proroghe…

Congresso Pd: De Filippo proroga presentazione candidature

28/02/2014 18:56  Sono molte le richieste pervenute per la Segreteria Regionale

AGR  Il Pd rende noto che il segretario regionale, Vito De Filippo, valutate le numerose richieste pervenutegli, in una lettera inviata al Presidente dell’Assemblea regionale e al responsabile della Commissione regionale per il Congresso, ha chiesto la convocazione urgente della Direzione per discutere sul prossimo Congresso e la proroga del solo termine per la presentazione delle candidature alla segreteria regionale.

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viceministri e sottosegretari…l’elenco…

I nove viceministri e i 35 sottosegretari nominati dal Cdm hanno prestato giuramento nelle meni del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a Palazzo Chigi. Il giuramento nelle mani del premier Matteo Renzi e davanti al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio ha luogo nella Sala dei Galeoni a Palazzo Chigi. I 44 hanno recitato tutti insieme la formula di rito per poi firmare singolarmente davanti al premier Renzi. Il governo avrà in tutto 62 membri.

Ecco i nomi di viceministri e sottosegretari:
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO:
Luca Lotti (Pd) sottosegretario all’Editoria; Sandro Gozi (Pd) con delega Affari Europei; Marco Minniti (Pd) con delega alla sicurezza della Repubblica.
ECONOMIA:
Luigi Casero (Ncd) e Enrico Morando (Pd) sono i viceministri; Pier Paolo Baretta (Pd), Giovanni Legnini (Pd), e Enrico Zanetti (Sc) nominati sottosegretari.
INTERNI:
il viceministro resta Filippo Bubbico (Pd); Giampiero Bocci (Pd) e Domenico Manzione (tecnico) confermati sottosegretari.
ESTERI:
Lapo Pistelli (Pd) resta viceministro; Mario Giro (Pi) e Benedetto Della Vedova (Sc) sottosegretari.
GIUSTIZIA:
Enrico Costa (Ncd) è viceministro; Cosimo Maria Ferri (tecnico).
SVILUPPO ECONOMICO:
Carlo Calenda (Sc) e Claudio De Vincenti (Pd) sono viceministri; riconfermata sottosegretario Simona Vicari (Ncd) e entra come sottosegretario con delega alle Tlc Antonello Giacomelli (Pd).
LAVORO:
sono sottosegretari Franca Biondelli (Pd), Teresa Bellanova (Pd), Luigi Bobba (Pd) e Massimo Cassano (Ncd).
ISTRUZIONE:
sono sottosegretari Angela D’Onghia (Pi), Roberto Reggi (Pd) e Gabriele Toccafondi (Ncd).
INFRASTRUTTURE:
Riccardo Nencini (Psi) è viceministro con sottosegretari Umberto Del Basso De Caro (Pd) e Antonio Gentile (Ncd).
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E SEMPLIFICAZIONE:
Angelo Rughetti (Pd) è sottosegretario.
RAPPORTI CON PARLAMENTO E RIFORME:
Maria Teresa Amici (Pd) confermata sottosegretaria insieme a Luciano Pizzetti (Pd) e Ivan Scalfarotto (Pd).
DIFESA:
i sottosegretari sono Gioacchino Alfano (Ncd) e Domenico Rossi (Pi).
AMBIENTE:
Silvia Velo (Pd) e Barbara Degani (Ncd) sono sottosegretari.
AFFARI REGIONALI:
Gianclaudio Bressa (Pd) è sottosegretario.
SALUTE:
Vito De Filippo (Pd) è sottosegretario.
POLITICHE AGRICOLE:
Andrea Olivero (Pi) è viceministro; sottosegretari Giuseppe Castiglione (Ncd).
CULTURA:
è confermata sottosegretaria Ilaria Borletti Buitoni (Sc) e entra come sottosegretaria Francesca Barracciu (Pd).

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ai ferri corti…

Crimea, venti di guerra. Kiev: ‘Invasione russa’

‘Atterrati 2.000 parà’. Presidiati gli aeroporti Turcinov a Putin, aggressione non dissimulata

ansa – All’aeroporto militare di Gvardiiski, vicino alla capitale della Crimea, Sinferopoli, sono atterrati 13 aerei militari russi Il-76 ognuno con a bordo 150 paracadutisti per un totale di 2.000 soldati. Lo denuncia il rappresentante permanente del presidente ucraino in Crimea, Serghiei Kunitsin, citato dall’agenzia Unian.

Il presidente ucraino ad interim, Aleksandr Turcinov, ha chiesto al leader russo Vladimir Putin di far cessare la “aggressione non dissimulata” in Crimea. “Mi rivolgo personalmente al presidente Putin – ha detto Turcinov in un messaggio alla televisione – per chiedergli di fermare immediatamente la sua aggressione non dissimulata e di ritirare i suoi militari in Crimea”. Secondo il presidente ad interim, si tratta di una provocazione di Mosca: “Si provoca il conflitto e poi si annette il territorio”, ha detto.

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quest’ultimo atto è forse il preludio di un conflitto vero e proprio, dove però difficilmente verranno usate le truppe russe che a mio parere sono lì con il compito di fornire protezione alla base navale di Sebastopoli, dove ha sede la flotta russa del mar nero che opera anche nel mediterraneo…credo piuttosto che il conflitto si scatenerà in forma di una guerra intestina in crimea dagli esiti sicuramente nefasti per gli ucraini e per le loro forze disgregate, ma dal potenziale di innesco di ulteriori crisi in quella regione davvero spaventoso…

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attenti alle truffe…

ho appena chiamato il 112 carabinieri per segnalare la presenza nel mio condominio di due presunti agenti eni che sulla base di un fantomatico avviso in bolletta, giravano casa per casa in un palazzo abitato da molti anziani (e nessuna società manda agenti, come risulta chiaro da specifiche comunicazioni)…segnalate sempre alle autorità la presenza di questi “agenti” perché le truffe (ed anche peggio, purtroppo) sono in agguato per chiunque!!!

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situazione molto pericolosa in crimea…

Blitz armati a aeroporto capitale Crimea

All’esterno folla manifesta con bandiere flotta russa

(ANSA) – KIEV, 28 FEB – Una cinquantina di uomini armati nella notte fra giovedì e venerdì hanno preso possesso dell’aeroporto di Simferopol in Crimea, repubblica autonoma dell’Ucraina, a maggioranza russa. Gli uomini armati portano una uniforme non identificata e sono arrivati all’aeroporto su tre camion senza targa. Davanti all’aerostazione si è subito raccolta una folla di manifestanti che sventolano bandiere della flotta russa del Mar Nero.

Min.Interno Kiev, ‘invasione’ da Russia

Dopo occupazione aeroporti Bilbek e Sinferopoli

(ANSA) – KIEV, 28 FEB – Il ministro dell’Interno ucraino, Arsen Avakov, accusa Mosca di “invasione armata” dopo l’occupazione degli aeroporti di Belbek e Sinferopoli in Crimea. “Considero l’azione come un’invasione armata e un’occupazione”, ha postato sulla sua pagina Facebook il ministro. Lo scalo di Sinferopoli, scrive, “e’ bloccato da reparti militari della flotta russa: all’interno militari e guardie di frontiera ucraini, fuori militari in mimetica con armi,senza distintivi, che non celano la propria appartenenza”.

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il patrimonio degli italiani…

28/02/2014

basterebbe solo riflettere sulla data di fondazione di un qualsiasi comune d’italia per comprendere la vocazione quasi esclusiva di una paese alla conservazione della memoria e dell’arte ed alla sua messa a dimora non solo come patrimonio per gli italiani di oggi e di domani, ma come dovere etico per il mondo intero

miko somma

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27/02/2014

la dico rapida…dopo aver ascoltato tanti, ho deciso di rimanere nel pd a fare la battaglia controversa e di lunga visione sulle cose che da anni porto avanti…e fermo restando quanto ho affermato sulla scissione federata, non ci rimango certo per renzi o cuperlo o civati o chiunque assurga al ruolo di “capetto”…ci rimango per i tanti compagni che mi hanno convinto che le battaglie hanno il senso di una condivisione sulle idee ed anche sulla comunità…e ci rimango con il carico di criticità che rappresento

miko somma

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la riforma del titolo V (parte I)

(ANSA) – CATANIA, 26 FEB – “Questo governo ha scandito con forza il proprio impegno alla riforma del titolo V, una riforma delle riforme. Cosa eccezionale perché è già difficile fare le riforme e c’è una necessità acuta di correzioni”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano parlando questa sera a Catania nel sito di ST Microelectronics.

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ok, visto che se ne parla come della madre di tutte le riforme, cerchiamo di spiegare alla gente cosa sia il titolo V e soprattutto quali siano gli argomenti sui quali insistono quanti stanno facendo passare i seguenti passi costituzionali come “causa di tanti problemi”…

ora non esistono delle bozze conosciute della riforma che si intende perseguire, ma conoscendo la ratio stessa della riforma, limitare i poteri regionali in alcune materie note, quali infrastrutture ed energia, abolire le province ed accorpare le stesse regioni in aggregati conosciuti come macroregioni (si discute sul loro numero da anni, ma alcuni le indicano in sei), limitare od impedire il contenzioso costituzionale delle regioni verso leggi ed atti dello stato, e più in generale ri-centralizzare molte funzioni e potestà ad oggi delegate ai territori e nello specifico alle regioni…

ma quando però si parla di riforma del titolo V, non si tratta solo di un semplice attacco alla devolution di alcune competenze, quindi ad un bieco ritorno di competenze in sede centrale, perché comunque il contenzioso stato-regioni è molto alto e incrementato, come fa notare anche gaetano silvestri, presidente della consulta…

così intervenendo sul testo del titolo V ho evidenziato in grassetto quelle che a mio giudizio sono le parti che si intende modificare e nel prosieguo del discorso che imposterò in più parti, dopo questa prima che mette in chiaro alcuni termini della questione, tenterò di dare alcune mie interpretazioni a questi tentativi che sono differenti spesso gli uni dagli altri nelle loro intenzioni, ma che paiono oggi convergere sulla stramba idea che i problemi del paese dipendano dal regionalismo e non piuttosto da una tendenza generale del paese a non riuscire a trovare essenzialmente una via d’uscita dialogante tra i territori e loro esigenze da un lato, ed in progetti spesso controversi e non affatto discussi dall’altro…

La Costituzione della Repubblica Italiana

   

Parte seconda
Ordinamento della Repubblica

TITOLO V  LE REGIONI, LE PROVINCE, I COMUNI

Art. 114  La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato.

I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione.

Roma è la capitale della Repubblica. La legge dello Stato disciplina il suo ordinamento.

Art. 115 (abrogato)

Art. 116  Il Friuli Venezia Giulia, la Sardegna, la Sicilia, il Trentino-Alto Adige/Südtirol e la Valle d’Aosta/Vallee d’Aoste dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i rispettivi statuti speciali adottati con legge costituzionale.

La Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol è costituita dalle Province autonome di Trento e di Bolzano.

Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell’articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l), limitatamente all’organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei principi di cui all’articolo 119.

La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata.

Art. 117  La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.

Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:

a) politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello Stato con l’Unione europea; diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea; b) immigrazione; c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose; d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi, munizioni ed esplosivi; e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; perequazione delle risorse finanziarie; f) organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali; elezione del Parlamento europeo; g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali; h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa locale; i) cittadinanza, stato civile e anagrafi; l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia amministrativa; m) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale; n) norme generali sull’istruzione; o) previdenza sociale; p) legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane; q) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale; r) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell’amministrazione statale, regionale e locale; opere dell’ingegno; s) tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali.

Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: rapporti internazionali e con l’Unione europea delle Regioni; commercio con l’estero; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale; professioni; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia; previdenza complementare e integrativa; armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale. Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.

Spetta alle Regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato.

Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi comunitari e provvedono all’attuazione e all’esecuzione degli accordi internazionali e degli atti dell’Unione europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da legge dello Stato, che disciplina le modalità di esercizio del potere sostitutivo in caso di inadempienza.

La potestà regolamentare spetta allo Stato nelle materie di legislazione esclusiva, salva delega alle Regioni. La potestà regolamentare spetta alle Regioni in ogni altra materia. I Comuni, le Province e le Città metropolitane hanno potestà regolamentare in ordine alla disciplina dell’organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite.

Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive.

La legge regionale ratifica le intese della Regione con altre Regioni per il migliore esercizio delle proprie funzioni, anche con individuazione di organi comuni.

Nelle materie di sua competenza la Regione può concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali interni ad altro Stato, nei casi e con le forme disciplinati da leggi dello Stato.

Art. 118  Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l’esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.

I Comuni, le Province e le Città metropolitane sono titolari di funzioni amministrative proprie e di quelle conferite con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze.

La legge statale disciplina forme di coordinamento fra Stato e Regioni nelle materie di cui alle lettere b) e h) del secondo comma dell’articolo 117, e disciplina inoltre forme di intesa e coordinamento nella materia della tutela dei beni culturali.

Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà.

Art. 119  I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa.

I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno risorse autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri, in armonia con la Costituzione e secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario. Dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio.

La legge dello Stato istituisce un fondo perequativo, senza vincoli di destinazione, per i territori con minore capacità fiscale per abitante.

Le risorse derivanti dalle fonti di cui ai commi precedenti consentono ai Comuni, alle Province, alle Città metropolitane e alle Regioni di finanziare integralmente le funzioni pubbliche loro attribuite.

Per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale, per rimuovere gli squilibri economici e sociali, per favorire l’effettivo esercizio dei diritti della persona, o per provvedere a scopi diversi dal normale esercizio delle loro funzioni, lo Stato destina risorse aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di determinati Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni.

I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno un proprio patrimonio, attribuito secondo i principi generali determinati dalla legge dello Stato.

Possono ricorrere all’indebitamento solo per finanziare spese di investimento. E’ esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti dagli stessi contratti.

Art. 120  La Regione non può istituire dazi di importazione o esportazione o transito tra le Regioni, nè adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone e delle cose tra le Regioni, nè limitare l’esercizio del diritto al lavoro in qualunque parte del territorio nazionale.

Il Governo può sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica, ovvero quando lo richiedono la tutela dell’unità giuridica o dell’unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali.

La legge definisce le procedure atte a garantire che i poteri sostitutivi siano esercitati nel rispetto del principio di sussidiarietà e del principio di leale collaborazione.

Art. 121  Sono organi della Regione: il Consiglio regionale, la Giunta e il suo presidente.

Il Consiglio regionale esercita le potestà legislative attribuite alla Regione e le altre funzioni conferitegli dalla Costituzione e dalle leggi. Può fare proposte di legge alle Camere.

La Giunta regionale è l’organo esecutivo delle Regioni.

Il Presidente della Giunta rappresenta la Regione; dirige la politica della Giunta e ne è responsabile; promulga le leggi ed emana i regolamenti regionali; dirige le funzioni amministrative delegate dallo Stato alla Regione, conformandosi alle istruzioni del Governo della Repubblica.

Art. 122  Il sistema di elezione e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità del Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale nonché dei consiglieri regionali sono disciplinati con legge della Regione nei limiti dei princìpi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica, che stabilisce anche la durata degli organi elettivi.

Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento, ad un altro Consiglio o ad altra Giunta regionale, ovvero al Parlamento europeo.

Il Consiglio elegge tra i suoi componenti un Presidente e un ufficio di presidenza.

I consiglieri regionali non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.

Il Presidente della Giunta regionale, salvo che lo statuto regionale disponga diversamente, è eletto a suffragio universale e diretto. Il Presidente eletto nomina e revoca i componenti della Giunta.

Art. 123  Ciascuna Regione ha uno statuto che, in armonia con la Costituzione, ne determina la forma di governo e i principi fondamentali di organizzazione e funzionamento.

Lo statuto regola l’esercizio del diritto di iniziativa e del referendum su leggi e provvedimenti amministrativi della Regione e la pubblicazione delle leggi e dei regolamenti regionali.

Lo statuto è approvato e modificato dal Consiglio regionale con legge approvata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, con due deliberazioni successive adottate ad intervallo non minore di due mesi.

Per tale legge non è richiesta l’apposizione del visto da parte del Commissario del Governo.

Il Governo della Repubblica può promuovere la questione di legittimità costituzionale sugli statuti regionali dinanzi alla Corte costituzionale entro trenta giorni dalla loro pubblicazione.

Lo statuto è sottoposto a referendum popolare qualora entro tre mesi dalla sua pubblicazione ne faccia richiesta un cinquantesimo degli elettori della Regione o un quinto dei componenti il Consiglio regionale. Lo statuto sottoposto a referendum non è promulgato se non è approvato dalla maggioranza dei voti validi.

In ogni Regione, lo statuto disciplina il Consiglio delle autonomie locali, quale organo di consultazione fra la Regione e gli enti locali.

Art. 124 (abrogato)

Art. 125 Nella Regione sono istituiti organi di giustizia amministrativa di primo grado, secondo l’ordinamento stabilito da legge della Repubblica. Possono istituirsi sezioni con sede diversa dal capoluogo della Regione.

Art. 126 Con decreto motivato del Presidente della Repubblica sono disposti lo scioglimento del Consiglio regionale e la rimozione del Presidente della Giunta che abbiano compiuto atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge.

Lo scioglimento e la rimozione possono altresì essere disposti per ragioni di sicurezza nazionale.

Il decreto è adottato sentita una Commissione di deputati e senatori costituita, per le questioni regionali, nei modi stabiliti con legge della Repubblica.

Il Consiglio regionale può esprimere la sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta mediante mozione motivata, sottoscritta da almeno un quinto dei suoi componenti e approvata per appello nominale a maggioranza assoluta dei componenti. La mozione non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla presentazione.

L’approvazione della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta eletto a suffragio universale e diretto, nonché la rimozione, l’impedimento permanente, la morte o le dimissioni volontarie dello stesso comportano le dimissioni della Giunta e lo scioglimento del Consiglio.
In ogni caso i medesimi effetti conseguono alle dimissioni contestuali della maggioranza dei componenti il Consiglio.

Art. 127  Il Governo, quando ritenga che una legge regionale ecceda la competenza della Regione, può promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla sua pubblicazione.

La Regione, quando ritenga che una legge o un atto avente valore di legge dello Stato o di un’altra Regione leda la sua sfera di competenza, può promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla pubblicazione della legge o dell’atto avente valore di legge.

Art. 128 (abrogato) Art. 129 (abrogato) Art. 130 (abrogato)

Art. 131 Sono costituite le seguenti Regioni:

  • Piemonte;
  • Valle d’Aosta;
  • Lombardia;
  • Trentino-Alto Adige;
  • Veneto;
  • Friuli-Venezia Giulia;
  • Liguria;
  • Emilia-Romagna;
  • Toscana;
  • Umbria;
  • Marche;
  • Lazio;
  • Abruzzi;
  • Molise;
  • Campania;
  • Puglia;
  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Sicilia;
  • Sardegna.

Art. 132  Si può, con legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali, disporre la fusione di Regioni esistenti o la creazione di nuove Regioni con un minimo di un milione di abitanti, quando ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata con referendum dalla maggioranza delle popolazioni stesse.

Si può, con l’approvazione della maggioranza delle popolazioni della Provincia o delle Province interessate e del Comune o dei Comuni interessati espressa mediante referendum e con legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire che Provincie e Comuni, che ne facciano richiesta, siano staccati da una Regione e aggregati ad un’altra.

Art. 133.  Il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove Province nell’ambito di una Regione sono stabiliti con leggi della Repubblica, su iniziative dei Comuni, sentita la stessa Regione.

La Regione, sentite le popolazioni interessate, può con sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni.

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inquinamento acustico a potenza…

(ANSA) – POTENZA, 27 FEB – In una città con troppe auto, e non tutte di recente immatricolazione, non sono i dati sull’inquinamento atmosferico a essere preoccupanti, ma quelli ”sonori”, con livelli di decibel superiori ai limiti di legge: è quanto è emerso dalla campagna ”Treno Verde” di Legambiente, che ha chiesto all’amministrazione comunale ”nuove politiche per la mobilità urbana”. Il rapporto è stato presentato stamani. I dati sono stati elaborati in 72 ore di campionamenti in varie zone della città.

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un problema noto da tempo e purtroppo sempre eluso dalle giunte ultime e penultime di questa città, anche se spesso il problema è una concausa di più comportamenti diciamo poco intellettivi, quali non riuscire a regolare l’afflusso di circa 300 bus extraurbani che ogni giorno percorrono buona parte della città ed a cui ancora non si è data alcuna risposta decente o funzionante (per rimanere a questo caso, esiste ormai l’auto-porto per gli extraregionali a viale del basento, ma il previsto terminal per i bus regionali che era stato individuato nel parcheggio di v.le dell’unicef non ha ancora tale funzione, sia per il mancato completamento del viadotto del nodo complesso del gallitello, sia per la mancata funzionalizzazione dello stesso a questo ruolo)…

problema che attiene anche ai lavori edilizi e stradali che meglio andrebbero regolati con specifici protocolli anti-rumore… 

vediamo se la prossima avrà a cuore uno dei maggiori problemi di vivibilità di una città, il rumore assordante e soprattutto continuo che produce ansie, nevrosi e quel nervosismo di fondo che tutti abbiamo imparato ad esternarsi sotto forma di comportamenti a volte ai limiti dell’umano…

quindi colpe delle amministrazioni, senz’altro, ma anche colpa della leggerezza di troppi cittadini che vi contribuiscono con troppi gesti di quotidiana inciviltà, come premere con violenza sul proprio clacson non appena chi li precede si ferma, magari a volte senza preavvisare, a volte senza che si prenda coscienza che vi sono altre auto ferme prima di quella del malcapitato che si “picchia” con la tromba della propria fretta o rabbia, o non riparte con la celerità che si crede dovuta al proprio bisogno che però si crede tanto assoluto da non comprendere che non tutti sono dei piloti, non tutti hanno fretta, non tutti hanno gli stessi riflessi…

ed anche questo è un pezzo del gran lavoro di costruzione di un nuovo processo di partecipazione e condivisione che la nuova giunta dovrà mettere ai primi posti dell’agenda…e prima ancora i contendenti alle elezioni, moderando nel periodo elettorale i loro “entusiasmi”!!!…

e pur senza collegamento diretto con il primo lancio (ma qualche collegamento se vogliamo possiamo con facilità trovarlo), vi posto questo piccolo resoconto numerico dell’attività della polizia locale (ex vigili urbani) di potenza…

 (ANSA) – POTENZA, 27 FEB – Nel 2013 a Potenza sono stati circa 19 mila i verbali emessi dalla Polizia locale per le violazioni al Codice della strada (di cui ottomila per sosta irregolare e 26 patenti ritirate per la scadenza del documento, e circa ottomila accessi non autorizzati alla Ztl). I dati sull’attività dell’anno scorso sono stati illustrati stamani, a Potenza, nel corso di una conferenza stampa, dal comandante, Donato Pace.

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orrore sulla rete…

(ANSA) – CATANIA, 27 FEB – Bambini di 10 mesi violentati e torturati, ai quali viene dato fuoco o colata cera bollente sulla pelle. E’ il contenuto di alcuni filmati scambiati nel “deep web”, il lato oscuro della Rete, la cui presenza è stata denunciata dall’Associazione Meter Onlus di don Fortunato Di Noto al Compartimento Sicilia Orientale della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Catania. “Continueremo a segnalare tutto questo – ha detto il prete – quanto abbiamo visto ha superato ogni nostra immaginazione”.

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il perfetto vocabolario dei bimbominkia…

(ANSA) – ROMA, 27 FEB – “Finalmente, zavorra che va via, persone che da questo momento diventeranno parassiti, dovrebbero dimettersi, non cambiare gruppo!”. Parole scritte e sottoscritte da un gruppo di 8 deputati M5s: tra di loro i leader “ortodossi” Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista. Chi si sente “a disagio”, dicono, “colga il momento, segua l’esempio di questi individui“.

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il perfetto vocabolario dei bimbominkia…

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roma a rischio default…attentato di renzi a marino?…

ROMA – “Io da domenica blocco la città. Quindi le persone dovranno attrezzarsi, fortunati i politici del palazzo che hanno le auto blu, loro potranno continuare a girare, i romani non potranno girare”. Così il sindaco di Roma Ignazio Marino interpellato a ‘Mix24′ su cosa farà senza il Salva Roma.

“Diciamolo con chiarezza: per marzo non ci saranno i soldi per i 25mila dipendenti del Comune, per il gasolio dei bus, per tenere aperti gli asili nido o raccogliere i rifiuti e neanche per organizzare la santificazione dei due Papi, un evento di portata planetaria“.

“Non si chiama Salva Roma – ha detto Marino – i soldi che stanno in quello che voi giornalisti avete chiamato Salva Roma sono soldi delle tasse dei romani che devono essere restituiti ai romani. Non ce li hanno ridati, il Governo italiano ce li deve ridare, deve restituire a Roma ciò che è di Roma“.

“Io sono veramente arrabbiato” ha aggiunto e lo sono anche i cittadini: “Hanno ragione, dovrebbero inseguire la politica con i forconi. Lo sa che qui a Roma bisogna ancora pagare i terreni espropriati nel 1957 per costruire il villaggio Olimpico? Ma si può continuare a governare così la Capitale d’Italia?”.

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sfogo amaro dunque del sindaco di roma a causa del ritiro da parte del governo renzi del decreto Salva Roma bis a causa dell’annunciato ostruzionismo di grillini e lega, governo che ha così evitare uno scontro paralizzante, ma che soprattutto poteva porlo di fronte alla necessità di dover chiedere la fiducia sul provvedimento, varato dal gran nemico letta, e magari incassare qualche débâcle della maggioranza che pure lo aveva sostenuto alla fiducia per la costituzione dello stesso governo…

per evitare il default della nostra capitale, il governo, a quanto pare, vorrebbe approvare entro venerdì un nuovo testo, ma solo relative al 2013, mentre le misure per 2014 sarebbero rinviate a “un nuovo veicolo legislativo” che, come dice il relatore al dl melilli (pd) potrebbe essere delegificare, non essendo necessario a detta di questi “…che la legge dica cosa si deve fare. Basta che dica: il commissario e’ autorizzato a fare operazioni in via amministrativa”….una cosa che a me pare del tutto assurda e contraria a qualsiasi buona pratica legislativa!!!…

ora esclusa la reiterazione del decreto che sarebbe un’abnormità costituzionale, la lega rivendica a modo suo la vittoria (dice salvini su facebook che “gli italiani risparmiano 1 miliardo di euro. Chi sbaglia paga, politici romani a casa”), mentre i grillini rigettano la responsabilità e dicono che è colpa del governo che ”…porta alle aule 25 decreti in 11 mesi e poi li porta sotto scadenza. Vogliamo salvare Roma? Il M5S ha una proposta di legge pronta, la discutiamo?”….

il decreto conteneva inoltre anche le norme sull’expo ed il finanziamento per i danni delle alluvioni in sardegna, pur essendo il bilancio di roma il cuore del problema….

alemanno (che ha responsabilità enormi sulla passata gestione e chiamate a giudizio per questa) attacca marino e marino dice di non voler prestare la sua faccia a questo disastro annunciato…

ma dietro questa storia c’è davvero come dice marsilio di fratelli d’italia (peraltro ben poco credibile) una volontà di renzi di far fuori marino per calcolo personale?…non so, ma anche gasparri pare sulla stessa linea di giudicare il ritiro del provvedimento come un attentato di renzi al povero marino… 

il dissidio però esiste, come esiste una ferocia di renzi di voler al più presto “armonizzare ogni potere alle sue ambizioni” ed allora facciamo subito chiarezza, sig. presidente del consiglio, primo perché in questo caso la sua ambizione sarebbe davvero nociva al paese, secondo perché al netto di tutte le stupidaggini che potrebbero dirsi, l’ombra di una sua personale resa dei conti con marino c’è davvero, ma per questa vostra personale lotta non può rimetterci il bilancio di una città che – sempre incidentalmente – è la capitale d’italia!!!…ed il povero letta insegna i limiti della sua bramosia…

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fiducia…

(ANSA) – ROMA, 27 FEB – La fiducia delle imprese a febbraio segna un altro rialzo, il quarto consecutivo. L’indice si porta a 87,9, il valore più alto da ottobre 2011, ovvero da oltre due anni. Lo rileva l’Istat. Si torna così a livelli che non si registravano dall’entrata dell’Italia nell’ultima recessione. Il miglioramento stavolta è diffuso su tutti i settori.

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abbiamo visto l’estrema volatilità di questi sistemi di valutazione nel caso tedesco che ho commentato qualche giorno fa, ma oltre i dubbi circa i parametri stessi con cui si misurerebbe la fiducia ed i soggetti intervistati che pure hanno una rilevanza statistica che fa numero e non solo percentuale, e che andrebbe magari meglio conosciuta per settori, rimane il dato grezzo e che in qualche modo è anche percepibile come un cauto ottimismo che comincia a girare tra le aziende, non tanto come miglioramento visibile e concreto dei volumi attuali di affari o degli ordinativi, ma come percezione che qualcosa finalmente si sta muovendo…

cosa che se non significa che poi qualcosa si muova davvero, quanto meno rasserena un po’ gli operatori economici e li dispone a quell’attivismo che è il sale stesso dell’intrapresa e che forse per la prima volta dall’inizio della crisi, rompe il muro gommoso del pessimismo, anche perché simili dati sono concomitanti con un deciso miglioramento dei conti pubblici, con la diminuzione netta del fabbisogno dello stato, con l’abbassamento dei tassi di interesse sul debito pubblico e con altri fattori macro-economici…

peccato però che sul lavoro, questo ottimismo non credo sia direttamente produttivo di risultati immediati

 

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