comunicato stampa congiunto

 Comitato “Diritto alla Salute” - EHPA (Environment Health Protection Association ) – Radicali Lucani 

- Comunità Lucana NO-OIL –   Matera Città Plurale 

La recente pubblicazione da parte dell’ARPAB dei dati sull’inquinamento delle falde acquifere nell’area dell’inceneritore FENICE-EDF, ha dimostrato quanto le nostre Comunità siano vittime ignare di un sistema che privilegia il “business” a discapito della salute pubblica.

Emergono, in queste ore, responsabilità gravissime da parte di soggetti che sono “consapevolmente” venuti meno al loro compito istituzionale di proteggere la salute dei cittadini lucani.

Il prezzo che questa Regione sta pagando e pagherà per i prossimi decenni in termini di deturpamento dell’ambiente, in nome dell’industrializzazione e delle opportunità lavorative, è troppo alto. La reputazione di Enti ed Istituzioni Regionali è stata “macchiata” da persone irresponsabili, senza scrupoli ed in molti casi colluse.

Per questo riteniamo essere necessario fare piena luce sulle responsabilità, le omissioni e le colpe di coloro che per anni hanno pensato (e pensano ancora oggi) che questa sia una regione di poveri mentecatti.

Le nostre Associazioni hanno appena inoltrato un “ESPOSTO – DENUNCIA” alla Corte di Giustizia Europea, alle Procure di Melfi e di Potenza, e rimesso per conoscenza  al Ministro dell’Ambiente, al Direttore Generale dell’Istituto Superiore della Sanità, , al Presidente della Giunta Regionale di Basilicata, al Direttore Gen. Dell’A.R.P.A.B.  di Basilicata,.

I reati contestati sono:  1) Violazione dell’art. 32 della Costituzione Italiana che tutela il diritto alla salute – reato di  Disastro ambientale – reato di Avvelenamento colposo     2) Omissione di atti d’ufficio    3) Disastro colposo.

Il testo  verrà inviato a tutti gli organi di stampa e pubblicato sui siti internet delle nostre Associazioni ai sensi della Convenzione di Aarhus.

29/09/2011

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27/09/2011

fin quando l’interesse personale, la sua soddisfazione ed il patriarcato di tale soddisfazione sarà alla base delle motivazioni politiche che spingono verso una scelta, la basilicata rimarrà un esarcato o detto in altri termini un terzo mondo prima della ragione che dell’economia e del sociale

miko somma

tra qualche giorno…

bene, tra qualche giorno finisce il mio impegno agricolo (che comunque mi ha visto sempre nelle cose) e ritornerò in sede, in una sede non più figurata (il luogo dove viviamo), ma in una sede reale, quella di comunità lucana a potenza che sarà la nostra nuova sede regionale, ma questo è un altro discorso…

per il momento, e vorrei che questa risultasse una minaccia, il mio ritorno coinciderà con l’apertura di una campagna di conflittualità propositiva (è il nostro stile e siamo gli unici nel deserto di questa regione ad avere avuto il coraggio di proporre qualcosa) con quello stile che credo abbiate imparato a conoscere…volontà, passione e competenza…

…e saranno tanti gli argomenti di cui discuteremo ed in cui entreremo con tutto il peso possibile…con voi!!!

a presto, dunque

miko 

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27/09/2011

chiaro che ignoranza e malafede la fanno da padrona in una classe dirigente da rottamare al più presto e senza sconti, ma pensare che basti urlare “ladri” per riuscire a rimettere in piedi il paese è una pericolosa ingenuità che potremmo pagare duramente…entrare a fondo nelle cose, studiare, essere preparati, provarsi, comparare, sperimentare…beh, forse non basta, ma è un inizio…attenzione, quindi ai populismi urlati ed alle facili demagogie, spazio al lavoro serio

miko somma

comunicato da lavello

pubblico con leggero ritardo il comunicato degli amici di lavello

Conferenza stampa con “light buffet” e i trogloditi del Vulture. 

Venerdì 23 settembre scorso si è tenuta una conferenza stampa di Fenice: adesso è tutto chiaro.Alla fine del 2010, Fenice SPA ha costituito una società a responsabilità limitata per offrire la possibilità all’ing. Steardo, amministratore delegato di FENICE-AMBIENTE SRL, di affermare in conferenza stampa: “io non c’ero quando Fenice stava inquinando”.

Oggi, ovvero dal 2010 in poi, tutto è stato risolto. La fogna che perdeva è stata turata. E’ strano però che l’ing. Stardo e lo stuolo di tecnici e legali presenti in conferenza stampa non abbiano parlato delle perdite delle vasche di contenimento delle acque di raffreddamento. Eppure nell’analisi di rischio tecnologico prodotta in conferenza di servizi si parla di proprio di questo.  Dopo lo shock iniziale della lettura dei dati ARPAB dal 2002 al 2007, ci siamo tranquillizzati. Eppure una serie di dubbi attanagliano il nostro cervello.Per esempio ci piacerebbe capire il significato dell’affermazione dell’ing. Steardo: “…spesso succede che per ragioni idrauliche, che questi pozzi, oggi non siano in grado ci captare una quantità di acqua sufficiente per poter svolgere una attività di campionamento secondo le norme che regolamentano la materia…”, tanto che Fenice proporrà nel piano di bonifica la realizzazione di pozzi più piccoli.Non è un dettaglio da poco.

Nell’ultima conferenza di servizi, l’ARPAB, ha dato il proprio nulla osta alla prosecuzione delle attività di Fenice, basandosi sulla registrata diminuzione dei livelli di inquinanti in falda. Ma l’acqua presente in falda era sufficiente per fare le analisi?

Non è che per caso ARPAB, parlando di diminuzione, facesse riferimento al livello di “quantità” totale di acqua presente in falda?

Fenice lamenta la scarsa produzione di rifiuti nella nostra regione, ossia poco carburante per il forno a griglia. Ma allora per quale motivo spendere circa 3MLN di Euro per sostituire il forno a griglia se nel 2009 sono stati bruciati appena 5.700 tonn di rifiuti urbani su una capacità complessiva di 30.000 tonn/anno?

Perchè a marzo 2011 FENICE-AMBIENTE SRL chiede alla Regione Basilicata addirittura un ampliamento di capacità da 30.000 a 39.000 tonn/anno?  Nel bilancio 2010 della capofila Fenice SPA si parla di una svalutazione di 200MLN di Euro a causa della ridotta produttività industriale registrata in Italia ed in modo particolare del cliente FIAT. In conferenza stampa non è stata data risposta alla richiesta di conoscere la quantità di rifiuti conferiti da SATA.Eppure sappiamo essere è pari a circa il 20% del totale dei rifiuti pericolosi industriali bruciati nel forno rotante.Dal 2008 l’inceneritore non incassa più il Cip6, ossia l’incentivo per la produzione di energia utilizzando fonti alternative da petrolio.FENICE-AMBIENTE SRL, nonostante questo scenario poco favorevole, spende circa 3MLN di euro per la sostituzione del forno a griglia e altrettanti per la Messa In Sicurezza in Emergenza del sito.Ing. Steardo, ma è stato informato del fatto che la Provincia e tutti i Comuni della zona sono fortemente intenzionati a potenziare la raccolta differenziata?

Francamente quelle di Fenice-Ambiente SRL ci sembrano strategie aziendali un po curiose! Ed infine un’ultima domanda la vorremmo rivolgere al Presidente della Regione Vito De Filippo ed al Presidente della Provincia Piero Lacorazza: “MA A COSA SERVE DAVVERO QUESTO INCENERITORE?”  Presidenti, vogliamo provare seriamente a mettere in atto un piano di smaltimento dei rifiuti e collocarvi immediatamente i 54 lavoratori Fenice? 

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gente avvisata…

25/09/2011

sembra che su fenice qualcuno stia cercando lo scontro…bene, lo avranno, se quel mostro non chiude…la miserrima politica che guida questa regione (pardon, esarcato) “deve” assumere una posizione chiara che non sia quell’ipocrita calarsi di braghe di fronte alla richiesta di risarcimento per ogni giorno di chiusura che EDF minaccia e che “solo” un giudice può somministrare in caso di abuso…quindi o maggiore responsabilità o guerra

miko somma

Fenice continuerà ad avvelenare!

Due giorni fa ci chiedevamo chi avrebbe pagato per i danni derivati dall’inquinamento provocato dal “Mostro” FENICE. Poi, ieri, al TGR delle 14.00, ci è stata data la notizia che risultato della conferenza di servizi tra le istituzioni locali e i vertici di EDF, era che “Il Mostro” poteva continuare a funzionare. Pare, anche, che l’Amministratore Delegato di EDF abbia messo sul tavolo una “proposta che non si può rifiutare”: l’eventuale richiesta di danni per ogni giorno di chiusura dello stabilimento! E dev’essere stato anche abbastanza convincente, visto che il risultato della conferenza è stato, appunto, il “permesso” di continuare a bruciare rifiuti nei forni! Ora, la cosa ha del paradossale, direi, poiché, a quanto pare, dal 2002 l’impianto è risultato responsabile di inquinamento grave delle falde acquifere della zona! E dato che il danno pare sia stato fatto ed anche accertato… chi dovrebbe chiedere conto di ciò? Invece no! EDF “minaccia” di chiedere i danni. E questa “minaccia”, a quanto pare, ha funzionato. Premesso che eventuali danni ed eventuale risarcimento per tali danni dovrebbero essere stabiliti da un magistrato… ci viene da pensare (siamo malpensanti, si sa!!!): Basta una minaccia di richiesta danni per intimorire i rappresentanti delle nostre istituzioni? E come mai basta questo? Le ipotesi sono due:

1) si hanno degli scheletri nell’armadio che, di fronte a delle indagini e perizie potrebbero venire fuori e, quindi, comportare delle conseguenze;
2) si è in presenza di assoluta e manifesta incapacità politico amministrativa!

Siamo malpensanti, è vero… ma io preferisco optare per la seconda ipotesi!!! E se la seconda ipotesi è quella giusta… non sarebbe ora che si prendesse atto di questa manifesta incapacità facendo l’unica cosa sensata che si possa fare in casi come questi? Dimettersi?

Meditiamo, per l’ennesima volta.

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Chi pagherà per i Danni di Fenice?

Il “CASO FENICE” è scoppiato. Ed è scoppiato quando, oramai, i danni sono stati fatti! I dati relativi ai monitoraggi effettuati dal 2002, parlano chiaro: L’IMPIANTO INQUINAVA GIA’ DA QUEL MOMENTO”!!! Per maggiori informazioni basta andare a leggere l’articolo riportato nel seguente link. Dati che non lasciano nulla all’immaginazione!!! Il Comitato per il Diritto alla Salute di Lavello e tutte le organizzazioni ambientaliste, per tutti questi anni hanno combattuto la loro battaglia contro i “Mulini a vento” (leggi ARPAB e Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata). Alla fine, la battaglia è stata vinta!!! Una battaglia senza quartiere che anche Comunità Lucana – Movimento no oil ha appoggiato, con forza e determinazione! E il silenzio delle istituzioni, in questi lunghissimi anni, è stato avvilente ed umiliante, per la popolazione dell’alto Bradano, in particolare, e per quella Lucana, in generale. Ed oggi? Oggi si fa a gara a mettere cappello su questa importante vittoria. Basti leggere l’articolo al seguente link, per rendersi conto di  come chi fino ad ieri manteneva un profilo basso e un “riserbo” assoluto, oggi si affanna a cavalcare la tigre dell’indignazione popolare!!! A questo punto ci domandiamo: assodato quanto su riportato, qualcuno dovrà pur pagare per un danno così devastante? La magistratura faccia il suo lavoro!!! Ma le istituzioni (che sono già al minimo storico di credibilità), per divenire credibili, dovranno impegnarsi al massimo, fare l’impossibile perché le cose, in questa regione del “TUTTAPPOSTO”, cambino direzione. La direzione dell’interesse comune! Chi ha sbagliato DEVE  pagare per i danni causati. E chi, a livello politico, ha dimostrato assoluta incapacità di gestire le situazioni, si faccia da parte… per il bene di questa regione!

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L’incontro a Calvello.

Insomma… le acque delle fonti di Calvello non sono inquinate, ma neppure potabili. Tracce di metalli pesanti, ma non ci sono situazioni di raffronto di anni precedenti per poter stabilire se si tratta di fenomeno naturale o conseguenza di attività antropica. E’ necessario un monitoraggio costante per vedere cosa accade… si sa solo che negli ultimi due anni non è peggiorato. Domani una noticina sul blog. Per ora accontentarsi di questa sibillina (ma neppure tanto) relazione.

fenice inquina e sono dati

eccovi il link dove leggere con la costernazione che simili avvenimenti portano, i dati sconvolgenti del continuo inquinamento di fenice…praticamente da sempre, come da sempre urla il silenzio delle istituzioni lucane che preferiscono nicchiare in un silenzio complice…perchè di complicità si tratta!!!

INQUINA DAL 2007. NO SCUSATE DAL 2002!

www.comitatosalute.it

quel mostro deve essere chiuso subito o lo chiuderemo noi!!!

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17/09/2011

un premier a “tempo perso”?…io non so davvero cosa abbia fatto il paese per meritarsi un bastardo del genere, so solo cosa abbiamo da fare…mandarlo via subito e metterci al lavoro per un paese diverso con la stessa volontà di chi lo rifece dopo la guerra…ecco, oggi più che mai mi sento un partigiano e voglio lavorare perchè questo paese torni ad illuminarsi della gioia di star costruendo qualcosa

miko somma

16/09/2011

attenzione, un livello inflattivo di 2,8% ed una sostanziale stagnazione proto-recessiva economica creano già le condizioni per una stag-flazione dell’economia che nei fatti è quanto serve per un comodo acquisto dello stato italiano da parte di chi orchestra manovre sul debito al fine di finanziare nuovi imperi…la storia insegna che chi vince scrive la propria costituzione e quella europea di lisbona è un dato che consegna alla finanza la proprietà di fatto delle istituzioni

miko somma

ed a mio commento…

cancellare quell’articolo che inserisce nei principi dell’unione la libertà economica (e sappiamo che non si tratta certo della libertà del panettiere di vendere anche riviste) sarebbe proprio necessario per assicurare una sostanziale diversità tra azione e responsabilità pubblica ed intervento privato nell’economia

16/09/2011

mi piace la pubblicità dei parassiti..ben fatta, ma mi chiedo come mai si svegliano solo oggi, quando l’attualità dell’evasione fiscale è tale dalla fine degli anni ’70 (qualcuno ricorderà l’introduzione dello scontrino fiscale, se non erro ministro visentini)?..in ogni caso fa pena che uno stato si riduca a “rendere merce” una materia che è soprattutto una questione di civiltà e di giusta rappresentazione di se stesso agli occhi dei cittadini..perchè l’evasione cresce quando lo stato non esiste

miko somma

comunicato com. diritto alla salute-lavello

riceviamo dagli amici di lavello il seguente comunicato stampa sula manifestazione di oggi e volentieri pubblichiamo…

Venerdì 16 settembre alle ore 18:00, DAVANTI AI CANCELLI dell’inceneritore FENICE-EDF si terrà una grande manifestazione a seguire quella dell’8 luglio scorso tenutasi a Lavello.

Ancora una volta le popolazioni della zona Vulture – Alto Bradano e della vicina provincia di Foggia, chiedono con forza un intervento definitivo sulle attività dell’inceneritore.

 La richiesta di BLOCCO IMMEDIATO DELL’ATTIVITA’ dell’inceneritore è indirizzata al presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo, al presidente della Provincia Piero Lacorazza ed al Prefetto della Provincia di Potenza affinché intervengano, per quanto di loro competenza.

FENICE-EDF continua ad inquinare le falde acquifere dal 2007 con metalli pesanti altamente cancerogeni e se l’ARPAB pubblicasse tutti i dati in proprio possesso scopriremmo da quanto tempo effettivamente questo inquinamento ha avuto origine.

 

La magistratura sta lavorando sollecitata anche dalle nostre denunce, ma oggi gli unici strumenti in grado di garantire la tutela della salute pubblica sono nelle mani delle istituzioni politiche: REVOCA dell’autorizzazione provvisoria della Provincia ed ANNULLAMENTO della procedura autorizzativa AIA del Dip. Ambiente Regione Basilicata.

Al contrario in questi giorni alcuni esponenti politici regionali ripongono le proprie speranze nel fantomatico Piano di Bonifica. Contro ogni logica di buon senso si parla di “bonificare” senza aver risolto il problema delle perdite in falda. Anzi, la logica è fin troppo chiara ed è la stessa adottata per la salute pubblica: meglio curare che prevenire! 

Lavello, 13 settembre 2011  Comitato “Diritto alla Salute”Centro Sociale – largo Tuscania Lavello PZ www.comitatosalute.it

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