buon natale

il mio augurio di natale?…che possiate ritornare tutti bambini per qualche ora, perchè i bambini sono sempre sinceri ed anche quando raccontano bugie lo fanno perchè noi adulti proprio non possiamo capire quanto è difficile, a volte, essere bambini…come ad aleppo e dovunque vi sia un bimbo a cui non è consentito giocare per diventare grande…

BUON NATALE A TUTTI!!!

da miko somma e da comunità lucana

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una passerella

24/12/2016

anni per conoscere i nomi degli agenti che arrestano riina per ovvia protezione degli stessi e delle loro famiglie…

non avrei rivelato i nomi degli agenti che hanno ucciso la bestia di berlino…

una passerella per mediocri ministri che ora mette a rischio due famiglie

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sono per il proporzionale…

come tutti sappiamo, tra la fine di gennaio e febbraio, la corte costituzionale emetterà sentenza sull’italicum, ovvero la legge elettorale prevista per la sola camera (e si, il guitto di rignano era così convinto che la riforma costituzionale sarebbe passata che neppure gli è passato per la testa che in caso contrario il paese avrebbe avuto due sistemi elettorali, l’italicum alla camera ed il consultellum al senato), sentenza che probabilmente lo dichiarerà incostituzionale per gli stessi vizi con cui è stato dichiarato incostituzionale il porcellum, ossia un premio di maggioranza troppo ampio e la sostanziale mancanza di preferenze…

il dibattito di questi giorni, dopo il si del pd al mattarellum come legge elettorale, apre un dibattito serrato non solo sulla validità dei due sistemi, ma sull’approccio generale al sistema di voto e così sulla qualità stessa della democrazia eletta o nominata, ma vediamo le sostanziali differenze tra i due sistemi…

- il mattarellum, con cui abbiamo votato dal 1993 al 2005 è un maggioritario a turno unico per il 75 per cento dei voti, con il recupero proporzionale del restante 25%, un sistema misto che incentiva le coalizioni, perché i 3/4 dei seggi (475 alla camera e 232 al senato) sono assegnati a chi vince il collegio, per il quale ovviamente si punta a una coalizione pre-elettorale, apparentemente quindi un buon sistema perché dichiara in anticipo gli accordi, pur avendoci però la storia elettorale del paese insegnato che queste coalizioni (sostanzialmente ulivo e polo delle libertà) non sempre sono rimaste coese dopo il voto

- il consultellum, venuto fuori dopo la sentenza del gennaio 2014 che ha dichiarato incostituzionale il porcellum, è un sistema molto simile a quello con cui abbiamo votato dal 1948 al 1992, un proporzionale semplice a preferenza unica, dove tutti i seggi vengono assegnati in base ai voti ricevuti, senza premi di maggioranza e le cui soglie di sbarramento sono pari al 2% per cento per i partiti coalizzati e del 4% per cento per quelli non coalizzati, in modo che ciascun partito possa anche correre da solo per poi stipulare accordi con altre forze politiche dopo le elezioni, un sistema che fotografa la realtà del consenso che però ha come unico difetto che la stessa storia ricorda, quello che i partiti minori diventavano decisivi per raggiungere la maggioranza

ovviamente, pur vendo valore di giurisprudenza, il consultellum non è una legge elettorale, serverdo per renderlo efficace una legge del parlamento, legge che ovviamente attenderà  la sentenza della corte costituzionale proprio sull’italicum

quindi fatte salve le modifiche che una nuova legge potrebbe apportare sia al mattarellum che al consultellum, il dibattito che si apre è sostanzialmente se sia migliore un sistema maggioritario o un sistema proporzionale, dibattito che secondo il sottoscritto è assurdo si imperni solo e soltanto sul tema governabilità, ma deve necessariamente tenere conto al massimo grado del tema rappresentatività, ossia della capacità di una legge di consentire la libera esplicazione delle scelte politiche degli italiani…

e naturalmente intuirete che tra le due il sottoscritto non sceglie la prima, che stabilisce regole del consenso forzate intorno al “meno peggio”, come l’esperienza ci ha insegnato costringere le scelte politiche, ma sceglie la seconda, e la sceglie perché il parlamento in questo modo ritorna sovrano nella determinazione di una maggioranza di governo, ma soprattutto si ripristina una relazione diretta tra elettore ed eletto che neppure il collegio uninominale è in grado di garantire, dovendosi tener conto che all’elettore non è consentito affatto scegliere l’eletto in un simile collegio, ma deve uniformarsi alla scelta che ha monte ha portato alla sua “nomina”…

credo infatti fermamente che i guai politici del paese siano iniziati proprio con la perdita di questa relazione diretta che il vecchio proporzionale, con tutti i suoi difetti evidenziati dalla possibilità con ben tre preferenze (voto di scambio e voto controllato), assicurava, nella lettura di una volontà popolare che appunto fotografava nelle preferenze la scelta di quale candidato avrebbe rappresentato il territorio, sia nel bene che nel male, perché, ricordo a tutti che in un DEMOCRAZIA PARLAMENTARE il parlamento non è il “governo dei migliori” (e francamente non si comprende quale possa essere mai il criterio di scelta di questi “cavalieri senza macchia”), ma la rappresentazione plastica del paese nei suoi vizi e nelle sue virtù…

si è infatti assistito negli anni all’assottigliarsi, fino a sparire del tutto, del legame tra elettore ed eletto, con quest’ultimo che sempre più finiva per dipendere dalla scelta di un segretario di partito o di un comitato interno ad un partito nell’ovvietà della stipula di una “cambiale” tra il proprio libero convincimento, garantito dalla costituzione con l’assenza di vincolo di mandato, e la pressione del potere che gli aveva consentito l’accesso al parlamento, fino alla soppressione di ogni forma residuale di volontà dell’elettore con il porcellum (la famosa “porcata” con cui calderoli, l’ideatore della legge la aveva definita subito dopo la sua approvazione), elettore a cui non rimaneva altra scelta che votare un simbolo od un personaggio che lo rappresentava, nella definitiva caduta nella personalizzazione della politica…

in altri termini non si votava per tizio, caio o sempronio, per la rappresentanza del territorio, ma per il capo del partito e la sua suggestione che preventivamente “sceglieva” gli eletti che non potevano essere altro da lui, finendo per divenire dei ”signor-si” pronti a votare tutto pur di mantenere il seggio…vi ricorda forse qualcosa dell’oggi?…
beh, direi di si, visto che l’attuale parlamento è stato appunto votato con il porcellum ed in buona misura è illegittimo (ricordo che la corte costituzionale, nello stabilire quel principio di continuità costituzionale, ha dovuto esprimere forse per la prima volta nella sua storia un principio politico che non le competeva – ma insomma, ricorderete tutti il periodo e lo stallo istituzionale in cui il paese stava precipitando) e con l’italicum poco o nulla sarebbe cambiato, perché se è vero che consentiva un certo grado di preferenze oltre i capilista BLOCCATI, circa 100 nominati, è del tutto ovvio che se il segretario di un partito metteva in lista come concorrenti un medico o uno studente, per motivazioni abbastanza ovvie allo studente sarebbe toccato il ruolo di comparsa…
e torniamo allora a bomba al tema vero, ossia se convenga al paese avere un sistema elettorale di tipo maggioritario ancora in mano ai partiti ed ai loro centri di potere interni o se non convenga invece, con adeguati correttivi, un sistema proporzionale che apre la scelta dei partiti di una lista elettorale al giudizio degli elettori, nella consapevolezza che tale seconda opzione non è certo risolutiva né della governabilità, che forse andrebbe ricercata in accordi di coalizione pre elettorali dichiarati in grado di evitare l’eccesso di frammentazione ed in una migliore e più serena dialettica parlamentare, che sarebbe quasi ovvia in un paese maturo, tesa a limitare gli eccessi decisionali dei leaders e dei loro cerchi magici ed a riportare la barra al nucleo della presenza di un parlamentare nel paese, rappresentarlo tutto e nel suo territorio di elezione, né della effettiva rappresentatività del meglio che il paese stesso è in grado di offrire, limitandosi a rappresentare cIò che il paese è, nel bene e nel male, come già qualche illustre politico di fine ottocento-inizio novecento dichiarava, ma rappresentadosi così i cittadini italiani, nei loro vizi e nelle loro virtù, e non più altro…
e credo che riportare i cittadini al centro delle scelte, qualunque siano le scelte che starà poi al parlamento mediare nel dialogo tra le opinioni e non più nell’antitesi eticista tra un bene, generalmente un noi, ed un male, di solito gli altri, sia l’unica strada percorribile per un paese che merita classi politiche migliori nella maturità del popolo che “qualche volta” sa scegliere meglio di chi dovrebbe rappresentarlo
miko somma 

 

 

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identità o identitarismo?…

L’identità nasce dalla conoscenza del sè, delle proprie radici che si trapiantano nell’oggi, l’identitarismo da una sopravalutazione prevaricante e spesso infondata culturalmente di quelle stesse radici che divengono culto e totem di società senza reale consapevolezza del sè…la prima è la vera sfida che la sinistra ha di fronte per combattere la global-finanza a partire dai territori, la seconda, sempre di destra, è invece trastullo collettivo, deriva psicotica o strumento divisivo di quello stesso sistema che gioca con i popoli

miko somma

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lo dico a roberto speranza…

22/12/2016

lo dico a roberto speranza….

Roberto Speranza daticamera.jpgGiuliano Poletti crop.jpg

doveroso procedere alla sfiducia di poletti…le sue frasi sono indegne di un ministro della repubblica e lui è stato indegno di ricoprire tale carica…e qualcosina sul figlio e sul mezzo milione di contributi per l’editoria pur dovrebbe raccontarcela, il ministro

miko somma

ansa – E’ stata depositata questa mattina al Senato una mozione di sfiducia nel confronti del ministro del Lavoro Giuliano Poletti, firmata dai senatori di Sinistra italiana, del M5S, della Lega e di alcuni senatori del Gruppo Misto. Lo rende noto un comunicato dell’ufficio stampa di Sinistra italiana al Senato. Al centro  dell’interrogazione le parole di alcuni giorni fa del ministro Poletti sul numero crescente di giovani che vanno all’estero. 

  Il Ministro – si legge nella mozione – “ha nelle ultime settimane dato riprova di un comportamento totalmente inadeguato al suo ruolo, esprimendosi in più di un’occasione con un linguaggio discutibile e opinioni del tutto inaccettabili”. In particolare – si legge nella nota di Sinistra Italiana – la mozione di sfiducia ricorda la dichiarazione “inaccettabile e che compromette la libertà di voto dei cittadini” del Ministro Poletti sulla possibilità di evitare il referendum sul Jobs Act grazie allo scioglimento delle Camere e alla convocazione delle elezioni politiche, e le “affermazioni gravissime” dello stesso Ministro sui giovani italiani costretti a cercare lavoro all’estero.

Dopo la notizia del mezzo milione di euro di contributi pubblici ricevuti da Manuel Poletti, figlio del Ministro e direttore del settimanale Sette Sere, intervistato sul Fatto quotidiano di mercoledì 21 dicembre, la Lega Nord, per voce del segretario provinciale di Ravenna, Samantha Gardin, annuncia “un esposto in Procura e alla Guardia di Finanza per verificare la regolarità dei contributi all’editoria concessi a Poletti Jr. con suo padre nel ruolo di ministro“. “E’ evidente che sulla vicenda si deve andare a fondo – dichiara la Gardin – per questo motivo nei prossimi giorni ci muoveremo per presentare un esposto in Procura e far luce sull’effettiva regolarità nella procedura di assegnazione ed erogazione del contributo nonché sull’assenza di qualsiasi interferenza nel processo valutativo”.

Poletti: sui social e' bufera sul figlio Manuel © ANSA

manuel poletti

Speranza a Poletti, via voucher o sfiducia - “Lettera aperta al ministro Poletti: via i voucher o sfiducia”. Così su twitter l’esponente della minoranza Pd, Roberto Speranza, si rivolge al ministro del Lavoro già nel mirino delle opposizioni per le frasi sui giovani all’estero.

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un deficiente…

20/12/2016

sono troppo turbato dall’attentato a berlino, in una strada ed in un punto in cui sono passato tante volte, per indignarmi per le parole di un deficiente, ovvero il ministro del lavoro poletti, a cui auguro di terminare presto la sua carriera di ministro

miko somma

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non ho parole…

(ANSA) – POMPEI (NAPOLI), 19 DIC – Cade una teca espositiva dei reperti in mostra nell’Antiquarium di Pompei, e finiscono in frantumi anforette e alcuni lacrimatoi in vetro. Questa mattina, intorno alle ore 9, i custodi della Mostra ”Il corpo del reato”, inaugurata venerdì scorso negli Scavi di Pompei, hanno scoperto il danno causato ai preziosi oggetti in esposizione che sono caduti riducendosi in frantumi. Sgomenti i custodi che hanno effettuato la scoperta, comunicandola immediatamente alla direzione della Soprintendenza archeologica di Pompei dove fervono i preparativi per la riapertura di una parte della Casa dei Vettii annunciata per venerdì prossimo e alla quale dovrebbe partecipare anche il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini.

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 e come avrebbe mai fatto una teca a cadere senza una spinta, naturale o umana che fosse?…semplice o la teca non era montata bene o il materiale di supporto era scadente…ovvero la colpa di questa perdita che spero sia recuperabile con un restauro o è chi ha montato o di chi ha fornito i materiali…in entrambi i casi mi auguro che si vogliano accertare i fatti e non limitarsi al “dolore”, perché qualcuno deve pagare per un accadimento che mi lascia senza parole!!!! 

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la stonehenge lucana attende il solstizio d’inverno…

ne parlai a suo tempo, quando finalmente il segreto di questo megalite cominciò a farsi meno criptico ed a palesare la sua funzione, ma ripropongo oggi alla vostra attenzione questo incredibile sito archeologico che ospita la nostra antichissima regione, in questo lancio ansa 

Risultato immagine per 'petre de la mola'

ansa – Conto alla rovescia per il solstizio d’inverno, che si verifica il 21 dicembre, una data attesa già 3mila anni fa nelle ‘Stonehenge’ d’Italia, da Petre de la Mola in Basilicata ai megaliti della valle del Belice in Sicilia. I calendari in pietra italiani risalgono quasi tutti alla Tarda Età del Bronzo e sono stati costruiti con la stessa tecnica di Stonehenge in Gran Bretagna, “che consiste nell’osservare la posizione del sole nel giorno più corto o più lungo dell’anno e creare dei ‘punti di mira’”, ha spiegato l’archeoastronomo Vito Francesco Polcaro, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).

Il solstizio d'inverno alle “Petre de la Mola” (fonte: Francesco Foschino)

Fra gli ultimi scoperti c’è ‘Petre de la Mola’ sulle Dolomiti Lucane. Il complesso è un affioramento naturale di roccia calcarea che è stata modificata, ha spiegato Polcaro, “sovrapponendo una lastra ad una spaccatura naturale della roccia per creare una galleria che permette di osservare il Sole al tramonto del solstizio d’inverno. Lo stesso giorno, e solo in quello, a mezzogiorno il Sole appare dallo stesso punto di osservazione in una piccola fenditura artificiale a sinistra della galleria, dando l’avviso del fenomeno che si verificherà al tramonto“. Anche sul Monte Stella nel Cilento, c’è un calendario simile.

Risultato immagine per 'petre de la mola'

Si chiama ‘Preta ru Mulacchio’ che nel dialetto cilentano, significa ‘Pietra del Figlio Illegittimo’ perché era associato anche ai riti di fertilità. Altri megaliti di questo tipo si trovano in Sicilia nel Belice, risalgono al 1700 a.C e sono delle grandi lastre a forma di triangolo che servono a osservare la posizione del Sole quando sorge nel giorno del solstizio di inverno e d’estate. Infine in Puglia, a Trinitapoli, ci sono buche scavate nella roccia, allineate con la direzione del Sole, nel solstizio d’inverno e d’estate.

Risultato immagine per 'petre de la mola'

le foto riguardano la nostra stonehenge sulle dolomiti lucane

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parliamo di aglianico del vulture…

tratto dalla pagina https://www.facebook.com/TavernaOraziana/

parliamo di aglianico, ovvero il più pregiato vino delle tavole lucane (che annoverano però altri vini nobili di cui parleremo) definito non a caso “Barolo del Sud” per via delle sue eccellenti caratteristiche organolettiche per certi versi simili a quelle del rinomato vino piemontese

Zona di produzione
l’articolo 3 del Decreto del Presidente della Repubblica 18/02/1971 conferisce il marchio DOC al vitigno Aglianico del Vulture.
I comuni interessati alla produzione sono Rionero in Vulture, Barile, Rapolla, Ripacandida, Ginestra, Maschito, Forenza, Acerenza, Melfi, Atella, Venosa, Lavello, Palazzo San Gervasio, Banzi, Genzano di Lucania, Montemilone.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

La vendemmia
La vendemmia viene tradizionalmente effettuata a partire dalla seconda metà di ottobre per 3-4 settimane, sino alla metà di novembre. La resa massima per ettaro è stabilita in 100 quintali, mentre la resa delle uve in vino non deve superare il 70%. L’intero processo produttivo, compresa la vinificazione e il successivo invecchiamento obbligatorio, deve essere svolto interamente nell’ambito della zona di produzione sopra specificata.

L'immagine può contenere: pianta, frutta, cibo e spazio all'aperto

L’Aglianico del Vulture DOC viene prodotto da oltre 50 aziende presenti sul territorio, per un totale di oltre 1500 ettari coltivati. Le aziende vitivinicole producono oltre 3.8 milioni di bottiglie all’anno, commercializzate con 113 etichette diverse.

Caratteristiche organolettiche
colore: rosso rubino intenso che con l’invecchiamento assume riflessi granato-aranciati
odore: armonico, fruttato e cresce in intensità e gradevolezza con l’invecchiamento
sapore: al palato presenta un sapore asciutto, caldo, sapido, molto armonico ed equilibrato e che con l’invecchiamento diventa sempre più vellutato; il contenuto di tannini è ideale e con l’invecchiamento diventa sempre più vellutato ed imponente al palato.

Questo vino si presta in modo ideale all’invecchiamento, nelle tipologie “Vecchio” (invecchiato almeno 3 anni, di cui due in barriques) e “Riserva” (minimo 5 anni, anche in questo caso almeno due anni in barriques).

L’Aglianico del Vulture non invecchiato non può essere messo in vendita prima che sia trascorso un anno dalla vendemmia, e comunque non prima del 1° novembre dell’anno successivo. Esiste la tipologia “Spumante”.

Oltre alle specialità a DOC e DOCG, in questa zona della Basilicata si producono anche vini senza marchio ma comunque degni di menzione come ad esempio l’“Aglianico di Filano”, l’“Aglianico Dolce” e l’“Aglianico di Rionero”, oltre a numerose produzioni di tipo familiare.

Abbinamenti
Si presta particolarmente bene all’abbinamento con carni (rosse soprattutto, ma anche bianche) grigliate, allo spiedo o al forno. Ideale per brasati, arrosti e ricchi piatti a base di selvaggina e cacciagione, e con formaggi stagionati saporiti come il caciocavallo lucano oppure il canestrato di Moliterno IGP prodotto con latte di pecora e capra o con piatti a base di questi formaggi (vedi strascinati cacio e crusch’) a temperatura di servizio consigliata di 18-20°C. La versione spumantizzata è ideale per crostate di frutta, piccola pasticceria e dolci tradizionali. In questo caso il vino va servito più freddo, intorno agli 8-12°C circa.L'immagine può contenere: cielo, pianta, nuvola, montagna, spazio all'aperto e natura

 

Storia
L’Aglianico del Vulture (come tutti i vitigni appartenenti all’Aglianico) ha origini che si ritengono introdotte dai greci nel sud Italia tra il VII-VI secolo a.C, visti anche i resti di un torchio di età romana ritrovati nella zona di Rionero in Vulture ed una moneta bronzea raffigurante l’agreste divinità di Dionisio, coniata nella zona di Venosa nel IV secolo a.C.

L’origine del suo nome è incerta, c’è chi sostiene che sia ispirato all’antica città di Elea (Eleanico), sulla costa tirrenica della Lucania, e chi lo considera una storpiatura della parola Ellenico. Gli antichi romani lo ribattezzarono poi “Vitis Ellenica” e lo sfruttarono anch per produrre il vino Falerno, il vino degli imperatori.

Una delle testimonianze storico-letterarie sulla storia di questo vitigno ci sono state lasciate da Orazio, poeta latino di Venosa che esaltò le bellezze della sua terra e il vino in questione.

Durante il dominio svevo, Federico II promosse la coltivazione del vitigno. Nel 1280 Carlo I d’Angiò, in vista di un soggiorno estivo a Castel Lagopesole con la corte angioina, ordinò al giustiziere di Basilicata la fornitura di 400 salme (pari a 185 litri) di vino autoctono, da lui chiamato “vino rubeo Melfie”. Inoltre, il sovrano angioino emanò disposizioni per la tutela dei vigneti regi e condannò il secreto Costantino Caciole di Trani per essersi disinteressato ai vigneti di Melfi. I vini del Melfese, graditi ai regnanti svevi e angioini, furono anche richiesti ed apprezzati dai mercanti fiorentini dell’epoca. Il notevole incremento della viticultura, legato anche ai nuovi impieghi del vino modificò il paesaggio delle campagne, tanto che nel XV secolo i vigneti occupavano interamente le pendici del Monte Vulture tra Melfi, Rapolla e Barile. Le fonti di quel periodo citano il “vino rosso di Melfi”. Le cantine erano spesso ricavate nelle grotte (a Melfi, un inventario del 1589 ne registrava 110).

Il nome originario (Elleanico o Ellenico) fu cambiato nell’attuale Aglianico durante la dominazione aragonese nel corso del XV secolo, a causa della doppia ‘l’ pronunciata ‘gl’ nell’uso fonetico spagnolo.

Un vino unico per tipologia, spettacolare, sia invecchiato che fresco, che esalta la cucina lucana

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povera capitale…

16/12/2016

i grillini non avevano e non hanno personale dirigenziale ed amministrativo di area in grado di governare roma (figurarsi il paese)…la raggi ha semplicemente attinto dall’area politica che le è congeniale, la destra romana, e da quella che per trascorsi lavorativi – era nello studio di previti – ha avuto modo di conoscere…ciò detto i piddini romani dovrebbero astenersi da ogni commento, perchè un sindaco roma lo aveva e dal notaio ci sono andati i loro consiglieri

miko somma

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LO CHIEDO ALLA MAGISTRATURA…che accade al centro olii di viggiano?

questa non è certo la solita fiammata, ma forse c’è qualcosa che sta accadendo al centro olii di viggiano che qualcuno pur deve spiegare

foto postate poco meno di due ore fa e tratte dal profilo facebook di giambattista mele, medico a viggiano, che non ho avuto il tempo di informare sulla “cattura” delle foto e che quindi ringrazio in anticipo

L'immagine può contenere: cielo, nuvola e spazio all'aperto

L'immagine può contenere: montagna, nuvola, cielo, spazio all'aperto e natura

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la domanda che si pone forte è quindi “che sta accadendo di così anomalo in quell’impianto tanto pericoloso che avrebbe bisogno di un monitoraggio pubblico costante h 24, da sollevare una nuvola di fumo così denso e nero?…che cosa sta  uscendo da quella fiaccola?…

e dal momento che presumibilmente né arpab, né la regione basilicata diranno alcunchè, lo chiediamo alla magistratura potentina…CHE STA ACCADENDO AL CENTRO OLII?…CI SONO RISCHI PER LA SALUTE DEI LAVORATORI E DEGLI ABITANTI DELLA VALLE?

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non rimontate più quei pali

Possiamo dirlo che a noi potentini la nostra p.zza m. pagano (p.zza prefettura) piace senza quegli assurdi pali della luce che fanno tanto lager, e che dopo il capodanno rai vogliamo non vengano più rimontati?
Condividete la mia idea?

L'immagine può contenere: persone in piedi, notte, cielo, albero e spazio all'aperto

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gentiloni con riserva…

tra il dito, gentiloni (sia chiaro, non mi piace affatto, ma è persona del tutto diversa per stile formale dal predecessore, e non è poco) e la luna (la legge elettorale), direi che occorre guardare alla seconda ed a chi la farà, il parlamento e non più il governo…si tranquillizzino così grillini e salvini perchè al voto ci si arriva presto se collaborano a quella legge con senso di responsabilità istituzionale…

p.s. forse sfugge che mattarella ha fatto fuori politicamente renzi, non cedendo al suo ricatto

ma che non si sogni affatto di riproporre la boschi ad un dicastero

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