Amministrative: Molinari (Pd), c’è volontà di cambiamento 31/05/2011 10:38

BAS   Il segretario provinciale potentino del Partito democratico, Antonello Molinari, rivolge ai nuovi sindaci di Melfi e di Pisticci un augurio per il risultato conseguito nei ballottaggi e per un buon lavoro nella futura attività amministrativa. Grande soddisfazione anche per i risultati delle elezioni amministrative che si sono svolte nel Paese, in particolare nelle città di Milano e di Napoli, che testimoniano la volontà di un forte cambiamento. “La concreta affermazione del Partito Democratico – commenta – in ogni realtà è la testimonianza della serietà delle azioni politiche messe in campo in questi anni dal PD e da tutta la coalizione. Si tratta, oggi, all’indomani di un simile risultato, non solo di prendere atto della sconfitta di Berlusconi e del Centro Destra, ma anche della necessità di costruire un’alternativa di governo, individuando nei programmi la base di un possibile allargamento del Centro Sinistra. Bisogna altresì prendere coscienza del fatto che il Paese ha mostrato la volontà di un cambiamento generazionale delle classe amministrativa e politica“.

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bene, rispondo a tanto entusiasmo con qualche frase del sottoscritto publicata su facebook tra ieri e stamane…

30/05/2011 

credo che non abbia vinto il centrosinistra e le sue idee decotte, ma la necessità del cambiamento..prova ne sia che a napoli de magistris vince praticamente da solo…nonostante ciò, viva il cambiamento se insegna a costoro che occorrono uomini e donne in grado di interpretarlo e non solo semplici funzionari di partito

30/05/2011 

dai commenti che ascolto sui media l’impressione è che le categorie di vittoria usate dai leader del csx non siano le stesse della gente comune, dove prevale il senso di liberazione e di attesa per progetti di là da venire…riusciranno i nostri eroi a trasformare le speranze in realtà?

31/05/2011

a cantar vittoria troppo presto si rischia di cantar di nuovo messa…per il momento il paese è ancora governato da una banda di lestofanti ignoranti e presuntuosi e ci sono ancora troppe sacche di pessima e collusa amministrazione di sinistra, tipo la regione da cui scrivo, per dire che l’italia sta cambiando, come recita uno slogan

…e mi pare potrebbe anche bastare, ma voglio dire qualcosa di più…come al solito se si guarda oltre la regione, tutto appare diversamente da come invece da noi tristemente funziona…inorgoglirsi per una riscossa civile del paese che finalmente comincia a reagire al torpore di troppi anni di “sonno della ragione” fa bene all’umore di tutti, compreso il sottoscritto che ancorchè pensi non sia quella sinistra a poter determinare un cambiamento reale (troppo ci sarebbe da fare in termini di ribaltamento degli assi di produzione in un senso più rispettoso sia dell’ambiente naturale che di quello sociale e via discorrendo in termini di rappresentanza e di democraticità delle scelte ancora troppo spesso prese sopra la testa dei cittadini in nome di qualche assurdo e malinteso principio del “fare”), comunque apprezza che un movimento cominci ad esserci in una direzione di marcia opposta a quella finora seguita da questo “governo televisivo di ballerine e puttanieri”…ma se il movimento lo apprezziamo altrove, quale è il movimento reale qui da noi?…possiamo individuare nella riproposizione dei vecchi schemi di potere del centrosinistra locale qualche cambiamento?…possiamo credere che lo stesso centrosinistra che amministra come tutti conosciamo sia o possa cambiare per la vittoria di pisapia o di de magistris?…crediamo che possa esserci una basilicata migliore perchè c’è una milano o una napoli migliore (ancora tutte da dimostrare, ma ci speriamo di cuore)?…crediamo che ancora una volta sia solo questione di bandiere o di tifoserie?…

…non lo crediamo affatto perchè conosciamo le stratificazioni di potere che operano da sempre in basilicata, i familismi e le politiche dei clan, conosciamo i personaggi e le loro logiche, conosciamo le strambe idee di consenso che costoro millantano per democrazia quando in realtà di esarcato o baronia post-feudale si tratta, conosciamo infine il tut’apposto di cui s’ammanta una intera regione per dire suadentemente che “non contate un cazzo, cari cittadini lucani (mi si perdoni la forzatura linguistica, ma come dico, quando ci vuole ci vuole!!!), qui vige solo e soltanto la legge del più forte”…

…conosciamo questa basilicata e da questa basilicata non vogliamo fuggire, ma cambiarla…e sappiamo che per cambiarla questa sinistra-centro non basta e non serve se non cominciamo da ora a praticare quanto questo movimento pratica da tempo, la possibilità di superare le filiere che ingabbiano una regione attraverso la libertà dalle bandiere, non certo dalle idee…

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ai lettori

vi confesso un po’ di stanchezza, oltre ai numerosi impegni, che mi sta tenendo lontano dal blog ben oltre il poco tempo che comunque potrei ancora dedicargli e dedicarvi…passerà a breve e credo sia davvero meglio non forzarsi…

…ma non cambia la sostanza di quello che faccio e del mio impegno, ma questo credo che già si conosca…a prestissimo

miko

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Neonata morta,Martorano chiede all’Asm relazione dettagliata

25/05/2011 15:15

Il decesso avvenuto dopo il trasferimento di urgenza dall’Ospedale Madonna delle Grazie al Miulli di Acquaviva delle Fonti AGR  “La morte della neonata, verificatasi a seguito di un trasferimento di urgenza dall’Ospedale Madonna delle Grazie al Miulli di Acquaviva delle Fonti rappresenta un grave episodio, le cui cause e le eventuali responsabilità sono ancora da accertarsi, ma che indubbiamente impongono rigore e celerità nell’espletamento di tutte le procedure previste in circostanze di questo genere”.

E’ quanto ha dichiarato l’Assessore alla Salute, Attilio Martorano, spiegando le ragioni per le quali ha chiesto al Direttore Generale dell’Asm, Vito Gaudiano, una relazione dettagliata sugli eventi che hanno preceduto l’episodio, sulle modalità di intervento e sulle circostanze che hanno indotto il trasferimento presso il nosocomio pugliese.

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si riparte mahle e speriamo non peggio!!!

Bando sito ex Malhe, due le manifestazioni di interesse25/05/2011 11:58   Stamattina l’apertura delle buste in una seduta pubblica. Dalla settimana prossima l’istruttoria

AGR   Questa mattina, presso l’Ufficio Industria del Dipartimento Attività Produttive, si è proceduto, in seduta pubblica all’apertura delle buste contenenti le manifestazioni di interesse relative all’Avviso Pubblico per la reindustrializzazione del sito ex Mahle di Potenza. Procedura non prevista dal bando ma adottata dal Dipartimento Attività produttive per garantire la massima trasparenza.
Sono due le manifestazione d’interesse pervenute nei tempi fissati dall’Avviso.
Il piano industriale della Edilteco spa di San Felice sul Panaro, in provincia di Modena, prevede un investimento di 20 milioni di euro. A regime dovrebbero essere occupati 63 addetti. L’azienda produce pannelli premiscelati in cemento, prodotti coibentanti e pannelli in cemento armato.
L’altra iniziativa industriale è stata presentata dalla Kariba spa di Senato di Lerici (La Spezia), che si occupa della produzione di impianti sanitari a scomparsa. L’investimento previsto è di 21 milioni di euro e l’occupazione a regime di 58 unità lavorative
.
Entrambe le domande sono risultate complete della documentazione richiesta e conformi all’Avviso Pubblico. La settimana prossima si prevede l’inizio dell’istruttoria delle istanze.

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si ricomincia dunque, dopo gli infruttuosi tentativi finora messi in campo (anche in modo abbastanza bizzarro come ricorderete) per la reindustrializzazione del sito mahle di potenza…lascio a voi giudicare un solo semplice fatto (sulla realtà poi della reindustrializzazione effettiva dell’impianto…mah!!!), l’occupazione prevista, anche a fronte dell’impegno finanziario regionale abbastanza cospicuo, è di 63 e 58 unità che sappiamo per esperienza poi ridursi all’effettiva entrata in funzione dell’impianto…staremo a vedere!!!

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la stazione appaltante…

De Filippo a Roma per la Conferenza Stato-Regioni25/05/2011 10:45

AGR   Il governatore lucano Vito De Filippo è da questa mattina a Roma per partecipare alla Conferenza delle Regioni e, a seguire, alla Conferenza Unificata e a quella Stato-Regioni.
Al centro del confronto tra Governo ed Enti territoriali vi sono ancora una volta lo schema di disegno di legge delega per l’istituzione e la disciplina della Conferenza della Repubblica e il decreto del presidente del Consiglio dei ministri concernente l’elenco dei beni trasferibili a Comuni, Province e Regioni secondo quanto prevista dalla legge delega sul federalismo fiscale.
All’ordine del giorni dell’Unificata figura inoltre l’intesa sullo schema di decreto sulla stazione unica appaltante (Sua) prevista dal Piano straordinario contro le mafie.

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bene, al di là della presenza di de filippo alla conferenza (e ci mancherebbe!!!), il tema dei beni trasferibili agli enti locali è cosa della massima importanza, ma ancor di più importante, a mio modesto avviso, è proprio la sua (stazione unica appaltante) che, concepita come modello locale centralizzato di assegnazione di appalti al sistema ditte, cozza un po’ proprio con il federalismo e con le 20 e più casse regionali (pensate alle regioni a statuto speciale ed al loro sistema di deroghe) che questo in qualche modo creerà, ma soprattutto con appalti che “toccano” due o più regioni…quale sarà infatti la sua in simili eventi?…e come sarà gestita in caso di lavori che prevedano concorsi di interesse di più enti territoriali, quali stato, regioni e province?…usciamo poi con queste logiche proprio dalla straordinarietà della lotta alla mafia?

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Asp, convegno su Incidenza Tumori in Basilicata25/05/2011 10:05

BAS
Giunto al XV anno di attività, il Centro Regionale Lucano dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria Torre Molfese, organizza per le ore 9.30 di sabato 28 a S.Arcangelo, nel Complesso monumentale S.Maria d’Orsoleo, il convegno sul tema ”L’incidenza dei tumori sul territorio della Basilicata: quale prevenzione e cura?”.

L’iniziativa di informazione e sensibilizzazione è indirizzata a tecnici, sanitari qualificati e comunicatori con l’’obiettivo di sensibilizzare le autorità e l’opinione pubblica a far luce sulle molte notizie che si rincorrono sui giornali.
Partendo dal presupposto che molti tipi di tumori, di differenti organi ed apparati, sono aumentati nella regione, è necessario scoprire le cause che hanno determinato e sostenuto il fenomeno. Bisogna, quindi, procedere a studiarlo in tutti i sui aspetti per arrivare alla sua soluzione- evidenzia Antonio Molfese, medico giornalista, promotore della iniziativa-. Uomini politici e di scienza debbono coalizzarsi e creare una forza comune per portare a soluzione il problema, coinvolgendo organismi sanitari anche internazionali, istituzioni centrali, organismi tecnici del territorio per studiare il fenomeno e scoprirne le cause. Questo è il modo di far crescere anche l’altra Italia, quella del sud, dal momento che ancora esistono due sanità in Italia e solo di recente, anche nel meridione, le conoscenze e le tecnologie hanno iniziato un cammino per migliorare e raggiungere gli standard del nord dell’Italia e delle nazioni europee all’avanguardia nel settore”. Tra le proposte, la realizzazione di una capillare indagine epidemiologica, condotta sull’intero territorio della regione, per verificare l’attendibilità del problema sollevato in modo da scoprire le eventuali cause che lo hanno generato. “La salute della popolazione è un bene essenziale di primaria importanza, che deve essere difeso e mantenuto- sottolinea Molfese-Le risorse economiche le abbiamo, impieghiamole al meglio, dal momento che la salute è il bene più prezioso”.
Questo il programma del convegno:
Prof. Alessandro Ciammaichella, Primario Medico Roma, “ Tabagismo patologia neoplastica e non solo”;
Prof. Clemente Crisci, Direttore Clinica toracica e polmonare Università Careggi, Firenze, “ La chirurgia moderna nella cura dei tumori”;
Prof. Michele Gallucci,Direttore Reparto Urologia I.F.O. – Ist. Regina Elena Roma, “La chirurgia nella cura dell’apparato urinario”;
Dott. Carmine Pizza, Primario Oncologo Ospedale Civile di Nola, “ Le grandi tappe nella cura dei tumori”;
Dott.ssa Raffaella Pannuti, Segretario Generale ANT Bologna, “ Progetto Eubiosia: valori etici ed esperienza assistenziale”;
Dott. Rocco Galasso Registro Tumori della Basilicata Rionero in Vulture, “L’incidenza dei tumori sul territorio”.

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vi passo il lancio tal quale…come vedete dal neretto, è la prima volta che in basilicata si parla di aumento di alcune patologie tumorali (e vorrei ricordare che non oltre un anno e mezzo fa c’era qualche alto papavero della politica regionale che negava con decisione che vi fosse tale aumento)…chiedo, non potendo in prima persona partecipare, che qualche amico più interessato alla tematica si faccia carico di farcene un sunto o di farci avere materiali in merito…sappiamo che il tutt’apposto è sempre dietro l’angolo e magari in conferenze e convegni l’occasione mediatica è sfruttata proprio in tal senso, ma magari qualche relazione può essere interessante ed aprire scenari inascoltabili altrove

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…però si vota…

Dl Omnibus: Camera vota fiducia

Con 313 si’, 291 no e due astenuti

24 maggio, 17:01

(ANSA) – ROMA, 24 MAG – La Camera vota la fiducia al decreto omnibus con 313 si’ e 291 no e due astenuti. I presenti sono stati 606, i votanti 604 per una maggioranza richiesta di 303 voti. Nessuno dei tre deputati Liberaldemocratici ha partecipato alla votazione. Non ha risposto alla chiama il sottosegretario Daniela Melchiorre, ne’ hanno votato Riccardo Merlo e Italo Tanoni. Non hanno risposto neppure Ferdinando Latteri e Angelo Salvatore Lombardo dell’Mpa, ne’ il ‘responsabile’ Silvano Moffa ne’ Calogero Mannino.

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decreto che contiene norme sul nucleare in grado di annullare il referendum relativo…si segnalano centinaia di cittadini che protestano in p.zza montecitorio

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non se ne parla più…

Giappone: Tepco, combustibile fuso anche in reattori n.2 e 3

Lo dice la Tepco. In corso missione Aiea, indagini su Fukushima

24 maggio, 15:09

 TOKYO – In aggiunta al reattore n.1, anche le barre di combustibile delle unità n.2 e 3 della centrale di Fukushima hanno accusato la parziale fusione per effetto dei danni seguiti al sisma/tsunami dell’11 marzo scorso. E’ la Tepco, gestore dell’impianto nucleare, ad annunciarlo e, aggiornando la precedente valutazione secondo cui solo il reattore n.1 era interessato “da criticità”, estende adesso il danneggiamento a tutti e tre i reattori con combustibile attivo al momento della catastrofe.

A metà maggio, Tepco aveva spiegato che, sulla base dei dati raccolti, il reattore n.1, a causa dei sistemi di raffreddamento fuori uso, aveva registrato “la fusione della maggior parte del combustibile al fondo del recipiente di contenimento”. Lo scenario aveva sollevato timori, ora confermati, che anche i numeri 2 e 3 avessero subito la stessa sorte.

ESPERTI AIEA A TOKYO, INDAGINI SU FUKUSHIMA- E’ da ieri aTokyo la missione investigativa di esperti dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), che oggi ha avviato le indagini sulla crisi nucleare della centrale di Fukushima n.1, innescata dal sisma/tsunami dell’11 marzo. Il team dell’Aiea, composto da sei ispettori, si unira’ ad altri 14 esperti internazionali, sotto la guida del britannico Mike Weightman. La missione durera’ dieci giorni, durante i quali gli esperti atomici visiteranno l’impianto disastrato che si trova a 230 chilometri a nordest di Tokyo e avranno incontri con esponenti del governo nipponico. I risultati preliminari dell’indagine sull’incidente nucleare, il piu’ grave dopo quello di Cernobyl del 1986, saranno presentati in un vertice ministeriale sulla sicurezza atomica in programma a Vienna il 20-24 giugno, come anticipato la scorsa settimana dal portavoce del governo nipponico, Yukio Edano. Le informazioni ricavate dalle indagini su cause e conseguenze del disastro di Fukushima, inoltre, serviranno per delineare la nuova strategia dell’Aiea per il potenziamento degli standard mondiali di sicurezza atomica.

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vi segnalo…

Agricoltura biodinamica di Podolinsky in Basilicata24/05/2011 12:29BAS      La prima tappa in Basilicata è prevista a Metaponto il 30 maggio, con il seminario “La fertilità della terra.

Produzione agricola e salute”. Alex Podolinsky, il maggior esperto vivente di Agricoltura Biodinamica, è giunto dall’Australia per un ciclo di conferenze su “Fertilità della Terra-Produzione Agricola-Alimentazione-Salute” promosse da Slow Food-Italia, Anagribios-Coldiretti in collaborazione con Associazione Agricoltura Biodinamica, Agricoltura Vivente, Centro Luigi Forenza ed Enti Locali. Dal 20 maggio al 16 giugno attraverserà l’Italia dal Piemonte alla Calabria con tappa finale a Roma, incontrando agricoltori, consumatori, scienziati, studenti.
La prima tappa in Basilicata è prevista a Metaponto il 30 maggio, con il seminario “La fertilità della terra. Produzione agricola e salute”. L’incontro è fissato alle ore 09,30 presso l’Azienda Agricola Sperimentale Dimostrativa “Pantanello” dell’ALSIA.

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22/05/2011 

chiaro che la destra italiana, ormai ridotta al manutengolismo delle cricche, è ormai incapace di elaborare alcunchè di credibile..se mi chiedo però quanto la sinistra (?) abbia elaborato per superare questa fase mortificante, oltre l’esser contro, mi cascan le braccia..non voglio morire berluskoniano, ma neppure agonizzare bersaniano,vendoliano o dipietrino…voglio un progetto condiviso per sperare ancora nel paese

miko somma

22/05/2011

tempo ci vorrà, ma la lucania che “voglio” si farà…sono avvertiti imperatori e baroni, politicanti, sottopoliticanti e quaquaraquà del consenso feudale lucano, persino quelli che potendo esserci vicini (e forse dovendo, almeno per coerenza), non lo sono…e chi mi conosce sa che non scherzo affatto!!!

miko somma

commenterò in seguito le tante dichiarazioni di “circostanza” che si stanno sprecando sulla situazione del pertusillo

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Comunicato stampa comunità lucana-movimento no oil

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Chiare, fresche acque

 

Nel considerare che, nelle more delle analisi in corso sul mistero della moria di carpe nella diga del Pertusillo, l’unica certezza è ancora quel tutt’apposto che presumibilmente verrà fuori nel percorso consueto che precede il pubblico dimenticatoio in cui già una volta tali morie si erano spente, noi crediamo si dia ascolto alla logica che “non” deve aprioristicamente escludere che tra le concause o le cause possa esservi inquinamento da sostanze utilizzate nel ciclo di estrazione e trattamento del greggio.

 

 

Comprendiamo bene come per talune argomenti di bilancio regionale e per taluni organismi delle istituzioni locali e nazionali, le royalties del petrolio siano argomento da mettere al di fuori di ogni considerazione, ma riteniamo che, a meno di non considerare il suicidio di massa delle carpe, tali morie debbano essere tenute dentro un discorso di salubrità ambientale generale della valle e non ridotte al rango di mero episodio, svincolato causalmente da ogni altra possibilità, persino teorica, che tali morie siano da mettere in relazione all’evento “industriale” principale della Val d’Agri.

  

Se infatti è l’esperienza a suggerire che la carpa è specie ittica che ricerca nei fanghi gli alimenti di cui si ciba, è nei fanghi che occorre cercare, in relazione al fatto che è stata solo questa specie ad essere interessata alla moria e nelle sue taglie medie, quali siano le sostanze nutritive di cui essa si nutre una volta raggiunta la maturità, sostanze a loro volta passibili di un inquinamento derivante da caduta nei sedimenti del lago di sostanze tossiche, ergo metalli pesanti in primo luogo, che le acque domestiche od i reflui agricoli contengono solo in minima parte e certo non in grado, in un periodo di massima piena delle acque del lago, di raggiungere concentrazioni tali da determinare la morte della specie ittica in questione.

  

È quindi a 360 gradi che occorre indagare, come auspichiamo vi sia netta volontà da parte degli enti investiti, senza alcuna altra considerazione che non sia l’evento in se stesso e le sue cause, in relazione ad episodi diversi, ma analoghi, che hanno già interessato l’invaso ed ai cicli industriali di stretta prossimità, siano essi legati all’industria estrattiva, all’agricoltura intensiva o ai reflui civili.

  

Ed è a 360 gradi che occorre reagire politicamente, senza alcuna altra considerazione che non sia la protezione ambientale, quindi sanitaria, dell’invaso e quindi della intera valle e dei suoi abitanti, essendo lo stesso destinazione ultima di quanto sopra e sotto la terra avviene nella Val d’Agri, nel caso quella moria fosse addebitabile a quelle attività dell’uomo che solo gli schiocchi o i disonesti suppongono o fanno supporre non legate al disagio dell’ambiente e della specie umana.

  

Sempre ovviamente non sia già, o lo possa diventare, un altro “tutt’apposto” che decreti le chiare, fresche acque del Pertusillo come un altro episodio di quella Basilicata da bere che beviamo già da troppi anni.

  

Miko Somma, coordinatore regionale di Comunità Lucana-Movimento No Oil    

  

il centro olii si rifà il look?

Eni: manutenzione e ammodernamento Centro Oli Viggiano

18/05/2011 17:26

BAS Ferme da oggi (ieri, ndr) le principali attività del Centro Olio di Viggiano per consentire a Eni di effettuare lavori di manutenzione straordinaria e ammodernamento.
In concomitanza con la ricertificazione decennale delle apparecchiature in pressione prevista dalla legge, che comporta l’arresto progressivo della produzione e la Fermata Generale dello stabilimento per circa 25 giorni, Eni, infatti, ha colto l’occasione per realizzare un’intensa attività di manutenzione e ammodernamento su tutte le linee di trattamento, i sistemi e le apparecchiature esistenti.
Queste attività, di particolare importanza per la complessità tecnico-realizzativa e l’impiego di risorse economiche, – spiega un comunicato dell’ufficio stampa dell’Eni – hanno come obiettivo la massimizzazione dell’efficienza ambientale dello stabilimento, mediante l’adozione delle migliori tecnologie disponibili.
Si tratta di lavori, di altissimo profilo tecnologico e specialistico, che vedranno coinvolti sino a 1400 lavoratori e 60 imprese, di cui 24 del territorio e fino a 700 lavoratori lucani impegnati, in aggiunta alla forza lavoro attualmente impiegata.
Gli interventi garantiranno, inoltre, una migliore gestione operativa del Centro Olio e andranno a ridurre ulteriormente le emissioni in atmosfera, quelle acustiche e odorigene degli impianti.
Eni riafferma così la costante attenzione alla sostenibilità delle proprie attività in Basilicata dando ancora una concreta risposta alle esigenze espresse dal territorio.

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lavori programmati da tempo e forse resisi ancor più necessari dopo qualche “inconveniente” (chiamiamolo così!), ma soprattutto lavori che svolgendosi in concomitanza con quelli per l’avvio di un’altra linea produttiva la dicono lunga anche sul memorandum che seppur non ancora firmato con lo stato (figurarsi poi la traduzione di questa “intesa” con la compagnia ed i suoi “bisogni” produttivi), viene considerato ormai cosa fatta…la riduzione poi delle emissioni fa letteralmente ridere, poichè quindi emissioni da ridurre ve ne erano (nonostante il tutt’appostismo che faceva più pensare ad un impianto di produzione di fiori secchi che ad un impianto ritenuto a norma di leggi correnti, pericoloso)…insomma nulla di nuovo sotto il sole, se non che la valle per 25 giorni ricomincerà a respirare…un ulteriore appunto…i posti di lavoro…tutti assolutamente provvisori e legati allo stretto tempo necessario al completamento degli stessi interventi “manutentivi”, ma spacciati in questi giorni di campagna elettorale come “posti di lavoro” utili alle contrattazioni per il voto miserabile di chi ancora crede a queste bufale ed evidentemente non ha mai maturato una specifica sensibilità democratica all’esercizio democratico del voto, ritenedolo una merce di scambio…i soliti miserabili, insomma, quelli che di fatto permettono che in quella valle eni faccia tutto quello che vuole…ma questi sono solo appunti tristi di una regione triste…rimane il fatto che se di lavori di ammodernamento e manutenzione straordinaria si sono resi necessari, qualcosa evidentemente non andava più (o non è mai andata) in quell’impianto, come abbiamo sempre denunciato per anni (ovviamente non ci attendiamo nessun grazie)…rimane il dato di una valle ormai persa e per la quale credo non ci sia più nulla da fare nell’ottica dell’aumento delle estrazioni e dei progetti della “valle dell’energia”…non lamentatevi del pertusillo, quindi, e delle morie di pesci, qualunque ne sia la causa, disastro amministrativo od altro…è uno degli effetti peggiori dell’inquinamento da petrolio, quello del vivere civile!!!

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Comunicato stampa Comunità Lucana-Movimento No Oil

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Pochi voti nella strenna del “memento quod pro te fecit”

 

Leggere a catenaccio del titolo di una testata giornalistica locale a commento della passata tornata elettorale che i nostri voti a Tramutola alle amministrative sarebbero “Pochi voti per il Comitato No Oil che si oppone alle estrazioni di greggio in Val d’Agri” rende un’immagine fuorviante e speriamo non volutamente distorta, di indirizzi in favore delle estrazioni petrolifere che in qualche modo quei “pochi voti” avrebbero legittimato, con una forzatura dei fatti che sembra non tenere conto di realtà complesse ed in cui occorre entrare ben oltre il titolo sparato per fare notizia.

 

 

Se invece stiamo ai fatti, questi stessi dicono che Comunità Lucana-Movimento No Oil a Tramutola prende si solo 58 voti, ma la visione che se ne deduce non è che la gente sia così favorevole alle estrazioni, bensì che quei voti, che rappresentano però il 2,76% dei voti totali, sono quello che si è riusciti a “liberare” dalla polarizzazione di un voto amministrativo che se nel Paese era influenzato da dinamiche note a tutti e nella nostra regione dalle forse più sconosciute dinamiche monopolari racchiuse in quella maggioranza feudale lucana che spesso abbiamo denunciato, nello specifico il voto era polarizzato dalle millantate “speranze” di ritorni dal sistema petrolio di un’amministrazione uscente che ha “ritagliato” sulle sue specifiche esigenze di stare nei patti conchiusi dal monopolio politico regionale un’inedita opposizione pdl/socialisti di puntello a manovre udc che verranno.

 

 

Non questione quindi di giudizi su bicchieri mezzi pieni o vuoti, come d’abitudine la politica serve al desco di elettorati sempre più simili nell’incoerenza alle folle di uno stadio, ma di seria e ponderata analisi su dinamiche di voto che vanno ben comprese.

 

 

A Tramutola Comunità Lucana aveva avviato dallo scorso mese di settembre un laboratorio di idee che avrebbero dovuto portare alla formazione di una lista locale e che nel corso dell’inverno, con incontri pubblici e riunioni del gruppo formatosi, a cadenza settimanale dava conto dei progressi sulla condivisione del programma e solo dopo di una lista di candidati da cui scegliere il candidato sindaco, a testimonianza di una pratica politica in cui solo gli uomini ad essere funzionali alle idee.

 

 

Laboratorio da cui però il defilarsi persino all’ultimo giorno utile prima della presentazione delle liste di persone che nella lista avrebbero dovuto essere e che in alcuni casi abbiamo trovato nelle altre (una giustizia delle cose non ha concesso loro alcuna elezione), mentre in altri affacciati a finestre ritagliate nella convenienza, nell’ipocrisia o nella paura, poteva venire fuori un elenco di candidati composto da persone in massima parte esterne al paese, cosa che ha portato a quei “pochi voti” come logica conseguenza del non aver potuto esprimere il paese stesso attraverso suoi candidati.

 

 

Probabilmente delle lunghe filiere amoral-familistiche del consenso hanno agito sulle coscienze di quei singoli con suadenze in forma di promesse o con paure indotte ed auto-indotte, fino a sfaldare la lista espressione del paese e di una inequivoca volontà di cambiamento che avevamo percepito ed a costringerci ad una lista di opinione sul cui risultato finale, quel 2,76% equivalente a 58 voti, il nostro giudizio non può che essere lusinghiero ed incoraggiante, poiché voti di consenso “politico” da misurarsi in una prospettiva di costruzione per il nostro movimento, e non del vergognoso porta a porta con strategie di marketing della promessa o sul “memento quod pro te fecit” che nei nostri paesi viene suonato a strenna in periodo elettorale, così come è stato suonato a Tramutola.

 

 

I discorsi sul petrolio entrano così in ballo nel loro potere suggestionante di creare aspettative che i precedenti evidentemente non hanno ancora disatteso, usate ad arte per ingabbiare bisogni leciti e comprensibili di un benessere finora negato, in sistemi discutibili di un benessere che verrà se si confermerà o meno un sistema politico, e così quanto il voto è stato libero da condizionamenti lo lasciamo al giudizio dei cittadini di fronte alle pratiche consuete, non certo al giudizio di un titolista. Così invertendo l’ordine delle cose è l’amoralità evidente di un sistema di consenso fondato anche sul petrolio e sui suoi benefici innominabili per poche famiglie che evidentemente controllano molte famiglie che invece ne subiscono danni ipocritamente innominabili anch’essi, che va letta una cifra politica espressa non più dai nostri voti, ma da quelli sommati degli altri, a puntello del petrolio e di un suo sistema di controllo che ha di fatto colonizzato moralmente e politicamente una regione.

 

 

Quei 58 voti, di cui ringraziamo con affetto tutti i cittadini che li hanno espressi, ci danno forza per costruire un coordinamento cittadino a Tramutola con cui continuare il lavoro iniziato di una uscita dal petrolio attraverso la valorizzazione di quanto altro la valle esprime, e, in prospettiva allargata ad una regione che necessita di affrancare sensibilità e movimenti dalla dittatura di via Verrastro, di appellarci alle realtà di movimento di questa sfortunata terra di Lucania per arrivare alla sintesi che trasformi le nostre istanze in “fatti della politica” atti a portare la nostra voce lì dove serve, nelle strade, come nei consigli.

 

 

Miko Somma, coordinatore regionale di Comunità Lucana-Movimento No Oil