qualche domanda al sindaco de luca…

allora, come spesso accade, partiamo da un mio post di questa tarda mattinata su facebook, scritto dopo aver appreso dell’impossibilità di fissare alcun appuntamento con il primo cittadino di potenza…

“La situazione a potenza è questa: il sindaco non concede appuntamenti, punto…bene, allora scriverò un bell’articolo sul mio blog per esternargli alcune questioni di carattere pubblico a cui credo che un primo cittadino non debba sottrarre le sue orecchie”

dunque, allora la disastrata situazione amministrativa a potenza è anche questa: un cittadino che voglia esternare al proprio sindaco questioni di carattere generale e pubblico (non certo racconti o lamentazioni private), si sente rispondere che “il sindaco non concede appuntamenti”, non concede – avete capito bene – con quella gratia maiestatis di chi è al di sopra di ogni terrena bega costui si nega al cittadino, neanche uno voglia poi insidiare le sue magnifiche virtù, ma, scherzi a parte, la politica cittadina a potenza, frutto di un ormai annoso ed odioso compromesso sorretto dal pd cittadino che parte dall’anitra zoppa di 2 anni fa e dalla mancanza dei numeri consiliari per governare (che appunto poi il pd cittadino e regionale hanno concesso in virtù del principio di responsabilità ovvero “francia o spagna purchè se magna” e non si ritorni alle elezioni, il mantra del paese a quanto pare), è davvero ormai sorda a qualsiasi istanza che provenga dalla cittadinanza, tanto da non trovare più tempo, modo e soprattutto volontà di ascoltare…

ma senza voler far polemiche su questa “caduta di stile” (ovviamente accetteremmo buone scuse, quali un appuntamento dal parrucchiere per una seduta molto, molto lunga :D ), caduta che offre una visione becera di ciò che la politica è diventata, non potendo così far ascoltare al sindaco de luca quanto avrei voluto comunicare nei tempi e modi che gli sarebbero stati più graditi, mi vedo molto più felicemente “costretto” a farlo dalle pagine di questo umile blog…

l’argomento, o meglio, gli argomenti erano sostanzialmente due, che ovviamente si intersecavano tra loro partivano da tante piccole discussioni avute in strada con altri cittadini basiti…

1) la difficile e surreale situazione logistica venutasi a creare con i lavori al ponte di montreale

2) le preoccupazioni relative alla logistica dell’ormai prossimo capodanno rai e l’impatto che questo avrebbe su un tessuto urbanistico fragile e difficile come il centro storico di una città di montagna, quindi posto sul crinale della stessa e non in una facile pianura 

ma andiamo con ordine…come molti potentini sapranno, i lavori al ponte di montreale proseguono e sono arrivati allo smontaggio di una parte delle travi del ponte, attività questa che ovviamente e comprensibilmente richiede che via della pineta venga interdetta al traffico veicolare e pedonale per un tratto che di fatto isola il parco dal resto della città, come appare evidente da alcune foto che ho scattato stamattina (chiedo scusa ai lettori per la loro bassa qualità, ma il mio cellulare è quel che è e tanto basta)…

Caricamento foto in corsoCaricamento foto in corso

Via della pineta dalle scale adiacenti all’altro capo del ponte e dal parco di montereale

e naturalmente a nessuno verrebbe mai in mente di protestare per la chiusura, non potendosi con tutta evidenza in alcun modo operare dall’altro lato del ponte, ma soprattutto dovendosi preordinare anche una zona di sicurezza per il movimento dei veicoli da lavoro…bene, ma per quanto tempo durerà questa situazione che taglia definitivamente ogni residuo collegamento tra la zona abitata del parco ed il centro storico?…

Il cartello posto alle transenne ci offre la sua versione dei fatti…

Caricamento foto in corso

 

ed i fatti sono che la chiusura della strada, originariamente prevista fino al 18 c.m. (ed oggi siamo già al 20), non rispetterà certamente quella data, dovendosi, oltre alla conclusione dei lavori di cui sopra, che non si prevedono alla fine come facilmente arguibile dalle stesse foto, preordinare anche un minimo ripristino della pavimentazione prima che questa “pericolosa” arteria venga riaperta al transito veicolare e pedonale…

faccio infatti presente che la percorrenza di quella strada, via della pineta, si era resa già molto pericolosa sin dall’inizio dei lavori al ponte, perché vi si incrociavano, senza protezioni di alcun genere, anzi con il persistere stolto di ingombranti parcheggi sul lato di più facile transito pedonale (dall’altro lato il guard-rail che proteggeva da un dirupo pericolosissimo verso la sottostante via vaccaro era costituito già prima da un poggiamani in legno in larga parte già crollato e fradicio), sia il transito in discesa di veicoli, con tutto ciò che è facile immaginare in caso di  asfalto reso viscido dalla pioggia o dall’alta velocità tenuta da alcuni automobilisti incoscienti che qualche volta ho potuto notare (e personalmente non percorrevo quella strada 8 volte al giorno e neppure tutti i giorni), sia la percorrenza di pedoni messa in pericolo proprio dal passaggio non protetto di autoveicoli…

ma era ancora una arteria di collegamento, l’unica, che ancora consentiva un difficile transito non tanto a chi dal centro storico si recava al parco per ludismo o relax (uno potrebbe andare anche altrove per prendere aria o rilassarsi in un’area dedicata), quanto a chi dal parco e dalle sue abitazioni voleva recarsi in centro, magari per una passeggiata in grado di farti sentire ancora parte di una comunità e non di un’enclave di confino (e sappiamo quanto ciò possa essere importante per un anziano), o magari e più spesso per qualche acquisto alimentare che di fatto, per un abitante della zona parco, significa doversi sobbarcare o la percorrenza della “salita di castello”, ovvero l’unico collegamento rimasto tra montreale ed il resto della città, o prima il tratto viario suddetto e poi le ripide scalinate laterali del ponte fino a via viggiani…

e vorrei ricordare che se difficile il percorso via della pineta- scalinate, le pendenze della salita/discesa di castello arrivano fino al 15%, rendendo così la percorrenza della strada già difficile per un  veicolo, figuriamoci per chi, per un semplice acquisto alimentare deve percorrerla fino al primo negozio, ovvero dopo una lunga discesa sino all’incrocio con via vaccaro, all’altezza dell’incrocio tra questa e viale dante, e naturalmente poi ripercorrerla in salita…insomma, mica un esercizio da nulla, persino per un giovane – figurarsi per un anziano…

 Caricamento foto in corsoCaricamento foto in corso

Nelle due foto, il piazzale del coni e l’inizio della discesa/salita di castello

ma ovviamente gli esseri umani, soprattutto se potentini, sanno adattarsi ad ogni situazione e così ecco che un tratturo scivoloso e senza protezioni, che parte dalla zona piscina e scende verso la stradina cieca che fiancheggia l’ex enel di via della pineta (oggi una casa di riposo), diviene il nuovo ed unico collegamento tra il parco ed il centro storico, collegamento giornalmente percorso da decine e decine di persone di ogni età e condizione fisica, in uno stato di mantenimento precario del sentiero che alle prime piogge potrebbe divenire molto pericoloso (e lo è già adesso) e che in ogni caso al calar del sole, mancando ogni forma di illuminazione, rivela già tutte le sue insidie, per non parlare d’altro…

  Caricamento foto in corsoCaricamento foto in corso   Caricamento foto in corsoCaricamento foto in corso 

 si tratta di lampanti esempi di approssimazione e cialtroneria della sua amministrazione o mi sbaglio io che non vedo il radioso futuro che dopo qualche sacrificio arriverà?…vedremo

così, caro sindaco de luca, la prima questione che le pongo è “ma, stante il fatto che il disagio derivante dalla chiusura di via della pineta non si risolverà certo nel tempo che è stato indicato dagli uffici in modo alquanto ‘ottimistico’ e peraltro già trascorso, non sarebbe il caso di provvedere ad una illuminazione provvisoria di quel sentiero e ad una sua pavimentazione in più stabili assi di legno con annessi corrimano, tanto per impedire che qualcuno caschi di sotto?”…

e subito dopo una seconda,ma non sarebbe il caso, visto lo stato di difficoltà degli anziani residenti a montreale, di predisporre e rendere subito operativa un bus navetta che dal piazzale del coni proceda lungo l’erta discesa/salita di castello e prosegua la sua corsa almeno verso p.zza vittorio emanuele II (XVIII agosto, nella toponomea potentina), meglio verso portasalza, tanto per impedire la nascita di un ghetto per l’anno e mezzo di chiusura del ponte e così facilitare la vita della gente comune?”

gradiremmo qualche risposta in merito, visto il silenzio che fino ad oggi ha ammantato tutto…

ed infine veniamo al punto controverso del capodanno rai in p.zza m. pagano (p.zza prefettura, sempre nella toponomea locale), sul quale ormai girano voci che vorrebbero ordinanze di chiusura di attività commerciali del centro storico nei giorni occorrenti per il montaggio e prove di una struttura e di uno spettacolo di cui certamente la città poteva fare a meno, o almeno delocalizzarlo altrove, vista la fragile struttura urbanistica del nostro centro storico, privo di vie di accesso abbastanza agevoli per la percorrenza dei tanti camion di trasporto della logistica dell’evento…

guardi, de luca, a me personalmente il capodanno rai non piace affatto, primo perché non lo giudico un conveniente, rispetto ai costi e alle finalità comunicative, strumento utile di promozione turistica di una città che di altra cura e promozione avrebbe bisogno, se è vero come è vero che al turista che arriva (e sono stati tanti questa estate) non è consentito neppure avere minime informazioni sui pur tanti luoghi pregevoli da visitare, luoghi a cui questa e le giunte precedenti non hanno mai dedicato alcuna cura ed attenzione, nonostante la grande ricchezza storico-culturale ed architettonica che la città, vostro malgrado, conta ancora ed a cui molto spesso mi tocca personalmente far da cicerone…

ma la mia opinione sul capodanno rai poco conta, quanto invece importa sapere come, quando, dove questi mezzi attraverseranno il centro storico con i loro pesi

provo a fare io, nel mio piccolo, qualche previsione…l’unica strada di accesso è la percorrenza dell’asse meridionale del centro storico verso la piazza, ovvero o via pretoria o via del popolo, transitando da portasalza e lungo la sua sconnessa, ancorchè relativamente nuova, pavimentazione, essendo impossibile qualsiasi altro percorso di accesso alla piazza per la poca larghezza degli altri assi viari

cosa questa che nel caso di via pretoria comporterà l’impossibilità al transito persino dei pedoni per tutto il periodo occorrente al trasporto di molte tonnellate di materiali vari, nel caso di via del popolo, la forzata scomparsa di ogni parcheggio…

ma trattandosi di grossi mezzi probabilmente impossibilitati alla corretta manovra della curva a gomito che da portasalza immette in via del popolo, è chiaro che il maggior transito avverrà proprio lungo la fragile pavimentazione pedonale di via pretoria, già molto danneggiata all’altezza di una nota attività di passamaneria e giocattoli del centro storico, ma soprattutto attraversata nel suo sottosuolo dall’antica fogna napoleonica che non sappiamo, vista la vetustà della sua volta, se sarà in grado di resistere al passaggio di tanti mezzi pesanti, ovvero ben 4 passaggi per camion, (andata montaggio palco, ritorno camion verso il parcheggio, andata camion verso la piazza, ritorno smontaggio palco)…

una situazione dantesca per qualche ora di fallace notorietà da piccolo schermo…

mi chiedo così, ben oltre la qualità dell’evento e le ovvie difficoltà pratiche per chi opera e vive nel centro storico, se la città, passato l’evento, non dovrà fare i conti anche con danni che non sarà certo il proponente dell’evento e la sua ottusità nel perseguire tale obiettivo a dover ripagare, ma le finanze di una città già al collasso…

ecco, volevo interloquire con lei per avere delle risposte di merito su questi semplici quesiti che un qualsiasi cittadino si porrebbe e le porrebbe, se non dovesse fare i conti non solo con il fatalismo tipico di chi ormai non si aspetta più nulla di buono da un certo modo di fare politica che anche lei, in pieno, ormai rappresenta, ma anche con l’assoluta impossibilità al dialogo con quel primo cittadino che, qualsiasi sia stato il suo voto, è ora anche il suo sindaco e che ora pare più nascondersi ai problemi che volerli condividere con chi li subisce giorno per giorno, ma lei non accetta appuntamenti…

voglia rispondere allora, nei mezzi che riterrà più utili, consoni e persino comodi alla sua persona, all’ultima domanda che le pongo, ovvero “ma potrebbe spiegare, sig. sindaco, a poche settimane dalla fine dell’anno, come ritenete di organizzare logisticamente questo evento perché la città lo partecipi, e ne tragga forse qualche giovamento, e non lo subisca soltanto, per la spocchia di qualche personaggetto della politica&dintorni che ha deciso che matera, sede più consona e comoda per un evento simile, o piuttosto venosa, o metaponto, o maratea, o pisticci o melfi, dovesse cedere a potenza l’onere di ospitare una costosa cafonata dall’improbabile ritorno promozionale?”…

poco cordialmente suo, nella speranza di non dover invocare in ultimo neve e gelo per impedire una distruzione annunciata del mio amato centro storico per la vanagloria di chi ritiene realtà solo ciò che si vede in televisione, le invio i miei saluti…

miko somma