26/04/2013

è chiaro che chiunque è innocente fino a prova contraria ed a giudizio finale, a maggior ragione in fase istruttoria, ma il quadro che emerge è desolante eticamente e necessita ora più che mai una seria alternativa costruttiva al grillismo, che tenterà di cavalcare la tigre con le sue vuote parole inneggianti alla rabbia, ed al finto riformismo gattopardesco con cui il sistema tenterà di far passare la buriana

miko somma

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è un terremoto…indagati in 40

26/04/2013 ore 21,15

ansa – POTENZA – I pm di Potenza Sergio Marotta e Francesco Basentini indagano su 40 persone – 37 uomini politici, fra cui i presidenti della giunta e del consiglio regionale – nell’inchiesta sui rimborsi illeciti alla Regione Basilicata. Fra le posizioni da chiarire vi sono anche quelle dei sei assessori di centrosinistra nominati due giorni fa.

La posizione del presidente della giunta, Vito De Filippo* (Pd), riguarda spese per francobolli; quella del presidente del consiglio, Vincenzo Santochirico* (Pd), é riferita all’acquisto di giornali. I neoassessori coinvolti (due riconfermati, altri quattro nuovi) sono Attilio Martorano (ass. esterno), Marcello Pittella*, Nicola Benedetto*, Luca Braia*, Roberto Falotico* ed Enrico Mazzeo Cicchetti*, tutti di centrosinistra. Gli altri uomini politici sono consiglieri in carica ed ex consiglieri e assessori, di tutti gli schieramenti: Antonio Autilio*, Paolo Castelluccio*, Giuseppe D’Alessandro*, Prospero De Franchi, Pasquale Di Lorenzo, Antonio Di Sanza, Gaetano Fierro, Antonio Flovilla, Innocenzo Loguercio, Agatino Mancusi*, Rosa Mastrosimone (ass. esterno dimissionaria), Franco Mattia*, Vilma Mazzocco (ex ass. esterno), Franco Mollica*, Michele Napoli*, Giacomo Nardiello, Nicola Pagliuca*, Mariano Pici*, Antonio Potenza, Erminio Restaino*, Pasquale Robortella*, Vincenzo Ruggiero, Donato Salvatore, Luigi Scaglione*, Alessandro Singetta*, Gennaro Straziuso*, Mario Venezia*, Rocco Vita*, Vincenzo Viti* (ass. consigliere dimissionario). Tre altre persone non sono uomini politici: uno è un commercialista legato ad un assessore anche da rapporti di parentela e due sono titolari di ristoranti che hanno emesso ricevute presentate per i rimborsi.

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nell’attesa di conoscere i dettagli per i quali questi 40 (comprensivi ovviamente di quanti erano stati già sottoposti a provvedimenti di custodia cautelare, mastrosimone, viti e paglliuca, altri con divieto di dimora, e presumibilmente i 4 già condannati per i rimborsi benzina) sono indagati, indico con un asterisco quali tra essi sono attualmente consiglieri regionali e naturalmente per esclusione quanti lo sono stati in passate consiliature…24 consiglieri su 30 dell’attuale consiglio, risultando non indagati i soli navazio, romaniello, rosa, gaudiano, giordano (subentrato a sarra da pochi mesi) e petrone (subentrato a folino, ma non ancora sedutosi in consiglio)  

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26/04/2013

applicare un programma con cui si è ottenuto il 50,1% dei voti è un atto dovuto che misura, in sua mancanza, la grandezza di una presa in giro o l’incapacità di sostenerlo nei fatti…il problema dell’inadeguatezza lo riveli invece quando, ottenuti tanti voti quanti ne bastano per essere comunque determinanti, rifiuti ogni dialogo che vada nell’applicazione pratica, seppur ovviamente mediata, di quello stesso programma e nei fatti dimostri quanto ti interessava davvero sia di quel programma che della gente che in qualche modo ci aveva creduto…

ci riconoscete qualcuno?…

 

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le cause e gli effetti…noi ci saremo!!!

la rapida e per molti versi “non dovuta” caduta della presidenza de filippo, impone delle riflessioni a “freddo” (tanto per non cadere in quelle facilonerie di giudizio ormai tipiche delle viscere esposte alle intemperie), sia sulle cause che l’hanno determinata oltre ai fatti giudiziari in sè, cause storiche ed attuali, sia sugli effetti che questa crisi provocherà nell’ovvietà di una corsa alle urne per elezioni anticipate assolutamente non previste o prevedibili (se non dal sottoscritto che da alcuni mesi sottolineava un voto anticipato ad ottobre-fine settembre), data questa che pare confermarsi anche in considerazione di un voto estivo che porrebbe forse problemi in termini di partecipazione, ed i cui esiti appaiono quanto mai poco o per nulla scontati, persino per il partito-regione, il policefalo pd pigliatutto…

le cause di questo crollo che a mio avviso è ormai sistemico, quindi riguarda gli assetti consolidati della gestione del potere in questa regione, sono ovviamente sia di natura storica, attenendo certo a percorsi che oltrepassano l’apparire stesso alla vita politica del presidente attuale (ed ormai ex) e sono quelle che tante volte abbiamo denunciato come la vera natura intrinseca dell’impossibilità al buon governo della nostra regione,  quei familismi imperanti composti su clan e famiglie politiche più o meno allargate oltre i territori-feudo, familismi che hanno necessitato e necessitano ancora di “foraggiamenti continui a ringraziamento”, corrispettivi cioè di pagamento a quel consenso di stampo quasi medioevale (se volete anche proto-mafioso) proprio da queste organizzazioni-clan fornito a chiunque volesse raggiungere le stanze della presidenza della giunta, la stanza dei bottoni per intenderci, previo accordi ben stabiliti in una sorta di cupola del potere non necessariamente coincidente con segreterie politiche…

“corrispettivi di pagamento” ovviamente insistenti principalmente sull’eterno ricorso alle casse pubbliche ed ai favoritismi di filiera consentiti dalla e sulla gestione di partite di finanziamento principalmente di natura comunitaria (psr, fondi fesr e via discorrendo), sia in chiave di aiuto diretto, sia in chiave appaltistica, ma anche ed in via più puntuale e personale dai tanti ”semafori” nell’accesso posti a guardia tanto delle poche possibilità occupazionali pubbliche e persino private, tanto della scarsa imprenditorialità che in una regione ancorata nei fatti alla commessa pubblica rende vitale l’appartenenza a filiere di consenso per “mandare avanti la baracca”, in ogni caso  esplicitamente postulandosi in quelle casse la malta cementizia di tenuta del sistema basilicata…

ma ovviamente alle cause storiche si affiancano le cause attuali che risiedono in una composizione delle maggioranze politiche in regione che esulano completamente dalla condivisione di sia pur minimi programmi sui quali costruire vere e proprie maggioranze di programma, per arrivare alla formula recitata lucan-cencellianamente del “potere per il potere, ossia io ti dò perche tu mi dia” sui quali si è edificata la bizzarria dell’attuale composizione di maggioranze più o meno variabili, ma sempre costruite su misura della necessità di tenere stretto il potere nelle solite mani…e naturalmente potremmo anche aggiungere all’elenco delle cause attuali alcune variabili di natura “promiscua” quali la gestione dei fondi delle royalties che appaiono (o sono apparse, fino all’intero impiego delle stesse nelle pieghe del bilancio più o meno ordinario) l’unica fonte sulla quale era ancora possibile costruire “ritagli” ulteriori di corrispettivi…  

da un lato quindi cause storiche, forse anche antropologiche, sulle quali non vi è mai stato alcun serio tentativo di intervento culturale per attutirne i disvalori immediati e di lungo termine che esse hanno creato e creano sui processi gestionali della regione, ma dall’altro cause attuali, in buona parte figlie di processi degenerativi, se possibile, di quelle stesse cause storiche che si individuano nel cosidetto “familismo amorale moderno”, in parte queste ultime una conseguenza diretta di quella “caduta dei valori” che affligge ormai l’intera classe dirigente e politica del paese (ed ovviamente il paese stesso, pur  giocando alcuni pericolosamente alla favola del popolo buono e dei cattivi politici) e sulle quali l’effetto metastasi si è reso evidente persino nella “piccineria etica” nella quale è affogata quasi una intera consiliatura che davvero ci rammarichiamo di scoprire, salvo il sacrosanto accertamento giudiziario,  che “rubava spiccioli” mostrando tutta la sua “anima pezzente”, eppur boriosa di quel privilegio dei furbi che è l’agire in un clima nel quale sembra che tutto sia consentito…

ma conoscere le cause se ci aiuta forse a comprendere la natura più profonda del male che oggi mostra i suoi effetti in questa caporetto etica prima ancora che politica, non è ancora la medicina per guarire da quel male e credere che la medicina passi solo per il ricorso alle urne significa non aver compreso affatto che la natura di quel male è ben più profonda della bandiera di un partito oligarchico-padronale e della sua cortigianeria dei miracoli…la natura del male è intima e risiede nel rapporto personale in aspettativa di un privilegio tutto proprio che ogni cittadino lucano ha sinora posto inconsiamente o meno a guardia del proprio consenso, nella coazione di quello stesso “io ti dò perche tu mi dia” che non è francamente possibile ed onesto pensare sia racchiusa soltanto nelle ristrette cerchie del potere politico e delle loro pessime abitudini al guadagnar consensi con l’utilizzo della promessa eternizzata di un interesse che prima o poi questi finiranno per mostrare al datore del consenso, ma di cui è tanto, troppo intriso l’animo stesso del cittadino lucano vittima e carnefice al tempo stesso di una relazione psichica e antropo-culturale che deve essere recisa al più presto, se si vuole che la prossima bandiera che sventoli al governo della regione non sia quella del gattopardo o quella dei masaniello, ma quella di una rinascita sociale della intera società lucana che è preludio persino alla ri-nascita economica…    

e solo compreso ciò che da quel male probabilmente potremmo cominciare a guarire anche attraverso questo voto anticipato, se la corsa ad esso riuscirà a connotarsi come l’occasione di una crescita culturale collettiva fondata sulla competizione tra le idee e non più sulle convenienze dello stare da una parte o dall’altra, una competizione reale per una volta sulla quale innestare una condivisa cultura del buon governo che non può e deve essere confusa nè con la spiccia ragioneria bilancista, nè con l’autoreferenza di qualche savonaroliano “tutti a casa”…

come spesso ho scritto occorrono programmi, idee, visioni che ci aiutino a traguardare oltre la legittima e sacrosanta rabbia o lo sconforto pessimista o peggio ancora oltre l’indifferenza che è forse l’esito peggiore di questa malattia lucana, programmi, idee, visioni anteposte ad ogni altra considerazione di parte e sui quali dibattere nel confronto e non chiudersi nell’auto-referenza…

oltre la rabbia, lo sconforto o l’indifferenza cominciamo quindi dai programmi…

COMUNITA’ LUCANA e personalmente il sottoscritto, anche ripensadoci e ripensandosi in nome di un interesse superiore che dobbiamo alla nostra terra, ci saranno ed a partire dal quel nostro programma, punta più avanzata e globale ad oggi esistente di un pensare ad un’altra lucania che deve diventare prassi e che offriamo alla collaborazione di chi vorrà con noi senza pregiudizi costruire la nuova regione in cui vorremmo vivere e di cui sentirci finalmente orgogliosi…

miko somma      

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25/04/2013

in finale posso anche comprendere l’afflato emergenziale che pur dovrebbe ispirare un senso di unità nazionale concretizzato in un governo, ma non comprendo affatto perchè si dovrebbe governare la salvezza nazionale con uno che l’ha coscientemente sabotata in nome dei suoi personalissimi interessi

miko somma

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25/04/2013

molto opportunamente laura boldrini chiede a milano l’abolizione del segreto di stato perchè sia fatta piena luce sulle stragi di stato a cominciare da p.zza fontana…beh, ma perchè non cominciare del primo degli elementi di quella lunga catena, il long threat agreement, rimasto segreto dal 1943 ad oggi, che stabilisce le condizioni delle servitù militari italiane verso gli usa in cambio dell’accettazione dell’armistizio?

miko somma

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De Filippo rimette il mandato: “Impegno frutto non di bramosia”

24/04/2013 19:21
 
Dimissioni inviate a Presidenza del Consiglio Regionale, Corte d’Appello e Prefettura. “Non un atto di accusa, ma scelta per rafforzare credibilità istituzioni”

AGR  Il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, ha rassegnato le proprie dimissioni inviandole alla Presidenza del Consiglio Regionale, alla Corte d’Appello e alla Prefettura.

Nell’occasione ha rilanciato la seguente dichiarazione:

Ci sono momenti  in cui le testimonianze sono importanti quanto la sostanza delle cose e la potenza di verità che hanno le parole; in questo tempo il primo esempio da dare è quello di affermare che la politica è una disponibilità di servizio agli altri, non una bramosia. Per questo, di fronte ad un’inchiesta che deturpa l’immagine della Basilicata, con ipotesi forse non penalmente gravi, ma umanamente odiose, ritengo giusto fare un passo indietro determinando, in questo modo, una stagione rinnovata per la Regione.
Una scelta che non vuole puntare l’indice nei confronti di quanti sono coinvolti dall’inchiesta, e men che meno rappresentare un’anticipazione di giudizio, ma che è figlia dell’accresciuta responsabilità a cui, per spirito di servizio, mi sento chiamato in questo tempo in cui le Istituzioni hanno un forte bisogno di credibilità. Lo stesso principio mi ha sempre mosso, ogni volta che ombre si potevano addensare su una vita ed un’educazione personale e familiare che nei limiti e nell’umiltà del mio agire si è sempre improntata al rispetto delle regole e all’inviolabilità della legge.
E anche ora, la guida delle scelte è la consapevolezza che quando c’è la condivisione di un progetto, la scelta di chi debba attuarlo diventa un elemento secondario e funzionale solamente all’efficacia dell’azione, di cui la credibilità è parte importante.
Questa riflessione la offro ai lucani e ai colleghi consiglieri su cui si riverbererà la mia decisione. Sebbene lo scenario dell’inchiesta che riguarda la Basilicata sia ben diverso da quello che si è profilato in altre Regioni, sebbene le ipotesi, non mi stancherò mai di dirlo sentendomene testimone vivente, non siano certezze, anche in questa occasione riaffermo con forza la convinzione che altri possano portare avanti il lavoro con non meno impegno e dedizione di quanto ne ho offerto io e ne ha offerto questo Consiglio e di quanto, per quel che mi riguarda, ne continuerò ad offrire alla Basilicata, da privato cittadino o in qualsiasi altra veste. E il recupero del valore della credibilità dell’Istituzione lo ritengo un esigenza primaria, per cui vale anche la pena di soprassedere rispetto ad altre scelte di razionalizzazione e alleggerimento della governance pur di avere la serenità di non lasciare la Regione senza una guida forte, che consenta di affrontare tutte le difficili partite del momento.
Certo che altri porteranno avanti il lavoro, e assicurando che l’impegno dettato dal mio amore per la Basilicata non verrà mai meno, esprimo solo l’auspicio che tutte le energie della regione si concentrino su un progetto in favore dei lucani facendo prevalere la responsabilità sull’opportunismo, la proposta sulla contrapposizione. Ed è un appello che faccio con la forza che mi dà proprio la scelta di fare un passo indietro.

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quindi elezioni regionali anticipate!!!…date probabili da luglio…

e per gestire gli affari correnti, occorrendo comunque una nuova giunta…

Il presidente De Filippo nomina la nuova giunta regionale

24/04/2013 19:20Vice Presidente Pittella, la compongono Benedetto, Braia, Falotico, Martorano e Mazzeo

AGRIl Presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, ha firmato i decreti di revoca degli assessori in carica e di nomina dei nuovi componenti della Giunta. Del nuovo esecutivo regionale fanno parte: Maurizio Marcello Pittella in qualità di Vice Presidente e Assessore con delega alle Attività Produttive, Politiche dell’Impresa e del Lavoro, Innovazione tecnologica, Nicola Benedetto in qualità di Assessore con delega all’Agricoltura, Sviluppo Rurale, Economia Montana; Luca Braia in qualità di Assessore con delega alle Infrastrutture, Opere Pubbliche e Mobilità; Roberto Falotico in qualità di Assessore con delega alla Formazione, Cultura e Sport; Attilio Martorano in qualità di Assessore con delega alla Salute, Sicurezza e Solidarietà Sociale, Servizi alla Persona e alla Comunità; Enrico Mazzeo Cicchetti in qualità di Assessore con delega all’Ambiente, Territorio, Politiche della Sostenibilità.

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24/04/2013

stante arresti e provvedimenti di stamane, credo sia arrivato il momento per questo presidente della giunta di fare o un grande salto di qualità o di essere conseguente ai fatti

miko somma

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letta incaricato

ansa – Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha convocato per le ore 12.30 di oggi, al Palazzo del Quirinale, l’onorevole Enrico Letta. Ne dà notizia un comunicato del Quirinale.

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arresti in regione…

terremoto in regione basilicata…

24 aprile, 09:15 ansa – POTENZA – Due assessori in carica e un consigliere in carica della Basilicata sono agli arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta sull’uso illecito di rimborsi previsti per le loro attività.
Gli assessori agli arresti domiciliari sono Vincenzo Viti (Pd, lavoro e formazione) e Rosa Mastrosimone (esterno in quota Idv, agricoltura). Il consigliere regionale ai domiciliari è Nicola Pagliuca, capogruppo del Pdl. Sono stati notificati altri provvedimenti cautelari, come obblighi di dimora in un numero ancora non precisato. In mattinata è prevista una conferenza stampa, forse alla Procura della Repubblica di Potenza.

la cosa, se confermata, aprirà comunque, nelle more di un doveroso accertamento giudiziario che ha naturalmente i suoi tempi, un processo degenerativo della giunta a cui il presidente de filippo dovrà pur rispondere, presumibilmente o con le dimissioni e quindi una rapida corsa verso elezioni regionali o con un feroce rimpasto che rivoluzioni la natura stessa del suo governo

miko somma

ancora altre notizie giunte…

Nell’inchiesta coordinata dal Procuratore capo della Repubblica di Potenza, Laura Triassi, sono stati anche sequestrati conti corrente per un valore totale di circa centomila euro. In particolare, le somme sequestrate agli assessori e ai consiglieri regionali lucani indagati variano da circa cinquemila a 18 mila euro.

NOTIFICATI ANCHE OTTO DIVIETI DI DIMORA  – Sono otto i divieti di dimora notificati nell’ambito dell’inchiesta sui rimborsi illeciti percepiti dai consiglieri regionali della Basilicata: riguardano i consiglieri in carica Antonio Autilio (Idv), Paolo Castelluccio (Pdl), Agatino Mancusi (Udc), Mariano Pici (Pdl), Alessandro Singetta (Gruppo Misto), Mario Venezia (Pdl), Rocco Vita (Psi) e l’ex consigliere Vincenzo Ruggiero (Udc). Per sette degli otto consiglieri (tranne Ruggiero), il divieto di dimora consiste nell’impossibilità di soggiornare nella città di Potenza. Per Ruggiero, invece, il divieto si riferisce al paese di Valsinni (Matera), dove ricopre un incarico politico.

non riesco a ben comprendere la natura di questa ultima notizia, trattandosi in alcuni casi di un divieto di soggiorno (art. 233 c.p. che in calce riporto integralmente) nella città dove si risiede ufficialmente, per tutti, tranne ruggiero (non più consigliere per le note vicende che portarono al suo allontanamento dal consiglio regionale) la sostanziale impossibilità ad adempiere comunque agli obblighi consiliari…verificherò questa fonte e la natura del provvedimento che se verificato porterebbe ad un ulteriore problema per la tenuta dell’intera struttura consiliare eletta…

Al colpevole di un delitto contro la personalità dello Stato [241-313] o contro l’ordine pubblico [414-421], ovvero di un delitto commesso per motivi politici [8 3] o occasionato da particolari condizioni sociali o morali esistenti in un determinato luogo, può essere imposto il divieto di soggiornare in uno o più Comuni o in una o più Province, designati dal giudice [c.p.p. 283].
Il divieto di soggiorno ha una durata non inferiore a un anno.
Nel caso di trasgressione, ricomincia a decorrere il termine minimo, e può essere ordinata inoltre la libertà vigilata

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23/04/2013

cito una frase di chi mi è caro e traslo nel mio…
fin quando una determinata proporzione tra lucani da cortile e lucani da fatica non sarà superata, nulla, ma proprio nulla cambierà in questa regione – ne siano certi i rivoluzionari appena giunti che utilizzano, strumentalizzandolo, il lavoro altrui e che ben farebbero a chiedersi se non siano loro stessi strumenti…
il problema semmai è conoscere l’esatta proporzione su cui si fonda l’equilibrio che tiene a galla questi poteri…

miko somma

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verso il presidenzialismo?…dalla strategia della tensione alla strategia della nevrosi collettiva

dunque venerdì scorso nel primissimo pomeriggio, quindi appena fatto ed accolto con una standing ovation dell’assemblea dei grandi elettori pd il nome di prodi per la presidenza della repubblica, me ne sono andato in campagna lasciandovi con un breve post di cui cui riprendo una piccola parte… “ci saranno dalla quarta votazione del pomeriggio franchi tiratori da ogni parte…”, e che a suo modo è risultato vaticinante, ed  ho quindi chiuso debordianamente ogni comunicazione (persino il cellulare), tranne avvalermi di un breve riassunto delle giornate politiche che quotidianamente a sera un collaboratore di comunità lucana mi teneva telefonicamente…

non è che avessi la palla di cristallo nell’indovinare il “tiro al piattello” che su prodi si sarebbe scatenato, ma il gioco mi era subito apparso semplice in qualche modo, vista sia la deriva a cui si era ormai avviato un pd lacerato da folli edonismi twittewriani al limite dell’incomprensione e da troppe e profonde differenze di visione programmatica, dopotutto presenti sin dall’atto fondativo del partito, differenze tanto profonde che nei fatti evidentemente neppure più quella logica del “potere per il potere” non riusciva più a tenere insieme in una sintesi…un partito dilacerato, dunque, che si avviava al patibolo di un nome da scarificare alla stupidità, all’arrivismo, al calcolo, pensando forse più ad una merenda che ad un passaggio politico rischioso, avendo già avuto (e neppure presa in considerazione) la possibilità concreta sia di proporre per primo, sia di accettare una volta proposto anche se dall’odiato grillo, il nome di rodotà come candidato presidente, nome illustre e che pure nella sua base era reclamato come una scelta chiara…ha prevalso però nei suoi gruppi dirigenti – è questa è ormai storia – la necessità di fare altro, di fare cioè una scelta che equivaleva al suicidio di un partito, non avendo nei suoi gruppi dirigenti per nulla compreso la lezione venuta dal risultato delle elezioni, quella necessità di riconnettersi fortemente alla base e superare la genetica autosufficienza un po’ spocchiosa del ritenersi sempre in qualche “giusto”, trovandosi invece in un brodo di coltura di personalismi del tutto fuori luogo…ma è appunto già storia!!!…

il presente si chiama rielezione di napolitano dopo che i partiti (pd, pdl, scelta civica) lo hanno “pregato” nello spaventoso stallo che si era creato di rimanere al suo posto a “governare” un passaggio politico ed istituzionale che sarebbe folle pensare risolto con la sola rielezione di questi alla “cattedra” di decisore delle sorti del paese, visto che molti sono ancora i problemi di natura politica ed umana che sono (o appaiono) del tutto indifferenti alle sorti stesse del paese…una scelta, quella di napolitano (di cui comunque deve essere sottolineato il carattere di sacrificio dell’accettare alla sua età simile fardello) che appare quindi disperata…appare, appunto!!!…

come mi ero dato pena di avvisare in sette lunghi articoli sul lavoro dei saggi, “ordinato” proprio da napolitano, le visioni del presidente della repubblica erano e sono già tutte perfettamente ed analiticamente indicate proprio in quel lavoro che ridisegna la forma dello stato in un percorso costituente poco chiaro nei modi e troppo chiaro nelle finalità e traccia così un sentiero stretto che se prima della rielezione di napolitano era una indicazione capziosa al lavoro del presidente e del governo che sarebbero venuti, ora e dopo il discorso di questi tenuto davanti alle camere riunite, diviene la strada maestra o il presidente, in mancanza di supporto dai partiti, assumerà comportamenti adeguati – e sono sue parole che sottolineo – “di fronte al paese”…di fronte al paese, quindi, e non di fronte al parlamento!!!…

pochi hanno forse sottolineato il carattere minaccioso di questo passaggio che di fatto, pur inneggiando il presidente nel corso del discorso e nei suoi saluti finali proprio al parlamento ed al suo ruolo di “luogo del confronto e del dialogo” che giocoforza deve essere ritrovato, ritenendolo nel perdurare di questa situazione evidentemente poco adatto a gestire la complessità del lavoro istituzionale (come sottolineato in qualche passaggio), lo dequalifica senza appelli se non si seguirà proprio la strada che il lavoro dei saggi ha indicato e lo dequalifica al punto tale che in questa ipotesi egli, superando ogni logica istituzionale, si rivolgerà al paese e non al parlamento che pure lo ha eletto per “trarre le dovute conseguenze”…in sintesi il presidente dice chiaro e tondo “mi avete rivoluto perchè non eravate in grado di gestire la situazione ed ora si fa come dico io e basta!!!”…

cosa significherà ora questo nella sua ratio è già chiaro, ridisegnare la forma dello stato attraverso le profonde modifiche costituzionali partorite dai saggi (ed è chiaro a tutti o quasi, immagino, quanto quel disegno fosse già da anni ed anni al centro dei dibattiti in corso nei salotti buoni dell’economia e della politica ad essa più vicina…di salotti che i più avvisati tra i lettori non faticheranno affatto a prefigurarsi), rimanendo semmai in questione per qualche ora ancora la forma in cui questo si materializzerà (e credo che i nomi e la composizione del governo non saranno quelli del gossip o quanto meno non del tutto), ma non l’intento di essere un “governo forte di un presidente forte”, altro che governo dell’incucio o governo delle larghe intese (che è poi la versione berluskoniana “elegante come certe cene” dell’inciucio stesso), a cui il parlamento (e quindi i partiti) supinamente dovranno inchinarsi, se proprio non riusciranno a trarre gioia da una “festosa e convinta” partecipazione alla cerimonia del “tutti insieme per il bene del paese”, la formuletta retorica con cui si chioserà ogni attività del governo che verrà!!!…

governo che ovviamente dovrà mettere in campo attività tali da “fermare” alcuni effetti della crisi economica, agendo sull’occupazione in primis e portando a compimento quella riforma del lavoro che partendo dal pasticcio della fornero ridisegnerà il rapporto legislativo che pur finora organicamente ne era alla base in quanto creatore di situazioni oggettive di diritti (sostanzialmente si dirà meno diritti per più occupazione), sulla tassazione introducendo alcuni concetti plastici di una tassazione sempre più spostata sul consumo che sulla produzione o la rendita (che a mio avviso rimarrà tutelata come oggi), su livelli di assistenza sociale e pensionistica che immagino sempre più spostati sul privato, e via discorrendo verso quella sorta di thatcherismo postumo che in italia surrettiziamente se finora si è tentato, a volte con successo, a volte inutilmente, di imporre (esistendo ancora partiti in grado di far valere opposizioni coerenti e di sistema a simili “modernizzazioni”, partiti che – guarda caso – oggi di fatto non ci sono più!!!) e che oggi potrebbero trovare humus fertile in cui maturare…

il tutto mentre il parlamento proseguirà nell’opera che fu dell’ultima fase del precedente, approvare tutta l’attività decretativa governativa in tempi rapidi e con poche obiezioni, e che oggi a maggior ragione sarebbe esaltata, e qualche commissione (altro che costituente) procederà a “revisionare” LA COSTITUZIONE in un senso che addiviene nel suo senso più profondo al presidenzialismo, essendosi nel frattempo passati dalla rapida ed assai transitoria politicizzazione della carica di presidente della repubblica ad una forma pericolosa di “personalizzazione carismatica” della stessa, percorso questo che transiterà gradualmente prima attraverso forme di semi-presidenzalismo (elezione diretta del capo dello stato) che, seppur per ora escluse dal lavoro dei saggi non mancheranno di ritornare, terminando immancabilmente in quella paventata riforma presidenzialista che seppur funzionante bene nei suoi pesi e contrappesi in alcuni paesi (vedi francia o usa) a cosa mai potrebbe condurre in un paese tanto suggestionabile quale il nostro storicamente ed ancor ieri alle scorse elezioni ha mostrato d’essere?

non si dovrà lavorare molto nell’analisi del passato del nostro paese per trovare progetti in tal senso, cambiando forse i mezzi (dalla strategia della tensione alla strategia della nevrosi collettiva alimentata sui media e sui social network), ma non le prospettive di progetti lunghi che stanno forse per avviarsi ad un complessa fase conclusiva e che, a mio modesto avviso, sono stati “aiutati” anche attraverso chi con la forza degli insulti ha palesato la necessità di “rompere il sistema” pur non avendo affatto progetti e soluzioni utili a sostituirlo, creando uno squilibrio nei numeri parlamentari che avrebbe portato, come d’altronde da molti indicato, alla situazione di ingovernabilità attuale…che facesse parte del grande gioco?…

miko somma

 

p.s. e come al solito scrivo di getto…vorrete così perdonarmi gli eventuali errori di battitura      

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19/04/2013

dunque prodi…ci saranno dalla quarta votazione del pomeriggio franchi tiratori da ogni parte…mi è chiara la manovra di bersani e dopo il tonfo di ieri oggi recupera potenziale politico interno in senso elettorale, ma rimane il problema di quanto di quel potenziale sia poi progetto (ed invero credo poco) per un paese che si distacca sempre più da quell’aula!!!

miko somma

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18/04/2013

tutto sommato il vero problema starebbe solo nell’eleggere un presidente che non segua affatto i consigli dei saggi, cosa che risulterebbe semplice se non esistesse quella spocchiosa, arrogante presupponenza piddina, molto spesso fondata su sbiaditi ricordi dei fasti del passato e purtroppo sul nulla intellettual-emotivo-programmatico dell’oggi condito in salsa di “banalismo moderato”…bersani, fai qualcosa di sensato che magari sia anche di sinistra!!!

miko somma

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18/04/2013

vorrei ricordare che rodotà è un uomo di sinistra, non un grillino, sebbene scelto proprio da questi, e che bene farebbe il pd a staccarsi per una volta dalla geometria e seguire quello che mi pare gli stia dicendo la base, votare appunto per rodotà presidente della repubblica

miko somma

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