tra padella e brace…

30/09/2014

che periodo che si apre…avrò tanto da scrivere, ancor di più da fare…non mi rassegno all’ammasso conformista dei cervelli che saltella allegramente tra la padella del pensiero unico e la brace del pensiero assente

miko somma

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la natura ed il suo spazio…

(ANSA) – PALERMO, 27 SET – La massa di fango e argilla che ha sommerso un padre con i suoi due bambini, la figlia più piccola di 7 anni è morta e il fratello di 9 risulta disperso, è stata provocata dal ribaltamento dell’intera collina dei vulcanelli. A spiegarlo all’ANSA è Mimmo Fontana, responsabile di Lagambiente Sicilia e direttore della riserva Macalube di Aragona. ”Si è spostata – dice – una massa enorme di argilla e fango”.

 (foto: ANSA)

ansa – Un’esplosione improvvisa, una colonna di fango che zampilla e schizza come se una bomba fosse caduta sul terreno, il terrore e le grida dei turisti. E’ questa la scena avvenuta verso le 12.30 nella riserva naturale di Macalube d’Aragona dove un cosiddetto “vulcanello freddo” è improvvisamente esploso eruttando gas e fango e coinvolgendo una famiglia di Joppolo Giancaxio: una bambina è morta, il fratello è disperso mentre il padre, un carabiniere, è salvo e partecipa alle ricerche insieme a carabinieri, polizia e protezione civile. Le forze dell’ordine stanno cercando di capire se vi siano altre persone disperse anche controllando le targhe delle auto che sono posteggiate nel parcheggio di accesso alla riserva. La riserva è gestita da Legambiente.

La Procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta, mentre il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, ha ordinato alla Protezione civile e al dipartimento Ambiente della Regione di sospendere immediatamente gli accessi nella riserva. La Regione ha stabilito di istituire una commissione d’inchiesta sulla gestione della riserva di Macalube di Aragona (Ag) in capo a Legambiente Sicilia fin dal 1996. “Gli ispettori dovranno verificare la presenza di misure di sicurezza”, dice all’ANSA il governatore. Gli incarichi saranno affidati lunedì prossimo.

L’esplosione sarebbe avvenuta in una zona in cui è consentito il passaggio delle persone senza alcuna precauzione. Alcune fratture e altri segnali visibili sul terreno indussero il gestore della riserva di Macalube ad Aragona (Ag) a interdire l’area per 15 giorni appena un mese fa. Lo riferisce il direttore della riserva, Mimmo Fontana. “Ad agosto abbiamo registrato delle lesioni e abbiamo deciso di sospendere gli ingressi mettendo dei cartelli, anche se – spiega Fontana – non possiamo impedire l’accesso perché parliamo di una riserva pubblica: noi facciamo da guida a chi lo richiede, ma non possiamo impedire gli accessi, una media di 10mila visitatori all’anno“.

La famiglia distrutta nella tragedia ad Aragona stava festeggiando il compleanno di 9 anni del bambino scomparso tra la montagna di fango e detriti. Era stato proprio il festeggiato a chiedere al padre di portarlo a vedere quello strano e affascinante fenomeno naturale. Il genitore aveva così deciso di andare nella riserva Maccalube con i due figli.

COM’È AVVENUTA L’ESPLOSIONE - La massa di fango e argilla è stata provocata dal ribaltamento dell’intera collina dei vulcanelli. A spiegarlo all’ANSA è Mimmo Fontana, responsabile di Lagambiente Sicilia e direttore della riserva Macalube di Aragona (Ag). I vulcanelli si trovavano in cima alla collina, aggiunge il direttore della riserva di Macalube, l’esplosione ha provocato quello che viene definito “il ribaltamento”: la collina in sostanza è collassata su se stessa, creando un’area fangosa con un diametro di alcune centinaia di metri. Al momento dell’esplosione il genitore con i due figli si trovava proprio sulla collina, mentre altri turisti erano più lontani.

LA RISERVA - Pur essendo una collina millenaria, il fenomeno dei vulcanelli, con l’eruzione di gas e argilla, non è mai stato monitorato: non esistono centraline di osservazione nell’area, sottolinea Mimmo Fontana. “La Regione – accusa Fontana – non ha mai finanziato i nostri progetti per mancanza di fondi”. Gli operatori che gestiscono la riserva sono tre, personale di Legambiente Sicilia, che si occupa dell’area dal 1996 per conto della Regione; direttore della riserva è Mimmo Fontana, che è anche responsabile regionale dell’associazione ambientalista. Tra gli operatori nessuno è geologo, “tuttavia – dice Fontana – si tratta di personale che ha maturato esperienza sul campo e che è in grado di osservare le tracce del fenomeno di vulcanesimo”.

COSA SONO I VULCANELLI – Risale a sei anni fa l’ultima violenta esplosione dei vulcanelli nella riserva Macalube di Aragona, istituita nel 1995 e gestita da Legambiente Sicilia, ogni anno meta di migliaia di turisti. Le maccalube, dall’arabo maqlùb – “terra che si rivolta” – sono un esempio del fenomeno geologico denominato “vulcanesimo sedimentario”. L’area si trova a circa 15 Km da Agrigento. Tra il 2002 e il 2008, le maccalube o “vulcanelli” sono state al centro di un fenomeno che ha prodotto profonde fenditure nel terreno e la formazione di una vasta collina a seguito di forti esplosioni con riversamenti di quantità enormi di argilla e fango. Il fenomeno è legato alla presenza di terreni argillosi poco consistenti, intercalati da livelli di acqua salmastra, che sovrastano bolle di gas metano sottoposto a pressione. Il gas, attraverso discontinuità del terreno, affiora in superficie, trascinando con sé sedimenti argillosi ed acqua leggermente salata a temperature comprese tra i 20 ed i 25 °C, che danno luogo a un cono di fango la cui sommità è del tutto simile a un cratere vulcanico. La consistenza dei fanghi argillosi è a volte così liquida, come nella zona di Caltanissetta, da non permettere la formazione di veri e propri coni vulcanici. Altre volte il fenomeno assume carattere esplosivo, con espulsione di materiale argilloso misto a gas e acqua scagliato a notevole altezza.

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pubblico questa notizia tragica per sottolineare che, ben oltre il caso specifico e le eventuali responsabilità, se ve ne sono, e nella naturale analogia che suscita tale notizia con ogni caso tragico in cui si vorrebbe piegare la natura alla volontà umana per i più diversi motivi, dalla sete di profitto di alcuni (penso alle speculazioni edilizie in zone a rischio idrogeologico o statico) alle necessità più oggettive della collettività (e penso alle tante bonifiche di terreni insalubri o magari anche a quelle infrastrutture che hanno sensibilmente migliorato la vita delle popolazioni) questa , la natura, prima o poi, e quasi sempre con violenza inarrestabile, riprende i suoi spazi, quasi vendicandosi degli affronti subiti…

ci pensino bene allora i sindaci, che sono i principali responsabili della sicurezza e della salute pubblica delle loro comunità, prima di rilasciare una patente edilizia in una zona a rischio od in una zona dove non esiste alcuna mappatura degli eventuali rischi, o magari un assenso ad intraprese industriali rischiose senza aver valutato con attenzione e secondo il più rigoroso rispetto del principio di precauzione, tutte le possibili conseguenze che vanno ben oltre l’immediato…non valutate solo l’oggettività del diritto di chi chiede, ma comprendete in essa, nel corso del giudizio, ogni rischio possibile che tale oggettività limita…non siate leggeri o indulgenti…

questo appello ovviamente non vale per i disonesti, collusi spesso con chi specula, ai quali di sicuro poco importa di queste considerazioni, interessandogli più l’hic et nunc della propria agiatezza o il calcolo meschino del ritorno in quella perversa ottica dello scambio per il mantenimento del consenso…per quelli esiste solo la legge ed i cittadini che denunciano!!! 

 

 

 

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i volenterosi…

27/09/2014

ho trovato leggermente “disgustoso” l’intervento di ripulitura di alcuni muri cittadini del centro storico di potenza ad opera di una squadra di consiglieri comunali e cittadini e non certo perché l’opera non fosse necessaria, visto il palese degrado grafico-estetico che nulla ha a che fare con il graffitismo, quanto perché simili iniziative o avvengono sulla base di un percorso democratico e legale che parte da una ordinanza sindacale che affida un compito o diventano una forma di spontaneismo, magari a volte anche meritorio, che se oggi pulisce i muri (seppur privati e qualche privato appunto potrebbe far partire onerose denunce) più o meno bene, domani potrebbe pensare lecito “ripulire” la strada da chiunque non sia uniforme a qualche idea del mondo che anima le squadre dei “volenterosi”…poi io sarò anche un intellettuale da strapazzo, ma qualche neurone uso sempre proiettarlo al futuro che vive nell’oggi

miko somma

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come ci capiscono all’estero…

vi posto questo arguto e divertente articolo, tratto dal sito vice al link http://www.vice.com/it/read/discorso-renzi-inglese-24-settembre-841, sito che si è preso la briga di trascrivere la traduzione del discorso del premier renzi tenuto presso il council of foreign relations durante il suo viaggio americano ed il cui testo riporto in buona parte, rimandandovi al sito, che ringrazio, per il confronto tra l’audio-video originale e la trascrizione dell’intervento con tanto di minutaggio per aiutarci nell’opera…e così sdrammatizziamo se possibile e naturalmente buona lettura e buon divertimento!!!…

si fa per dire…

Il discorso di Matteo Renzi a New York così come l’ha capito un americano

In questi giorni il premier Matteo Renzi è in visita ufficiale negli Stati Uniti. Finora il viaggio—tra selfie, tweet, Google Glass, incontri con i big della Silicon Valley e propaganda assortita—è andato abbastanza bene. Questo almeno fino a ieri, quando Renzi ha di nuovo parlato in inglese in pubblico, per quasi un’ora filata. 

L’ultima volta era successo in occasione di Digital Venice, di fronte a una platea tutto sommato piccola e relativamente local; in quell’ormai famoso discorso, Renzi è riuscito a guadagnarsi un posto d’onore nell’olimpo dei politici italiani che parlano un inglese di merda; non tanto per la qualità del suo inglese—imbarazzante, ma comunque migliore di quella di molti altri politici—quanto per il fatto che mentre i suoi colleghi si sono sempre limitati a pronunciare singole frasi in lingue a loro semi-sconosciute, lui è andato avanti per mezz’ora.

Dopo quell’occasione speravamo che un simile, estenuante corpo a corpo con l’inglese non si sarebbe più ripetuto. Invece non solo Renzi è tornato a fare lunghi discorsi in inglese in pubblico, ma lo ha fatto al Council on Foreign Relations, uno dei più potenti think tank di politica estera del mondo occidentale, davanti a una platea di americani e potenziali investitori internazionali….

1) La forma culo del mio futuro (5:39 – 7:47)

Il primo telefono era un telefono italiano, fu creato da Antonio Meucci, Antonio Meucci lavorava al Teatro La Pergola a Firenze e lui decise di inventare urca strumento. Ma lui perse, perse l’opportunità di copyright per l’assenza di denaro. È Assad storia, ma forse può essere anche possibilità per il futuro in Italia, noi abbiamo buone idee, e non siamo capaci di realizzare, perché? Perché amiamo il nostro presente, nonostante la situazione avere economica, risultati o i numeri di disoccupanti, e i più vecchi mmmmh risultati per esempio GDP. Noi avremo, di nostra pa, il nostro presente, perché il presente è un presente di qualità di vita, diii buone esperienze, innn ogni ripieno, in ogni raccoglitore, in ogni vacanza, vino, ovviamente macchine, ewweah, Sergio Marchionne qui è non solo cibo e vino.

Ma la sfida per il mio governo è amore il nostro futuro, io sono prendere forma culo del mio futuro, io penso la più importante esperienza per l’Italia sarà domani, non ieri. Hhhhh questo è un programma molto ambizioso, mmmagari qualcuno potrebbe pensare “IL NUOVO PRIMO MINISTRO IN ITALIA É UFFICIALMENTE PAZZO.” Lo so, questa potrebbe essere una reazione, ma questo è il programma del nostro governo. Cambiare fuori-stessi per tornare indietro di essere Italia. Tornare indietro di essere Italia significa alcune cose, propenso-al-fisting cambiare una politica maniera in Europa, ma dopo cambiare noi stesso in una tradizionale problemi della nostra nazione.

2) Dopo i Mondiali non discutiamo più del bocchinaro (7:49 – 8:40)

Con la lista dei problema, la differenza noi non siamo interessati a la lista dei problema noi dobbiamo assolutamente di impegnarci pe-per provare soluzione e questa è la motivazione per la strega per la prima volta dopo 9059 un partito in Italia ottiene cinquanta-quarantuno percento voti nelle elezioni. È la prima volta dopo 57 anni 56 anni, e il nostro partito è il partito più con l’incredibile risultato in Europa. Di più votato in Europa, più del partito di Angela Merkel, questo ovviamente per italiano è una molto importante ragione di orgoglio, più o meno nel coglione (bocchinaro), calcio, partita, anche se dopo questi campionati mondiali non discutiamo più del coglione (bocchinaro). 

3) Le pinte della disoccupazione (8:43 – 9:30)

Amiamo molto il baseball, mmm cricket, quindi cos’è il carbone del nostro governo e poi penso possiamo cominciare con le domande e le domande. Io penso la prima penso è cambiare mercato del lavoro in Italia. Perché mercato in Italia è fottuto noi in passato, negli ultimi cinque anni l’Italia ha perso più o meno cinque pinte nel posizionamento dei disoccupati risultati, ora siamo 12.6, non tre-tredici, 0.4 è molto importante, ma ovviamente è scherzando, ma la domanda è seria, significa molte persone senza prospettive, senza futuro. 

4) Salvare il climax (9:33 – 10:00)

E noi non ehm siamo rivoluzione in Italia, nonostante il livello di disoccupazione, perché c’è uno Stato di guerra concentrato su famiglie, con forse incredibile per persone americane, e anche per persone italiane che vivono in America, ma è l’unica ragione di salvare in questo momento il il il il il climax. 

5) L’ascesa della zuppa (10:23 – 11:19)

Ora per scelta di uomo di lavorare in grande azienda come Fiat-Chrysler o al Lidl, una squadra di Lidl di due persone, che lavorano in una produzione artigiana in eeehm una città storica. Il primo problema è combattere un gioco stato pubblico e pubblica amministrazione, quindi raggio il numero di problemi dallo stato, dare libertà. Dai semplicemente la possibilità di provare e anche dare il messaggio, il perso appartengono in una esperienza di ehm vita, perché in Italia di solito se tu perso, se tu fallisci, sei finito, ero davvero ascesa della zuppa l’ultima volta in cui ho visitato la Silicon Valley, e East Coast in Boston e università di Boston, quando gli startuppers spiegarono a me, qui se hai la possibilità di tornare dopo un fallimento, sei di più forte, più forte. 

6) La rivoluzione radicale dell’urca (17:26 – 18:45)

Un’idea, un’idea di mmm amministrazione politica capace di dare il messaggio, il futuro è italiano, il futuro non è solo americano, cinese e ma per voi è impossibile l’Italia è il paese del presente e il paese del passato. NO. Per me no. La mia sfida è cambiare urca urca visione, urca atteggiamento, urca significa una rivoluzione radicale, non una rivoluzione del Simply, nella mentis formale, nella mentalità, di politici in Italia. Urca significa un’incredibile rivoluzione e non la rivoluzione del Simply, e anche nel raccontare la storia di Italia. Nel raccontare la storia d’Italia, ma questo significa anche una sfida incredibile con cittadini.

Quando ho conosciuto la Yang startup ed erano scienziati Yeng nella Silicon Valley, il mio discorso era che io non chiedo a voi torna indietro, per me non è importante se tu tornare indietro, tu sei un cittadino del mondo, è il sistema tradizionale della mentalità italiana. AAAAhhhh ci sono persone che sono fuori dagli USA, ok tu stai negli USA. Buono. Ma valore creare per la nostra nazione, crea opportunità per ogni pensa in giro per il mondo. La sessualità italiana in passato, di restare sul bordo, difendersi, ma diamo la possibilità di sopra e saltare, in giro per il mondo. 

7) Lasciatemi parlare d’acciaio (31:16 – 33:28)

Bandiera Italiana sull’aereo va bene, bandiera italiana allo stadio va bene, ma non sono interessato sul passaporto dell’imprenditore, io interessante in progetto visione, che lui investire in alta qualità Italia. Noi siamo il numero cinque, come nazione in turismo e noi perso molte opportunità, perché noi siamo i primi 25 anni fa. È impossibile noi abbiamo una azienda di aerei che fallisce, quindi noi siamo aperti agli investitori per Alitalia, per esempio il sidjekfhsk, com se disc ehm ehm ehm, steel, acciaio, si steel ok, e siderurgia come si dice? Steel, steel ok, ahaha. Ok acciaio significa acciaio, ma siderurgia significa acciaio, ok. Lasciatemi parlare di acciaio, c’è un ehmmm fff fil rouge, collegamento molto importante tra Genova, Piombino, Terni e Taranto. 

8) No vincitori nelle notti elettive (36:07 – 38:05)

E nella notte elettiva hai i vincitore, più o meno, solo 2000, eh voi sorridete per 2000, per noi tutti i giorni è 2000. No no è corretto. Se sei malato e ami la politica italiana, guardi la tv dopo le elezioni e tutti dico: io vincitore. Io no vincitore, ma sono arrivato primo, non sono arrivato primo ma sono contento di questo risultato. Nessuno leggi in Italia. È una buona strategia per l’essere umano, ma per istituzioni politiche questo è impossibile, quindi.

9) Strappare il nastro adesivo della burocrazia (39:00 – 40:24)

Le persone vivevano in questa città [Firenze] solamente perché era educati a cambiare, questa è la ragione per il successo degli Stati uniti, in alcune aree, in molte aree. La relazione tra una grande educazione e l’abilità di investire nel futuro, questa è la ragione per della quale le persone cambiano. Quindi io ho molte bacchette da fare dopo questo viaggio, ad esempio cambiare la la la la la mentalità dei sovrintendenti alla cultura in Italia. In Italia c’è un’idea di cultura fanciullo all’Italia. Quindi in altri modi io penso che l’Italia non è un prodotto da presentare agli investitori, l’Italia è eh uh una bellissimo pezzo unico, circondato da problemi, circondato da nastro adesivo di burocrazia da strappare, circondato da incapacità per guidare una gestione politica, perché questo è un problema e io decido che ottengo un consenso incredibile, molto incredibile anche per me, sono sorpreso nella notte delle elezioni.

10) Elfi e asili nido attorno al paese (49:46 ­ 51:40)

Solo una data perché io parlo solo di emozione e io shsj due date, Italia si impegna ad arrivare nel 2020 come lacrima33% nei, come si dice asili nido, kindergarden, asili nido, asili nido per peeer, mmmm, attorno al paese. Ora i mmm principali città sono più di 50%, o meno di 50% u u un buon risultato. Al sud il livello è 12-13-15%, questo è un problema, a partire dall’asilo, continuare con lo stesso salar, stesso stipendio, per esempio sistema giudiziario, ora noi in Italia per diventare giudice con un corso, con una gara pubblica, l’elfo dei vincitori sono donne ora, più dell’elfo, ma nella prima linea del governo, nella prima mmm linea di gestione il numero di donne non sono gli elfi, uno su sei.

Con il contributo di Leonardo Bianchi, Lara Green e Alice Rossi. 

 

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precisazioni…

27/09/2014

la mia incrinatura non è con il pd, semmai con chi lo ha usato ed usa per gli affaracci propri, con chi vorrebbe ridurre la partecipazione ad assenso acritico, con chi vorrebbe trasformare le suggestioni cultuali di/su un “capo” in materiale e relazione politica…ci vediamo in assemblea per parlarne meglio

miko somma

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la liquidazione infinita…

27/09/2014

pittella scrive a martina (ministro pol. agricole) chiedendo un cambio ai vertici dell’eipli (ente irrigazione)…bene, il particolare sta nel fatto che eipli doveva essere liquidata da anni ed anni e invece se ne sta ancora lì

miko somma

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il motore della specificità…

26/09/2014

certo che far comprendere come il motore del paese sia nella sua specificità che crea brand e non nel globalizzarsi che crea uniformità e così competizione al ribasso, è impresa ardua…e renzi nella sua visita ad una azienda ex italiana ribadisce che quello è il made in italy che gli piace…quello che vende suggestione all’estero e sottrae lavoro da noi

miko somma

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potete dimenticare il sito…

….e naturalmente possono dimenticarsi anche il sito di stoccaggio per le scorie nucleari da noi…come per gli idrocarburi, è una battaglia lucana sulla quale occorre unità ed allontanamento dei divisori

miko somma

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Comunicato stampa

 questo comunicato non è stato inviato al sito istituzionale basilicatanet

 

Confilitto e termini, tra Machiavelli ed il Gattopardo.

Confesso che la spropositatamente lunga relazione del presidente Pittella sull’affaire degli idrocarburi connessa al decreto 133/2014 (meglio conosciuto come “sblocca italia”), che nella giornata del 23 u.s. ha occupato per ben 70 minuti il Consiglio Regionale, mi ha lasciato interdetto, non tanto in termini di pochezza argomentativa continuata su una questione che non è misurabile solo in termini economici o meramente legati al patto di stabilità –di ben altre valutazioni si dovrebbe tener conto –  quanto per la raffazzonata e annacquata spiegazione, quasi una scusa, per i comportamenti “solitari” e “relazionali” del presidente nel merito dei colloqui con il Governo, un comportamento questo che più volte ho avuto modo di stigmatizzare come non consono alla forma-sostanza della politica.

Ma il punto non è accusare Pittella di aver tentato una mediazione impossibile con mezzi non consoni, trattare con chi ha già deciso e senza che il Consiglio Regionale venisse informato formalmente della questione, lasciando così spazio a interpretazioni che molto male hanno fatto all’intera società lucana, e neppure di aver troppo tardi compreso il “trabocchetto”, essendo chiaro che i colloqui con il ministro Guidi ed il sottosegretario Vicari tendevano a verificare la “disponibilità trattante” più che riconoscere a Cesare ciò che ad Augusto non era stato riconosciuto, di avere “indorato” con comunicazioni scorrette una sconfitta come una vittoria, seppure al primo tempo.  

Il punto è che, dopo quanto accaduto con la presentazione del decreto, forse è pura patologia fideistica riporre ancora questa ostinata fiducia in un governo le cui intenzioni sono chiare – può essere possibile che, mutato di forza il quadro normativo con la surrettizia anticipazione del titolo V contenuta nel decreto, non si vada spediti verso aumenti di estratto che sono già quantificati dalla Strategia Energetica Nazionale in almeno il 15% del fabbisogno energetico del paese da ricoprirsi con idrocarburi estratti nell’appennino meridionale? 

Fiducia del nostro Presidente che a tratti ha raggiunto l’apoteosi ingenuistica, quando, schernendosi, ha tentato distingui fuorvianti tra raddoppio delle estrazioni correnti ad accordi chiusi (raggiungimento delle quote estrattive delle intese 1998 e 2006, più la quota aggiuntiva del Memorandum, per un totale di 180.000 barili/giorno, quindi il doppio dei 90.000 estratti giornalmente in Val d’Agri), argomento sulle cui ricadute in termini di ritorno economico indiretto avrebbe trattato prima dell’arrivo del decreto, e le intenzioni reali di un governo che certo non poteva, nell’astrattezza formale della legge, fissare quote di estratto che però è la norma che prepara, i decreti attuativi organizzano, la realtà tecnica sul campo consente di raggiungere. Quasi a dire che non è vero che il governo voglia raddoppiare l’estratto.

Fortunatamente, tra alti e bassi della discussione consiliare, giunge l’approvazione di una risoluzione condivisa che impegna in una corsia stringente il Presidente, sorreggendolo con appoggio trasversale, che in democrazia conta molto più delle supposte buone relazioni, in un tentativo di condivisione con la Conferenza delle Regioni, la Conferenza Unificata ed i parlamentari lucani, finora piuttosto silenti, dei temi che riguardano gli art. 36, 37 e 38 del decreto, allo scopo di intervenire in sede di conversione parlamentare del decreto stesso per modificarne la sostanza. Una buon inizio, si intenda.  

Due pecche però, l’una, il decreto porta con sé una miriade di argomenti distorsivi il corretto e leale rapporto tra stato e autonomie locali tali da non permettere lo stralcio solo di alcuni passaggi normativi che lascerebbero però irrisolti i nodi della fattuale privatizzazione delle acque (art. 7), dell’ingresso del privato nella gestione diretta della sanità pubblica (art. 16), della deregulation edilizia (art. 17), del commissariamento straordinario, quindi in capo al controllo verticistico del premier, ab origine di ogni intervento di bonifica, con annesso potere alle variante urbanistica (art. 33), della strategicità degli inceneritori nel ciclo dei rifiuti, superando i bacini di ambito (art. 35), tanto per citarne alcuni, punti che suggeriscono l’impugnativa totale o quasi totale del decreto che occorrerebbe portare alla condivisione delle altre regioni, l’altra, il pericoloso attendismo di modifiche emendative in Parlamento che potrebbero essere inficiate dalla più che probabile richiesta fiducia che o farebbe cascare il Governo in caso di no o lascerebbe inalterato il testo uscito dal Quirinale avente valore di legge dal giorno della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. 

E ciò potrebbe sollevare questioni di merito rispetto alla data di partenza del termine di opposizione presso la Corte Costituzionale, tema questo di carattere tecnico-giuridico appellabile dal Governo che, in caso di accoglimento da parte della Corte retrodaterebbe alla data della pubblicazione in Gazzetta, i termini per l’opposizione, ed in ogni caso allungandosi i tempi e fatti salvi gli atti compiuti dall’entrata in vigore fino all’eventuale giudizio di incostituzionalità, si darebbe così modo al Governo, nello specifico del nostro caso, di permettere il “rientro” in potestà ministeriale delle istanza di ricerca giacenti presso la regione, di cui al comma 4 dell’art. 38, un argomento questo che in ogni caso dovrebbe spingere gli uffici e la Giunta Regionale verso una più che rapida conclusione negativa degli iter stessi. Meglio così sarebbe stato l’impegno a proporre subito opposizione sia al decreto che al testo di conversione. 

Un decreto, lo sblocca italia, oggettivamente molto simile alla politica delle destre che ci siamo appena lasciati alle spalle, per non prefigurare nella filosofia dello stesso, come nell’ormai prossimo jobs act, un pagamento diretto a queste ed alle loro logiche per la conservazione del “potere per il potere” che ormai sembra essere lo stilema politico del governo Renzi. Altro che cambiar di verso, quindi, qui si va da Machiavelli al Gattopardo, passando sul cadavere del regionalismo e di una regione colpevole solo di galleggiare sul petrolio.

Miko Somma.

 

la legge è uguale per tutti, anche quando dispiace…

26/09/2014

mi spiace molto e condivido alcune obiezioni di de magistris, ma occorre che la legge sia uguale per tutti e che la severino sia applicata a lui come a berluskoni

miko somma

ansa – “La legge Severino è una legge che va applicata, è stata già applicata anche ad altri sindaci. Penso sia inevitabile che sia applicata”. Così il presidente del Senato, Pietro Grasso sul caso De Magistris. “Poi naturalmente ci sarà il seguito dell’appello, dell’impugnazione che potrà eventualmente dare un contorno definitivo alla vicenda”.

Mi chiedono di dimettermi per questa condanna, ma guardandosi allo specchio e provando vergogna devono dimettersi quei giudici (della sentenza ndr)”: così in consiglio comunale il sindaco Luigi De Magistris. “Sono fiducioso che questa esperienza di governo possa andare avanti fino al 2016″.

“Vorrebbero applicare per me – aggiunge – la sospensione breve, in base alla legge Severino, un ex ministro della Giustizia che guarda caso è difensore della mia controparte nel processo a Roma. E la norma è stata approvata mentre il processo era in corso”. ”Siamo di fronte a uno Stato profondamente corrotto”, dice in Consiglio comunale il sindaco, ribadendo di essere “uomo delle istituzioni” e di non volersi “far trascinare” a perdere tale fiducia. “Le istituzioni sapranno riparare a queste violazioni di legge”, ripete riferendosi alla sua condanna nel processo Why Not.

“Avverto intatta la mia forza, ma anche un’energia più forte” …”Non credo che si possa cancellare questa esperienza a colpi di formalismi giuridici di norme”, ha concluso…

Legge Severino applicabile a De Magistris – “Mi vengono segnalate interpretazioni discutibili, poco corrette a mio parere, del decreto legislativo n. 235 del 2012 riguardo alla sentenza di condanna del sindaco di Napoli Luigi De Magistris. Ma il testo normativo non lascia dubbi di sorta: l’articolo 11 prevede per il sindaco che viene condannato, anche con sentenza non definitiva del reato di cui all’articolo 323 C.P. (abuso d’ufficio), la sospensione d’ufficio dalla carica“. Lo precisa in una nota il Presidente della Giunta delle Elezioni delle Immunità parlamentari del Senato, Dario Stefàno che ha guidato i lavori di prima applicazione della legge Severino nel caso che ha riguardato la decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. “La sospensione – prosegue – può durare al massimo 18 mesi. Quali precedenti possiamo richiamare il decreto del prefetto di Brindisi del marzo 2014, con cui è stato sospeso il sindaco di Fasano, ma anche quello del prefetto di Latina del 31 ottobre 2013, che aveva sospeso il Presidente della Provincia di Latina“. “Altra questione – conclude – è la vicenda dell’eventuale pena interdittiva ai pubblici uffici, che segue una logica del tutto diversa. Due piani differenti che vengono confusi. Ma la norma è chiara”.

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gli sponsor…

25/09/2014

marchionne dichiara che occorre sostenere renzi…ma chi è marchionne, quello che ha portato la fiscalità derivante da fiat fuori dall’italia?…quello che divide tra sindacati buoni e cattivi?…quello a cui, melfi insegna, più di tutti interessa cancellare l’art. 18 e retrocedere i diritti dei lavoratori ai tempi di valletta?…begli sponsor che ha renzi!!!

miko somma

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facoltà…

vorrei ricordare al sindaco di viggiano e per il principio di sussidiarietà ai sindaci della val d’agri, che in caso di incidenti od anomalie giudicate pregiudicanti la salute dei cittadini o la salubrità ambientale presso il centro olii di viggiano (come di ogni impianto), la legge gli attribuisce la facoltà di far chiudere l’impianto stesso per i motivi di cui sopra, essendo egli (e loro) principale soggetto responsabile e di tutela proprio di salute dei propri cittadini e salubrità del territorio del comune che amministra, naturalmente assumendosi la responsabilità dell’atto in sede di esame dello stesso presso le competenti autorità giudiziarie ed amministrative…

così, se sospettate, sappiate (come sapete) che potete agire…da soli e senza aspettare che qualcuno vi dia il permesso!!!

miko somma

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un primo passo…

“Sul petrolio rivedere il decreto Sblocca Italia” 

23 settembre 2014, 19:46

Risoluzione del Consiglio regionale che impegna il presidente e la Giunta ad attivare “la tutela delle prerogative regionali previste dalla Costituzione italiana”. Se non ci saranno modifiche il testo sarà impugnato davanti alla Corte costituzionale

(ACR) – Il Consiglio regionale ha approvato oggi a maggioranza (15 voti favorevoli, quelli di Pp, Pd, Ri, Pdl-Fi, Gm, Psi, Sel, Lb-Fdi, 2 contrari, quelli di M5s. Al momento del voto il consigliere Mollica–Udc si è allontanato dall’Aula) una risoluzione che impegna il Presidente e la Giunta regionale “ad attivare a partire dalla Conferenza delle Regioni, dalla Conferenza Unificata e di concerto con le rappresentanze parlamentari lucane, ogni utile azione al fine di sostenere in sede di conversione del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133 la tutela delle prerogative regionali previste dalla Costituzione italiana e, in particolare, a chiedere: la modifica degli artt. 37 e 38 del decreto Sblocca Italia e la loro riscrittura in coerenza con le previsioni costituzionali vigenti; la modifica dell’art. 36 del più volte citato decreto Sblocca Italia, consentendo l’utilizzo delle royalties maturate sulle estrazioni in atto al di fuori del patto di stabilità, senza ulteriori condizioni, e per la loro destinazione per interventi di sviluppo dell’occupazione e delle attività economiche, di sviluppo industriale e di miglioramento ambientale, nonché per il finanziamento di strumenti della programmazione negoziata nelle aree in cui si svolgono le ricerche e le coltivazioni di idrocarburi”. Con il documento si prevede inoltre “di impugnare, qualora non vengano accolti i precedenti punti, per incostituzionalità la legge di conversione del decreto Sblocca Italia nelle parti ritenute incostituzionali”. L’Assemblea chiede, inoltre, al Parlamento “di fare proprie le istanze del Consiglio regionale”.

Il Movimento 5 stelle ha, poi, presentato una propria risoluzione che è stata respinta dall’Aula.

In apertura di seduta il presidente della Regione, Marcello Pittella,  ha tenuto in Consiglio regionale una comunicazione in merito al decreto legge 12 settembre 2014, n. 133 , meglio conosciuto come “Sblocca Italia”, con il quale, tra l’altro, si attribuisce alle attività di rigassificazione e trasporto del gas in Italia e in Europa e a quelle di prospezione, ricerca ed estrazione di idrocarburi e stoccaggio sotterraneo del gas, “carattere di interesse strategico […] di pubblica utilità, urgenti e indifferibili”. “L’auspicio – ha sottolineato Pittella – è che attraverso il pressing di Conferenza delle Regioni e  parlamentari lucani il Governo, in sede di conversione del Decreto Legge, prenda in seria considerazione l’opportunità di estrapolare dal testo le parti che prefigurano preventivamente la riforma del Titolo V, riportando in capo alle Regioni compiti e funzioni che sono propri delle materie concorrenti con lo Stato. L’alternativa, ove l’azione concertata di Regione e parlamentari non producesse effetti sarebbe, gioco forza, sollevare l’eccezione di incostituzionalità dinanzi alla Suprema Corte”….

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un primo passo dunque, non bastevole, non sufficiente e non rinveniente affatto dalla lunghissima dichiarazione del presidente (che anzi ho trovato alquanto deludente in tema di contenuti concreti), quanto da alcune dichiarazioni espresse dai consiglieri e da quella risoluzione che impegna la giunta su alcuni punti, ma appunto sempre di un primo passo si tratta…tornerò nel pomeriggio su questo argomento che merita qualche approfondimento ulteriore…

mentre in serata nell’alta val d’agri, da più segnalazioni giuntemi, tra i comuni di viggiano, grumento, marsicovetere (villa d’agri), tramutola, paterno, un forte odore di uova marce, inequivocabilmente anidride soforosa, poi dissoltosi, invadeva la valle…

 

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