category Blog admin 31 Luglio 2010

ricevo dagli amici di tricarico e volentieri pubblico…

Proiezione delle foto scattate negli anni ‘60 da Ann Cornelisen Sabato 31 Luglio 2010 a Tricarico dalle  21.00 alle  23.30 presso il Piazzale antistante l’Auditorium Comunale L’Associazione turistica Pro Loco di Tricarico, insieme a Maria Dicuzzo e alla Pagina “Tricarico … passeggiando nel passato” su facebook vi invita alla proiezione in anteprima assoluta di una parte delle foto scattate negli anni ‘60 da Ann Cornelisen (conosciuta a Tricarico come “La Canadese“) che ritraggono Tricarico e i Tricaricesi in quegli anni, conservate presso il Vassar College di Poughkeepsie, nello stato di New York, USA.

Grazie a quest’idea molti tricaricesi potranno riconoscersi e ricordare momenti della vita cittadina attraverso foto mai viste, nonché analizzare le condizioni di vita e i flebili segnali di sviluppo della civiltà tricaricese di quegli anni.caricesi potranno riconoscersi e ricordare momenti della vita cittadina attraverso foto mai viste, nonchè analizzare le condizioni di vita e i flebili segnali di sviluppo della civiltà tricaricese in quegli anni.

Invitiamo tutti voi a “spargere la voce”, è il caso di dirlo, per far si che anche chi non usa Facebook abbia la possibilità di ammirare le foto.
Anzi, vi esortiamo ad acoompagnare i vostri nonni e genitori perchè sono loro i principali protagonisti di queste bellissime foto.

Non è consentita nessuna registrazione video e fotografica per ora, chissà in futuro le foto saranno patrimonio di tutta la comunità tricaricese.

ANN CORNELISEN (Cleveland, Ohio 1926 - Rome, Georgia 2003) è meglio conosciuta come l’autrice di diversi libri sul paesaggio e sulla cultura del Sud Italia. Arrivò in Italia nel 1954 per studiare archeologia a Roma. Tuttavia, dopo l’incontro con Giovanna “Gianna” Thompson, una rappresentante della fondazione Britannica… “Save the Children”, il corso della sua vita era cambiata per sempre. Ha viaggiato con Gianna in molte piccole città impoverite in centro e sud Italia documentando le sue esperienze nei suoi diari, le lettere a casa, e su pellicola. Ha infine realizzato ad Ortona in Abruzzo la sua casa permanente, ma ha trascorso molto del suo tempo a studiare la città di Tricarico in Basilicata, che è stato al centro del suo primo libro, Torregreca.

Ecco il link dell’intero archivio del vassar College riguardante Ann Cornelisen
http://specialcollections.vassar.edu/findingaids/cornelisen_ann.html

P:S.: In caso di pioggia la proiezione avverrà all’interno l’Auditorium Comunale

Vi Aspettiamo! Esortiamo ad accompagnare nonni e genitori poiché sono loro i principali protagonisti di queste foto! Rella Teresa

pensierini

category Blog admin 31 Luglio 2010

se qualcuno crede che voler star fuori puristicamente dalla politica aiuti ad imboccare strade diverse da quella che conduce al precipizio verso cui camminiamo oggi, faccia pure…io credo che sia lo sola politica, quella buona e condivisa, basata sulle scelte e gli interessi collettivi, a poter cambiare qualcosa…formarne le basi e praticarle nella realtà sociale è dovere civico di cui dobbiamo farci carico tutti

—————————————————————————————— 

costruire percorsi di una politica che metta insieme ambiente ed economia in cicli di entropia virtuosa, di salvaguardia dei diritti nel riconoscimento dei doveri di cittadinanza, di condivisione delle scelte, di indirizzi prioritari al bene comune, non so se sia cosa di sinistra o d’altro, ma è ciò che vorrei vedere nella mia regione e magari in un paese che adoro e di cui non voglio più dovermi a volte vergognare

Incontro a Tramutola.

category Blog Antonio Bevilacqua 27 Luglio 2010

Come già anticipato da Marica in un commento ad un post vogliamo segnalare che Venerdi 30 luglio, alle ore 18.30, presso la biblioteca comunale di Tramutola ci sarà la presentazione del manifesto“BASILICATA TERRA DI PARCHI O CAMPO PETROLIFERO?”

definitivo-petrolifera.jpg

Inutile sottolineare che vi aspettiamo numerosissimi!!

royal-peracottari

category Blog admin 24 Luglio 2010

Bonus royalties petrolio, l’on. Taddei risponde all’on Margiotta24/07/2010

“Prendiamo atto che il centrosinistra, ed in particolare l’On. Margiotta, abbia finalmente riconosciuto lo storico provvedimento che è stato realizzato da questo Governo di centrodestra e che porterà al bonus, per ogni cittadino lucano residente e munito di patente, corrispondente al 3% delle royalties del petrolio estratto in Basilicata”. Così risponde l’Onorevole Vincenzo Taddei alle dichiarazioni di Margiotta, che parlando di questo provvedimento raccontano di un miraggio ancora non realizzato, tale da presentare sull’argomento un’interrogazione parlamentare. “Margiotta, nelle sue dichiarazioni – continua Taddei - parla di ritardi ingiustificati. In realtà questi due decreti attuativi, decisi nell’art.45 della legge 99 del luglio 2009, hanno visto allungarsi i tempi di emanazione perché comportavano una concertazione tra più ministeri. Certamente quello delle attività produttive e quello dell’economia ma anche quello dei trasporti per le modalità di accertamento dei cittadini muniti di patente. Si è dovuto inoltre studiare le procedure più congrue perché tale disegno potesse essere attuabile dando diretto beneficio ai cittadini. Si è proceduto anche – evidenzia l’onorevole del Pdl – nel concordare con altri soggetti le modalità di assegnazione, in particolare con Poste italiane, il che permetterà ad ogni cittadino lucano residente e munito di patente di ricevere direttamente a casa, senza alcun intermediario o richiesta, tale bonus. Un bonus, lo ricordiamo, che corrisponderà in maniera proporzionale all’innalzamento delle royalties portate da questo Governo dal 7 al 10%. Questi soldi, insistiamo nel sottolinearlo, finiranno tutti in tasca dei lucani e così sarà ogni anno, fino a quando continuerà l’attività estrattiva in Basilicata. Presto si procederà alla pubblicazione dei decreti attuativi che renderanno concreto il beneficio per i cittadini lucani. Inoltre – dichiara Taddei - il 3% delle royalties accumulate da quando è stata approvata la legge 99, quindi da luglio 2009, saranno a disposizione dei lucani non appena saranno effettivi i decreti. Noi – conclude Taddei - siamo certi che tutto ciò sia ormai in dirittura d’arrivo. A questo punto ogni polemica ci pare assolutamente vana e superflua. Ci piacerebbe, piuttosto, che qualche volta vengano riconosciuti, dalla parte politica avversaria, i meriti di provvedimenti positivi per la nostra regione”.

———————————————————————————————————

eh no, per nulla caro on. taddei…lei millanta con leggerezza su una situazione complessa e che non si può definire di “aumento delle royalties” dal 7% (ex dl 625/96) al 10% come si trattasse di denari che finiscono nelle casse regionali a disposizione dell’ente per investimenti non sindacabili da altre autorità (certo il discorso su come poi la regione spenda ed abbia speso finora quei denari, frutto di un pretium doloris di cui si esalta il tintinnio degli “spiccioli” e non si odono conseguenze  su cui si preferisce tacere, dalla salute all’ambiente, dalla vocazione all’economia reale dei territori, è materia di una tristezza infinita)…quell’aumento, ricordiamolo, è finalizzato alla creazione di un fondo per un abbattimento percentuale delle spese per l’acquisto di carburanti, così finalizzato ad una spesa indirizzata e non liberamente definibile dai cittadini e dalla loro rappresentanza…un esempio banale potrebbe essere la mamma che aumenta di 10 euro la paghetta mensile del figlio, ma gli impone come, dove e per cosa spendere quell’aumento senza magari aver chiesto al pargolo quali sarebbero le sue preferenze…fuori dall’esempio, in primis occorrerebbe dire che la legge 99 è particolarmente odiosa poichè lega quell’aumento ad una vera e propria militarizzazione dell’energia che viene di fatto sottratta come delega di concorrenza alle regioni, a dispetto della riforma del titolo V della costituzione che pur l’aveva chiaramente stabilita…lo zuccherino è questo aumento fittizio delle royalties che già a suo tempo avevamo bollato come mendace, truffaldino e diseducativo…lo zuccherino per i lucani, trattandosi per gli idrocarburi liquidi, di una cosa assolutamente lucana, essendo oltre il 72% dell’estratto nazionale ed oltre l’83% di quello in terraferma (quello che poi genera l’aumento delle royalties, essendo l’estratto in mare competenza esclusiva dello stato con royalties al 4%)…ma andiamo avanti…due decreti attuativi che prevedono la concertazione tra più ministeri hanno forse bisogno di un anno per la loro nascita?…non sia ridicolo!!!…e di quale concertazione con il ministero dei trasporti parla?…guardi, taddei, basta una semplice ricognizione presso le motorizzazioni civili lucane e presso le prefetture per le patenti più vecchie per avere gli elenchi dei patentati…non meni quindi il can per l’aia e sia serio!!!…dica piuttosto che lo zuccherino è stato messo in bella vista, ma quanto a darlo le volontà politiche proprio non ci sono, visto che sulla base della legge a beneficiare di quei denari potrebbero essere anche regioni che producono idrocarburi gassosi, in particolare regioni del nord in mano alla lega (veneto) e dalla popolazione ben maggiore di quella lucana che certo non vogliono rinunciare alla zolletta…diciamo poi che i decreti non arriveranno certo a breve con un ministero, quello della attività produttive in interim al vostro presidente del consiglio, ed un altro, quello dell’economia, alle prese con una democraticamente impossibile manovra economica che toglie ciò che era stato concesso, così il vostro sconto rimarrà sulla carta, ma i denari che lo stato già accumula su quell’aumento fittizio delle royalties (si tratta di circa 50 milioni di euro l’anno) servono anch’essi come i fondi fas (molto più cospicui, trattandosi di tante decine di miliardi di euro) per la tenuta dei conti pubblici con le operazioni contabili di trattenuta in cassa di quanto dovuto a fini di make-up del bilancio corrente dello stato…di questo si parla, on. taddei, di una presa in giro del vostro governo e di qualche royal-peracottaro che si rivolge sempre alla pancia della gente, piuttosgto che alla testa!!! 

tito-valorizzatore

category Blog admin 23 Luglio 2010

Prov Pz, Macchia su impianto di termovalorizzazione23/07/2010

La possibilità di costruire un impianto di termovalorizzazione nell’area industriale di Tito deve essere valutata alla luce della programmazione vigente e dell’intesa istituzionale sottoscritta da Regione e Provincia in cui non sussistono spazi per un ciclo dei rifiuti che non metta la raccolta differenziata al centro del sistema”. E’ quanto dichiara l’assessore all’ambiente della Provincia di Potenza, Massimo Macchia. “In questo senso – continua Macchia - vanno letti gli interventi previsti sull’impianto di compostaggio, sul potenziamento degli impianti di trattamento di Venosa e Santarcangelo e sulla realizzazione delle stazioni di trasferenza. Introdurre un elemento nuovo quale un impianto di incenerimento, non previsto nella programmazione, potrebbe compromettere in maniera irrimediabile – conclude Macchia - tutti gli sforzi che stiamo facendo per incentivare la raccolta differenziata e, più in generale, per rendere il ciclo di smaltimento del rifiuto virtuoso. Per cui, conclude l’assessore all’ambiente, è chiaro che gli sforzi devono concentrasi per dotare il territorio di un impiantistica tale da permettere il ciclo integrato dei rifiuti”.

———————————————————————————————————

l’assessore però non dice che il piano provinciale dei rifiuti della provincia di potenza pur non prevedendo la costruzione di termovalorizzatori oltre agli esistenti, fenice in attività, e potenza, dove si sta già ventilando, come il sottoscritto affermava inascoltato da tempo, la costruzione di un nuovo inceneritore a targa veolia, prevedeva che oltre ad un recupero delle frazioni merceologiche che ancora non vediamo pur se spesso strombazzato, si facesse compostaggio e “cdr di qualità”…cosa significa questo?…che oltre all’evocazione del compostaggio vestito a foglia di fico, si parla di cdr, combustile da rifiuti, una cosa che una volta prodotta va incenerita…risulta chiara la cosa?…in quanto all’impiantistica di cui parla l’assessore, rimane il dubbio se gli impianti si facciano perchè debbano funzionare o si facciano perchè debbano essere costruiti…i denari pubblici in questo paese a questo secondo fine spesso servono, putroppo, a fare cattedrali nel deserto…non ci siamo affatto con una gestione intelligente del rifiuti se si predica bene la raccolta differenziata e si razzola male nella termovalorizzazione che incenerisce e basta e che a dispetto delle parole dell’assessore ci sembra la strada che qualcuno ha scelto nonostante si riempia la bocca con belle frasi…noi abbiamo delle idee diverse in merito ad un piano regionale serio, efficiente e soprattutto risolutivo per i “problemi” di raccolta e smaltimento di una regione con 590.000 abitanti e la minor produzione pro-capite di rifiuti d’italia, appena 386 kg, ma “emergenze” campane o pressappoco…ed a breve crediamo di doverle tirare fuori queste idee…in quanto a questo sciamannato progetto del termovalorizzatore è bene che si sappia che ci si farebbe qualche nemico procedendo su questa strada…il sottoscritto e comunità lucana

Terra e mare al tempo del petrolio.

category Blog Antonio Bevilacqua 22 Luglio 2010

Pubblichiamo la locandina dell’incontro che si terrà al Lido Nettuno di Metaponto il giorno 23 luglio 2010. Un incontro al quale, ovviamente, noi del Comitato e di Comunità Lucana - movimento no oil saremo presenti… c’era qualche dubbio?

locandina-petrolio.jpg

Auspichiamo una partecipazione numerosa.

Turismo in Basilicata… secondo l’APT.

category Blog Antonio Bevilacqua 20 Luglio 2010

Dal solito sito istituzionale, con un solito copia e incolla

IN GERMANIA UN CATALOGO DUMONT SUL TURISMO IN BASILICATA

20/07/2010 11.19.10
[Basilicata]

Dallo scorso 5 luglio e fino al prossimo 29, la giornalista tedesca Jaqueline Zeitz è in Basilicata per realizzare un volume della casa editrice Dumont, leader dell’editoria turistica in Germania e in Europa.
La presenza della Basilicata nel catalogo Dumont rientra nel piano di internazionalizzazione dell’Apt per penetrare al meglio nel mercato turistico tedesco, una guida d’alto prestigio e di massima competenza che possa narrare la particolarità di questa terra a livello artistico, culturale, culinario e “mitico”.
Avere nel catalogo Dumont la guida sulla Basilicata è uno degli obiettivi più prestigiosi del piano di promozione dell’Apt per quel che riguarda il mercato turistico tedesco. La Dumont nasce nel 1948 e dal 1968 produce specialmente guide per i viaggi di alta qualità. L’intero gruppo ha generato un volume d’affari di circa 180 milioni di euro nel 2009.
La Germania è un mercato consolidato per il turismo in Basilicata. L’Apt è presente da oltre 20 anni all’ ITB di Berlino e da tre alla F.R.E.E. di Monaco, ha un proprio sito web in lingua con una carta illustrativa di 27 punti nella regione , approfondimenti, links e commenti dei viaggiatori.

_________________________________________________________________________________________________

Sarebbe una buona notizia se non fossimo degli inguaribili malpensanti e guastafeste… la mente, infatti, corre ad una riunione del PO Val D’Agri di circa un anno fa il cui resoconto è reperibile qui, quando il direttore generale dell’APT, Giampiero Perri, provava ad illustrare quella che era la sua idea di turismo in Basilicata. Nell’articolo riportato dal sito istituzionale della Regione Basilicata, si parla, testualmente, di “particolarità di questa terra a livello artistico, culturale, culinario e mitico” (che ci piacerebbe sapere a quali “miti” intende far riferimento). Ma il già citato incontro del PO, più l’articolo di qualche giorno fa, circa l’eco-sviluppo di questa regione “sbandierato” dal Consigliere IDV Autilio, non ci fanno stare tranquilli. Vuoi vedere che la Giornalista Tedesca Jaqueline Zeitz verrà sapientemente “istruita” sull’opportunità di inserire sul prestigioso catalogo Dumont anche il “famigerato” Parco dell’energia?

Vogliamo mettere!!!! Frotte di turisti tedeschi che affolleranno la nostra regione; e tra un panino con la salsiccia e un assaggino di canestrato, si tufferanno entusiasti tra trivelle, pale eoliche e campi sterminati di pannelli fotovoltaici!!!!

Antonio Bevilacqua

Responsabile di Comunità Lucana - movimento no oil per il Comune di Potenza e le politiche sulle acque

Comunicazione sulla mappa idrocarburi

category Blog Antonio Bevilacqua 19 Luglio 2010

Solo per avvisare i nostri lettori del fatto che la mappa degli idrocarburi redatta in collaborazione col WWF si può trovare cliccando sulla pagina “Lucania petrolifera”, in alto a destra della homepage.

Emergenza occupazione!!!!

category Blog Antonio Bevilacqua 19 Luglio 2010

Sito Basilicatanet.it… ctrl-c, ctrl-v

UGL: MISURE URGENTI PER L’EMERGENZA LAVORO

19/07/2010 09.18.28
[Basilicata]

“In provincia di Potenza nel primo trimestre del 2010 è stata registrata la cessazione di 854 piccole e medie imprese, con un saldo negativo, rispetto alle nuove iscrizioni: in Basilicata hanno chiuso circa 1.400 ditte, di cui la percentuale più alta si registra nelle attività piccole e medio piccole metalmeccaniche sfiorando addirittura il 65%”.
Lo riferisce in un comunicato Giordano Giuseppe dell’UGL Basilicata secondo cui “si tratta di cifre che confermano la gravità della situazione, che richiede un immediato tavolo di concertazione con il presidente della giunta regionale, Vito De Filippo”.
“Auspicandoci che nel passaggio alla Camera la manovra correttiva venga modificata – conclude l’esponente sindacale - tamponiamo tale moria d’imprese coinvolgendo anche l’assessorato alle Attività Produttive con un progetto di largo respiro per la tutela di quel poco di lavoro e di lavoratori che ancora riescono a sopportare tale crisi”.

___________________________________________________________________________________________________

Tavoli di concertazione? Ma se nell’articolo precedente si è evidenziato come un ex appartenente alla precedente giunta De Filippo vede il futuro di questa regione!?! Esiste un’emergenza occupazione e gli ultimi lustri della politica lucana hanno visto delle soluzioni che possiamo definire, senza alcun timore di sbagliare, fallimentari!!!! La nostra regione è vittima di un costante e, pare, inarrestabile spopolamento (dovuto alla moria continua di attività di qualunque genere); il petrolio non ha portato che briciole, da un punto di vista occupazionale (ma tantissimi disagi di altra natura). La politica energetica (vedi eolico e fotovoltaico) non sembrano aver portato altro che benefici per chi impiantava pale eoliche e pannelli fotovoltaici! Una regione che potrebbe muoversi diversamente, cominciando a pensare a nuovi modelli produttivi (pensiamo all’agricoltura di qualità, oltre al turismo archeologico, ambientale e balneare) deve ancora sentirsi “raccontare” di “Parchi dell’energia” e altre cosette simili!!!!

Un tavolo di concertazione con il Presidente? Ecco, bisognerebbe convincere il Presidente che la nostra piccola regione avrebbe bisogno di ben altro che un tessuto produttivo che, fino a questo momento, ha portato ben poco. Bisognerebbe pensare a progetti nuovi ed “a misura dei piccoli numeri” che ci caratterizzano!

Meditiamo, gente… e anche i sindacati provino a meditare!

Antonio Bevilacqua

Responsabile di Comunità Lucana - movimento no oil per la città di Potenza e le politiche sulle acque

Un “eco-sviluppo” molto discutibile.

category Blog Antonio Bevilacqua 19 Luglio 2010

VAL D’AGRI, AUTILIO: PIOT E GAL STRUMENTI PER ECO-SVILUPPO

L’esponente dell’Idv auspica che le risorse istituzionali e finanziarie vengano utilizzate in modo efficace e coordinato

18/07/2010 17.38.24
[Basilicata]

(ACR) - “L’approvazione del Piot Val d’Agri Appennino Lucano - Lagonegrese e il finanziamento a favore del Gal ‘Akiris’ (Alto e Medio Agri e Alto Sauro) sono gli strumenti di spesa e di programmazione di interventi in grado di avviare, in concreto, la realizzazione del modello sostenibile di eco-sviluppo che abbiamo da tempo indicato per la Val d’Agri”. E’ quanto sostiene il vice presidente del Consiglio regionale Antonio Autilio (Idv) per il quale “è necessario che i programmi sia nel settore turistico che in quello delle aree rurali rispondano ad una logica comune di obiettivi riferiti alla promozione, valorizzazione e fruizione delle risorse naturalistiche e dei beni culturali e contestualmente a quelle del territorio rurale e quindi ai prodotti alimentari e di qualità. L’approdo finale di questo lavoro – aggiunge - è la istituzione di un Distretto turistico - culturale Val d’Agri che ha nelle risorse storiche, archeologiche, artistico - monumentali, religiose (chiese e monasteri) e paesaggistico - naturalistiche gli attrattori di maggiore richiamo, e nel quale il fattore ruralità, anche per gli intrecci con l’agriturismo, ha grande rilievo”.

Nel sottolineare che “a differenza di altri segmenti turistici, il filone culturale nel nostro Paese sembra non conoscere crisi, come testimoniano i dati statistici sulle presenze e gli arrivi nelle città e nei comprensori d’arte e cultura”, Autilio evidenzia che “diventa indispensabile un coordinamento più stretto tra i vari soggetti istituzionali e privati che si occupano a vario titolo di turismo per evitare la dispersione di risorse e di energie. Per la Val d’Agri è finalmente matura una programmazione di azioni che coinvolgono direttamente la piccola e media impresa di settore, gli operatori, ristoratori, albergatori e commercianti con benefici positivi sull’economia locale e sull’occupazione diretta ed indotta. Per questo, il Parco nazionale Appennino Lucano Val d’Agri-Lagonegrese può diventare quella opportunità di sviluppo dell’economia locale che le popolazioni interessate si aspettano e pertanto diventa necessario riflettere sulle ragioni e gli ostacoli ancora esistenti per individuare in un’azione di cooperazione istituzionale tra Regione, Provincia di Potenza, Comuni ed Ente Parco un cronoprogramma di interventi. Le istituzioni – continua - devono intervenire concretamente, con azioni mirate, per ridurre le perplessità che ancora esistono in merito alle potenzialità di sviluppo innanzi indicate al fine di poter contribuire alla creazione di una vera e propria ‘cultura del Parco’ nelle cittadinanze interessate”.

”In Val d’Agri e nell’area del Parco – conclude Autilio - vi sono le condizioni giuste per consentire uno sviluppo omogeneo anche sotto il profilo turistico che può consentire di intercettare i nuovi flussi: le strutture ricettive, alberghiere e di servizi, sono notevolmente migliorate in qualità ed offerta di ospitalità, oltre che in quantità di posti-letto. Alle opportunità di richiamo, il Pertusillo, Monte di Viggiano, gli scavi di Grumentum, itinerari enogastromici, patrimonio artistico-religioso, centri storici, si aggiungerà il Parco dell’Energia che sarà finanziato con le royalties e che a breve sarà definito negli aspetti progettuali e di contenuto. E’ auspicabile che vengano indirizzate risorse istituzionali e finanziarie, pubbliche e private, in ottica di Public and Private Partnership (basti pensare alle straordinarie attività e potenzialità del sistema delle Fondazioni Bancarie in Italia) in modo più efficace e coordinato. Investendo sui settori primari, come avverrà con i Piot e i Gal, è infatti possibile dare avvio a un processo virtuoso che coinvolgerà con ricadute positive specie in termini occupazionali, anche settori sinergici quali infrastrutture, artigianato, industria ed altri servizi”.

__________________________________________________________________________________________________

Eco-sviluppo? Sembrerebbe una battuta di spirito, se non fossimo assolutamente certi del fatto che le dichiarazioni del consigliere di IDV, Antonio Autilio, sono di una serietà a dir poco sconcertante. La lettura dell’articolo sembrava una di quelle dichiarazioni di intenti che, bene o male, potevano far ben sperare in qualcosa di positivo. Ma alla fine, si è capito benissimo che tutto il disquisire di siti di importanza culturale, ambientale e naturalistico-agricolo, altro non erano che il classico specchietto per allodole! Infatti, il “Parco dell’energia” che, a detta di Autilio, “a breve sarà definito negli aspetti progettuali e di contenuto” ci fa capire quanto la politica non sia per nulla interessata alle bellezze artistico-culturali o alle bellezze naturalistico-ambientali di questa regione. Il “Parco dell’energia”, di cui già sentimmo parlare in una riunione del PO Valdagri l’anno scorso, è nelle intenzioni sia della giunta regionale, sia nei piani di qualche consigliere!

Bene: vedremo cosa hanno intenzione di “propinarci” quando avremo definiti gli aspetti progettuali e di contenuto. Ma abbiamo più volte ribadito la nostra contrarietà ad un progetto del genere!!!! E il perché è presto spiegato: se in tanti anni non si è riusciti ad attrarre visitatori, nonostante il patrimonio artistico-culturale e le bellezze naturalistiche e ambientali di cui la nostra regione è ricca - e questo perché, evidentemente, la volontà politica non c’è stata affatto- come possiamo sperare di attrarre visitatori con il parco dell’energia? Di più non vogliamo aggiungere, poiché è perfettamente inutile: chi vuol capire, ha già capito che si tratta dell’ennesima “trovata” per provare a sperperare soldi pubblici; chi non vuol capire…

Meditiamo gente, meditiamo!

Antonio Bevilacqua

Ancora “chiacchiere” sull’Acqua.

category Blog Antonio Bevilacqua 15 Luglio 2010

Il classico copia e incolla dal sito Basilicatanet per riportare quanto segue:

SOAVE (PDCI): DIFENDIAMO L’ACQUA DALLA PRIVATIZZAZIONE

15/07/2010 10.08.20
[Basilicata]

Il Pdci di Basilicata ha partecipato attivamente alla raccolta firme per il referendum sull’Acqua pubblica in tutto il territorio regionale ed ha aderito con convinzione al Comitato “Acqua bene Comune di Basilicata”.
L’Acqua – afferma il segretario dei Comunisti italiani di Basilicata, Giovanni Soave – è un bene comune, è la fonte di vita e non può essere oggetto di speculazione. No alla privatizzazione di una risorsa naturale che di diritto spetta all’uomo che non può accettare monopoli e prezzi alti.
L’Acqua come l’aria va tutelata e non può essere affidata solo al prezzo di mercato. E’ impensabile trarre profitto appropriandosene di una risorsa universale e patrimonio comune. Il Governo Berlusconi invece, per non smentirsi nella sua politica di privatizzazione e sostegno ai potentati, ha deciso di consegnarla a pochi e alle grandi multinazionali, mentre i cittadini potranno usufruirne solo pagando somme esose. E’ una battaglia di civiltà, nessuno si deve sentire escluso, ognuno può urlare il proprio dissenso ed impegnarsi per il raggiungimento degli obiettivi del Comitato a sostegno dell’Acqua pubblica. Noi abbiamo già attivato incontri ed assemblee nei territori. L’adesione ci incoraggia molto, ma invitiamo tutti e noi stessi a continuare su questa strada, non abbassando mai la guardia”.

_________________________________________________________________________________________________

Il titolo del post vede un virgolettato: “chiacchiere”. Perché di questo si tratta! Semplici chiacchiere. Al segretario Del Pdci domandiamo: proposte? Ce ne sono o si tratta di semplice demagogia? Perché, parliamoci chiaro, la privatizzazione del Servizio Idrico (l’acqua rimane in mani pubbliche, è bene che si sappia… è la gestione del bene e delle reti che passerà ben presto in mani private ed esose) è cominciata molto tempo prima: e Berlusconi e il suo governo hanno soltanto “perfezionato” una legislazione che aveva visto il Governo Prodi protagonista nello smantellare la “pubblicità” del servizio idrico. Il decreto 152/2006, anche noto come Decreto ambientale, posava la prima pietra sulla privatizzazione del servizio idrico integrato. Come? Beh, semplicemente togliendo all’AATO alcuni strumenti per poter effettuare il controllo sui gestori. Perché impedire all’ente proprietario delle infrastrutture idrico-fognarie di poter esigere un canone di gestione per consentirsi un’autonomia economica tale da effettuare il controllo in maniera ottimale, ci pare, sia un primo passo verso la privatizzazione!!!! Un controllore che non può controllare (soprattutto per mancanza di risorse finanziarie), è un bell’aiuto per il Gestore! O no? Tutto questo a sottolineare quanto certe scelte politiche siano perfettamente bipartizan. E non fa eccezione la Basilicata!

Ora, il segretario Soave, oltre a disquisire di Comitati e strumenti legislativi, farebbe bene a fare qualche proposta. Altrimenti le sue parole rimangono tali; parole appunto: “chiacchiere”.

Antonio Bevilacqua

Responsabile di Comunità Lucana - movimento no oil per il Comune di Potenza e per le politiche sulle acque.

lucania petrolifera

category Blog admin 15 Luglio 2010

oggi, giovedì 15 luglio 2010 alle ore 11 presso la sede wwf di potenza in scalinata IV novembre, si terrà la conferenza stampa di presentazione del manifesto sulla situazione “idrocarburica” lucana che congiuntamente è stato realizzato da wwf basilicata e comunità lucana - movimento no oil sulla base di dati ufficiali tratti dal sito UNMIG del ministero dello sviluppo economico…

l’occasione per fare un punto su una situazione, quella delle estrazioni in atto, dei permessi di ricerca e delle numerose istanze che riguardano il nostro territorio a cui crediamo debba essere posto un argine a meno di non voler trasformare quella che avrebbe dovuto essere la terra dei parchi in un unico campo petrolifero…la damigiana petrolifera lucana…

noi non ci stiamo affatto!!!

forniamo di seguito l’immagine in chiaro del manifesto…in seguito forniremo il file psd (troppo pesante perchè il blog possa contenerlo) dell’immagine, scaricabile ed utilizzabile liberamente, previa ovviamente la doverosa informazione…cercheremo di far arrivare le copie del manifesto ovunque in regione, ma un aiuto diretto in tal senso delle comunità, dei sindaci, delle associazioni e dei singoli cittadini sarebbe preferibile…pertanto vi preghiamo di comunicarci via mail (attraverso gli indirizzi mail  comitatonooillucania@libero.it e basilicata@wwf.it) la disponibilità alla distribuzione dello stesso in ogni realtà

definitivo-petrolifera.jpg

Incontro a Teano.

category Blog Antonio Bevilacqua 14 Luglio 2010

Il titolo del post non tragga in inganno… non si tratta dello storico incontro tra Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II! Si tratta di questa “chicca” scovata sul Basilicatanet:

ANCI: SANTARSIERO PRESIDENTE COORDINAMENTO ANCI DEL SUD

13/07/2010 18.21.55
[Enti locali]

E’ nato oggi a Teano il Coordinamento delle Anci meridionali. Presidente è stato nominato Vito Santarsiero, presidente Anci Basilicata e delegato Anci per le Politiche per il Mezzogiorno. L’iniziativa vuole favorire una riflessione sui problemi del Sud e sostenere un’azione comune degli Enti Locali meridionali. Presenti a Teano, per la Basilicata, oltre a Vito Santarsiero, anche i due Vice Presidenti dell’ANCI Basilicata, Nicola Lopatriello, Sindaco di Policoro, ed Enzo Francomano, Sindaco di Rotondella, Presidenti e rappresentanti delle ANCI regionali del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia), il Presidente della Commissione ANCI “Mezzogiorno e Cooperazione”, Roccaldo Osanna, e il Delegato ANCI alle Politiche Comunitarie, Micaela Fanelli.
“Le politiche per il Sud devono essere politiche nazionali a favore dell’intero Paese. Non vogliamo creare una nuova ANCI meridionale, ma ribadire che l’unità d’Italia rappresenta un valore assoluto, all’interno del quale inserire le politiche a favore del Sud” ha detto Vito Santarsiero. Il compito del coordinamento, che si riunirà almeno una volta ogni tre mesi, sarà da un lato quello di sviluppare azioni e riflessioni su ciò che compete ai Comuni, in particolare cercando di migliorare la qualità della pubblica amministrazione, sviluppando azioni amministrative locali contro ogni forma di criminalità organizzata, e di lavoro sommerso. “Abbiamo altresì bisogno -ha aggiunto Santarsiero- che i Comuni svolgano un ruolo altrettanto forte nel definire le politiche per il Mezzogiorno, da qui la necessità di un’ azione di confronto con il governo nazionale e le Regioni affinché ci sia un protagonismo delle autonomie locali, in modo che le peculiarietà delle amministrazioni siano al servizio dei progetti di sviluppo del Mezzogiorno”.
Ogni qualvota l’Italia ha puntato sui Comuni, -ha concluso Santarsiero- non solo è cresciuta a ritmi maggiori degli ultimi 40 anni, ma il Sud è cresciuto più del resto del Paese. Ecco perché c’è bisogno di un grande protagonismo degli enti locali meridionali”. (bas - 04)

_________________________________________________________________________________________________

Ci sia consentita una battuta sdrammatizzante: possiamo affermare che esista, comunque, un nesso tra l’incontro storico risalente all’epoca risorgimentale, e l’incontro attuale: questo continuo riferimento ad una unità nazionale che, probabilmente, preoccupa non poco i nostri uomini politici (preoccupati dai mal di pancia della Lega e, magari, preoccupati dei tanti movimenti “insorgenti” meridionali che rischiano di portare non poco scompiglio nel nostro beneamato sud?). Per il resto, c’è poco da aggiungere. Se la preoccupazione di sottolineare che “L’unità d’Italia rappreseenta un valore assoluto” fosse soltanto uno degli argomenti per non confessare, finalmente, che all’orizzonte non sono visibili spiragli di speranza? Se fosse solo una ammissione di incapacità progettuale della politica anche locale? Perché, caro Sindaco Santarsiero, il problema, secondo noi, è proprio questo: Se non si ha idea alcuna di dove si vuol andare a parare, si potrà organizzare tutti i coordinamenti di questo mondo… di strada se ne farà poca!

La lotta alla criminalità e al lavoro sommerso, siamo convinti di ciò, si può fare soltanto cominciando ad elaborare progetti per il futuro! Cominciando a pensare, magari, che il bene comune viene prima di qualunque altra cosa!

Ecco: progettualità. E noi di Comunità Lucana - movimento no oil, di progettualità non ne vediamo affatto!

Fermo restando il fatto importante che “Il compito del coordinamento, che si riunirà almeno una volta ogni tre mesi, sarà […]quello di sviluppare azioni e riflessioni su ciò che compete ai Comuni“, sarebbe ora che gli amministratori locali cominciassero a progettare il futuro delle città (meridionali e non) proprio partendo da ciò che compete ai comuni… preoccupandosi, una volta elaborati i progetti, di andare a fare lavoro di “lobby” presso il governo centrale. Perché una buona amministrazione la prima cosa che dovrebbe conoscere, è proprio ciò che serve alla comunità locale; una volta stabilito ciò che serve alla comunità locale, si ha il diritto di “pretendere” dai governi centrali di mettere in campo tutto ciò che può servire alla realizzazione di tali progetti.

Ma i comuni meridionali - e il Comune di Potenza, che è quello che ci interessa in particolare - hanno questa capacità di progettare il futuro? Alla luce di ciò che si è visto finora, possiamo affermare che ci sono fortissimi dubbi in proposito da parte nostra.

Meditiamo gente, meditiamo!

Antonio Bevilacqua

Responsabile di Comunità Lucana - movimento no oil per la città di Potenza e per le politiche sulle acque.

QUATTRO CHIACCHIERE SULL’ACQUA!

category Blog Antonio Bevilacqua 13 Luglio 2010

Scartabellando sul sito istituzionale della Regione Basilicata, capita di imbattersi in articoli come il seguente:

ACQUA, MOLISE E CAMPANIA COME PUGLIA E BASILICATA

De Filippo risponde a un’interrogazione di Navazio

13/07/2010 13.51.31
[Basilicata]

(AGR) - “La storia dell’ente irrigazione è una storia complicata che merita un’ampia e approfondita discussione in Consiglio regionale e mette in evidenza una diversità di vedute fra le regioni Basilicata e Puglia e il Governo”.
Lo ha detto il presidente della Regione, Vito De Filippo, rispondendo a un’interrogazione del consigliere Ernesto Navazio.
“L’accordo di programma del 1999 riguardante la gestione della risorsa idrica e siglato dalla Regioni Puglia e Basilicata e dal Governo resta ancora oggi un accordo storico per le innovazioni che introduceva nelle relazioni fra i territori su questa delicata materia. Non è un caso che oggi le regioni Molise e Campania stanno avviando lo stesso percorso. Quell’accordo si giocava non su una partita esclusivamente remunerativa considerato che l’acqua è patrimonio di tutta l’umanità, ma sulla necessità di introdurre forme di compensazione economica per tutelare meglio l’ambiente e la stessa risorsa idrica. Da quella felice intuizione nacque Acqua spa partecipata dalle due regioni con la possibilità del ministero dell’Agricoltura di entrare nell’assetto societario. Eravamo e siamo ancora oggi convinti che questa struttura possa determinare forme innovative nella gestione dell’acqua al posto dell’ente irrigazione che in questi anni si è fortemente indebitata e non si è più dimostrata all’altezza di assolvere alle sue funzioni. Il governo, invece, ha affrontato il problema diversamente ampliando il commissariamento con un commissario e tre sub commissari. L’unica novità, in questi ultimissimi anni, è stato il fatto che l’ente irrigazione ha obbligato i consorzi di bonifica a pagare l’acqua. Ma questo non è sufficiente ancora oggi a coprire i costi di gestione dell’ente che ammontano a 14,5 meuro l’anno. Noi, sul debito dell’ente irrigazione, non vogliamo mettere un solo centesimo. Eppure c’è qualche novità. Il ministro Galan ha risposto alle nostre ripetute sollecitazioni e nelle prossime settimane ci incontreremo meglio per capire in modo più approfondito le intenzioni del Governo su questa materia. Dopo questo incontro sarà opportuno che il Consiglio regionale si fermi a discutere su questo tema per decidere tutti insieme il futuro di Acqua spa”.

 _________________________________________________________________________________________________

Sarebbe stato interessante sapere qualcosa di più sull’interrogazione del Consigliere Navazio… ma l’ufficio preposto alla pubblicazione delle notizie sul sito ha voluto “sorvolare” sull’argomento. Dobbiamo fare uno sforzo non da poco per capire che, probabilmente, l’interrogazione aveva come argomento principale l’Ente Irrigazione! E che la storia dell’Ente Irrigazione sia storia complicata, non avevamo bisogno che il Presidente De Filippo ce lo ricordasse. Ma la cosa che ci lascia piuttosto perplessi - a parte una disquisizione abbastanza discutibile sulla presunta “storicità” dell’accordo di programma quadro tra le regioni Puglia e Basilicata e il Governo nazionale - è l’affermazione del Governatore della nostra Regione che voglio riportare integralmente: “Quell’accordo si giocava non su una partita esclusivamente remunerativa considerato che l’acqua è patrimonio di tutta l’umanità, ma sulla necessità di introdurre forme di compensazione economica per tutelare meglio l’ambiente e la stessa risorsa idrica. Da quella felice intuizione nacque Acqua spa partecipata dalle due regioni con la possibilità del ministero dell’Agricoltura di entrare nell’assetto societario. “. Ora, che l’acqua sia un patrimonio di tutta l’umanità è fuori di dubbio. Il dubbio che ci assale, invece, sta nel fatto che questo concetto viene fuori ogni qual volta vi siano minacce (esplicite o velate) di “privatizzazione” del bene acqua (o, meglio, della gestione del servizio idrico). Mentre non si fa menzione alcuna del fatto che la Società Acqua S.p.A., proprio per il fatto di avere una forma giuridica completamente privatistica, non lascia sperare nulla di buono. Presidente: ma di quale “felice intuizione” si va parlando? Ci voglia perdonare se la citazione che andiamo a fare potrà sembrarle irriverente; ma come Pier Paolo Pasolini scriveva “Io so”, a proposito di tutto ciò che è mistero di questa repubblica di cui siamo parte, anche noi di Comunità Lucana - Movimento no oil vogliamo “urlare”: NOI SAPPIAMO! Sappiamo che Acqua S.p.A. è il “grimaldello” col quale, in un futuro non molto lontano, si perverrà alla PRIVATIZZAZIONE di ciò che va sotto il nome di Servizio Idrico Integrato.

NOI SAPPIAMO! Non abbiamo però, come il poeta e intellettuale di Casarsa, LE PROVE. Forse qualche labile indizio, ma prove, purtroppo, no! Ma sarà un caso che la quota parte in Acqua S.p.A. della Regione Puglia sia il 40 %? Strano! Proprio la percentuale minima di capitale privato indicata in un decreto nazionale. E’ un indizio, ovviamente! Mica una prova?!?

E’ per questa ragione che Comunità Lucana - Movimento no oil, vede una eventuale discussione “collegiale” del futuro di Acqua S.p.A. come qualcosa di preoccupante. 

Meditiamo gente, meditiamo!

Antonio Bevilacqua - responsabile politiche sulle acque di Comunità Lucana - movimento no oil

comunicato stampa di comunità lucana - movimento no oil

category Blog, comunicati stampa admin 2 Luglio 2010

Chi osserva cosa?

 

Chi, come il sottoscritto ed il movimento che rappresenta, ha lottato per serie attività di monitoraggio su estrazioni e trattamento del greggio in Val d’Agri potrebbe sentirsi appagato dall’altisonante notizia della nascita dell’osservatorio ambientale, che è bene ricordare prevede in nuce accorte valutazione di possibili danni ambientali-sanitari causati dalle stesse estrazioni. Il sottoscritto non lo è affatto!

Se infatti l’altisonante e strombazzata notizia della nascita, per ora sulla carta, dell’osservatorio arriva con ben 12 anni di ritardo rispetto agli accordi del ’98 che pure lo prevedevano a tutela di popolazioni ed ambiente da estrazioni e trattamento di idrocarburi che ovunque si fatica a definire innocue - pare lo siano da noi! - c’è allora da chiedersi a cosa ed a chi attribuire non solo il ridicolo ritardo con cui arriva l’istituzione dell’osservatorio stesso, ma soprattutto a chi attribuire la mancata registrazione del “punto zero”, elemento centrale su cui basarsi nella lettura delle variazioni di emissioni inquinanti, punto che, oltre alla considerazione che in una zona agricola dovrebbe essere appunto zero, dopo tanti anni rende illeggibile la situazione attuale, mancando un affidabile dato di partenza ex-ante.

Così, anche ammettendo che l’osservatorio parta oggi, ogni valutazione partirà da questo momento e per il passato, almeno se vogliamo fissare la data del ’98 come punto iniziale di attività che risalgono più indietro nel tempo, una sostanziale sanatoria di valutazione sui danni ambientali e sanitari sarà il boccone amaro da digerire in una storia che vede non solo il mancato rispetto di una buona parte dei 12 punti dell’accordo con l’ENI, ma anche i ritardi ed i ritagli della perimetrazione e dell’istituzione – 17 anni - del Parco Nazionale, la cui presenza anche solo formale avrebbe impedito di realizzar pozzi all’interno dei suoi confini, come la Legge 394/91 recita. Giova ricordare che la prima perimetrazione del Parco risale proprio al ’91, l’epoca della legge, ed il decreto presidenziale di istituzione al 2008, in mezzo 17 anni di ricorsi serviti a realizzare il fatto compiuto delle estrazioni – ciò nonostante i pozzi nel territorio del Parco sono 14, altrettanti a pochi metri da quei confini così faticosi a delinearsi.

Al ritardo nell’istituzione dell’osservatorio possiamo allora aggiungere altri ritardi molto funzionali alla “petrolizzazione” di una valle che ben altre vocazioni avrebbe potuto sviluppare che non divenire una damigiana petrolifera, magari ricordando che vi sono concentrati oltre il 70% delle estrazioni italiane (l’83% se si considera il solo dato della terraferma). Non sarà l’Arabia Saudita, la Val d’Agri, ma pur trattasi di un ghiotto boccone che giustifica, nelle consuete trame italiane, ritardi e depistaggi.

La conclusione facilmente intuibile è che questo osservatorio non serve a capire cosa sia accaduto in Val d’Agri nel passato, se si siano cioè estratti e trattati idrocarburi in dispregio ad ambiente, salute e vocazioni del territorio. Vi è interesse a che ciò non avvenga e molte colpe per questo buco nero.

    

Colpa dell’ENI (ai tempi di Mattei Ente di Stato con strategica mission su quelle forniture di energia di cui il paese aveva bisogno per la ricostruzione e la crescita degli anni ‘50-60, oggi una spa al 30% di quota pubblica e votata al profitto come ogni spa) e della fretta nello sviluppo del giacimento? Colpa della politica regionale, presa da calcoli degli impatti clientelar-elettorali di royalties a cui si vorrebbe ridotto il problema petrolio, colpa della politica nazionale e dei suoi grandi calcoli strategici che non tengono in conto che si estrae e tratta petrolio in mezzo alla gente? O non piuttosto coacervi di colpe ed interessi intrecciati tra questi e molti altri attori, nell’inconsapevolezza ingenua di popolazioni che ancora aspettava uno sviluppo che se mai arriverà qualche prezzo pur lo farà pagare, senza contare ovviamente quelli del passato, sui quali non esiste il “punto zero”?

L’istituzione dell’osservatorio serve probabilmente più a far da pietra tombale a questi anni di far-west in cui incidenti e stranezze varie sono stati al meglio sottaciuti o blanditi quando non negati del tutto - nel frattempo il piano industriale del giacimento si è assestato e consolidato per la gioia di ENI e soci che è bene si ricordi nell’ultimo biennio hanno estratto in zona idrocarburi per un valore superiore ai 3 miliardi di euro - ma serve pure alla politica nazionale che se il federalismo lo fa su tutto o vorrebbe farlo, non lo fa però sugli idrocarburi estratti, saldamente in mano allo Stato che ne incassa le accise, ed ha interesse a che tutto fili liscio, magari tacitando i malumori proprio con l’osservatorio, ma serve anche a quella bassa politica locale che gestirà appalti e comodi impieghi per “amici” nel carrozzone  nella consueta attesa di un rientro allargato di consenso.

Se allora nel passato tutto diventa tabula rasa nell’imperscrutabilità di dati autocertificati ENI, controlli ARPAB dal sapore di beffe alla ragione comune in salsa di tutt’apposto, registri tumori i cui primi dati scientificamente utili risalgono solo al 2006 (come da telefonata che un consigliere regionale fece al CROB di Rionero di fronte al sottoscritto), dove mai saranno i danni ambientali, sanitari, vocazionali su cui creano allarmismi gli ambientalisti ? Non osservabili, quindi non certificabili, di fatto inesistenti.

Nella moltitudine di tavoli ed osservatori, ci augureremmo che alla domanda “chi osserva cosa?”, la risposta sia persone competenti ed oneste che trattino dati reali, accessibili, non filtrati, persone che all’occorrenza denuncino con forza. Ma d’abitudine in questa terra, di speranze  se ne vedon poche.

 Miko Somma, coordinatore regionale di Comunità Lucana – Movimento No Oil