre posizioni rimangono invariate.Perché, allora, riprendere il discorso? Beh, semplicemente perché si può pensare a due vie di interpretazione del fatto in sé, ossia:

  1. Se fossimo malpensanti (riferendoci ad un adagio del senatore a vita Giulio Andreotti che recita, più o meno, così: “So che pensare male è peccato, ma ci si indovina sempre”), potremmo interpretare il tutto come un inizio di una campagna elettorale che si prannuncia lunga e tormentata. Una campagna elettorale che si articolerà anche cercando di cavalcare l’onda delle tematiche che non appartengono a questa classe politica (tutta) che ci governa, ma che questo Comitato, e Comunità Lucana – Movimento no Oil, portano avanti da qualche tempo. Probabilmente c’è il sentore che la gente stia cominciando a capire che, a differenza di quanto ci hanno detto finora (Vattuttobbbeneeeeee), le cose non stanno proprio così… e si cerca di correre ai ripari. O, magari, come un sentirsi mancare la terra sotto i piedi; magari rendendosi conto del fatto che essersi appiattiti troppo sulle posizioni a tutto vantaggio delle Multinazionali e a nessun vantaggio per la popolazione di Lucania (che continua a non vedere neppure da lontano quello sviluppo tanto strombazzato negli anni precedenti) non ha dato i risultati sperati.
  2. Se, invece, volessimo credere che si tratta assolutamente di buona fede, dovremmo essere contenti del fatto che ciò che il Comitato No Oil da più di un anno e mezzo, e Comunità Lucana – Movimento no Oil da qualche mese, vanno urlando, comincia a fare presa anche su coloro che, fino a questo momento, ci avevano bollati come Fondamentalisti, nymbisti e via discorrendo.

Ora, anche alla luce di ciò che abbiamo riportato circa la collaborazione tra Arpab e parco Valdagri-Lagonegrese, per quale delle due ipotesi pensate che siamo orientati?

P.S. A proposito delle dichiarazioni di Sigillito, mi pongo una domanda: Cosa diavolo è un modello di dispersione degl aeroinquinanti di cui vorrebbe organizzare lo sviluppo? Sarà mica uno dei tanti misteri che si aggiungono ai misteri delle centraline di monitoraggio che ci sono, non ci sono, ci saranno, ci sono sempre state……

Ai posteri l’ardua sentenza!

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Riunione di Comunità Lucana – Movimento no oil a Satriano di Lucania.

Siamo in pieno fermento (nonostante l’afa estiva) per il non troppo lontano appuntamento elettorale del prossimo anno per le Regionali. Cominciano a venire fuori nomi di Candidati, da parte degli schieramenti maggiori (il cantiere della campagna elettorale si sta mettendo in moto :-D ).

Comunità Lucana – Movimento no Oil, come ben noto, sta lavorando per essere presente come forza politica alle prossime regionali. Si rende, a questo punto, necessaria una riunione che, oltre agli ordini del giorno in via di definizione, serva anche a fare il punto sulla questione “Elezioni Regionali 2010″ e possibili candidature.

Sabato 8 agosto, alle ore 18,30, a Satriano di Lucania, Incontro di Comunità Lucana – Movimento no oil per fare il punto della situazione.

Si invitano tutti gli interessati a partecipare.

Antonio Bevilacqua.

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