la sindrome di stoccolma…

la cosiddetta sindrome di stoccolma, termine coniato da nils bejerot, criminologo e psicologo, ed in contemporanea da conrad hassel, agente FBI, in seguito ad un episodio criminoso accaduto in svezia tra il 25 ed il 28 agosto del 1973, quando due rapinatori tennero in ostaggio per 131 ore quattro impiegati (tre donne ed un uomo) nella camera di sicurezza della sveriges kreditbank di stoccolma, consta di uno strano rapporto affettivo tra le vittime di un sequestro di persona ed i loro rapitori, come risposta emotiva automatica e spesso del tutto inconscia, al trauma dell’essere ostaggio, e coinvolge nel suo sviluppo sia sequestrati che sequestratori, consistendo in genere di tre fasi: 1) sentimenti positivi degli ostaggi verso i loro sequestratori, 2) sentimenti negativi degli ostaggi contro la polizia o altre autorità, 3) reciprocità di sentimenti positivi da parte dei sequestratori verso i sequestrati

nonostante la loro vita come ostaggi fosse in pericolo, risultò che le vittime temevano più la polizia dei rapitori, tanto che una delle vittime sviluppò forti legami sentimentali con uno dei rapitori, legame che durò anche dopo il sequestro, e che, dopo il rilascio, gli ostaggi chiesero clemenza per i sequestratori, arrivando a testimoniare in loro favore al processo…e situazioni simili hanno trovato riscontro in numerosi altri episodi, tanto da essere ormai una situazione tipicizzata in psicopatologia…

alcuni fattori faciliterebbero l’insorgere della sindrome, essenzialmente 1) durata ed intensità dell’esperienza che si subisce, 2) dipendenza dell’ostaggio dal rapitore per la sua sopravvivenza, 3) distanza psicologica dell’ostaggio dalle autorità (egli sente di vivere un dramma non percepito all’esterno), in un rapporto che non si forma subito, ma che già dopo qualche giorno (la letteratura medica in questione sembra indicare al 3° giorno già forti legami), ciò giustificandosi con il fatto che se nei primi momenti dopo il sequestro il rapito sperimenti un totale stato di confusione, riscontrabile anche risposte tipiche al trauma, diniego, illusione di ottenere la liberazione, attività frenetica ed esame di coscienza, superato il trauma, la vittima torna consapevole della situazione e deve trovare così un modo per sopportarla che, unitamente all’aumentare del tempo trascorso insieme tra la vittima ed il rapitore ed all’isolamento, finisce con l’agevolare una sorta di alleanza tra i due…

la mancanza di forti esperienze fisiche negative, quali violenze o abusi fisici, facilitano la genesi della sindrome, mentre  abusi meno intensi, come deprivazioni ed umiliazioni, invece tendono ad essere razionalizzati dalle vittime come dimostrazione di una forza del sequestratore necessaria al controllo della situazione o addirittura giustificata da un proprio comportamento scorretto verso il sequestratore, e spesso poi il legame tra i due soggetti si consolida sulla base di un comune risentimento verso la polizia, percepita dall’ostaggio come una minaccia al suo già precario stato di sopravvivenza, a causa delle pressioni continue sul rapitore per la sua resa che pongono costui in uno stato di tensione e della paura oggettiva di una incursione percepita ansiosamente dall’ostaggio…

non trascurabile infine è il fatto che nell’alterazione della realtà percepita dall’ostaggio, le forze dell’ordine vengano considerate come meno potenti del rapitore stesso, perché hanno fallito il loro ruolo protettivo e di garanti dell’ordine pubblico dal momento che il sequestro è comunque avvenuto…

non si conosce con precisione la possibile durata della sindrome di stoccolma, ma pare possa sussistere per parecchi anni, riscontrandosi anche dopo molto tempo, disturbi del sonno, incubi, fobie, trasalimenti improvvisi, flashback e depressione…

tra le cause, alcuni autori ritengono che il legame nasca da uno stato di dipendenza primaria e concreta in cui al rapitore viene riconosciuto il ruolo di controllore assoluto di cibo, acqua, aria e sopravvivenza, elementi che, quando concessi, porterebbero a gratitudine e riconoscenza da parte dell’ostaggio nei confronti del carceriere

altri autori, analizzano più psicoanaliticamente il fenomeno, affermando che l’Io, nel tentare di trovare equilibrio tra le richieste istintive dell’Es ed una realtà angosciante, non riesce ad elaborare che meccanismi difensivi primari, fondati sulla sopravvivenza…

(a questo proposito, occorre dire che la teoria freudiana vede la personalità come a) Es (pulsioni libidiche inconsce) è l’espressione della spinta emotiva e istintiva dell’uomo che non tiene conto della realtà e della moralità. È insita in tale concetto la spinta verso la conservazione, o la distruzione (pulsioni di vita e pulsioni di morte), b) Io, ovvero il fattore di personalità. Nella persona “ben regolata”, l’Io controlla e governa l’Es, e mantiene i rapporti con il mondo esterno nell’interesse della personalità, nel suo insieme, e delle esigenze della stessa a lungo termine, c) Super-io, la coscienza che detta all’Io i consigli per soddisfare le richieste dell’Es. Si sviluppa, di solito, grazie all’acquisizione di “ideali” e “proibizioni”, genetici o formatisi nelle fasi dell’infanzia).

un legame “positivo” che ovviamente nasce in seguito ad una convivenza forzata e così involontaria e che interessa sia ostaggio che rapitore in un concetto antinomico molto intimo di un ”NOI, dentro” contro un “LORO fuori”…

e per il momento basta così perché comprendo i lettori di questo blog che si staranno chiedendo a qual proposito scrivo di “sindrome di stoccolma”, addentrandomi nella psicologia e nella criminologia…

bene, ora prendete la sindrome di stoccolma, ovvero quel legame di forte complicità emotiva che si stabilisce tra rapitore e rapito, applicatela, salvo le opportune differenze, alla situazione delle estrazioni petrolifere in regione dopo lo “scandalo” (tale solo per chi aveva non fette, ma prosciutti interi sugli occhi) e tutto si chiarirà…

ma partiamo da due domande e forse tutto sarà più chiaro sin da subito…

A) perché la regione basilicata, nell’istituendo processo penale sull’affare petrolio in val d’agri che qualche mese fa ha portato alla chiusura dell’impianto di viggiano e così dell’intera produzione (impianto, ricordiamolo, oggi riaperto in seguito a lavori di adeguamento alle prescrizioni del tribunale di potenza), non si costituisce, o non lascia affatto comprendere di volerlo fare, parte civile sia verso eni, che verso i funzionari e politici coinvolti?…

B) perché la regione basilicata per tutto il tempo dell’inchiesta (che ricordo coinvolge pesantemente anche funzionari regionali e, nel troncone tempa rossa, anche alcuni politici, consiglieri regionali e sindaci), più che chiedere conto di quanto accadeva ad eni su un rapporto che doveva essere di fiducia, si doleva e duole più delle mancate royalties e dei posti di lavoro “persi” (e su questo qualche giornalista ci ha marciato tanto), che del rispetto che si deve ad un contraente quell’accordo del 1998 e naturalmente alla legge che detta chiaramente i limiti di esercizio oltre i quali c’è reato?

non è forse del tutto riconoscibile, in questo bizzarro comportamento della nostra regione, alcuni tratti peculiari della sindrome di stoccolma, ovvero sentimenti positivi degli ostaggi verso i loro sequestratori (leggasi sentimenti positivi dell’ente regione basilicata verso eni), sentimenti negativi degli ostaggi contro la polizia o altre autorità (leggasi sentimenti negativi dell’ente regione verso i magistrati di potenza), reciprocità di sentimenti positivi da parte dei sequestratori verso i sequestrati (leggasi entrambi, regione ed eni, pur se a titolo e condizioni differenti, “siamo sulla stessa barca” in fatto di perdite finanziarie)?…

peculiarità specifiche e forti tra ente regione ed eni, una sindrome di stoccolma appunto, che partono proprio dalle precondizioni di innesco della sindrome, ovvero durata ed intensità dell’esperienza che si subisce (dal 1998, ed in verità anche prima ad oggi, sono passati 18 anni), dipendenza dell’ostaggio dal rapitore per la sua sopravvivenza (il bilancio della regione dipende molto per la sua chiusura da quei 160-170 milioni che annualmente lo rimpinguano, impedendogli il collasso, e poi su questo ragioneremo), distanza psicologica dell’ostaggio dalle autorità (e qui evito di dettagliare perché la regione basilicata si sente distante dalle autorità inquirenti, perché tutto è sempre stato molto chiaro ai cittadini senza i san daniele o i parma sugli occhi)…

certo, qualcuno potrebbe obiettare che non esiste alcun rapimento o presa d’ostaggio per poter parlare di sindrome di stoccolma, quindi di una complicità che l’ostaggio regione basilicata (ed in questo caso ci metto anche la regione fisica ed i suoi abitanti) ed il rapitore (eni e tutte le altre compagnie operanti e che aspirano ad operare in una regione supposta detenere nel suo sottosuolo oltre 3 miliardi di barili, quindi ben oltre il doppio di quanto supposto finora), ma la realtà è che di presa d’ostaggio sin dal 1998 si sia trattato, ovvero se non un sequestro violento, di un clima di attesa speranzosa sui benefici del petrolio sulla povera lucania sottosviluppata, di un sequestro di minore (quindi incapace di intendere e volere) indotto con le caramelle delle royalties e dello sviluppo…

tutti gli anni di attesa precedenti il 1998 si sono consumati nella precisa volontà di essere “posseduti” da eni, e così se non di un’azione di rapimento effettivo, di circonvenzione di incapace e privazione della libertà possiamo tranquillamente parlare, quindi delle condizioni di un sequestro, ove all’ostaggio non è dato neppure modo di capire si tratti di un sequestro (occorrevano ed -ahinoi, occorrono ancora) le condizioni tecnico-cognitive di cosa fossero le estrazioni per comprenderlo…

e sulla necessità che eni rappresentava e rappresenta per la regione basilicata e per i suoi comuni beneficiari sia della legge 40, il famoso po val d’agri, sia delle royalties dirette (e tutte le clientele e filiere legate al suo sistema di potere politico), credo si possa tranquillamente non parlare affatto, visto che in ogni evidenza se il bilancio regionale proprio non si potrà chiudere, con effetti tutti da misurarsi sulla scorta delle leggi sulla finanza pubblica, la domanda che dovrebbe porsi qualsiasi cittadino dotato di un minimo di senno (oltre che senza gli igp di cui sopra) non è “come faremo?”, ma dovrebbe essere ”come abbiamo fatto per destinare a partite di spesa corrente, somme che avremmo dovuto invece mettere a “tesoretto” o per qualche grande intervento o, meglio, per una serie di interventi infrastrutturali legati ad un progetto di rinascita della regione fondata sulle sue peculiari caratteristiche, ovvero ciò che la stessa diligenza finanziaria imporrebbe?”…

al terzo ragionamento, come in premessa, evitiamo di commentare oltremodo non perché abbia paura di individuare connubi di filiera e connivenze e nepotismi e particolarismi ed elettoralismi, e via di seguito, ai limiti della criminalità, quanto perchè intelligenti pauca e più che una denuncia serve comprendere con quale progetto uscirne…

e così, in termine di questo lungo articolo, tutte le domande possiamo sintetizzarle in una ed una soltanto forte richiesta “costituiamoci parte civile nel processo e, nel caso avessimo ragione, strappiamo le mutande ad eni, ai suoi funzionari, ai funzionari regionali  ed a tutti i coinvolti in questa losca storia che non si può dimenticare in nome di qualche centinaio di posti di lavoro e della ripresa dei flussi finanziari verso la regione, e facciamolo più che per i soldi delle royalties non arrivati non per colpe della regione, ma perché eni commette un reato, per cominciare a guarire da questa maledetta sindrome di stoccolma verso i petrolieri che ha fatto ammalare una regione”…

e se mi è consentito, stante quanto potrebbe accadere con la riforma costituzionale, a cui mi preme votare e far votare un sonoro NO come italiani e come lucani, a proposito del titolo V, e con le ipotesi affatto peregrine di spartizione della regione che s’avanzano da decenni e che con renzi sembrano aver trovato sponda, cominciamo ad opporci ora fintanto che è ancora legislativamente possibile all’avanzata dei petrolieri che riprenderà a brave, ad opporci seriamente e non come recentemente abbiamo fatto, facendoci ridere dietro dalla corte e dall’intero paese, e cominciamo sin da oggi a cercare il progetto che salverà una terra da se stessa e da tutti i suoi rapitori…

possibilmente lasciando nel dimenticatoio della storia una giunta ed una consiliatura regionale ai limiti della decenza…o della demenza…

miko somma

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una giornata di lutto nazionale

non sono mai stato molto incline alla retorica collettiva sul dolore di patria o ai facili lavacri di coscienza indossati per la bisogna, ma è una giornata di lutto nazionale che desidero osservare, però senza dimenticare che se la natura fa la natura, distruggendo ed uccidendo, l’uomo ci mette tanto di suo per aumentarne il potere di distruzione, costruendo a volte con una leggerezza criminale…un abbraccio di cuore alle comunità colpite ed ai familiari ed amici delle vittime

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ce la farete…ed il paese è con voi e vi aiuterà

 25/08/2016

per esperienza vissuta, so che è dura e che tutto sembra essere finito nell’ora della prima scossa, ma ce la farete…il paese intero è con voi

sono stato due volte ad amatrice e ci ritornerò

NUMERO 45500 PER DONARE 2 €
EMERGENZA TERREMOTO, SMS SOLIDALE PROTEZIONE CIVILE – E’ scattata anche la solidarietà alle popolazioni colpite dal terremoto di stanotte in Centro Italia, in Lazio, Umbria e Marche. Su richiesta della Protezione Civile, d’intesa con le regioni colpite dal terremoto, è stato attivato il numero 45500 per la raccolta di fondi attraverso l’invio di sms del costo di 2 euro oppure chiamando da rete fissa lo stesso numero. Il servizio è attivato con gli operatori nazionali Tim, Vodafone, Tre, Fastweb, CoopVoce, Wind e Infostrada, TWT, CloudItalia e PosteMobile. I fondi raccolti saranno trasferiti dagli operatori, senza alcun ricarico, alla Protezione Civile che provvederà a destinarle alle regioni colpite dal sisma.

Anche la Croce Rossa ha attivato un numero e un conto corrente per le donazioni e le coordinate per effettuarle sono state diffuse via Twitter: “Attivato il servizio donazioni della #CroceRossa Italiana per il #terremoto di Amatrice, Rieti”. Il numero telefonico è 06-5510, l’iban è IT40F0623003204000030631681, la email è aiuti@cri.it

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un bilancio sempre più tragico

(ANSA) – ROMA, 25 AGO – E’ salito a 247 morti il bilancio delle vittime del devastante terremoto di magnitudo 6 che ha colpito ieri il Centro Italia.

In particolare si contano 190 morti nel Reatino e 57 nell’Ascolano, rendono noto Protezione civile e prefetture.Una nuova scossa di magnitudo 4.5 è intanto avvenuta alle 5:17 con epicentro tra Accumoli (Rieti) e Arquata del Tronto (Ascoli), chiaramente avvertita dalla popolazione nei territori di Marche e Lazio.

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terremoto in centro-italia…

ansa – Violento terremoto nel centro Italia: il bilancio al momento di  21 morti accertati, 11 nel Lazio di cui sei ad Accumuli e 5 ad Amatrice, in provincia di Rieti, e 10 nelle Marche a Pescara del Tronto (Ascoli Piceno). Vengono però segnalate molte persone sotto le macerie e il bilancio delle vittime è destinato a salire. ”Decine di vittime, tanti sotto le macerie, stiamo allestendo un luogo per le salme”, dice infatti il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi.

Terremoto, foto di Amatrice scattata da bordo dell'eliambulanza (ANSA)

Tre le scosse più forti. Una di magnitudo 6 è stata registrata alle 3:36. L’epicentro a 2 chilometri da Accumoli (Rieti) e 10 da Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) ed Amatrice (Rieti). L’ipocentro è stato a soli 4 km di profondità.  Seconda e terza scossa sono state registrate alle 4:32 e 4:33. Hanno avuto epicentro in prossimità di Norcia (Perugia), Castelsantangelo sul Nera (Macerata) e Arquata del Tronto (Ascoli Piceno). Gli ipocentri sono stati tra gli 8 e i 9 km. Oltre 50 finora (alle 6:40) le repliche di magnitudo superiore a 2, cinque delle quali di magnitudo 4 o superiore.

Gravissimi danni ad Amatrice, dove il corso principale è devastato. All’inizio della via è in corso un’operazione per salvare sei persone che sono sotto un cumulo di macerie alto almeno dieci metri. ”E’ un dramma. Metà paese non c’è più”, ha detto il sindaco, “le strade di accesso sono bloccate”. L’ospedale di Amatrice è inagibile. Feriti e barelle vengono curati anche in strada davanti all’ospedale. Le ambulanze stanno trasferendo i feriti a Rieti, mentre i pazienti del nosocomio vengono trasferiti in altri ospedali…

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non voglio far polemica sulle macerie e quando si delinea l’ennesimo, tragico bilancio di morte e distruzione causata da un sisma, ma proprio non lo si vuol capire che i terremoti sono una costante del nostro paese e così richiedono una fortissima operazione di messa in sicurezza del patrimonio edilizio pubblico, privato e storico-artistico nelle zone a maggior rischio?…per ora un sincero abbraccio alle popolazioni colpite che, son certo, il paese non lascerà sole

miko somma

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l’autunno che verrà…

dopo un’estate turbolenta, definiamola pure così, e dopo qualche polemica da ombrellone (quella sul burkini, per intenderci), giunti al 20 agosto possiamo dire che le ferie sono quasi finite (ma per carità, continuate a godervele fino all’ultimo secondo!!!) ed è tempo che si cominci a fare qualche discorso serio sull’autunno che ci attende e che, per quanto mi riguarda, parte dall’impegno per il NO al referendum costituzionale di cui ancora non sappiamo con certezza la data, che tocca al governo stabilire e che presumibilmente fisserà per fine novembre questo fondamentale passaggio della vita del paese…

ovviamente la mia posizione è nota a tutti voi, quella di un No convintissimo a questa riforma pasticciata e barocca nella definizione di architetture istituzionali inefficaci, un NO frutto di ragionamenti che partono non da risentimenti contra personam (la mia avversione per renzi e la sua esperienza politica è altrettanto nota), e neppure da uno o più presupposti ideologici (e che pure entrano nella riflessione), quanto dal merito oggettivo di un ragionamento su una costituzione che qualcuno vorrebbe modificare per oltre un terzo (quindi non proprio una revisione, quanto uno stravolgimento) e che, a mio avviso, per la “freschezza giuridica” che ancora oggi conserva intatta dopo 70 anni, non avrebbe proprio alcun bisogno di essere modificata, dal momento che sono le leggi ordinarie che semmai non raggiungono gli effetti di governo della realtà, non certo un dettato che preordina la convivenza civile e politica tra gli italiani, tracciando linee di principio che tocca poi proprio alla legislazione ordinaria connettere alla realtà, ovvero al presente…

in sostanza la nostra costituzione traccia un modus operandi per la nostra democrazia parlamentare, frutto certo di una dittatura feroce e di una guerra cruenta che al loro termine necessitavano di un impalcato giuridico che potesse impedirne il riaffacciarsi alla storia del paese, ma al tempo stesso frutto di una riflessione sul futuro dell’italiano e dell’uomo, da fare in modo si potesse costruire nella democrazia, che i nostri padri costituenti vollero estendere in modo netto rispetto al passato, proprio per impedire che nel paese si riaffacciasse la tentazione di ricostruire esperienze drammatiche e fallimentari di “un uomo solo al comando”, si suonassero fanfare e agitassero gagliardetti, fez e pugnali o si volesse ridar fiato a quell’odioso sentimento che permea alcuni salotti buoni, che “in italia c’è troppa democrazia”…

ora, avremo tempo per entrare nei tanti dettagli tecnici, giuridici, politici, della riforma e del merito della stessa, per comprendere perché occorra dire NO a questa “follia” ai limiti della stessa democrazia, ma su un punto vorrei focalizzarmi per tentare un discorso che arrivi dritto alla sostanza delle cose, ovvero al perché gli italiani a cui preme la democrazia, dovrebbero bocciare questa deriva centralista che sposta troppo potere verso il presidente del consiglio, senza stabilire efficaci contrappesi istituzionali di garanzia e controllo, ma soprattutto cambiando surrettiziamente la forma di governo del paese, tanto da trasformarlo in una sorta di premierato forte (l’uomo solo al comando) che finora la carta costituzionale ed il senso democratico costruito intorno a questa e sorretto dai suoi principi, ha scongiurato, nonostante diversi tentativi di colpi di stato e nonostante un certo pensiero che dall’anticomunismo che faceva comunella con la mafia ed i fascisti alla P2, passando per la strategia della tensione, che continuava a ripetere quell’odioso “in italia c’è troppa democrazia”…

ed ha scongiurato proprio perché un dettato costituzionale forte e netto tracciava il limite invalicabile, oltre il quale non c’è più una democrazia frutto di un perfetto equilibrio tra i tradizionali poteri, esecutivo, ovvero il governo, legislativo, ovvero il parlamento, giudiziario, ovvero la magistratura, con elementi di garanzia corte costituzionale, presidente della repubblica, e, lasciamelo dire, i poteri decentrati, i territori, ovvero le tanto bistrattate regioni su cui occorrerà un discorso specifico, ma un’autocrazia travestita formalmente da democrazia (e dopo tutto quale è la prima cosa fanno i novelli uomini forti o meglio dittatori in fieri se non cambiare la costituzione a proprio piacimento, leggi putin, erdogan, chavez, morsi/mubarak/al-sissi e tanti altri?)…

ora qualcuno potrebbe obiettare che voler cambiare la carta serve a rendere più snello e veloce il paese, ma senza riflettere su quanto invece la velocità legislativa non dipenda affatto, o dipenda in minima parte, da quanto la costituzione prevede in termini di bicameralismo perfetto con i suoi doppi passaggi che confermano o emendano quanto una delle due camere ha stabilito e che per il sottoscritto se ben esercitato rappresenta una garanzia, soprattutto in tempi di premi elettorali che costruiscono maggioranze artificiose magari in una sola camera, ma dalle incongruenze e dagli appetiti smodati che spesso si scatenano con emendamenti che vanno a soddisfare questa o quella lobby, questa o quella cordata, senza entrare nel merito migliorativo, ma semplicemente aggiungendo, sottraendo, modificando strumentalmente particolari legislativi che, in tutta evidenza, rappresentano sempre non punti di merito politico, ma veri e propri grimaldelli per gli interessi di qualcuno verso qualcosa…

e mi sia consentito dire che, vista l’attuale tendenza del governo a presentare inusitatamente decreti leggi da approvarsi a colpi di fiducia, sorretta da maggioranze costruite sul porcellum prima e sull’italicum dopo, a misura della volontà di un segretario di partito (ovviamente anche con le annesse lobbies che lo sorreggono), entro 60 giorni dalla presentazione, di quale mancata velocità legislativa stiamo parlando?…se un provvedimento è urgente, la costituzione prevede già un iter, quello del decreto che consente di correre dietro alla realtà, quindi la questione velocità legislativa è strumentale e legata al fatto che al governo non interessa un confronto con il parlamento, ma una semplice ratifica, così si insiste su questa demolizione del bicameralismo, quando in realtà non solo il senato non solo non scompare, ma diviene un nodo gordiano che rende ancor più difficile il percorso legislativo, introducendo molteplici tipologie di iniziativa legislative rispetto alle attuali e complicando semmai ancor di più la questione della semplicità dell’iter legislativo…

no, agli estensori di questa riforma non interessa rendere il percorso legislativo più semplice, abolendo definitivamente il passaggio al senato, come pur apparirebbe ovvio a chi volesse il superamento del bicameralismo,  ma costruire indotto dal meccanismo di elezione dei “senatori”, una mera camera di conferma di una volontà legislativa ordinaria che il governo avoca a sé, ma che non appartiene al governo, ma al parlamento, che in questo modo viene “scippato” alla funzione che lo stesso rappresenta…altro che semplicità, qui si trasforma una camera che altrimenti avrebbe potuto essere uno strumento utilissimo all’espressione e partecipazione dei territori alle scelte del paese, in un punto di “ristoro e trastullo” per eletti, ma occorrerebbe dire nominati viste le modalità elettive, che all’occorrenza debbono sostenere il governo…

tutto qui e prova ne è il fatto che mentre si costruisce un senato che non sappiamo cosa rappresenti, si interviene massicciamente sul capo V della costituzione, tagliando notevolmente le prerogative legislative e di competenza delle regioni, costruendo un nuovo centralismo statale che non solo nega la riforma dello stesso titolo V, che certo poteva funzionare meglio con legislazione ordinaria ed una decretazione attuativa migliore su cui invece occorreva intervenire, ma la stessa costituzione che nel 1970 porta alla creazione delle regioni, ovvero alla delega locale di poteri, ovvero ad una maggiore vicinanza alla gente, ovvero ad una maggiore democrazia nelle scelte, ovvero, se volete, a quel federalismo solidale che tutti auspichiamo…oddio proprio tutti no, visto che molti sostenitori del si alla riforma, forse non lo sanno, ma sostengono il ritorno di molte funzioni di governo del territorio allo stato, con ciò favorendo un processo che è all’opposto della logica stessa della democrazia, ovvero distribuire più vicino possibile alla gente il governo delle cose…

ma tranquilli, pur apparendo il mio disquisire un salto nel merito tecnico della riforma, in realtà il passaggio serve per arrivare ad un punto nodale…

stante che questa riforma, in questi citati, come in altri esempi possibili, sembra voler produrre come effetto primario quello di un incontrovertibile accentramento di potere nelle mani di una figura esecutiva, quindi del capo del governo, l’esprimere un si od un no alla riforma richiedono a questo punto una considerazione profonda che pur dobbiamo porre come motivo della nostra scelta, ovvero se l’idea di democrazia che abbiamo è quella di uno solo che comanda e che fa arrivare i treni in orario (questa non prendetela come offesa, ma come una esagerazione dialettica per farci comprendere meglio la questione), allora voteremo si, perché crediamo che la democrazia rallenta gli affari (ma di chi?) e che in italia forse c’è troppa democrazia e confusione da governarsi in una unica sede, quella del governo (magari senza pensare che se oggi vi rassicura renzi, domani chi potrebbe seguire creato lo strumento?)…

se invece crediamo che la democrazia sia l’esatto opposto, qualcosa che non si lascia obbligare dai tempi degli affari di qualcuno, ma che pondera e condivide le responsabilità delle scelte, grandi o piccole che siano, qualcosa che non accentra, ma decentra, qualcosa che richiede una seria riflessione su come sia funzionata la democrazia nel paese finora per cambiare ciò che va cambiato, a cominciare da noi stessi, maturando tutti insieme ed uno per uno, e non gettare via il bambino con l’acqua sporca, allora voteremo NO a questa riforma, perché amiamo l’idea stessa della democrazia come collettività responsabile…

perché la democrazia significa se non tutti, almeno molti…

uno o pochi è invece altra materia…e nell’autunno che verrà dovremo scegliere proprio questo…

miko somma

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lo “scialo”…

16/08/2016

mi sto “scialando” con queste olimpiadi, ma appena finite si riparte…

primo obiettivo, dare il mio contributo al NO al referendum per evitare al paese una deriva poco democratica, poi si ricomincia con una regione da liberare da cialtroni e lestofanti

miko somma

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buon ferragosto

che siate in spiaggia, in montagna, in una città d’arte o semplicemente nella vostra città, che siate in vacanza o al lavoro o semplicemente ad oziare e riposare, auguro il più sereno ferragosto ai lettori di questo blog

miko somma

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lo “scherzo” eni di ferragosto?…

mi informano dalla val d’agri di un fortissimo odore di uova marce (anidride solforosa), che ha invaso la valle in concomitanza con la ripresa operativa del centro olii di viggiano…

non è normale, soprattutto che non si informi la popolazione in merito, popolazione che, in mancanza di notizie, potrebbe precipitare nella paura o peggio nell’indifferenza che segue una paura quotidiana…vorrei avvertire i magistrati, ma a ferragosto è difficile e, guarda caso (e vorrei tanto sbagliarmi), proprio adesso riparte l’attività, quando l’attenzione pubblica è alle spiagge affollate, alle sagre, al riposo, alle vacanze…

quell’impianto forse non è sicuro, forse non è mai stato sicuro, probabilmente non lo sarà mai, con o senza prescrizione dei magistrati dopo il sequestro…

senza allarmarsi troppo, a chi è in val d’agri consiglio di chiudere le finestre e non uscire se l’odore aumenta e poi sparisce di colpo (l’anidride solforosa oltre una certa soglia non si avverte più ed è allora che diviene molto pericolosa)…vi prego di segnalarmi l’andamento dell’odore per comprendere se si estende…grazie

e nella speranza di un semplice accadimento, vi fornisco qualche notizia utile sull’anidride solforosa…

Gli ossidi di zolfo presenti in atmosfera sono l’anidride solforosa (SO2) e l’anidride solforica (SO3); questi composti vengono anche indicati con il termine comune SOx. L’anidride solforosa o biossido di zolfo è un gas incolore, irritante, non infiammabile, molto solubile in acqua e dall’odore pungente e caratteristico di uova marce. E’ più pesante dell’aria e così tende a stratificarsi nelle zone più basse. E’ l’inquinante atmosferico per eccellenza essendo il più diffuso, uno dei più aggressivi e pericolosi.

Deriva dalla ossidazione dello zolfo nel corso dei processi di combustione e trattamento delle sostanze che contengono questo elemento sia come impurezza (combustibili fossili) che come costituente fondamentale.

La concentrazione di fondo è stata valutata attorno a 0,2-0,5 µg/mc, mentre nelle aree urbane si possono raggiungere i 50 µg/mc; nelle grandi città industrializzate ed in via di sviluppo vengono spesso rilevati anche livelli di 300 µg/mc (dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, 1998).

Una precauzione da osservare durante gli episodi acuti di smog è quella di rimanere chiusi nelle abitazioni. Per l’elevata solubilità in acqua il biossido di zolfo viene facilmente assorbito dalle mucose del naso e del tratto superiore dell’apparato respiratorio (solo quantità ridotte possono raggiungere gli alveoli polmonari). L’alta reattività lo rende un composto estremamente irritante. E’ stato comunque notato un effetto sinergico con le polveri sospese per la capacità che queste hanno di veicolare gli inquinanti nelle zone più profonde dell’apparato respiratorio. A basse concentrazioni gli effetti del biossido di zolfo sono principalmente legati a patologie dell’apparato respiratorio come bronchiti, asma e tracheiti e ad irritazioni della pelle, degli occhi e delle mucose.

Analisi epidemiologiche hanno evidenziato un aumento dei ricoveri ospedalieri, specie di anziani e bambini, a concentrazioni superiori a 0,3 mg/mc. Già a concentrazioni di 0,06 mg/mc come valore medio annuale si verificano episodi di bronchite e infezioni alle prime vie respiratorie. Il caratteristico odore pungente del biossido di zolfo viene percepito dal naso alla concentrazione di 0,8-2,6 mg/mc. A questi livelli bisogna infilare la maschera antigas o, trattenendo il respiro, raggiungere una zona non contaminata. Per brevi periodi, in assenza di maschera, ci si può proteggere anche tenendo sul naso e sulla bocca un panno umido. Brevi esposizioni di 10’ a concentrazioni di 3 mg/mc provocano un aumento del ritmo respiratorio e del battito cardiaco; concentrazioni di 25 mg/mc provocano irritazioni agli occhi, al naso ed alla gola, oltre ad un aumento della frequenza cardiaca. Concentrazioni maggiori di 5 g/mc producono asfissia tossica con morte per collasso cardiocircolatorio.

L’azione principale operata ai danni dell’ambiente da parte degli ossidi di zolfo consiste nell’acidificazione delle precipitazioni meteorologiche con la conseguente compromissione dell’equilibrio degli ecosistemi interessati. Gli effetti corrosivi dell’acido solforico si riscontrano anche sui materiali da costruzione, sui metalli e sulle vernici. Il biossido di zolfo a basse concentrazioni provoca un rallentamento nella crescita delle piante, mentre ad alte concentrazione ne provoca la morte alterandone la fisiologia in modo irreparabile. Nelle foglie il biossido di zolfo viene trasformato in acido solforoso e solfiti, da questi per ossidazione si generano i solfati (la forma in cui lo zolfo viene metabolizzato nelle piante). Quando il livello di anidride solforosa nell’aria diviene insostenibile, nelle foglie si accumulano inutilizzati i solfiti che ad alta concentrazione causano la distruzione della clorofilla, il collasso delle cellule e la necrosi dei tessuti. Le foglie presentano fra i margini e le nervature delle aree irregolari di colore bianco, giallo o marrone, che presentano necrosi; negli aghi delle conifere diviene marrone l’apice delle foglie. Questi effetti aumentano quando si è in presenza di un’umidità relativa elevata, vi sono alte temperature, c’è un’intensa luminosità

Il DPR n. 203 del 24 maggio 1988 fissa i valori limite per il biossido di zolfo: la mediana delle concentrazioni medie nelle 24 ore rilevate nell’arco di un anno ha il valore limite pari a 80 µg/mc; il 98° percentile delle concentrazioni medie nelle 24 ore rilevate nell’arco di un anno ha il valore limite pari a 250 µg/mc; la mediana delle concentrazioni medie nelle 24 ore rilevate durante il semestre invernale (1 ott.-31 mar.) ha il valore limite pari a 130 µg/mc. Il DPR n. 203 prevede anche dei valori guida per il biossido di zolfo: la media aritmetica delle concentrazioni medie nelle 24 ore rilevate nell’arco di 1 anno ha il valore guida di 40-60 µg/mc; il valore medio nelle 24 ore ha il valore guida di 100-150 µg/mc.

Il Decreto Ministeriale 25/11/94 fissa inoltre il livello di attenzione ed il livello di allarme per quanto riguarda il biossido di zolfo nelle aree urbane: considerando la media delle medie orarie rilevate nell’arco di 24 ore il livello di attenzione è fissato in 125 µg/mc, mentre il livello di allarme è posto a 250 µg/mc.

Il Decreto Ministeriale n.60 del 02-04-2002 va ad abrogare in parte le leggi precedenti. Emanato per ottemperare alle Direttive Europee, pone come valore limite orario 350 µg/mc (da raggiungere entro il 2005), come limite giornaliero 125 µg/mc (anche questo da raggiungere entro il 2005) e come limite annuale per la protezione della vegetazione 20 µg/mc. La soglia di allarme è di 500 µg/mc.

Il limite di sicurezza per i lavoratori esposti al biossido di zolfo, come TLV-TWA, è di 2 ppm, pari a 5,2 mg/mc; come TLV-STEL è di 5 ppm, pari a 13 mg/mc (limiti indicati dall’ACGIH, American Conference of Governmental Industrial Hygienists).

NB: I livelli di attenzione sono definiti come le concentrazioni di inquinanti atmosferici che determinano lo stato di attenzione, cioè una situazione di inquinamento atmosferico che, se persistente, determina il rischio di raggiungere lo stato d’allarme. Lo stato di allarme è definito come uno stato suscettibile di determinare una condizione di rischio ambientale e sanitario. Gli stati di attenzione o di allarme si raggiungono quando, al termine di un ciclo di monitoraggio, si rileva il superamento, per uno o più inquinanti, del livello di attenzione o di allarme. Quando questi livelli vengono raggiunti scatta una serie di provvedimenti finalizzata alla difesa della popolazione da eventuali esposizioni a rischio.


Denominazione del valore di riferimento Tipo di dato Unità di misura Valore limite Max superamenti annuali
Valore Limite
 
Media oraria µg/mc <= 350 24
tra Valore Limite e
Valore Limite +
Margine di Tolleranza
Media oraria

µg/mc

351 – 380  
oltre il
Valore Limite +
Margine di Tolleranza
Media oraria µg/mc > 380  
Valore Limite
 
Media
giornaliera
µg/mc 125 3

 

 

tratto dal sito www.nonsoloaria.com

n.b. pare che l’odore stia finalmente diminuendo nelle zone più a margine dell’alta val d’agri, ma non è tollerabile che queste cose avvengano ancora, dopo quanto accaduto e dopo quanto sopportato dalla val d’agri

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auguri di pronta guarigione…

Migliorano le condizioni del presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, ricoverato la notte scorsa all’ospedale San Carlo di Potenza e sottoposto ad angioplastica da parte dell’equipe medica guidata dal dott. Del Prete.
Il governatore lucano, che già nei giorni scorsi aveva avvertito qualche piccola avvisaglia, tanto da sottoporsi ad una prova da sforzo, era rientrato ieri a Lauria per trascorrere un breve periodo di riposo.
Nel ringraziare i medici e i dirigenti del San Carlo che gli hanno reso visita questa mattina presso il reparto Utic, il presidente Pittella ha tenuto a tranquillizzare quanti, preoccupati del suo stato di salute, stanno telefonando per avere informazioni.
Nino Grasso – Portavoce Presidente Regione

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e pur giudicando detestabili i suoi atteggiamenti, feudale il suo sistema di gestione del potere, dannosa per questa terra la sua presidenza, deteriore la qualità umana del suo personale politico, tra cui l’estensore del comunicato, orrido e coloniale il suo legame valvassino con il presidente del consiglio, non voglio però far mancare a marcello il mio più sincero augurio di una pronta guarigione…perché le divergenze umane e politiche non debbono farci dimenticare di “restare umani”

miko somma 

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ultime renzate…

10/08/2016

renzi tenta di comprarsi il voto dei più poveri, promettendo che gli “EVENTUALI” risparmi derivanti dalla riforma, 500 milioni annui (che però non ci sono proprio a voler spulciare le voci di bilancio), ovvero con gli spiccioli, come fossero dei morti di fame che lui immagina alla questa, e non cittadini a cui vanno garantiti diritti per avere doveri…quest’uomo ed i suoi boiardi stanno inquinando la psiche del paese con mirabilie retorico-congetturali che non stanno in piedi…occorre allontanarlo con un secco NO ai suoi napoleonici progetti di avere tutto nelle sue mani

09/08/2016

il messaggio che i media, ormai tutti filogovernativi dopo le epurazioni e le nomine di boiardi, stanno facendo passare è che il no al referendum sia strumentale battaglia grillina e di destra, e ciò allo scopo di ricompattare l’elettorato pd sotto una bandiera e non secondo il libero convincimento, mentre si tace del tutto sulla sinistra, nella sua accezione diffusa, che è per il no…essere di sinistra, con valori e memorie di sinistra, porta naturalmente al NO a questa riforma pasticciata ed illiberale

07/08/2016

per quanto io possa detestare una grillina che ha servito nel pollaio avvocatizio di previti, e che proprio non comprende il valore della candidatura olimpica della sua città, è intollerabile che in poche settimane si sia aperta una battaglia tanto feroce, per problematiche tanto antiche, contro un sindaco eletto al ballottaggio con il 70% dei voti…credo non durerà molto per l’intrinseca incapacità grillina di passare dalla lotta al governo, ma lasciatele un po’ di tempo per tentarci, no? (ma per chi credete si stia montando questa querelle?)

06/08/2016

ok, renzi porta sfiga agli atleti italiani con i suoi sms ansiogeni che deconcentrano…ma chi crede di essere ‘sto peracottaro?

05/08/2016

vedere a reti ormai unificate (i tiggì riuniti), appecorate a megafoni di propaganda, il prodittatore renzi gigioneggiare, pronto ad intestarsi vittorie da trasformare in spot per il si, mi fa venir voglia di gufare contro gli azzurri, ma non lo farò perchè quegli atleti hanno faticato duramente per essere a rio, ai giochi olimpici, a rappresentare il paese…e mentre il ricordo di una medaglia olimpica rimane nella memoria collettiva, di te spero il paese intero possa presto ricordarsi come di una fastidiosa diarrea

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bologna non si dimentica…

03/08/2016

ricordo ancora la mattina di quel 3 agosto dell’80, attonito e come fosse ieri, il titolo a tutta pagina di repubblica, DELITTO DI STRAGE, che compendiava la certezza ormai acquisita dai fatti, dopo voci di un incidente impossibile che avevano accompagnato la conta dei morti, 85, che fosse un orribile e mostruoso attentato, e mi chiedo oggi se non sia il caso che le massime autorità la smettano di essere ipocriti, invocando una verità che è nelle loro disponibilità favorire, aprendo gli archivi e così aiutando a svelare i mandanti della strategia della tensione e dei tanti eccidi che vanno sotto il nome di STRAGI DI STATO, perchè videro la connivenza diretta di apparati dello stato in combutta con mafia, fascisti, piduisti, servizi deviati, alleati della nato, certa opinione perbenista e diffusa che ci fosse troppa confusione per il corso degli affari e quei salotti internazionali che in italia avevano deciso servisse l’uomo forte in un regime presidenzialista…

oggi tutto ciò, mutatis mutandis, rischia di avverarsi con una riforma costituzionale la cui vera sostanza e natura è il concentrarsi assoluto di troppi poteri nelle mani di una sola persona, ma confido nell’amore degli italiani per la democrazia e nel loro NO a questa riforma figlia del piano di rinascita democratica dell’allora loggia massonica P2, coinvolta direttamente nei depistaggi delle indagini e forse nell’organizzazione stessa della strage

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