assassini…

(ANSA) – GAZA, 24 LUG – L’artiglieria israeliana ha colpito a Beit Hanun, nel Nord della Striscia di Gaza, una scuola dell’Unrwa (l’ente dell’Onu per i profughi) in cui avevano trovato riparo molti sfollati. Fonti mediche e l’agenzia di stampa Maan riferiscono che ci sono decine di morti e feriti tra i profughi palestinesi costretti nei giorni scorsi a lasciare le loro abitazioni. Il direttore dell’ospedale locale ha parlato di almeno 16 morti e 200 feriti.

ed alla bestialità disumana dell’attaccare coscientemente una postazione onu che ospita profughi, sapendo di fare vittime che non possono in alcun modo difendersi, non si può non rispondere con un unico grido indirizzato ai politici israeliani ed al loro esercito infame “assassini!!!” e con la speranza che tanti assassini subiscano la stessa sorte delle vittime…

sono una persona pacifica, che condanna la guerra ed ogni “ragione” che impropriamente si adduce a motivo per uccidere e distruggere, che ama la cultura ebraica e quella araba, culture che non corrispondono affatto né al razzismo omicida del comparto di potere di israele, né il fanatico radicalismo islamico, ma in questo caso spero che, in mancanza di ogni passo concreto verso una tregua ed un cessate il fuoco immediato, la risposta militare dei resistenti palestinesi sia mirata e concludente a neutralizzare il numero più alto possibile di questi assassini che usano la sicurezza del proprio paese come motivo per massacrare civili che non cercano che pace e tranquillità…

avete letto bene!!!

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le castronerie sulla ghigliottina…

vorrei tanto che la si smettesse di dire castronerie sulla ghigliottina che potrebbe calare sul dibattito in senato come da regolamento…

recita l’art. 72 della costituzione al comma 2 che i regolamenti possono stabilire riti abbreviati per i soli provvedimenti di urgenza (i decreti per intenderci),

Art. 72.

Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera è, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una commissione e poi dalla Camera stessa, che l’approva articolo per articolo e con votazione finale.

Il regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per i disegni di legge dei quali è dichiarata l’urgenza.

Può altresì stabilire in quali casi e forme l’esame e l’approvazione dei disegni di legge sono deferiti a commissioni, anche permanenti, composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari. Anche in tali casi, fino al momento della sua approvazione definitiva, il disegno di legge è rimesso alla Camera, se il Governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto della commissione richiedono che sia discusso o votato dalla Camera stessa oppure che sia sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di voto. Il regolamento determina le forme di pubblicità dei lavori delle commissioni.

La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi.

mentre al comma 4 stabilisce appunto l’ordinarietà della procedura per i processi di revisione costituzionale e l’ordinarietà della discussione non prevede appunto termini entro i quali la discussione si interrompe…

forse qualche ministro dovrebbe dimettersi, no?…

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come preannunciato, preannuncio di comunicato stampa…a dopo…

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il freno al cannibalismo…

24/07/2014

ho paura che, visti i dati di un sondaggio riportati dal jerusalem post che vedono al 96% gli israeliani favorevoli all’intervento su gaza e al 77% contrari ad ogni ipotesi di tregua anche umanitaria, l’unico freno al cannibalismo sionista sia una qualche grossa ed inaspettata perdita militare che l’innegabile aumento del potenziale combattivo di hamas sul terreno potrebbe infliggergli

miko somma

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costituzione, art. 87 comma 2…

24707/2014

troverei illegittimo ogni intervento del colle che non sia contenuto nel disposto all’art. 87 comma 2 della costituzione (potere di messaggio alle camere)…sul dibattito sulle riforme napolitano si attenga alle sue prerogative e non altro, tanto per non essere ricordato come il peggiore presidente della repubblica

miko somma

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leonina ignoranza…

23/07/2014

solo domani commenterò via comunicato le mie impressioni sui “grandi risultati” dell’incontro romano sul petrolio…per ora, l’unica impressione è che sulla grande mediocrità dei politici lucani qualcuno riesce pure a costruire carriere al sussurro del vecchio adagio “nel paese dei ciechi, l’orbo fa il sindaco”…a proposito qualcuno può dire al sindaco di policoro, leone, che il pantano di policoro non è in alcun modo vestigia della “antica foresta pluviale che esisteva già ai tempi del big bang”, come pure indecentemente ha affermato questa sera al tg3 regionale???

miko somma

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paga più la concordia che la boschi…

23/0772014

ciò che proprio non sopporto di renzi è l’accanimento velocista sulle riforme istituzionali che avrebbero bisogno di tempi di riflessione maggiori e non di forzature a suon di ultimatum…un segno di rigidità, quello di renzi, sinonimo forse di quella superficialità alla “carlona” attraverso la cui cruna personalistica si pensa di far transitare un futuro possibile recitato a suon di slogan…di fatto se ciò che serve al paese è ritrovare fiducia in se stesso, se ne ottiene molta di più con operazioni come la rimozione della concordia con un grandioso sforzo ingegneristico e logistico tutto made in italy che il mondo riconosce, con un expò ripulito ed efficiente che mostri le vocazioni del paese, con la lotta senza quartiere all’evasione ed alla corruzione, con una riforma che insista sulla celerità della giustizia e sulla modernizzazione della pubblica amministrazione, che con una ministrina che impartisce lezioni su fanfani al senato…

miko somma

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prendere o lasciare?…

23/07/2014

…e che razza di dialogo sarebbe mai il “prendere o lasciare” quando per mesi si è imposto una ratio alle riforme istituzionali che non ammetteva proprio il dialogo se non come puro tifo con recitazione di un mantra di cui non si conosce il senso del testo o supino appecorimento in nome di interessi di mantenimento delle postazioni?…

miko somma

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basta con questo massacro!!!…

Questa è una famiglia palestinese.
Questa è la famiglia Kilani:
Ibrahim Dib Ahmed, 53 anni
Taghrid Shaaban, 45 anni, …
Rim Ibrahim, 12 anni
Sawsan Ibrahim, 11 anni
Yasser Ibrahim, 8 anni
Ilias Ibrahim, 4 anni
Questa famiglia non c’è più. Sono tutti morti, uccisi dall’esercito più morale del mondo.

(tratto dal profilo facebook di Al Fatah Italia , non propriamente quindi una organizzazione vicina ad hamas, ma un partito vicino al suo popolo massacrato dall’esercito israeliano)

Foto: #Palestinasottoattacco<br /><br />
In Libano, in solidarietà con Gaza, espongono l'infinito elenco dei martiri.

In Libano, in solidarietà con Gaza, espongono l’infinito elenco dei martiri.

la considerazione che si pone non è se queste foto siano o meno propaganda che viene esercitata attraverso i social, la considerazione è che tutto questo accade…

BASTA CON QUESTO MASSACRO!!!

 

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il diritto di difendersi?…

 (foto: EPA)

(foto EPA)

il mio appoggio alla causa della palestina libera ed indipendente è noto e senza riserve e segue la linea tracciata da yassir arafat…il mio sostegno alla necessità della sicurezza di israele è noto e segue il principio dell’amore più profondo per il popolo ebreo in continuità con l’orrore per l’olocausto…ma la sproporzione delle forze in campo e delle ragioni palesi ed occulte è tale che oggi dico “IO STO CON GAZA E CON I SUOI ABITANTI A CUI NON SI LASCIA SCAMPO, non con i paranoici di hamas e con i guerrafondai di tsahal e delle frange della destra estrema sionista”

miko somma

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la sproporzione delle lacrime degli ipocriti e degli ignoranti…

22/07/2014

27 soldati israeliani morti in una azione deliberata di strage ai danni di 605 palestinesi di gaza (e per specifica ammissione dell’esercito israeliano, i militanti di hamas uccisi sono 135, quindi 470 sono civili, di cui 121 bambini) mi lasciano quasi del tutto indifferente, ben comprendendo che è l’abitudine alla guerra che stiamo facendo a produrmi un pensiero simile, ed a chiunque “piange” questi assassini che ben sanno quel che fanno, posso solo dire “ipocriti se sapete, ignoranti se non sapete e nonostante tutto pensate che sia un conflitto in cui israele abbia delle ragioni”

miko somma

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la strage degli infanti a gaza…

ansa – Un totale di 121 bambini palestinesi sono stati uccisi a Gaza dallo scoppio della crisi (8 luglio) al 21 luglio. Lo ha annunciato l’Unicef oggi a Ginevra. Si tratta di 84 ragazzi e 37 ragazze di età tra i 5 mesi e i 17 anni. Due bambini su tre hanno meno di 12 anni. L’Unicef stima inoltre che più di 900 bambini risulterebbero feriti. Infine, secondo le valutazioni degli operatori umanitari sul terreno, almeno 107 mila bambini hanno bisogno di sostegno psicosociale specializzato per affrontare il trauma che stanno vivendo, ha aggiunto l’Onu.

Cresce anche il bilancio complessivo delle vittime: 605 morti e 3.700 feriti palestinesi a Gaza del fuoco israeliano, secondo l’agenzia di stampa palestinese al-Ray, vicina a Hamas.

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i buoni ed i cattivi…

17/07/2014

foto di pierre chiartano

hallah maledica l’esercito israeliano, la frase del padre di uno dei 4 bambini massacrati sulla spiaggia…

attenzione, quell’uomo non dice gli ebrei o il popolo israeliano, con ciò dimostrando di sapere bene dove sta il male, ma individua infatti il principale artefice dello stato di guerra in palestina, tsahal, l’esercito, che drena circa il 35-40% del pil israeliano e gestisce direttamente i tanti miliardi di aiuti militari usa, nonché una delle più floride industrie di armamenti del mondo…

capite queste cose, si comprende anche perché ad ogni passo verso la pace, se ne fanno due indietro nella barbarie da parte di entrambi (p.s. hamas è una creatura israeliana, aiutata negli anni ’80 e ’90 a crescere per combattere l’olp di arafat, partito e fazione laica)…

poi se vi piacciono le storielle, liberi di credere ai buoni ed ai cattivi

miko somma

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Comunicato stampa

questo comunicato non è stato inviato al sito istituzionale basilicatanet

Il fatto politico che può salvare una regione

Era più di un anno fa, esattamente il 6 giugno, quando in un comunicato lanciai una proposta, allora caduta nel vuoto spinto di una regione che affogava in rimborsopoli, quella del referendum consultivo sull’aumento delle estrazioni in Basilicata, aumento a più riprese ventilato e forse poco preso in giusta considerazione dalla nostra classe politica, nonostante qualche Cassandra, quale il sottoscritto, che a più riprese da anni avvisava di un momento che oggi pare concretizzarsi nella riforma del titolo V e nel contesto legislativo, ampiamente anticipato da decretazioni del governo Monti, che seguirà a breve a regolare una materia in cui la Regione sarà del tutto spossessata da competenze.

Ora è da chiarire che è la gerarchia delle fonti legislative, accordate ad una riforma costituzionale del contesto di materie delegate prima alle regioni, che, per motivi ovvi a tutti, pone le leggi nazionali su di un gradino più alto di quelle regionali, imponendole come strumento legislativo di riferimento, in un già ridotto contesto di potestà dove alla Regione, scontandosi la mancanza di strumenti di pianificazione del territorio atti a “sollevare” porzioni dello stesso da determinati utilizzi, non rimaneva che rispondere Si o No a singole richieste (istanze) assegnate a compagnie in virtù di un regime concessorio del tutto avulso dalla partecipazione locale, ciò valendo a dire che a riforma del titolo V concretizzatasi nulla o quasi nulla sarà più possibile per opporsi ad una più che probabile invasione di trivelle ed infrastrutture relative alla ricerca e sfruttamento degli idrocarburi.

E dal momento che prima della fine di ottobre 2014 il processo di riforma costituzionale non potrà dirsi concluso (art 138 della costituzione, comma 1) e che la stessa probabilità di sottoporlo al referendum confermativo potrebbe inficiarsi nei numeri a sostegno della riforma stessa in seconda lettura (comma 4), stante l’impossibilità di procedere con norme regionali ostative che sarebbero impugnate presso la Corte Costituzionale (vedi i casi Moratoria e Patto di Stabilità), nel constatare che molto difficilmente ci sarà alcun parlamentare lucano che potrà o vorrà “caricarsi” del problema, tentando o delle mediazioni impossibili o un suicidio politico personale, è ora e qui che occorre muoversi per erigere una barriera, a cominciare dal formarsi di “fatti” politici in grado di opporsi ad un processo legislativo che rischia di essere omicidiario per il futuro di una delle regioni d’Italia.

E quando si parla di fatti politici, sono fatti politici sia il manifestarsi di una opposizione popolare che fu già dei fatti di Scanzano e che occorre tenere di gran conto, ponendosene però la evidente necessità a riforma e regime legislativo compiuto, sia un referendum consultivo in cui si chieda ai cittadini lucani di esprimersi con un si od un no alla semplice domanda, se siano o meno d’accordo con aumenti delle estrazioni, sia in volumi estratti che in territori coinvolti dalle estrazioni rispetto agli accordi già firmati di Val d’Agri e tempa Rossa, referendum questo che si porrebbe come preventivo rispetto ad ogni uso di un territorio non concertato con le popolazioni e tale da essere posto come la causale di ogni possibile ricorso giuridico e giudiziario in sede nazionale o comunitaria.

Tecnicamente non esiste nella nostra Regione e nel suo ordinamento statutario e legislativo, la figura giuridica del referendum consultivo, e, se si accettasse l’idea del “fatto politico” insito in un esito dello stesso referendum in linea con un sentimento ormai generale della popolazione lucana di essere stati spremuti e sfruttati nell’affare petrolio, la sua veloce introduzione nell’ordinamento regionale potrebbe affidarsi o a una legge di istituzione su iniziativa della Giunta Regionale, procedimento questo in grado di bypassare sia il calendario delle proposte di legge giacenti, o, riconosciuta l’urgenza del deliberare, a un procedimento di urgenza richiesto a norma di regolamento dai consiglieri regionali, stralciando la norma dal processo di rinnovo dello statuto regionale per accelerare i tempi.

Si porrebbero moti esempi nei vari ordinamenti regionali di quale forma tale istituto giuridico potrebbe presentare, permettendomi di suggerire per la facilità di indizione ed il controllo consiliare dell’istanza stessa, quello della regione Molise alla L.R. 35/75, e ricordando che tale istituto, riconosciuto anche dalla nostra Costituzione, pur se nello specifico delle unioni tra comuni e regioni, fu indetto nel 1989, con una legge costituzionale che, in occasione delle elezioni europee, consentì di votare il referendum consultivo sul rafforzamento politico delle istituzioni comunitarie. Una figura giuridica cioè nient’affatto sconosciuta al nostro ordinamento e del tutto lecita e consentita.

Istituirlo e procedere all’indizione del referendum richiederebbe poche settimane, potendosi stabilire in tempo utile così quel “fatto” che richiede l’unità dei lucani e di tutte le forze politiche per concretizzarsi in un generale No ad ogni ipotesi di aumento delle estrazioni che, forte di quella larga partecipazione che è ormai sia nella logica del sentimento e della ragione dei lucani sugli idrocarburi, che nella forza di persuasione e mobilitazione che i partiti hanno ancora nella società lucana, se riescono a saldarsi al sentimento ed alla ragione comune, e non al calcolo o a ben altro, quel “fatto” che è l’unico scoglio per infrangere l’onda montante di un concerto orchestrato da anni sulle risorse del sottosuolo lucano che oggi arriva tristemente alla sua fase finale.

Ciò mancando, il sottoscritto si vedrebbe costretto all’inizio di una massiccia e generale raccolta firme a petizione europea contro il vandalico tentativo di distruggere una regione ed un popolo, finalizzando agli idrocarburi i destini di entrambi.

Miko Somma, Partito Democratico, già fondatore di un comitatino.