Un primo passo… attendendo gli altri passi!

Sul Sito Basilicatanet, solito copia e incolla
Petrolio, Mazzeo (Idv): Tutela salute e ambiente non ha prezzo.

28/06/2011 12:00
Per il consigliere regionale “lasciare una condizione ambientale degradata rappresenta una grave responsabilità che nessuno si deve assumere, anche per le notevoli ricadute che, nell’immediato, ha sulla salute dei cittadini” ACR “Militare in un partito, ovvero appartenere ad un’alleanza, non significa a mio parere essere chiusi in una ‘gabbia’, che non consente, su alcuni particolari aspetti, di avere un’idea propria, diversa da quella degli altri”. E’ la dichiarazione del vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata, Enrico Mazzeo Cicchetti (Idv), il quale prosegue affermando che “esistono materie strategiche, come salute, ambiente, acqua, petrolio che vanno affrontate anche al di fuori di ogni possibile mediazione, che la politica usa come normale e legittimo ‘strumento’, nell’affrontare i diversi problemi. L’interesse generale, infatti, viene prima di ogni altra cosa. Per difenderlo non c’è bisogno di creare nuove aggregazioni, ma occorre l’impegno convergente delle tantissime sensibilità esistenti, spesso trasversali. Quando si parla di interesse generale si deve far riferimento a quelli di oggi e di domani. Nessuna delle scelte che si compiono deve ipotecare in qualche modo il futuro, perché viene a togliere la speranza e le prospettive per le nuove generazioni. La terra in cui viviamo, con tutte le sue peculiarità, va tutelata, se possibile migliorata, per i nostri figli e per tutte le generazioni future. Lasciare una condizione ambientale degradata rappresenta una grave responsabilità che nessuno si deve assumere, anche per le notevoli ricadute che, nell’immediato, ha sulla salute dei cittadini. Ieri il miraggio dell’industrializzazione forzata ed intensiva, oggi il petrolio come propulsore principale di sviluppo”.

“La questione petrolio, invece – sottolinea Mazzeo Cicchetti – è punto centrale rispetto alla tutela reale della salute dei cittadini e dell’ambiente in cui questi vivono. Nelle zone dove già avviene un’estrazione di petrolio, ad esempio, i dati che riusciamo a mettere insieme, sulla salute, ci preoccupano; gli stessi rilievi sull’inquinamento, spesso tenuti riservati, non lasciano dubbi. La crisi dell’approvvigionamento energetico alimenta ulteriormente la volontà di uno sfruttamento più intensivo per gli idrocarburi della Basilicata. Pur di raggiungere questo scopo si lasciano intravedere tutta una serie di vantaggi. A questi ultimi fanno sponda i così detti ‘possibilisti’. Purtroppo, esiste una cultura, anche abbastanza diffusa, secondo la quale tutto è possibile, purché il prezzo pagato abbia una sua consistenza. Nel caso nostro, il miraggio di maggiori compensazioni economiche, con un aumento delle occasioni di lavoro, con possibilità di sviluppare e realizzazioni di infrastrutture, in un contesto in cui avvertiamo le conseguenze della crisi in atto, con perdita di posti di lavoro, precarietà, disoccupazione, rappresentano proposte molto allettanti. Ignorando o minimizzando, a mio parere, le conseguenze di uno sfruttamento intensivo del nostro territorio si commette un errore dalle conseguenze gravi. Ecco perché – puntualizza Mazzeo – l’idea di potersi ‘accordare’, prescindendo dalla tutela reale delle persone e dell’ambiente mi preoccupa. La storia dell’industrializzazione della Val Basento, nella quale, oggi, registriamo ‘macerie’, degrado ambientale irreversibile e disoccupazione, deve far riflettere tutti. Anche la propaganda strumentale delle estrazioni sicure e ‘super sicure’ dovrebbe cessare, perché tutti sappiamo che la realtà non ci offre dati assolutamente tranquillizzanti”.

“Ora tocca a ciascuno di noi – sottolinea il vice presidente del Consiglio – uomini di buona volontà, a prescindere dalla collocazione politica, fermare l’assalto e le blandizie delle grandi compagnie petrolifere. Ogni possibile protocollo d’intesa non potrà modificare le prevedibili ricadute delle estrazioni petrolifere. La Basilicata sta pagando un prezzo. Ora basta. Dobbiamo evitare che gli ‘appetiti’ estrattivi trovino sponde tra i distratti, i possibilisti ed i minimalisti che finiscono per alimentare, addirittura, una ‘guerra’ tra campanili per accaparrarsi il pozzo petrolifero. Il ‘no’ a nuove estrazioni penso che debba essere netto e senza possibilità di trattativa. Noi come classe dirigente, di maggioranza o di opposizione, così come quella fuori dalle istituzioni, dobbiamo costruire una forza coesa, in grado di opporsi ai grandi poteri delle società petrolifere. I lucani devono sapere che a possibili vantaggi attuali corrisponde una compromissione del futuro delle prossime generazioni. La battaglia è difficile e l’esito non è scontato”.

“Rispetto alla portata di queste problematiche, mi sembrano fuori luogo ricerche esasperate di ‘primo geniture’ o di esclusività nel contrastare interessi di così grande portata, che a volte possono condizionare i momenti decisionali, ai diversi livelli. Diamo voce, inoltre, e potere decisionale anche alle realtà locali, sulle quali pesano più direttamente le conseguenze dell’attività estrattiva. E’ paradossale – conclude Mazzeo – il tentativo di perforare davanti alle coste del Metapontino, già danneggiate da fenomeni di erosione, con tutte le conseguenze che ben conosciamo, a partire dal turismo. La difesa della salute di un solo cittadino, di un metro di terra e di mare vale l’impegno di tutti noi”.

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Dottor Mazzeo, lei sa benissimo quali sono le posizioni di Comunità Lucana-Movimento no oil. Sa benissimo che le sue parole sono da noi condivise “in toto”. Un appello siffatto, però, avrebbe bisogno di diventare “azione”!!! Ci piace pensare che questo suo appello accorato possa essere il primo passo (ma ne dovranno seguire tantissimi altri) verso un coordinamento di forze politiche intenzionato “davvero” ad iniziare ad occuparsi del bene e degli interessi comuni. Inutile stare qui a ribadire la nostra completa disponibilità a lavorare per perseguire questo sacrosanto bene ed interesse comune… aspettiamo soltanto che alle buone intenzioni seguano le “buone azioni”.
Antonio Bevilacqua
Coordinatore di Comunità Lucana – Movimento No Oil per la città di Potenza.

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Appelli all’unità o… paura di perdere posti?

Copiando e incollando da Basilicatanet:

Romaniello: il centrosinistra deve ritrovare l’unità:

27/06/2011 17:46
Il capogruppo di Sel in Consiglio regionale: “Non siamo più disponibili ad essere considerati marginali nelle relazioni e nella rappresentanza”

ACR“La vicenda che ha interessato il dibattito politico nelle ultime settimane riguardante la rielezione dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale non può essere derubricata ad incidente di percorso, pur essendo secondaria rispetto ai temi drammatici della difficile condizione in cui si trovano circa 5000 lavoratori che hanno perso il lavoro o stanno per perderlo, unitamente alla spinose questione del deficit sanitario della regione”. A sostenerlo è il capogruppo di Sel in Consiglio regionale Giannino Romaniello.“Il lavoro svolto dai presidenti (Folino e De Filippo) ha sanato il danno fatto al Pdl, ma rimane una brutta pagina delle relazioni istituzionali – aggiunge Romaniello – che andava sicuramente evitata se si fosse governato il tutto sul terreno delle normali e democratiche relazioni all’interno dell’istituzione regionale. Non serve nemmeno appellarsi alla necessità di accelerare i tempi per l’approvazione dello Statuto, cosa da fare a prescindere, anche perché penso sarebbe veramente singolare ridurre il dibattito sullo Statuto a ragionamenti in politichese e in chiave di sole norme elettorali e di regolamenti”.Secondo il capogruppo di Sel “l’accaduto, ancora una volta, ripropone il tema di un centro-sinistra, l’alleanza che ha vinto le elezioni, che ha bisogno di ritrovare una rinnovata unità su contenuti programmatici e assetti di governo, con la sola ambizione di offrire risposte adeguate ai lucani in una fase difficile della vita sociale ed economica della Regione; una fase aggravata dall’assenza di politiche di sviluppo del governo nazionale, sempre più condizionato da una Lega che del suo razzismo e anti meridionalismo ne fa una ragione d’essere dello stare al governo. Segnali chiari e inequivocabili vanno lanciati in materia di politiche sociali, sanitarie, del lavoro e del welfare, contro ogni ipotesi di introduzione di ticket e/o riduzione degli interventi a sostegno del reddito quali la mobilità e la Cig in deroga, come pure agli interventi a sostegno delle categorie protette. Un primo segnale di cambiamento va dato con la nomina dei direttori – presidenti in tutti gli Enti in scadenza, nominando figure nuove e sicuramente non premiando chi, come nella sanità, ha prodotto deficit”.“Bisogna proseguire nel contenimento dei costi – conclude Romaniello – non escludendo nuovi tagli a quelli della politica (indennità, benefit, organismi ecc.). Per fare ciò è necessaria chiarezza politica nel rapporto fra Pd, sinistra e centro. Più volte il coordinatore regionale di Sel, Carlo Petrone, ha posto questo tema come necessità di assicurare un governo regionale che riproduca gli equilibri politici esistenti negli altri Enti locali e non un astratto laboratorio tra Pd, centro e futuro terzo polo. Una necessità per rafforzare la compagine di governo che, rispetto alle problematiche reali di questa regione, ha bisogno delle idee e del lavoro di tutto il centrosinistra per svolgere una funzione aggregante e compiere scelte innovative, su cui Sel è pronta ad offrire un concreto contributo. Non siamo più disponibili ad essere considerati marginali nelle relazioni e nella rappresentanza. Se c’è chi guarda al costituendo terzo polo come forza con cui sperimentare una nuova stagione politica in Basilicata lo dica con chiarezza. Noi non siamo affascinati da alchimie politiche, ma interessati al confronto con tutti su opzioni culturali di modello sociale e politiche di sviluppo, dove a prevalere devono essere i diritti, la solidarietà, la tutela dell’ambiente e del territorio, con al centro sempre e comunque la persona”.__________________________________________________________________________________________________________________________

Sarà che in Comunità Lucana – Movimento no oil si pensa sempre male… ma quest’intervento di Romaniello ci pare una serie di perifrasi e acrobazie dialettiche che tendono a “marcare il territorio” (come capita a certi animali, in natura). Belle parole, ovviamente, condite di tali e tanti buoni propositi da farci pensare a quel famoso adagio che recita: “La via dell’Inferno è lastricata di buone intenzioni”. Tutto questo “affannarsi” a richiedere “chiarezza tra Pd, sinistra e centro”, sembra più un’ansia dovuta alla eventualità di perdita di posizioni di Sel nell’asset politico di questa maggioranza, che non un “accorato” appello al ritorno della Politica (maiuscolo d’obbligo… perché finora, in regione, abbiamo avuto una politica in minuscolo: in tutti i sensi). Abbiamo avuto modo, più volte da questo blog, di ribadire come questa regione sia governata da una maggioranza che fa e disfa finanche l’opposizione (dando la sensazione di adeguarla alle proprie esigenze di volta in volta). Prova ne sia “L’incidente di percorso” cui fa riferimento Romaniello all’inizio di questo comunicato. A questo punto, se a mal pensare ci si trova bene, siamo portati a pensare che la paura di Romaniello e di Sel possa essere di altra natura.
Meditiamo, gente?

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22/06/2011

sto elaborando una strategia e ne darò presto conto a chi ha voglia di “lavorare” davvero per questa regione e – perchè no? – per questo “disgraziato” paese che forse merita di meglio di questa becera, inconsistente, querula, litigiosa, corrotta, inutile classe dirigente…io ho voglia di darmi da fare per ridare dignità al paese dove sono nato!!!

miko

Bocciatura sì… ma alternative?

Solito copia e incolla dal sito istituzionale  

Rosa e Pici: Basilicata di De Filippo bocciata senza appelli

22/06/2011 10:21
Per i consiglieri regionali del Pdl il centrosinistra continua “a minimizzare i problemi e ad evitare di affrontare le criticità”

ACR“Affissi nelle città di Potenza e di Matera dei manifesti del Popolo della Libertà di Basilicata, che costituiscono l’inizio di una nuova campagna di informazione politica con la quale si vuole focalizzare l’attenzione della pubblica opinione su questioni riguardanti i problemi cruciali della Basilicata”. Ad annunciarlo Gianni Rosa, vice coordinatore regionale vicario del Pdl e Mariano Pici, vice coordinatore provinciale vicario. “Si rimarca con forza – dicono gli esponenti del Pdl – l’inerzia dell’attività del centrosinistra lucano e la mancanza di una loro visione sul futuro della nostra regione. I partiti di potere lucani, partendo dall’Udc per finire alla Sel, si sono sempre contraddistinti in un’abilità comunicativa, bravi nel mistificare la realtà dei dati economici e sociali e altrettanto bravi nello scandire la ripetitiva filastrocca addossando la mancata risoluzione dei problemi e l’incapacità di governare all’ostracismo di un Governo nazionale di centrodestra. Da mesi si sente l’eco della reclame ‘l’innovazione Continua’, ma quale innovazione verrebbe da chiedersi. Che si tratti di nuovi metodi che permettano alla oligarchia lucana di perpetuarsi a continuo danno dei lucani? Nel manifesto affisso – specificano Rosa e Pici – è riportata una frase emblematica del presidente della Giunta regionale, Vito De Filippo, pronunciata durate di lavori della Giornata dell’Economia Lucana tenutasi a Matera il 6 maggio che recita ‘la Basilicata sta mettendo in campo una sua strategia, che scruta una prospettiva possibile per i sistemi produttivi della regione, ma con una prudenza che significa politiche che tengano conto del fatto che il corso dei prossimi anni non è semplicemente e facilmente prevedibile’. Quale è – chiedono Rosa e Pici – questa strategia e quale prudenza? Quali risultati ha prodotto in questi anni? Intanto – aggiungono – oggi incassiamo il giudizio negativo dell’Agenzia internazionale di rating Moody’s che definisce la Basilicata a rischio di downgrade, ovvero di declassamento causato da indebitamento, mancanza di crescita economica e dati negativi dell’economia locale, che anche il quotidiano ‘La Repubblica’ ha messo in risalto, oltre che naturalmente la stampa specializzata a partire da ‘ Il Sole 24 Ore’. Si tratta di quella stessa Agenzia che il presidente De Filippo citava sempre a sostegno della sua azione amministrativa, tutto questo dopo aver incassato e minimizzato le critiche di Bankitalia e Svimez”. “Ecco alcuni dati dei risultati – sottolineano Rosa e Pici – ottenuti in Basilicata grazie alla ‘strategia e prudenza’ riportati nel manifesto: povertà relativa delle famiglie Italia 10,8 per cento, Basilicata al 25,1 per cento (Istat); la Basilicata perde nel 2010 da gennaio a novembre 1.012 cittadini (Istat); il reddito medio in Italia è di 19. mila euro mentre in Basilicata si ferma a 14.580 euro (Il sole 24 Ore); il tasso di disoccupazione giovanile italiano è del 24,5 per cento mentre in Lucania balza al 38,3 (Eurostat). Eppure – concludono Rosa e Pici – ancora continuano ad affermare che va tutto bene, a minimizzare i problemi, ad evitare di affrontare le criticità. La Basilicata di De Filippo non ha appelli: bocciata”.

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Ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate se la situazione non fosse di quelle tali da smorzare qualsiasi tipo di ilarità!!! A quanto pare, i consiglieri di opposizione Rosa e Pici cominciano a rendersi conto della filosofia del Governatore De Filippo, e che noi di Comunità Lucana – Movimento No oil abbiamo definito “Tuttappostismo”. E fa, altresì, piacere che i consiglieri di opposizione abbiano preso contezza di ciò che da diversi anni questo nostro movimento va “urlando nel deserto” (consentitemi una citazione evangelica!!!). Bene!!!! Prendiamo atto di ciò! Ma Basta una presa di coscienza per far sì che la rotta politica di questa Giunta Regionale possa cambiare? Ovvio che no!!! E’ un primo passo, ma ai primi passi, se si vuole, bisogna farne seguire degli altri. Per esempio, la frase del Governatore riportata in questo comunicato

“La Basilicata sta mettendo in campo una sua strategia, che scruta una prospettiva possibile per i sistemi produttivi della regione, ma con una prudenza che significa politiche che tengano conto del fatto che il corso dei prossimi anni non è semplicemente e facilmente prevedibile”

a noi pare una semplice acrobazia dialettica per rimandare alle calende greche una qualsiasi decisione “positiva” per questa regione.Una domanda ai consiglieri Rosa e Pici: La bocciatura alla Basilicata di De Filippo è cosa fin troppo evidente. Ma compito dell’opposizione non sarebbe quello di fare delle proposte alternative? Fino a questo momento, dobbiamo prendere atto che di proposte alternative non ce ne sono state. Fermo restando il nostro apprezzamento per l’impegno mostrato finora, si può concludere che ai NO devono seguire delle motivazioni valide e delle controproposte.

Antonio Bevilacqua

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a Tramutola

ci sono voluti ben  111 giorni di attesa ma stamani, all’ennesima visita alla casa comunale, mi è stato detto che finalmente avremo la risposta alla nostra richiesta, che a breve mi verrà recapitata..

aspettiamo di leggerne il contenuto, ( ci saranno anche le motivazioni di questo notevole ritardo?) e poi decideremo sul da farsi..

certo è che non appena su questo blog si pubblicano delle cose o si fanno notare delle mancanze o si evidenziano sollecitazioni di ogni tipo, il giorno dopo, in maniera rapida la “efficiente” macchina comunale di tramutola risponde in un qualche modo..

saranno semplici coincidenze ( e fino ad ora ce ne sono state tante!) o  questi “impiegati” stanno sul nostro blog di continuo per leggere?

mi complimento! questo movimento sta ottenendo dei risultati!!

marica la salvia coordinatrice  cittadina di comunità lucana-movimento no oil

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16/11/2011 

lo spread tra gli interessi tra btp e titoli tedeschi ha passato 200 punti, non ci sono denari per fare alcuna riforma fiscale (chi paga eventuali ribassi di imposte?), l’inflazione rimane alta in rapporto alla stagnazione (con rischi reali di stag-flazione), non c’è investimento sulla ricerca, nè redistribuzione del reddito, in compenso c’è sfiducia nella politica..in queste condizioni il paese è facile a rompersi

in estrema sintesi paghiamo interessi sul debito pubblico molto più alti di quanti ne paga la germania, quindi il deficit di bilancio si aggrava molto più che in passato dovendo offrire interessi sempre maggiori per renderli appetibili al mercato, non esistono fondi per finanziare alcun ribasso delle imposte (non esistono riforme fiscali a costo zero), la congiunzione di inflazione al 2,6% e stagnazione economica può produrre effetti estremamente perniciosi socialmente anche in presenza della stabilità del’euro, non si è investito su alcun cambio di passo tecnologico in grado di stimolare nuovi consumi, non c’è stata alcuna forma di perequazione sociale (una di queste è proprio la leva fiscale che continua a rigettare ogni ipotesi di congrua tassazione dei patrimoni e delle rendite finanziarie)…vogliamo aggiungere che in tre anni dobbiamo tirare fuori 40 miliardi di euro per raggungere una parità di bilancio che vedo impossibile allo stato dell’arte?….buona notte ai suonatori, dunque…o cambiano i parametri economici o proprio non ci stiamo dentro

miko

a Tramutola

Il 25 febbraio 2011 questo movimento ha fatto richiesta al comune di poter visionare ed estrarre copia dei certificati di agibilità e collaudo della Scuola Primaria e della Scuola Secondaria di I grado.. bene sono passati esattamente 111 giorni e noi non abbiamo avuto nessuna risposta!

negli ultimi giorni, sollecitando verbalmente una spiegazione, ho ricevuto le risposte più disparate , ” bisogna chiedere se possiamo darveli” o ” voi siete un’associazione e non potete averne” ete.etc…tutte risposte ben motivate, insomma!

certo è che la Legge 241/90  garantisce, all’art 22 e successivi, l’accesso agli atti amministrativi, garantisce il diritto di chi è portatore di interessi pubblici o diffusi a poter accedere agli stessi ( e ricordo a chi non lo sapesse o fingesse di non saperlo che questo è un movimento politico e non una semplice associazione, ed in quanto tale è portatore di interessi diffusi o pubblici).

la legge prevede che se  entro 30 giorni dalla richiesta non ci sono state risposte si intende non accettata , ma prevede che in caso di rifiuto o diniego è necessario rispondere motivando l’operato adottato.

noi fino ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna motivazione per iscritto.

la legge, però, prevede  la possibilità nelle ipotesi di mancato rispetto della stessa di poter adire le autorità competenti e procedere per la tutela dei propri diritti.

spero che domani sia il mio giorno fortunato e finalmente, quando per l’ennesima volta mi recherò alla casa comunale per avere risposte, nelle mie mani potrò avere questi famosi certificati e poter comunicare a tutti  e soprattutto a chi a noi si è rivolto per  avere delle risposte

risposte che siano o la consegna della documentazione richiesta o la motivazione per la non consegna della stessa, non certo l’ipocrita indignazione da parte di chi deve rispondere in quanto amministratore, o quella ancor più becera di chi durante la campagna elettorale per le recenti amministrative a tramutola ci ha accusati che comunicare ai cittadini la presentazione stessa di questa richiesta tanto tempo fa era stato un colpo basso all’amministrazione!!!…ci chiediamo quali colpi bassi si possano mai infierire con la verità e soprattutto quali colpi bassi si possano infierire a chi moralmente è tanto in basso da non sentire l’esigenza di ottemperare alle leggi vigenti del nostro stato!!!

noi vogliamo delle risposte e se domani non ne avremo agiremo di conseguenza, recandoci presso le autorità competenti per chiedere il rispetto della legge!!!

marica la salvia coordinatrice cittadina di comunità lucana-movimento no oil

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comunicato stampa comunità lucana-movimento no oil

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Non siamo qui a rinfacciare ad alcuno ipocrisie, doppie morali o la protervia…

  

Leggere su un comunicato “ufficiale” del consigliere Autilio che le recenti dichiarazioni – se si vuole promesse fatte ai petrolieri – del ministro allo sviluppo economico Romani circa la soluzione che il governo intende perseguire dei problemi di approvvigionamento di idrocarburi liquidi e gassosi del Paese con l’aumento delle estrazioni in Basilicata e la messa a sistema dell’operatività di permessi ed istanze di ricerca, non mette alcuna allegria, seppur finalmente il lavoro svolto in anni di continui avvertimenti sul rischio di “petrolizzazione” dell’intera regione dal sottoscritto ed altri comincia lento a divenire patrimonio della politica lucana (per il momento solo linguistico, poi vedremo nei fatti).

 

 

Politica lucana che quindi, quando non litiga con ferocia inusitata e piglio aventino per l’attribuzione di alcune sediole alla Presidenza del Consiglio o alle tante commissioni e long list più o meno inutili di cui è infarcita la vita delle istituzioni locali, qualcosa pur percepisce della complessità di problemi le cui denunce delle molte, troppe criticità troppo spesso sono state liquidate come meri allarmismi di ambientalisti nevrotici, o come ebbe a dichiarare un assessore all’ambiente, “sciacalli”.

  

Ebbene, per la prima volta si percepisce un tono preoccupato sulla destinazione coatta a cui molta parte della regione sarebbe destinata se alle parole di Romani seguissero fatti ben più rapidi delle teorie enunciate a suo tempo da Scajola (e concretizzate in una legge, la 99/2009) sulla necessità di estrarre necessariamente, semplicemente e facilmente lì dove c’è il petrolio, cioè in Basilicata, e di farlo non più solo nella sfortunata Valle dell’Agri, ma dovunque uno dei tanti poligoni dell’UNMIG abbia indicato un territorio da concedere alle compagnie per tentare di estorcere idrocarburi ad una terra della quale evidentemente non si intuisce quale funzione altra possa mai avere.

  

Siamo dunque contenti che finalmente il consigliere, ex assessore della passata Giunta Regionale, si sia accorto che quella mappa degli idrocarburi che il sottoscritto, a nome del piccolo movimento che rappresenta e del WWF che finanziò l’impresa per l’esorbitante cifra di 350 euro – risparmio da facili demagogie su quanto tempo impieghino alcuni a concretizzare tali cifre – realizzò e consegnò a Giunta e consiglieri regionali, giunte e consiglieri provinciali di Potenza e Matera, a molti Comuni e soprattutto ai cittadini, per rendere immediatamente visiva la grave situazione che si prospetta.

  

Il consigliere Autilio individua in una moratoria delle autorizzazioni regionali tale possibile freno, pur nel frattempo continuando a vedere nel memorandum il santino di un miracolo impossibile viste le forze in campo e soprattutto gli interessi che non sono solo delle compagnie, ma di molta politica lucana assolutamente trasversale, ma il consigliere forse poco conosce la situazione di uffici le cui competenze in materia di autorizzazioni non hanno mai negato nulla a chi chiedeva di ricercare, stoccare, trivellare, trasportare idrocarburi, competenze e potestà che pur in un dipartimento della Regione Basilicata hanno sede, che pur alla politica, oltre che alle leggi, dovrebbero far riferimento come fonte causale del proprio agire e di cui la politica non ha mai discusso l’operato con il potere di indirizzo che le è proprio, limitandosi a validarne acriticamente le determine in delibere a cui lo stesso Autilio e molti altri hanno però apposto le loro sigle in passati non lontani.

  

Ma non siamo qui a rinfacciare ad alcuno ipocrisie, doppie morali o semplicemente quella protervia di cattivo ed arrogante gusto con cui la politica spesso ammanta di ineluttabile le proprie decisioni, quindi non solo non rinfacciamo nulla ad Autilio – meglio tardi che mai! – ma lo ringraziamo di aver posto un problema che per la verità il sottoscritto pone da tempo, quello di una responsabilità che la politica lucana deve far propria sul problema idrocarburi attraverso una severa legge regionale che, nelle more delle leggi vigenti e della riforma del Titolo V della Costituzione, nel rispetto di quei principi di precauzione, auto-tutela, sussidiarietà, partecipazione pur recepiti in normative nazionali stringenti, ma carenti nelle applicazioni pratiche nei territori, regoli definitivamente l’atteggiamento  della regione rispetto agli appetiti antropofagi di idrocarburi che ci fanno damigiana petrolifera.

  

Miko Somma, coordinatore regionale di Comunità Lucana-Movimento No Oil

 

dal comitato diritto alla salute di lavello

pubblico il seguente comunicato del comitato diritto alla salute di lavello a proposito di arpab ed inceneritore fenice

  EDF–Fenice di Melfi. Focus inquinamento Arpab: nessun passo avanti.  Dati insufficienti a monitorare l’inquinamento dell’aria e delle falde e nessun piano di gestione dell’emergenza inquinamento. “Diritto Alla Salute” di Lavello: “La pazienza è finita, sia tutelata la nostra salute”.   Si è concluso con un nulla di fatto il “Focus su Fenice”, tenutosi presso l’ARPAB di Potenza il 7 giugno scorso, e che avrebbe dovuto fare maggiore chiarezza sui gravi episodi di inquinamento ambientale dell’inceneritore EDF-Fenice di Melfi.

In particolare i dati dei monitoraggi relativi all’inquinamento dell’aria e delle falde presentati nel corso dell’incontro non sembrano essere sufficienti a dare le dovute garanzie per la salute dei cittadini di Lavello e della zona Vulture Alto-Bradano e Ofanto. Inoltre, l’Agenzia per l’Ambiente di Potenza non è stata in grado di presentare le contromisure necessarie a fermare un caso di inquinamento accertato che prosegue dal 2007.  Da ormai quattro anni, l’impianto EDF-Fenice immette nelle falde acquifere un’eccessiva quantità di sostanze pericolose e preoccupa per la pericolosità delle emissioni dei camini. Nonostante ciò, il comune di Lavello, a soli 6 km dall’impianto, non possiede un sistema di monitoraggio dell’aria soddisfacente, mentre per quello dell’acqua ci si affida a dati forniti dalla stessa Fenice.  

Come se non bastasse, il 31 marzo scorso i gestori dell’inceneritore hanno richiesto un ampliamento della capacità di abbruciamento da 30.000 a 39.000 tonn./anno. Una richiesta che sarebbe stata sollecitata dalla stessa Regione,  in palese contrasto con le intenzioni della Provincia e dell’assessore Macchia che nel corso dell’ultima conferenza sulla gestione dei rifiuti ha dichiarato che “l’incenerimento non può essere il fulcro del trattamento dei rifiuti”. Il direttore dell’Arpab Raffaele Vita ha più volte ribadito la sua intenzione di voler realizzare un nuovo sistema di monitoraggio ampliando i campioni di metalli pesanti da controllare. Il tutto a spese di Fenice ma con il controllo esclusivo da parte di ARPAB, ripetendo l’esperienza che si sta facendo con Eni in Val d’Agri.

Eppure durante l’incontro non è stato presentato alcun piano concreto da mettere in atto. In questo contesto, i 360.000 euro stanziati dalla Regione per l’Arpab sembrano non bastare. Tanto che l’Ente sarà costretto ad imporre il finanziamento del nuovo sistema di monitoraggio ad un interlocutore che manda indietro i tecnici dell’Arpab a causa della temporanea assenza del direttore di stabilimento. Tecnici Arpab inviati su segnalazione di alcuni cittadini in merito a fuoriuscite anomale di fumo rossastro dai camini.  Il comitato “Diritto alla Salute” auspica che le buone intenzioni del nuovo direttore dell’Arpab si trasformino in reale cambiamento al più presto. Purtroppo, però, durante l’incontro del 7 giugno non è stato fatto alcun passo avanti e non c’è stata l’impressione che gli enti pubblici preposti al controllo siano in grado di fare gli interessi dei cittadini.

Non è accettabile che il responsabile emissioni dell’Arpab, Bruno Bove, parli di “sindrome di NIMBY” ad una popolazione che dal 2000 è obbligata a conferire il rifiuto “tal-quale” ad un inceneritore. “La cittadinanza di Lavello è stanca di assistere a un pericoloso gioco dove sul piatto della bilancia c’è la nostra stessa vita” hanno fatto sapere i membri del Comitato alla Salute. “Lavello è in prima linea perché ogni giorno muore o si ammala qualcuno senza riuscire a capirne le cause o avere la possibilità di confrontare i dati statistici con altri. Ma ora la pazienza è finita.

Non siamo solo “clienti” del CROB di Rionero, ma persone con una dignità ed il diritto di essere tutelati”. La nascita di un nuovo comitato a Melfi, la partecipazione alla nostra petizione dei cittadini di Rionero, Venosa, Atella, Rapolla, Barile, Genzano, Palazzo, l’attenzione della vicina provincia di Foggia sono un chiaro segnale che è finito il momento dei silenzi e dei giochi occulti.   Le richieste che il comitato inoltra al Presidente della Regione De Filippo e agli assessori Mancusi e Martorano sono chiare:  ·       Si sospenda immediatamente l’attività dell’inceneritore, come previsto dalla determina dirigenziale della Provincia che autorizza PROVVISORIAMENTE Fenice all’attività.

·       Si blocchi la procedura per il rilascio dell’AIA fino a quando non ci sarà una situazione chiara e trasparente.

·       Venga avviata immediatamente una indagine epidemiologica della zona con la supervisione e la consulenza di tecnici designati dai nostri Comitati.

·       Vengano divulgati immediatamente i dati sullo stato di salute delle nostre Comunità, paese per paese.    Resoconto del “focus su Fenice” tenutosi presso l’ARPAB di Potenza il 7 giugno scorso.   ·       Sono state presentate delle tabelle di comparazione relative ai rilevamenti di tre centraline di monitoraggio dell’aria in funzione dal 2006 a Melfi, San Nicola di Melfi e Lavello: -        nel 2007 la centralina di Lavello non ha funzionato-        stranamente negli altri anni, a Lavello, si registrano dati talmente poco significativi che il grafico risulta nullo,    -        con i mezzi a disposizione dell’Arpab,  non è possibile distinguere l’inquinamento causato da “attività antropiche” (le automobili) da quello di origine industriale.   ·       E’ stato sommariamente presentato un lavoro fatto da Arpab in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità tra il 2002 e il 2006 che, per detta di Bove, sarebbe un valido esempio da mutuare.  ·       L’Arpab effettua controlli nei punti di pescaggio dell’acqua dell’Ofanto e di reimmissione dopo la depurazione: -        I dati di questi monitoraggi non vengono pubblicati;-        I tecnici Masotti e Summa hanno parlato della barriera idrica posta in essere da Fenice per tentare di bloccare l’inquinamento della falda, e registriamo la soddisfazione dei due tecnici per gli effetti positivi del sistema;-        Abbiamo chiesto che venissero pubblicati, oltre i valori rilevati nei famosi 9 pozzi di emulgimento (P1-P9), anche quelli dei pozzi P101-P121 dove avviene il tiraggio forzato dell’acqua di falda;  ·       Ancora una volta dobbiamo fidarci di Fenice poiché, da analisi fatte dai loro laboratori  su campioni di terreno all’interno dello stabilimento, è emerso che non ci sono ricadute di inquinamento al suolo.  ·       Quando sono state chieste informazioni sulle emissioni dei camini, a causa del protrarsi dell’incontro, non abbiamo avuto risposte per l’assenza della persona esperta in materia che nel frattempo era già andata via.

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meglio tardi che mai

Petrolio, Autilio: timori da annunci ministro Romani

15/06/2011 18:36

Per il consigliere di Italia dei valori “i timori sono riferiti alle continue concessioni di ricerca di idrocarburi che gli uffici competenti del Ministero rilasciano per il nostro territorio”

ACR  “Le parole del ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, all’assemblea dell’Unione petrolifera, sull’aumento della produzione petrolifera in Basilicata per raggiungere il 7 per cento del consumo nazionale non dicono nulla di nuovo e semmai rafforzano le attese per il Memorandum d’Intesa. Quello che ci preoccupa, invece, è l’affermazione dello stesso Ministro secondo cui in Basilicata stiamo facendo dei buchi per terra”. A sostenerlo è il consigliere regionale di Idv, Antonio Autilio, per il quale “i timori sono riferiti alle continue concessioni di ricerca di idrocarburi che gli uffici competenti del Ministero rilasciano per il nostro territorio già da tempo diventato una sorta di gruviera”.

“Non può che allarmarci, pertanto – afferma Autilio – una dichiarazione che ammette una situazione di ricerca del petrolio diffusa e caotica, in troppi casi senza tenere in debita considerazione la destinazione di quei territori, la posizione della Regione e tanto meno quella dei Comuni, oltre che il punto di vista delle comunità locali. In una fase in cui il Governo deve ancora riprendersi dallo choc subito per il risultato del referendum sul nucleare e con l’alibi delle difficoltà di approvvigionamento energetico – dice Autilio – non vorremmo che decidesse una brusca accelerazione per il programma di produzioni nazionali di idrocarburi, già da quest’anno, facendoci trovare per quanto riguarda le concessioni di ricerca di fronte al fatto compiuto. Poiché le dichiarazioni del ministro Romani sono avvenute di fronte alla platea degli imprenditori del petrolio assumono ancor più un significato di un impegno solenne del Governo e richiedono alla Regione di prepararsi adeguatamente a fronteggiare ulteriori assalti al territorio, oltre che snellire i tempi di convocazione del primo tavolo tecnico per il Memorandum d’Intesa. Sarebbe saggio – sostiene l’esponente di Idv – rivendicare una sorta di moratoria di nuove ricerche prima della definizione degli impegni contenuti nel Memorandum d’Intesa. Qualche pericolo, inoltre – conclude il consigliere – ci riguarda anche per i riferimenti del Ministro all’attività off-shore in tratti del Mar Jonio e sull’organismo di stoccaggio italiano del gas”.

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bene, mi fa piacere che dopo “soli” 4 anni di continui comunicati del sottoscritto a nome del gruppo che rappresenta forse indegnamente, il consigliere autilio di sia accorto della necessità di porre qualche freno a questa situazione…pare che il consigliere abbia preso uno dei miei tanti comunicati e lo abbia fatto suo (con le debite differenze, s’intende), ma non mi pare che quando qualche anno fa sempre il sottoscritto e pochi altri volenterosi giravano a proprie spese la regione intera per raccogliere firme ad una petizione che proprio in tal senso andava, la firma di autilio sia stata apposta alle petitio in questione (a differenza di altri consiglieri che pur lo fecero, ricordo mollica, vita, salvatore, simonetti e qualche altro che solo per brevità ometto nella citazione, ringraziandoli senz’altro per quel gesto)…bene, il passato è dunque passato, caro autilio, ed allora perchè non convocare un vero tavolo di discussione con il sottoscritto che pure alcuni suoi colleghi auspicavano (da mazzeo cicchetti allo stesso belisario) e mai hanno reso possibile, temendo forse di contaminarsi di “ribellismo progettuale”?…forse le dedicherò domani un bel comunicato stampa dei miei (mi è rivenuta voglia di scrivere, sa?), tanto per intavolare una discussione sul “meglio tardi che mai”?…ci pensi!!!…anche perchè a tramutola (pz) durante una delle comparsate da campagna eletorale a cui spesso siete sottoposti per vincvoli sodali ai capibastone locali, lei ha magnificato il senso delle estrazioni al futuro prossimo venturo…

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15/06/2011

il vero dramma della politica è nella sua affannosa ricerca di termini che si prestino ad interpretazioni “estensive” di cui riempire leggi che fanno da elastico tra il rispetto formale e sostanziale dei principi giuridici che informano le leggi stesse ed il malaffare…ovviamente di idee e progetti manco a parlarne, la politica non serve più da tempo a sostanziarli in concretezza

miko

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15/06/2011 

vendola ripubblicizza ad ente l’acquedotto pugliese..benissimo..aspettando che lo si faccia anche da noi, intervenga sul governatore lucano per “cancellare” il vero strumento di privatizzazione (o di “liberalizzazione”) dell’acqua lucana, ACQUA spa, di cui detiene il 40% delle azioni (la stessa quota del decreto ronchi), società che a passaggio dall’EIPLI degli invasi diventerà il vero proprietario dell’acqua

ed a commento esplicativo del post…ho dimenticato le virgolette su ripubblicizza, ma credo il senso ironico sia chiaro, essendo stato svuotato il provvedimento del consiglio di ogni emendamento che ne eliminasse la dizione di bene economico e quindi di economicità della gestione, termine caro al 152/06, ma che lascia spazio a troppe ambiguità

miko

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14/06/2011 

è arrivata l’ora di mettersi al lavoro per costruire un progetto politico comune ai lucani in grado di confrontarsi con la complessità di problemi antichi trapiantati nel moderno…è arrivata l’ora di mettere da parte inimicizie, incomprensioni, silenzi ed il gioco dell’ignorarsi a vicenda in nome di problemi seri che non sarà il centrodestrasinistra feudo-baronale a risolvere, ma noi, direttamente noi

miko

p.s. la presente vale come chiamata alla partecipazione

Comunicato stampa comunità lucana-movimento no oil

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l’acqua è pubblica!

 

Esprimiamo la nostra più viva soddisfazione sia per il raggiungimento di un quorum referendario di cui nei troppi anni trascorsi si era quasi persa memoria, sia naturalmente per l’esito travolgente dei si ai quattro quesiti, entrambi segni evidenti di una volontà di partecipazione alle grandi scelte che il Paese e la regione non hanno fatto mancare, ponendo così netto limite alle “follie” mercantiliste di un governo ormai delegittimato, essendosi espresse nette bocciature popolari a tre importanti leggi sulle quali lo stesso aveva posto la fiducia alle Camere.

 

 

Ma ben al di là di considerazioni meramente politiche, vince appunto la partecipazione e la volontà popolare – questo si la vera cifra politica della vittoria referendaria – non certo i partiti che pure una loro parte importante hanno giocato, ma che come al solito tendono a letture molto autoreferenti di una realtà che in buona parte continua a rimanere a loro nascosta.

  

Il voto seppure rappresenti una “sfiducia” al governo delle destre, è soprattutto una sfiducia verso i progetti che spingono i beni comuni ed i diritti essenziali nelle braccia di interessi che, o si chiamino privatizzazioni o assumano la dizione apparentemente più tranquillizzante di liberalizzazioni, poco cambiano la sostanza di quella perdurante svendita del ruolo anche economico dello Stato che in Italia si è finora perseguito in un quindicennio, sul malinteso di una scomparsa di monopoli pubblici suggerita dall’Europa e tanto malamente applicata da non avere eliminato posizioni dominanti, ma semplicemente dislocato il controllo di settori strategici in mani altre dall’interesse pubblico.

  

Così se pur apparentemente il primo quesito sembrava porre il solo problema della messa a gara o se se vuole dell’affidamento delle gestioni idriche ai privati, la realtà del decreto Ronchi poneva in atto una clamorosa “rivoluzione liberista” che, se non bocciata, rischiava di consegnare ai mercati ed alle loro bizzarrie speculative interi settori strategici a rilevanza economica quali la gestione dei rifiuti, i trasporti, alcuni pezzi di sanità e welfare, le poste e via discorrendo, in un polveroso turbinio di volatilizzazione dello Stato che il voto ha, consapevolmente o meno, per il momento bloccato.

  

Si è cioè posta in essere una campagna sull’acqua e sulla sua rilevanza per l’esistenza ed il diritto a questa, scegliendo una semplificazione dell’argomento che probabilmente altre formule avrebbero reso meno “edule” agli elettori, ma la cui sostanza di difesa di tutti i beni comuni non cambia affatto.

  

Come però del resto non cambiano affatto alcune incongruenze della legislazione ex ante (ed oggi di nuovo vigente, d.l. 152/06) e della stessa precedente legge Galli che nei fatti avevano permesso alcune privatizzazioni e relative remunerazioni del capitale investito da privati, leggi queste volute da un centrosinistra che non ci appare del tutto esente da quei fenomeni di cessione al privato che, seppur mascherate da un sornione segretario del PD con la formula delle liberalizzazioni, restano come macigni sulla strada del mantenimento in quota pubblica di molti servizi essenziali erogati da Stato ed Enti Locali, una certezza questa del prevalere nel maggior partito di opposizione di quello strano senso di euforia per tutto ciò che è mercato, impresa e reddito privato.

  

La stessa gestione delle acque lucane è paradigma di questa euforia, poiché trattasi di affidamento in house, ma gestito nelle forme del diritto privato attraverso una s.p.a., Acquedotto Lucano, quindi in sostanza attraverso uno strumento societario che nessuna norma obbliga debba rimanere come a capitale interamente pubblico per l’intera sua esistenza, o se vogliamo toccare altri campi ACTA s.p.a. che si candida alla gestione dei rifiuti lucani, entrambi moduli del tutto da rigettare se si deve onorare la volontà referendaria, essendo le società di capitali votate alla creazione di utile e molto volatili se e quando emergesse una volontà di quotazione in Borsa che riteniamo ormai vicina. Acqua s.p.a. poi rimane un mondo misterioso che crediamo debba al più presto esser cancellato.

  

L’occasione dell’esito dei referendum è allora una buona occasione per ripensare il ruolo di società a capitale pubblico e per avviarne la trasformazione in Agenzie o Dipartimenti, secondo il principio che il pubblico mal funziona solo se c’è volontà di farlo mal funzionare e secondo la logica che ciò che esce dalla porta del Paese non può rientrare dalla finestra di una regione. Politica avvisata…

  

Miko Somma, coordinatore regionale di Comunità Lucana-Movimento No Oil   

cari amici ed amiche, non aggiungo altro…i referendum sono stati vinti!!!

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