non è questa la regione che vorremmo

al netto delle persone, alcune detestabili, altre decotte, altre talmente nuove da essere già vecchie, io credo che occorra fare altro…delineare un progetto e chiamare a raccolta i lucani sul futuro di una terra che, se spartita in nome di interessi personali spacciati come nazionali, se spartita in nome di correnti partitiche, muore…contro questa gente occorre svegliarsi ed interrogarsi su quale sia la regione che vorremmo

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l’indipendenza catalana

il parlamento catalano vota si all’indipendenza, di fatto proclamando la repubblica…

ora si apre una fase ignota per la catalogna e la spagna, fase in cui non è possibile escludere il ricorso alla violenza, una fase che coinvolgerà la ue, interrogata dagli avvenimenti se essere istituzionalmente l’europa degli stati o quella dei popoli

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al lavoro

io continuo a pensare che il paese si cambi solo con i governi regionali…sarà la rete dei cambiamenti a realizzare il grande cambiamento e serve un esempio…

la basilicata?…si, decisamente si…al lavoro, dunque

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torture italiane…

ansa – STRASBURGO - Gli atti commessi dalle forze dell’ordine a Bolzaneto nei giorni del G8 del 2001 sono atti di tortura. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani che ha condannato l’Italia per le azioni dei membri delle forze dell’ordine, e perché lo Stato non ha condotto un’indagine efficace. I giudici hanno riconosciuto ai ricorrenti il diritto a ricevere tra 10mila e 85mila euro a testa per i danni morali.

Tortura anche nel carcere di Asti - Alcune guardie carcerarie di Asti nel 2004 hanno torturato due detenuti, Andrea Cirino e Claudio Renne. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani che – in un secondo giudizio dopo quello su Bolzaneto – ha condannato l’Italia per le azioni delle guardie e perché i responsabili non sono stati puniti a causa della mancanza di leggi adeguate. La Corte ha inoltre stabilito che lo Stato dovrà versare 80 mila euro per danni morali ad Andrea Cirino e alla figlia di Claudio Renne, morto in carcere lo scorso gennaio

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la solidarietà umana di 50.000 anni fa…

Il cranio di Shanidar, il neanderthaliano sopravvissuto grazie all'aiuto dei suoi simili. Visibili i segni di un colpo violento, probabilmente ricevuto quando era giovanissimo (fonte: Erik Trinkaus) © Ansa
Il cranio di Shanidar, il neanderthaliano sopravvissuto grazie all’aiuto dei suoi simili. Visibili i segni di un colpo violento, probabilmente ricevuto quando era giovanissimo (fonte: Erik Trinkaus) © ANSA/Ansa
 

ansa scienze – Lo hanno chiamato Shanidar, come la grotta in cui sono stati trovati i suoi resti, aveva perso un avambraccio, era claudicante e aveva problemi di udito, ma nonostante ciò aveva raggiunto la venerabile età di 40 anni grazie alla solidarietà dei suoi amici, neanderthaliani come lui. Vissuto circa 50.000 anni fa in quello che oggi è il Kurdistan iracheno, Shanidar non avrebbe potuto sfuggire alle prede e ad altri pericoli senza un aiuto. La sua storia singolare è stata ricostruita, e pubblicata sulla rivista Plos One, da Erik Trinkaus, dell’università americana di Washington a St. Louis, e da Sébastien Villotte, del Consiglio nazionale francese per la ricerca scientifica (Cnrs).

Impossibile dire come Shanidar possa essersi ferito al braccio e alle gambe, nessuno può dire se sia accaduto in una battuta di caccia o per difendersi da un predatore, o ancora per una brutta caduta, ma di certo era un individuo debole e molto vulnerabile. “Soprattutto la sordità lo rendeva una facile preda degli animali carnivori”, ha osservato Trinkaus. Di conseguenza Shanidar dipendeva dagli altri membri della sua comunità per la sopravvivenza.

In generale la vita di un cacciatore-raccoglitore del Pleistocene non era per niente facile, ma per un individuo con i problemi di Shanidar sarebbe stato impossibile: non avrebbe potuto sentire l’arrivo dei predatori, né fuggire. L’unica ipotesi è che coloro che vivevano con lui se ne siano presi cura, tanto da permettergli di invecchiare: 40 anni erano infatti moltissimi per gli uomini di 50.000 anni fa.

Shanidar non è il primo neanderthaliano con problemi fisici: sono già stati scoperti i resti di altri Neanderthal infortunati. Tutto questo, secondo Trinkaus, “rafforza l’idea che questi uomini, finora sottovalutati, conoscessero la solidarietà umana”. Scoperto nel 1957 dall’americano Ralph Solecki, Shanidar è stato analizzato nel dettaglio solo di recente, quando sono state scoperte le lesioni agli arti e i segni della sordità.

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forse abbiamo qualcosa da imparare o semplicemente da ricordare, ovvero che l’umanità non è la somma di tante unità, ma un contesto sociale dove deve esserci uno spazio, ovvero vita, per tutti… 

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caporetto ieri ed oggi…

esattamente 100 anni fa, il 24/10/1917 iniziava la disastrosa ritirata di caporetto dopo una sconclusionata conduzione delle operazioni del regio esercito da parte del generale cadorna, poi sostituito da armando diaz…

Risultato immagine per caporetto

gli austro-ungarici dilagarono nel veneto, fermati solo sul piave dal sangue di decine di migliaia di soldati italiani, contadini, operai, studenti che provenivano anche da quelle regioni a cui oggi si rimprovera di “pesare” sulle casse venete…

I Guerra Mondiale   1915 -18 Popolazione Basilicata: 485284

7489 Caduti e Dispersi (ovvero 1 ogni 64 abitanti) – 2112 Mutilati ed Invalidi –

pensateci, cari italiani del veneto, perchè voi siete prima italiani e poi giustamente veneti, dopo possiamo anche discutere di una costituzione più federale

ogni volta che attraverso il piave e leggo i cartelli stradali che lo indicano come “fiume sacro alla patria” mi prende un groppo in gola…credo che le patrie siano state inventate dai regimi e non dai popoli a cui è più consono il concetto di comunità, ma quei cartelli proprio mi disarmano e mi fanno pensare

Risultato immagine per piave fiume sacro alla patria

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sicurezza alimentare a rischio…

Salute, ecco la black list dei cibi più pericolosi

Il pesce spada e il tonno dalla Spagna inquinato da metalli pesanti, gli integratori e i cibi dietetici con ingredienti non autorizzati dagli Stati uniti e le arachidi dalla Cina contaminate da aflatossine cancerogene, salgono sul podio della “black list” dei prodotti alimentari più pericolosi per la salute, che vede al decimo posto i pistacchi dalla Turchia per la presenza di aflatossine oltre i limiti di legge. E’ quanto emerge dal dossier Coldiretti su “La classifica dei cibi più pericolosi” presentato dalla Coldiretti (www.coldiretti.it) al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’alimentazione di Cernobbio sulla base delle rilevazioni dell’ultimo rapporto Sistema di allerta rapido europeo (RASFF), che registra gli allarmi per rischi alimentari verificati a causa di residui chimici, micotossine, metalli pesanti, inquinanti microbiologici, diossine o additivi e coloranti nell’Unione Europea nel 2016.

Sono 2.925 – sottolinea la Coldiretti – gli allarmi scattati nell’Unione Europea con la Turchia che è il paese che ha ricevuto il maggior numero di notifiche per prodotti non conformi (276), seguita dalla Cina (256) e dall’India (194), dagli Stati Uniti (176) e dalla Spagna (171). Si tratta di Paesi con un fiorente scambio commerciale con l’Italia che – denuncia la Coldiretti – riguarda anche i prodotti più a rischio; Nel 2016 sono stati importati dalla Spagna in Italia 167 milioni di chili di pesce in aumento del 5% nel primo semestre del 2017 mentre sono quasi 2 milioni i chili di pistacchi che nel 2016 sono arrivati dalla Turchia che ha esportato in Italia anche quasi 3 milioni di fichi secchi e  25,6 milioni di chili di nocciole che rientrano nella lista nera per elevata rischiosità.

Per numero di allarmi fatti scattare nel 2016 al quarto posto della classifica si trovano i peperoni  provenienti dalla Turchia che – spiega la Coldiretti – ha fatto registrare contaminazione oltre i limiti consentiti di pesticidi,  mentre preoccupante è la situazione della frutta secca, come i pistacchi provenienti dall’Iran e i fichi secchi dalla Turchia, che sono rispettivamente al quinto e sesto posto, entrambi fuori norma per la presenza di aflatossine, considerate cancerogene anche dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA). Seguono in classifica le carni di pollo provenienti dalla Polonia, che sono state oggetto di allarme per contaminazioni microbiologiche oltre i limiti di legge, in particolare di salmonella. All’ottavo posto troviamo ancora prodotti contaminati da aflatossine, le nocciole provenienti dalla Turchia, seguiti dalle arachidi dagli USA con lo stesso problema di sicurezza alimentare, che ritroviamo ancora nei pistacchi dalla Turchia e nel peperoncino dall’India. A seguire altri prodotti – aggiunge la Coldiretti – sono stati tra quelli più segnalati, come per le albicocche essiccate dalla Turchia per contenuto eccessivo di solfiti, la noce moscata dall’Indonesia, per aflatossine e le carni di pollo dai Paesi bassi, per contaminazioni microbiologiche.

L’agricoltura italiana – continua la Coldiretti – è la più green d’Europa con 292 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp), il divieto all’utilizzo degli Ogm e il maggior numero di aziende biologiche, ma è anche al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,5%), quota inferiore di 3,2 volte alla media UE (1,7%) e ben 12 volte a quella dei Paesi terzi (5,6%).

“Non c’è più tempo da perdere e occorre rendere finalmente pubblici i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall’estero per far conoscere anche ai consumatori i nomi delle aziende che usano ingredienti stranieri”, ha sottolineato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “importanti passi avanti sono stati ottenuti con l’estensione dell’obbligo di indicare la provenienza del riso e del grano impiegato nella pasta ma molto resta da fare perché 1/3 della spesa resta anonima, dai succhi di frutta al concentrato di pomodoro fino ai salumi”. 

I CIBI PIU’ PERICOLOSI                             MOTIVAZIONE

  • Pesce dalla Spagna (96) metalli pesanti in eccesso (mercurio e cadmio)
  • Dietetici/integratori da USA (93)             ingredienti e novel food non autorizzati
  • Arachidi dalla Cina (60)                           aflatossine oltre i limiti
  • Peperoni dalla Turchia (56)                     pesticidi oltre i limiti
  • Pistacchi dall’Iran (56)                             aflatossine oltre i limiti
  • Fichi secchi dalla Turchia (53)                aflatossine oltre i limiti
  • Carni di pollo dalla Polonia (53)               contaminazioni microbiologiche (salmonella)
  • Nocciole dalla Turchia (37)                     aflatossine oltre i limiti
  • Arachidi dagli USA (33)                           aflatossine oltre i limiti
  • Pistacchi dalla Turchia (32)                     aflatossine oltre i limiti
  • Peperoncino dall’India (31)                      aflatossine e salmonella oltre i limiti
  • Albicocche secche da Turchia (29)        solfiti oltre i limiti
  • Noce moscata da Indonesia (25)            aflatossine oltre i limiti, certificato sanitario carente
  • Carni di pollo dai Paesi Bassi (15)           contaminazioni microbiologiche

Fonte: Elaborazioni Coldiretti dati Rasff 2016

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morire di sviluppo…

ansa – L‘inquinamento miete qualcosa come 9 milioni di morti l’anno (dati relativi al 2015), ovvero ben un decesso su sei si può ricollegare ad esso. L’inquinamento atmosferico (smog, particolato nell’aria ma anche inquinamento da uso domestico di combustibili fossili) è responsabile di 6,5 milioni di morti l’anno (in gran parte per malattie cardiovascolari e respiratorie); l’inquinamento idrico di 1,8 milioni di decessi annui (per infezioni gastrointestinali, parassiti, diarrea), l’inquinamento legato all’ambiente di lavoro (da tossine e sostanze chimiche) 0,8 milioni di morti annui (specie per tumori).

Risultato immagine per inquinamento

    Reso noto sulla rivista The Lancet, questo tragico bollettino è parte dei risultati della Commission on Pollution and Health, un progetto biennale che ha coinvolto oltre 40 autori di vari paesi del mondo. Usando dati del Global Burden of Disease, è emerso che la maggioranza dei decessi si colloca nel Sud del mondo, specie in paesi come India (2,5 milioni di morti in un anno) e Cina (1,8 milioni), travolti da una rapidissima industrializzazione.
    Le forme di inquinamento associate allo sviluppo industriale quali l’inquinamento atmosferico ambientale (incluso l’ozono), l’inquinamento chimico, occupazionale e del suolo fanno oggi più vittime che in passato: si è passati da 4,3 milioni nel 1990 a 5,5 milioni nel 2015.

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credo che non ci sia alcun bisogno di commenti…i dati, soprattutto quelli che declinano un aumento sensibile dei decessi e quelli che li localizzano tra india e cina, ben 4,3 milioni, stanno ad indicare non solo il legame stretto tra inquinamento e forme di sviluppo accelerate che non “vogliono” tener conto dell’inquinamento per non fermare lo sviluppo, ulteriore prova che si conosce e bene il legame tra questo, l’inquinamento e le patologie derivanti, ma anche e soprattutto quanto il liberismo in economia e così quella libera iniziativa affidata ai privati senza o con pochissimo intervento pubblico e dettar regole, ”sorvola” ogni forma di cautela, badando solo e soltanto ai numeri…non quelli dei morti e dei malati, non quelli degli esclusi da un modello che crea esclusi per creare sempre più consumatori appoggiati sulle spalle di nuovi schiavi, ma a quelli degli ormai enormi profitti di qualche centinaio di paperoni che neppure si pongono il problema di “trattenere” nei propri paesi quei denari, esportandolo in quei paradisi fiscali che sarebbe ora la politica mondiale si occupi per ottenerne la cancellazione come zone franche fiscali 

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legge elettorale…

le leggi elettorali servono a fotografare così come sono idee ed umori del popolo, la governabilità attiene invece alla politica ed alla sua capacità di trovare accordi in parlamento…

ogni tentativo di piegare le prime alla seconda induce meccanismi perversi contrari al concetto stesso di democrazia

#proporzionaleunicomodello

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