le vittime italiane di barcellona…ed i 4 maiali ricercati…

sono bruno gulotta di legnano e luca russo di bassano del grappa le due vittime italiane dell’attentato a barcellona che ha causato 14 vittime ed un centinaio di feriti…vittime che, in seguito al trascorrere delle ore sono aumentate a tre, purtroppo aggiungendosi a queste anche una nostra corregionale, carmen lopardo, 80 anni, da più di 60 residente in argentina, originaria della provincia di potenza…

L'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridono, primo piano

ed ecco le foto dei quattro maiali ricercati per questo abominio, moussa oukabir (17 anni), mohamed hychami (24), younes abouyaaqoub (22) e said aallaa (18), tutti di origini marocchine…mi spiace solo aver dovuto accostare le foto di queste povere vittime a quelle di 4 porci (e dico porci con l’intento di non offendere i maiali che son più nobili di questa giovane feccia che va eradicata subito)…che il loro dio li fulmini!!!…e pare che, sempre dalle ultime notizie, li abbia invece fulminati tutti la polizia spagnola, tra i 5 uccisi a cambrils…

L'immagine può contenere: 4 persone, persone che sorridono, sMS

18 agosto 1860…

Risultato immagine per 18 agosto 1860

vorrei, senza enfasi unitaria che spesso è stata solo retorica di regime o, al contrario, senza rancori post-unitari che spesso, oltre la macchietta nostalgica borbone, sono solo il segno di una liberazione non seguita da una reale cittadinanza egalitaria, pagata poi con le stragi disumane del 1861-65 spesso spacciate come lotta al brigantaggio, in realtà vere e proprie stragi di stato con tanto di legge che le autorizzava (la legge pica contro il manutengolismo), ricordare che il 18 agosto 1860 potenza insorse contro i borboni e la loro guarnigione numerosa (oltre 400 soldati), spalleggiata da truppe di insorti giunti dalla val d’agri e da rionero, si liberò sanguinosamente sulle barricate (morirono giovanni e gaetano crisci, luigi guerreggiante e giosuè romaniello) e si proclamò italiana quando garibaldi era ancora fermo a milazzo (per la verità la prima comunità ad insorgere fu corleto perticata già il 16)…

tanto recita la storia e spiace davvero che il comune di potenza non abbia ancora provveduto a ricordare ufficialmente nella sua toponomastica quella data che è la sola intestazione popolare di p.zza XVIII agosto (in realtà p.zza vittorio emanuele II), insieme al prospiciente corso XVIII agosto 1860, forse troppo poco per simile avvenimento, a ricordare davvero…

e forse dovremmo provvedere, no?…e provvedere a ricordare la mattanza che seguì a quella liberazione non sentita come tale da un popolo subito tradito nelle sue attese

propongo l’intitolazione delle scale mobili marconi ai “caduti del popolo lucano nelle stragi del 1861-65″

posticipare…

In una condizione di grande sofferenza di flora e fauna a causa della lunga siccità e per impedire potenziali inneschi di incendi, chiedo al presidente della regione di posticipare di almeno due settimane l’apertura della caccia in regione, già prevista per la prima domenica di settembre…

se poi saltasse proprio il calendario, male non sarebbe

il nonno…bambino

forse non a tutti interessa, ma è una scoperta incredibile…quella del progenitore comune ad uomo e grandi scimmie che da tempo si cercava e che le ceneri di un vulcano hanno preservato quasi integro…ed in tempi di oscurantismo, provare ancora una volta la teoria evoluzionistica, non è poco…

Il cranio di Alesi, l'antenato comune di scimmie e uomo (fonte: Fred Spoor) © AnsaFOTO
Il cranio di Alesi, l’antenato comune di scimmie e uomo (fonte: Fred Spoor) © ANSA/Ansa

ansa scienza – Scoperti i resti dell’antenato comune alle scimmie e all’uomo: sono stati conservati per 13 milioni di anni dalle ceneri di un vulcano, come in una Pompei preistorica. Appartengono a un cucciolo, che alla morte aveva solo 1 anno e 4 mesi, e che i ricercatori hanno chiamato Alesi. Il suo cranio completo aiuta a ricostruire una pagina dell’evoluzione umana. Annunciata su Nature, la scoperta si deve al gruppo coordinato da Isaiah Nengo, della Stony Brook University di New York, e da Fred Spoor, dell’University College London (Ucl).

“La scoperta aggiunge un tassello alla storia dell’evoluzione umana e contribuisce a chiarirne le origini che ha in comune con le scimmie antropomorfe africane, di cui fanno parte scimpanzé e gorilla”, ha rilevato il paleoantropologo Giorgio Manzi, dell’università Sapienza di Roma.

Il fossile è stato individuato in Kenya, nella zona di Napudet, che ”ci offre un raro scorcio di un paesaggio africano di 13 milioni di anni fa”, ha detto uno degli autori, Craig Feibel dell’università americana Rutgers-New Brunswick. “L’eruzione di un vulcano vicino – ha aggiunto – ha infatti seppellito la foresta dove ha vissuto il cucciolo, preservando gli alberi fossili e minerali vulcanici”. I resti di Alesi, conservati dalle ceneri vulcaniche, sono stati attribuiti a una nuova specie del genere Nyanzapithecus, un gruppo molto vicino agli ominoidi, ossia a una superfamiglia di primati che comprende l’uomo, le scimmie antropomorfe e un’altra specie di scimmie, i gibboni.

Per la prima volta, quindi, l’antenato comune di scimmie antropomorfe e uomo ha un volto e un luogo di nascita. Si sa pochissimo infatti dell’evoluzione di questi antichissimi primati e, soprattutto, finora non si aveva alcuna certezza che fossero nati in Africa. Alcuni studi, ha spiegato Manzi, collocavano l’antenato comune a Nord del Mediterraneo, “ma questa scoperta mette le cose a posto”.

Il cranio di Alesi ha le dimensioni simili a quelle di un limone e a prima vista il suo piccolo muso somiglia a quello di un cucciolo di gibbone, ma le immagini ai raggi X ottenute in Francia, presso il Centro europeo per la luce di sincrotrone Esfr (European Synchrotron Radiation Facility) di Grenoble, hanno rivelato la sua struttura interna.

E’ stato così evidente che la cavità del cervello, i denti, le orecchie interne, con i tubi auricolari completamente sviluppati, hanno caratteristiche comuni tanto alle scimmie antropomorfe che all’uomo. Che la nuova specie non fosse certamente gibbone è dimostrato anche dall’organo di equilibrio nelle orecchie interne. “I gibboni sono noti per i loro movimenti acrobatici sugli alberi , ma le orecchie interne mostrano che Alesi non avrebbe potuto avere la stessa abilità”.

Pubblicato in Blog

se penso a certi italiani…

se penso al demente che appiccava i roghi per poterli poi spegnere a 10 euro l’ora e che sulla sua bacheca fb inneggia al duce ed a di battista, non posso non pensare al vigile in mutande che timbra il cartellino e va via, postando allegramente sempre su fb “politici ladri”, nel crescere di una domanda “ma che cacchio hanno nella testa alcuni italiani?”…

credo il paese sia sì questo, ma è anche altro, le persone civili e sociali che ancora mi fanno credere che possiamo farcela solo se ai figli si trasmettono altri valori di quelli con cui son cresciuti questi esseri schifosi

Pubblicato in Blog

e guardiamolo ‘sto cielo…

L'immagine può contenere: notte e cielo

L'immagine può contenere: notte, cielo e spazio all'aperto

L'immagine può contenere: notte

L'immagine può contenere: notte e cielo

 

L'immagine può contenere: notte e cielo

alcuni astro-scatti dai cieli della val d’agri…e guardiamolo ‘sto cielo, di notte, quando lo spettacolo è, luci cittadine permettendo, l’universo o la piccolissima parte che anche ad occhio nudo possiamo ammirare, perdendoci nella sia immensità

foto scattate con un teleobiettivo 70-300, ingrandite e corrette artigianalmente

Pubblicato in Blog

l’arma di distruzione di massa…

i danni da siccità e caldo, per non parlare degli incendi tutti dolosi o colposi, alla vegetazione arborea si stanno facendo evidenti – quando interi palchi di rami sono secchi, come a tanti sarà capitato di notare già lungo i bordi delle strade, la pianta in oggetto è in estrema sofferenza e rischia la morte- troppo evidenti perchè non appaia chiaro anche agli scettici che il cambiamento climatico è accelerato, molto più accelerato di quanto l’accordo di parigi sottende, e colpisce maggiormente le regioni meridionali, che cominciano a “virare” verso la desertificazione e tra la cui fauna sempre più spesso capita di osservare specie aliene al territorio per via del mutamento di areali che spinge soprattutto insetti e rettili, ma anche pesci ed invertebrati marini, sempre più a nord, in una migrazione inarrestabile…

quindi o cominciamo a fare la danza della pioggia o come mediterranei ci convinciamo che il sistema produttivo del nord deve, a qualsiasi costo, impattare molto di meno e che loschi figuri come trump, nel suo negazionismo becero della realtà, sono il braccio politico della non volontà degli industriali di alcuni paesi di spendere per riconvertire sistemi industriali che sono diventati ormai armi di distruzione di massa

Pubblicato in Blog

curiosity, da cinque anni su marte

Quinto compleanno su Marte per il robot laboratorio Curiosity e la Nasa lo festeggia con un video realizzato con le migliaia di foto scattate dal rover lungo i 9,83 chilometri percorsi finora. Il rover si posò nel cratere Gale alle 7:31 (ora italiana) del 6 agosto 2012. Il segnale impiegò 14 minuti per viaggiare da Marte a Terra, che quel giorno erano a circa 248 milioni di chilometri di distanza, e quando arrivò fu accolto da applausi fragorosi e grida di gioia dalla squadra di ingegneri e tecnici del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa a Pasadena.

Cominciava così l’esplorazione di uno dei luoghi più suggestivi del pianeta rosso, in cerca di tracce di vita. Per celebrare l’anniversario la Nasa ha pubblicato un video che mostra la marcia di avvicinamento di Curiosity al suo principale obiettivo, il monte Sharp, che domina il cratere Gale. Si vede il monte far capolino lentamente all’orizzonte per poi diventare via via più vicino.

Tuttavia il rover, grande quanto un’automobile e pesante una tonnellata, ha raggiunto lo scopo primario della sua missione ben prima di cominciare la scalata della montagna. Prima di compiere il primo anno su Marte, Curiosity aveva già individuato nel cratere un grande lago d’acqua dolce ora asciutto, dove c’erano tutti gli ingredienti chimici favorevoli alla vita e che era in grado di ospitare microrganismi capaci di ottenere da rocce e minerali l’energia necessaria, come i batteri che vivono nelle sorgenti idrotermali della Terra.

 

Pubblicato in Blog

i gradi e la percezione

questa storia dei gradi percepiti è ansiogena – i gradi sono solo quelli del termometro – e spinge verso abusi di consumo di integratori ed aria condizionata, mentre la percezione del calore è strettamente personale e legata allo stato fisico esistente…rallentate invece i ritmi ed il caldo sarà più tollerabile

Pubblicato in Blog

manca sangue…

Negli ultimi due mesi tutte le regioni italiane hanno avuto carenze di sangue per le trasfusioni, e se non verranno accolti gli appelli a donare ad agosto, sono a rischio terapie e interventi chirurgici. Lo afferma il Centro Nazionale Sangue dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha registrato le maggiori carenze in Lazio, Abruzzo e Basilicata.

Lo scorso 4 luglio, sottolinea il comunicato, si è registrata la carenza maggiore, con richieste inserite nel sistema per 1.130 unità, mentre le eccedenze non hanno mai superato quota 160. Lazio, Abruzzo e Basilicata sono le Regioni che hanno segnalato le maggiori criticità, insieme a Sicilia e Sardegna, che hanno un fabbisogno particolarmente elevato a causa della presenza di numerosi pazienti, soprattutto talassemici, bisognosi di sangue per le terapie. 

“A rischio – sottolinea il direttore del Centro Nazionale Sangue, Giancarlo Maria Liumbruno – ci sono terapie salvavita, considerando ad esempio che per un paziente leucemico servono otto donatori a settimana o che le talassemie e le altre emoglobinopatie assorbono circa il 10% delle unità raccolte sul territorio nazionale, ma anche gli interventi chirurgici, se si pensa che ad esempio per un trapianto cuore-polmoni possono essere usate fino a 30-40 sacche di sangue”.
“In questi ultimi mesi in diverse occasioni – continua Liumbruno – le Regioni con capacità di produzione maggiore non sono riuscite a rispettare gli accordi programmati all’inizio dell’anno per fornire sangue a quelle con carenze croniche. È importante che tutte le Regioni cerchino di contribuire il più possibile al sistema di compensazione nazionale e che incrementino la raccolta”.

Pubblicato in Blog

quando il pensionato aggredisce l’orso…

qualche giorno fa (era il 22 luglio) la notizia di un uomo aggredito da un orso nei boschi del trentino…immediata e senza alcun approfondimento di merito sulla faccenda, la provincia aveva fatto sapere di voler riservare al malcapitato orso lo stesso trattamento della povera daniza (ricorderete il triste caso dell’orsa il cui cuore non riuscì a sopportare il dopaggio occorrente per la cattura)…ecco, le cose non sembrano siano andate come raccontato – anzi, l’esatto contrario - ed in questa luce la faciloneria della provincia di trento, nella persona del suo presidente ugo rossi del patt, partito autonomista trentino tirolese (eccolo in foto
Ugo Rossi, Presidente della Provincia autonoma di Trento) che aveva ordinato a cuor molto leggero con ordinanza la cattura dell’animale e la sua possibile uccisione se resistente con atti di aggressività, appare sconfortante…ma andiamo subito ai fatti…
————————————————————————————————–
 © ANSA
© ANSA
 

TRENTO – “C’è un vero colpo di scena nella vicenda relativa alla presunta aggressione di un orso ai danni di un escursionista trentino, al quale l’Enpa rinnova gli auguri di pronta guarigione. Secondo quanto riferito ieri (lunedì) a Radio 3 Scienza da Claudio Groff, responsabile settore grandi carnivori, servizio foreste e fauna della Provincia autonoma di Trento, sarebbe stato il pensionato ad aggredire per primo l’animale e non viceversa”. A sostenerlo è l’Ente nazionale protezione animali, in una nota, a proposito del ferimento, lo scorso 22 agosto, di un uomo che passeggiava col cane a Terlago.

“Groff, citando la testimonianza resagli dallo stesso ferito – prosegue l’Enpa – chiarisce infatti che l’idraulico settantenne di Cadine ha attaccato l’orso a colpi di bastone, perché terrorizzato dalla comparsa improvvisa del plantigrado”.

“In attesa vengano chiariti ulteriori elementi, quali – ad esempio – l’eventuale presenza di cuccioli o il ruolo giocato avuto dal cane nell’innervosire il plantigrado – continua l’associazione animalista – prende dunque corpo l’ipotesi dell’errore umano. Con buona pace di tutti coloro i quali non avevano perso tempo nell’invocare la forca per il povero orso”.

“Al presidente Rossi e all’amministrazione provinciale di Trento, che hanno dimostrato di non essere in grado di gestire la situazione né di informare o sensibilizzare i cittadini sui comportamenti corretti da tenere – conclude la presidente nazionale dell’Enpa, Carla Rocchi – chiediamo di trarre le necessarie conseguenze, fermando una inaccettabile caccia all’orso. Al Presidente del Consiglio Gentiloni chiediamo di non concedere ulteriori ‘privilegi venatori’ alla Provincia autonoma di Trento, alla quale sono già stati delegati ampi poteri per la ‘gestione’ della fauna selvatica. Che, lo ricordo, è patrimonio indisponibile dello Stato”. (ANSA).

Pubblicato in Blog