ominicchi…

15/06/2014

volendo guardare oltre lo spettacolo di ominicchi immondi che producono rappresentanze politiche altrettanto immonde, c’è da avere paura per quella generale involuzione civile che prelude sempre all’autoritarismo, essendone al tempo stesso prodromo causale ed effetto indotto

miko somma

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il parlamento vota si all’arresto di genovese…

ansa – La Camera ha concesso l’autorizzazione all’arresto del deputato del Pd Francantonio Genovese. Il parlamentare non è in Aula, il suo posto è vuoto. Da Messina, dove si trova, si è detto pronto a costituirsi. I voti a favore sono stati 371, 39 i contrari.

Un silenzio glaciale ha accolto nell’Aula della Camera il sì all’arresto. Quando sono comparsi sul tabellone i risultati della votazione a scrutinio palese, nessuno ha commentato o proferito parola, né applaudito. Un silenzio composto anche dai banchi del Movimento 5 stelle. (vedi però foto sotto)

Sono sei i deputati del Pd che hanno votato No alla richiesta di arresto. Sono Maria Amato, Giuseppe Fioroni, Tommaso Ginoble, Gero Grassi, Maria Gaetana Greco e Maria Tindara Gullo, vicina di banco di Genovese. Si è astenuta Paola Bragantini. Sono invece 13 i deputati Pd in missione e 33 quelli che non hanno partecipato al voto.

Il deputato di M5S, Di Stefano, fa il segno delle manette durante la votazione sull'arresto di Genovese (foto: ANSA)

Il deputato di M5S, Di Stefano, fa il segno delle manette durante la votazione sull’arresto di Genovese (foto: ANSA)

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ecco, io sono contento che il parlamento abbia votato convintamente si all’arresto del deputato pd genovese, il cui arresto era stato richiesto per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio, al peculato e alla truffa nell’ambito di un’inchiesta sui finanziamenti alla formazione professionale, ma in un paese civile non solo non dovrebbero accadere in parlamento gesti simili a quelli espressi da costui, anche quando si vota per mandare in carcere un malvivente prestato alla politica, ma neppure dovrebbe accadere che si candidi nelle liste del pd qualcuno come genovese, solo perché “porta voti”…e sono responsabilità, quelle della sua scelta, che dovrebbero essere ben valutate proprio dal pd…

 

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(ANSA) – ROMA, 15 MAG – La Camera voterà sulla richiesta di arresto del deputato del Pd Francantonio Genovese alle 16.30. Il voto avverrà con voto palese. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio.

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le stanze di compensazione…

credo abbiate compreso, tra chi segue questo blog da tempo, magari dalla sua nascita e chi lo segue magari da pochi giorni, che il sottoscritto non ha molti peli sulla lingua, non le manda a dire – anzi, le dice sempre e direttamente – ma soprattutto non è un ipocrita…

e non essendo un ipocrita, ovviamente non posso glissare su un avvenimento di grande portata quale è stato il rinvio a giudizio di quasi tutti gli indagati di rimborsopoli, argomento di cui ho trattato in un lungo articolo (http://www.comitatonooilpotenza.com/?p=10223) il 13 u.s., andando però questa volta direttamente alle conseguenze politiche prevedibili od imprevedibili che tali rinvii a giudizio hanno sul governo regionale nella persona del presidente marcello pittella…

vi risparmio le considerazioni fatte già diversi mesi fa, prima delle primarie, in qualche comunicato stampa a riguardo di cosa si sarebbe prospettato il giorno in cui proprio pittella sarebbe stato rinviato a giudizio, e vi risparmio anche l’invito che gli avevo fatto, sempre in un comunicato, a seguire l’esempio dell’ex assessore martorano che aveva richiesto il rito abbreviato, rito abbreviato che nel caso si fosse condannati avrebbe certo portato ad una “liberazione” del presidente dagli effetti di un processo che si annuncia duro, non tanto per gli esiti e per i suoi tempi affatto scontati, quanto per l’opinione dei lucani a cui certo non sarà gradito che a guidarli sia un presidente rinviato a processo, soprattutto dopo che il suo predecessore de filippo si era dimesso alla sola inquisizione…

ovviamente il problema più che di ordine legale, qui è politico e si traduce in una estrema ricattabilità che si traduce in debolezza politica del presidente pittella che potrebbe portarlo a “subire” delle correzioni imposte alla sua monocratica gestione della cosa pubblica lucana…

senza dilungarsi troppo, la giunta è debole, sia perché finora poco ha fatto, sia perché composta da “esterni” maldigeriti e magari solo sopportati al senso comune della gente, sia infine perché il rinvio a giudizio espone pittella ai suoi avversari politici più immediati che se non ne chiederanno la testa, per l’evidente e comprensibile ragione che ciò significherebbe portare la regione a nuove elezioni in un contesto di grande liquidità degli assetti in corso di modifica delle strutture democratiche regionali e locali, e soprattutto di grande crisi economica che di certo sarebbe aggravata dalle lungaggini di una nuova campagna elettorale e dal suo clima inevitabilmente rovente, di certo non resteranno indifferenti di fronte a diverse questioni, in primis la composizione della giunta, quindi il sotterraneo appoggio di pittella a falotico al comune di potenza sotterraneamente al primo turno, più apertamente in caso di quel ballottaggio inevitabile per riaprire una partita, quella del sindaco, chiusa forse dall’accordo fra le correnti del pd sulla figura di petrone, ed ancora sulla partita della segreteria regionale dove braia è nei fatti il candidato di pittella…

ma incidentalmente e nel giro dei pochi giorni che ci separano dalle urne per le europee e le amministrative, il presidente pittella dovrà scegliere, alla luce di quel rinvio a giudizio che lo indebolisce tanto, se se insistere nel gioco perverso del sostegno a falotico e a braia, mantenendo una giunta esterna a via verrastro, o sostenere suo fratello gianni nella candidatura alle europee e se stesso nel mantenimento della sua postazione da presidente della giunta regionale, avendo per il primo necessità che il pd regionale intero sia coeso nel gioco delle preferenze sul senior e sulla candidata renziana picierno, per il secondo che sia il partito stesso a sorreggerlo pur dovendo ridurre la sua influenza imperiale ed acconsentire ad un rimpasto totale o quasi…

quindi entro il 25 maggio e prima che qualcuno, anche un semplice iscritto chieda pubblicamente delle dimissioni che sarebbe inutile mettere sotto sordina in quanto aleggiano come sentimento diffuso tra le persone (e non certo tra la classe politica di maggioranza e minoranza che ovviamente teme di dover rinunciare ad un seggio costato fatica e denari e giustificherebbe lo strano silenzio o reticenza proprio di questi ultimi), dimissioni che farebbero come prima vittima proprio il fratello gianni, il quadro che si comporrà nelle segrete stanze di compensazione, inaccessibili al pubblico dibattito, sarà inevitabilmente quello di una resa condizionata del presidente il cui primo atto sarà un rimpasto di giunta rispettoso delle correnti interne nei tempi brevi prima dell’estate od immediatamente dopo, ed in tempi brevissimi lo “scarico” di braia e falotico e l’impegno a sostenere petrone come sindaco a potenza per una vittoria al primo turno, o quanto meno una neutralità garantita…

questo il quadro che si prospetta in termini politici e sul quale pesa ovviamente una considerazione di maturità che, come considerazione del tutto personale, faccio in questa sede, quella ciòè che non è possibile mandare di nuovo ed a breve al voto una regione in queste condizioni che di fatto avvantaggerebbero i detentori di interessi materiali forti sul territorio, le compagnie petrolifere da un lato, ed un governo decisamente “petrolista” da un altro…

occorre cioè da un lato la maturità dei lucani che hanno responsabilità politiche di non cedere alla tentazione di far saltare il banco, ma dall’altro che per la prima volta il presidente pittella comprenda che una regione si governa per i cittadini e con i cittadini, ma comprese le forze politiche che ti hanno sostenuto e ti sostengono…e se magari queste forze politiche nel frattempo saranno “leggermente” cambiate nelle loro logiche, male non potrà fare ad una regione dove ancora dobbiamo sperimentare cosa sia una democrazia compiuta…

poi se a qualcuno dovesse scattare la voglia di urlare alle dimissioni, vedremo…

miko somma  

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la traversata dell’allocco…

eccovi in esclusiva una foto scattata oggi dei lavori, appena iniziati e già a buon punto, di smontaggio del ponte di satriano (pz), il lungo viadotto sulla tito-Brienza che, in una operazione fortemente voluta e coordinata dalla regione basilicata, progettata dal grande architetto brasiliano mario placebo do nascimiento con la proficua ed attiva collaborazione di anas ed apt, verrà trasformato in un attrattore turistico di primo livello e mai realizzato altrove, la traversata dell’allocco, che prevede una lunga fune di acciaio e polipropilene tesa tra i piloni, rinforzata da cordini di sostegno e protezione in nylon propanatico e gomma masticata, a creare il più lungo ponte tibetano del mondo…

in basilicata corriamo sospesi verso il futuro… :)

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proroga dei riscaldamenti a potenza…

(ANSA) – POTENZA, 15 MAG – Gli impianti di riscaldamento potranno funzionare a Potenza fino al 25 maggio, per sei ore ogni giorno fra le ore 6 e le 23. Lo ha stabilito l’amministrazione comunale, che in precedenza aveva già prorogato il termine dal 15 al 30 aprile e successivamente fino al 15 maggio. La nuova proroga ”si riterrà revocata non appena la temperatura esterna raggiungerà valori tali da consentire gli spegnimenti degli impianti termici’

…ovvero come riscaldare gli elettori…scherzo, fa davvero freddo…

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attenzione a queste operazioni…così si fan danni…

Ambiente, un fondo più cospicuo per i danni da fauna selvatica

AGR Dal Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata arrivano risposte concrete al comparto agricolo che subisce danni dalla fauna selvatica.

La Regione Basilicata, modificando la legge istitutiva del fondo destinato a risarcire gli imprenditori agricoli le cui colture hanno subito danni da animali selvatici o inselvatichiti, ha inteso incrementare le risorse a disposizione destinando al fondo regionale “tutti i proventi” della tassa di concessione regionale per il rilascio e rinnovo dell’abilitazione all’esercizio venatorio e non solo “una quota parte” come invece accadeva prima.

Con la modifica introdotta dalla Legge di stabilità regionale 2014, non solo si aumentano le possibilità economiche del fondo, ma si introducono anche elementi di certezza sia sulla quantità delle risorse da impiegare sia sulle finalità a cui destinarle.

Per l’assessore regionale all’Ambiente la modifica alle modalità di finanziamento del fondo rappresenta la prima di una serie di iniziative, alcune suggerite dagli stessi rappresentanti del mondo agricolo in occasione di incontri tenutisi nello scorso mese di aprile, tese a prevenire e a limitare i danni arrecati alle colture agricole e alle produzioni zootecniche del settore agricolo lucano.

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non sono per nulla d’accordo…e non certo sull’aumento della quota destinata alla riparazione dei danni subiti (ancorché spesso, molto spesso, vi sono delle vere e proprie truffe con tanto di tecnici conniventi) da parte della fauna selvatica, problema questo reale e che si pone in un ordine che a mio modo di vedere è folle nel mentre considera solo l’aspetto meccanicistico del danno/risarcimento e non la complessità di una serie di rapporti tra attività umane e libero andamento della vita naturale che andrebbero meglio regolati, razionalizzando le prime nelle aree che confliggono con le seconde, come ho avuto modo di dire in qualche articolo precedente a proposito dell’allarmismo interessato di alcune sigle agricole che sembravano voler suggerire un’aria di caccia al selvatico che rovina il lavoro di agricoltori ed allevatori come soluzione ad un problema reale…in realtà sappiamo bene che oltre le innegabili pulsioni filo-caccia, il punto nodale di quegli allarmi era tutto incentrato sui rimborsi da rendersi più cospicui e sull’evidente giro economico che ne consegue tra denunce e controlli…

ma anche questo non è il punto su cui  confliggo con questa attività apparentemente innocua del dipartimento…il punto non è la quantità delle risorse che aumentano per i rimborsi, ma l’aver legato del tutto il cespite derivante dal rinnovo dei patentini di caccia al rimborso stesso, si da creare un legame causale tra la caccia che “deve” continuare per garantire i rimborsi e l’allevamento o l’agricoltura che a questo punto necessita come elemento strutturale della stessa caccia e quindi dei cacciatori, con ciò connettendo simbioticamente due mondi differenti tra loro, con effetti del tutto slegati dalla reale necessità di garantire risorse, e che a questo punto vedrebbero trasformati i cacciatori da soggetti che esercitano un diritto (la caccia è purtroppo tale) da limitare per una serie di esigenze di protezione della fauna, in soggetti che con l’esercizio di quel diritto controverso si erigono a “sentinelle agricole”, suggerendo neanche troppo silentemente che per l’agricoltura e l’allevamento serve la caccia e la limitazione violenta della sua predazione, seppure limitata da calendari e specie abbattibili che nessuno può dire quanto realmente osservate dai cacciatori (tenendo conto anche dei numerosi bracconieri), quando in realtà è del tutto vero il contrario, cioè che un buon equilibrio naturale garantisce migliori condizioni per una agricoltura ed un allevamento migliori…

non si tratta di lana caprina di speculazioni più o meno dotte sull’uso della tassazione (in questo caso specifico, il pagamento della licenza di caccia, si tratta non di imposte, ma appunto di tasse) e neppure di un vero e proprio “attentato” ad un concetto di fiscalità che necessita di generalità e non di causalità diretta tra tributi ed aiuti, concetto che è comunque soggetto anche a livello nazionale ad un vero e proprio assalto ideologico, quanto di logica a tratti anche elementare…quindi renderò anche certe, come recita il lancio le risorse e la loro finalità, ma legherò indissolubilmente due categorie tra loro differenti ed i loro interessi…

vale a dire che da oggi l’interesse degli agricoltori (che lavorano) che subiscono danni coinciderà con quello dei cacciatori (che si divertono a modo loro) che invece pur se andrebbero come da legge nazionale limitati nella loro attività, svolgendo ora una sorta di malinteso “ruolo sociale” che viene garantito proprio dalla finalità del tributo, potrebbero accampare diritti in tal senso, spingendo verso richieste di deregulation delle attività venatorie (che non hanno mai smesso di agitarsi) con la scusa di proteggere i “poveri” agricoltori ed allevatori…

assessore berlinguer, spero che lei legga l’articolo e ne desuma quanto di necessità per una reale azione politica che produca l’effetto primario, i rimborsi, senza produrne altri, maggiore libertà per i cacciatori…e spero di essere stato chiaro nell’esposizione

 

 

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il debito pubblico…

15/05/2014

diciamo che il debito pubblico italiano parte da lontano, dallo stato unionista sabaudo (a proposito sapevate che quintino sella, destra storica, praticò già il pareggio di bilancio?) e prosegue lungo il fascismo per arrivare alla repubblica in perfetta continuità, ma non è questo il punto…

con il debito pubblico si è finanziata l’infrastrutturazione di base del paese, strade, ponti, ferrovie, reti elettriche e telefoniche, ospedali, industrie di stato, scuole ed istruzione di base di massa, bonifiche fondiarie, fognature, etc etc, nel corso di oltre 120 anni della nostra storia…

bene accade che nel 1983 (prendiamo come riferimento la fine del governo spadolini) il debito pubblico italiano, avendo finanziato appunto tutto quanto descritto, fosse di 186.961 milioni di euro (362.000 miliardi di lire) con una inflazione al 16,3% ed un rapporto debito/pil al 65%…

la situazione di oggi la conoscete, ma c’è da chiedersi cosa sia stato finanziato nel frattempo se non la voragine continua di chi utilizzava il debito per costruire consenso?

miko somma

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geronto-neonati…

15/05/2014 (a proposito, dovrebbe essere già primavera!!!)

visto che a buona parte dei giovani d’oggi capiterà di diventare vecchi, considerino pure che potrebbe capitargli di essere rottamati da giovani superbi ed arrivisti a cui un domani, diventati anch’essi in buona parte vecchi, capiterà di essere rottamati da giovani superbi ed arrivisti…e così via fin quando l’ultimo dei giovani sarà vecchio e non vedendosi rottamato, scoprirà che ormai non ci sono più giovani, ma solo patetici geronto-neonati…

miko somma

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