la condanna dei cittadini…

(ANSA) – ROMA, 19 MAR – E’ in media di 65 giorni l’attesa per una visita nella sanità pubblica, contro 7 giorni nel privato e 6 in intramoenia. Emerge dall’Osservatorio sui tempi di attesa e sui costi delle prestazioni sanitarie nei Sistemi Sanitari Regionali, ricerca commissionata dalla Funzione Pubblica Cgil e condotta dal centro C.R.E.A. Sanità. E’ la prima indagine a confrontare tempi e costi nell’arco di 3 anni (2014 – 2017) e su un campione di oltre 26 milioni di cittadini (44% della popolazione) in Lombardia, Veneto, Lazio e Campania.
    Dall’indagine emerge inoltre che i tempi di attesa per ottenere una visita specialistica o un esame nella sanità pubblica, non sono solo molto lunghi ma, invece di ridursi, sono aumentati in media tra i 20 e i 27 giorni nel corso di tre anni.
    Secondo l’indagine, per effettuare una visita oculistica nel pubblico erano necessari circa 61 giorni nel 2014 a fronte degli attuali 88.

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dati drammatici e facilmente testabili da chiunque richieda al proprio servizio sanitario regionale una visita specialistica…poi dicono che la gente si è distaccata e vota altrove..

ma andiamo con ordine…eccovi definizione dell’attività intramoenia ed alcune delle specifiche che la rendono operativa…

La libera professione intramuraria chiamata anche “intramoenia” si riferisce alle prestazioni erogate al di fuori del normale orario di lavoro dai medici di un ospedale, i quali utilizzano le strutture ambulatoriali e diagnostiche dell’ospedale stesso a fronte del pagamento da parte del paziente di una tariffa. Il medico è tenuto al rilascio di regolare fattura e la spesa, come tutte le spese sanitarie, è detraibile dalle imposte. Le prestazioni sono generalmente le stesse del suo specifico contratto di lavoro con il Servizio Sanitario Nazionale attraverso la normale operatività come medico ospedaliero. Le prestazioni erogate in regime di intramoenia garantiscono al cittadino la possibilità di scegliere il medico a cui rivolgersi per una prestazione.

La Legge 8 novembre 2012, n. 189 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 13 settembre 2012, n. 158, recante disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute”, per la libera attività intramuraria prevede:

  • la proroga al 31 dicembre 2014 della realizzazione delle strutture per l’ attività libero professionale intramuraria (Alpi)
    Le Regioni provvedono ad una ricognizione degli spazi disponibili e ad una valutazione dei volumi delle prestazioni effettuate negli ultimi due anni entro il 31 dicembre 2012.
    Le Regioni, dove non siano disponibili spazi ad hoc, possono adottare, un programma sperimentale per svolgere l’Alpi presso studi professionali privati collegati in rete, previa sottoscrizione di una convenzione annuale  tra il professionista e l’azienda sanitaria di appartenenza, sulla base di uno schema tipo approvato con accordo sancito dalla Conferenza Stato – Regioni.
  • l’attivazione, entro il 31 marzo 2013, di un’infrastruttura di rete telematica per il collegamento in voce o in dati delle strutture che erogano le prestazioni in Alpi per gestire prenotazioni, impegno orario del medico, pazienti visitati, prescrizioni ed estremi dei pagamenti, anche in raccordo con il fascicolo sanitario elettronico.
  • il pagamento di prestazioni direttamente alla competente struttura tramite mezzi di pagamento che assicurino tracciabilità della corresponsione di qualsiasi importo.
  • la determinazione delle tariffe sulla base di importi  idonei a remunerare il professionista, l’equipe, il personale di supporto, i costi pro-quota per l’ammortamento e la manutenzione delle apparecchiature nonché ad assicurare la copertura di tutti i costi diretti ed indiretti sostenuti dalle aziende.
  • il divieto di svolgere l’attività libero professionale presso studi professionali collegati in rete dove operano anche professionisti non dipendenti o non convenzionati del Ssn ovvero dipendenti non in regime di esclusività, salvo deroga dell’azienda del Ssn e a condizione che sia garantita la completa tracciabilità delle singole prestazioni.
    Per i direttori generali che non organizzeranno l’attività è prevista la decurtazione dalla retribuzione di risultato pari ad almeno il 20% o, nel caso di grave inadempienza, la destituzione dell’incarico.

e fin qui, piaccia o meno, ci siamo…rimane forte la contraddizione tra le lunghe liste d’attesa per le visite nel servizio pubblico (65 giorni) e la brevità del servizio intramoenia che spesso, ulteriore contraddizione anche linguistica, si svolge presso strutture private e viene definito “intramoenia extramuraria”…come mai accade questo?…

nell’esperienza comune dei cittadini tutto ciò, lungi dall’essere considerato un fattore derivante dalla disorganizzazione del pubblico, poichè chiaro appare che il servizio pubblico può non essere disorganizzato se si vuole, è categorizzato come una specifica volontà a monte di favorire la sanità privatistica (uso non casualmente questo termine per distinguerla dalla sanità privata) a discapito di quella pubblica…

come si spiega altrimenti questa abissale differenza nei tempi se il dottore presso cui si prenota la visita è attivo anche negli orari di lavoro presso la struttura, se non come la volontà di predisporre i cittadini alla sanità privata, mostrando i “vizi irreparabili” di quella privata?…

la logica vorrebbe l’intramoenia strumento a supporto della sanità pubblica e non pietra tombale della stessa, come nei fatti è avvertita dalla cittadinanza che è “costretta” a soggiogare a tale logica perversa e costosa (ricordo che la prestazione viene pagata dal cittadino ad un costo ben superiore a quello di un normale ticket sanitario) per non dover attendere tempi che mal si conciliano con esigenze di salute che quasi sempre non possono attendere quei tempi che sono solo una media delle prestazioni per settori medici e che spesso  vedono anche attese di sei mesi o anche più per visite specialistiche che “usano” gli stessi strumenti che in intramoenia sono invece disponibili in pochi giorni…

ora lungi da me proporre soluzioni che valgano per tutto il paese (mi limito semmai ad indicare soluzioni per la mia piccola regione), ciò che appare evidente è che quando i cittadini sono costretti di fatto a sopportare il dazio o la gabella per poter avere in tempi ragionevoli visite specialistiche, il dazio o la gabella la pagano perché non possono fare altro, ma poi si arrabbiano ed alla prima occasione te la fanno pagare, anche per un allungamento oggettivo dei tempi che corrisponde in pieno alla permanenza del bomba di rignano a palazzo chigi…

e te l’hanno fatta pagare stavolta con la matita nella cabina elettorale…

 

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precari, sempre più precari

(ANSA) – ROMA, 17 MAR – Nel quarto trimestre 2017 le ore lavorate sono state 667 milioni in meno rispetto al primo trimestre 2008 (-5,8%) mentre le unità di lavoro a tempo pieno sono circa il 4,7% in meno rispetto al 2008 (1,2 milioni di Ula in meno). E’ quanto si legge su una ricerca della Fondazione di Vittorio che ha elaborato i dati di contabilità nazionale dell’Istat. Secondo la Cgil negli ultimi cinque anni sono aumentati fortemente i part-time involontari e, soprattutto negli ultimi due, le assunzioni a tempo determinato, portando l’area del disagio (attività lavorativa di carattere temporaneo oppure a part-time involontario) tra gli occupati a 4,5 milioni di persone. In questo secondo caso sono stati elaborati i dati delle Forze lavoro Istat del terzo trimestre. In Italia lo scarto delle ore lavorate rispetto al 2008 particolarmente marcato, secondo la Cgil, “è legato al peggioramento della qualità dell’occupazione nel nostro Paese” .

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non ci voleva la sibilla per comprendere quanto gli italiani a pelle sentono da tempo, ma appunto serviva uno studio elaborativo di una realtà “allungata” nel tempo per raccontare il lavoro e che invece, se presentata mese per mese, come abitudine degli ultimi governi per magnificare i “mirabolanti” dati delle loro azioni, se presentata parcellizzata in un attimo cristallizzato e così ridotta ad unità statistica priva di qualsiasi senso, poiché priva di rapporto con la realtà dinamica che solo la comparazione dei dati con il fluire del tempo racconta nella sua interezza, se presentata quindi a medaglietta celebrativa di una sostanziale irrealtà di cui si nutre la post-verità, nulla racconta e nel non raccontare alcunché alimenta il “mito” di una crisi superata, di milioni di posti di lavoro, di un paese che si è rimesso in marcia…e non è così, quantomeno non è del tutto così…

poiché se è vero che i dati macroeconomici del paese sono in netto miglioramento, favoriti sostanzialmente da un export che “tira” – e dopotutto non aveva mai smesso davvero di farlo pur nell’ovvia contrazione della domanda a livello mondiale – è la microeconomia “banale” del giorno per giorno, ovvero quella quantità di denaro a disposizione delle famiglie per soddisfare i propri bisogni, a segnare il passo di una ripresa a senso unico, di una ripresa quindi che termina la sua corsa nei conti correnti e “meno correnti” di chi davvero controlla l’economia, “usando” come massimizzatore di ricavi non una strenua lotta per la qualità del prodotto, ma gli artifizi gius-lavoristici e le cosiddette necessità di fatto di questi anni, avallate proprio da quei governi, che hanno rosicchiato il potere di acquisto dei redditi da lavoro con la scusa del sacrificio per un domani migliore…risultato, precarizzare il lavoro e cottimizzarlo fino al punto di disporre di una silente forza lavoro ricattata per ogni bisogna di un certo capitalismo straccione che gli affari vuol farli sulla pelle dei lavoratori…

difficile poi far quadrare proprio quei dati macroeconomici, poiché se un lavoratore precario si sente tale (e nel termine precario leggeteci non solo il dato secco di chi precario lo è per davvero in forza di contratti di semi-schiavitù, ma soprattutto la condizione psicologica di chi si sente precario anche con forme di lavoro a tempo indeterminato – tale è la realtà di chi, assunto con contratti a tutele crescenti, sa perfettamente che il suo lavoro è in realtà anch’esso una forma di precariato), finirà inevitabilmente per consumare meno, per posporre ad un domani senza data certa acquisti che, se si sentisse sicuro, probabilmente farebbe già oggi…e se quel lavoratore non consuma, qualcuno non vende e non vendendo non solo non produce reddito per se stesso, ma neppure imposte per il paese, finendo per creare un circuito vizioso i cui reali effetti si misurano proprio nella minor crescita del paese rispetto agli altri paesi U.E….

vogliamo capirlo o no, che l’investimento che risolleverebbe il paese è la creazione di una sicurezza sociale che solo il lavoro “buono” riesce a dare, o vogliamo continuare a prenderci per i fondelli, raccontandoci una fiaba per auto-addormentarci, una fiaba a cui il 4 marzo il paese ha urlato di non credere più, usando gli strumenti certo banali e per molti versi sciocchi del 5 stelle e della lega perché quelli aveva a portata di matita nella cabina elettorale?… 

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i ricchi paghino di più

Senza politiche fiscali che intervengano su redditi e patrimoni non fai alcuna redistribuzione della ricchezza, ma miserrimi aggiustamenti a carico dei redditi medio-bassi dei guasti di due decenni di “regali fiscali” neo-liberisti al 10% degli italiani che detiene il 50% del reddito nazionale…

i ricchi paghino più tasse

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addio a stephen hawking

un saluto a te che ci hai visto più chiaro nei buchi neri e ci hai dato una bella lezione di vita, dimostrandoci che la vita si nutre sempre del soffio della ragione

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a pomigliano…

tra marchionne e gli operai la sinistra doveva scegliere gli operai, dicono gli operai, e non è difficile capire perché non hanno votato a sinistra…perché la classe lavoratrice c’è ancora, eh?…punto

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l’argine?…ma anche no

ma chi ha detto che per le ormai prossime elezioni regionali tocca “arginare” i 5 stelle, tutti insieme infelicemente e mostruosamente, e non includerli invece in un percorso di rinascita lucana che è prima di tutto un percorso culturale che noi lucani dobbiamo fare?…

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forse ci siamo…

marte, oggi cratere gale, pendici del monte sharp – right navigation cameras (navcams) del rover curiosity sol 1986 (giorno di presenza sul pianeta del rover)…vi sembra che questa possa essere una superficie secca da milioni o anche solo migliaia di anni?…io credo che siamo vicini alla scoperta di qualcosa di sensazionale, atteso da tempo, eppure non ancora trovato, acqua che in condizioni particolari fluisce dal terreno (temperatura max attuale dell’aria – 8°, temperatura max attuale del terreno + 5°, registrate dal rover environmental monitoring station (REMS) al sol 1983)

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nessuno si permetta…

premesso che detesto ogni forma di revanche meridionalista viscerale e pecoreccia che il vuoto politico di questi anni ha resuscitato, nessuno si permetta di creare parallelismi sud=cialtroni per via del voto massiccio al 5stelle, che pure irrido e disdegno, quando non alla lega, che pur detesto e disdegno…

chiedetevi piuttosto quanto il sud sia stato periferico nelle agende politiche “nordiste” degli ultimi 25 anni per comprenderne il disagio profondo e la necessità di trovare sfogo

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il bivio…

credo che il 5 stelle sia arrivato al bivio dove l’urlo o diventa proposta concreta o diventa disillusione…dando per scontato, ma non troppo, che non si voglia ritornare al voto, due le alternative possibili che non richiedono infingimenti visti i numeri, o un governo con il pd, uscito renzi, o quella parte del pd che ci starà, spacchettandosi, più leu, o un governo con salvini…durata e compito di entrambe le possibilità di governo sono compito della proposta che il 5 stelle dovrà fare

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mentre si discute delle ragioni del voto…

(ANSA) – NEW YORK, 6 MAR – Jeff Bezos e’ il piu’ ricco del mondo, piu’ di Bill Gates e Warren Buffett. A incoronare il patron di Amazon e’ Forbes stilando la classifica dei miliardari del mondo: una lista che include 2.208 paperoni da 72 diversi paesi. Tra gli italiani Giovanni Ferrero è nella top-40: è al 37mo posto in classifica con una fortuna di 23 miliardi di dollari. In 45ma posizione si piazza invece Leonardo del Vecchio con i suoi 21,2 miliardi di dollari. Silvio Berlusconi è 190mo in classifica con 8 miliardi di dollari.
Un esercito di ricchi che vale complessivamente 9.100 miliardi di dollari, il 18% in piu’ rispetto all’anno scorso, e con in media 4,1 miliardi di dollari ciascuno. La classifica include il primo miliardario dell’Ungheria e il primo dello Zimbabwe.

 © ANSA
Bezos con i suoi 112 miliardi di dollari e’ il piu’ ricco al mondo, strappando il trono al fondatore di Microsoft. Bill Gates e’ secondo con ‘soli’ 90 miliardi di dollari, mentre Warren Buffett e’ terzo con 84 miliardi di dollari.

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ecco, mentre tutti a sinistra discutono delle ragioni del voto che sembra averla annullata (ma certo il pd non si può definire ormai un partito di sinistra), sembra ci si dimentichi la perfetta corrispondenza tra i mega-ricchi che diventano sempre più ricchi ed i poveri, quelli proprio poveri e quelli via via sempre più poveri, perché naturalmente è proprio  l’impoverimento progressivo, frutto della globalizzazione a senso unico che crea enormi accumuli finanziari foraggiati dall’evasione fiscale “legalizzata” e portata a sconto di una supposta creazione di lavoro (sempre più precario, sempre più schiavo, sempre più cottimizzato, sempre meno umano) e dai paradisi fiscali che servono da ben protette casseforti per cifre che sono fuori dall’umana comprensione, che ha creato le condizioni per una rabbia popolare che alla prima occasione si è dimostrata fatale per una rappresentanza politica sempre più fine a se stessa ed ai suoi interessi individuali e di casta, una rappresentanza “cameriera” degli interessi forti…riflettete!!!…
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punto dirimente…

punto dirimente che la sinistra proprio non comprende è che il superamento della globalizzazione non può essere lasciato alle destre…vi ripropongo un mio ragionamento di qualche tempo fa

www.comitatonooilpotenza.com/?page_id=13349

se il link non funziona, accedete alla pagina dal banner in alto

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non guardare al passato

Una pattuglia parlamentare è pur sempre qualcosa, ma LeU paga secondo me la tardiva uscita dal pd di troppi e le troppe “vecchie ciabatte” (lo dico con affetto) che lo hanno rappresentato sui media, certo non adatte a connettersi ad una antropologia del consenso mutata…ora il discorso sulle regionali, che dovrà essere conseguente e non guardare al passato

e chi vuol capire, capisca

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il mio appello al voto per LIBERI e UGUALI

Risultato immagine per liberi e uguali

allora ci siamo, poche ore al silenzio elettorale ufficiale, due giorni ancora all’appuntamento che, almeno in teoria, fotografa gli umori ed i voleri degli italiani rispetto ai 5 anni precedenti ed ai 5 anni (forse) che seguiranno ed è perfettamente inutile che mi dilunghi con considerazioni sui “valori” espressi dalle forze politiche in lizza per questo appuntamento elettorale, come è del tutto inutile che mi soffermi sul disvalore democratico di quella massiccia astensione dal voto che ancora una volta si profila all’orizzonte (ma poi chissà, il referendum costituzionale insegna) e che, se da un lato ben fotografa la miriade di componenti antropologiche dell’umore attuale degli italiani (delusione, frustrazione, rabbia silente che sfociano nella disillusione verso lo strumento democratico più importante per i cittadini, ossia il voto, ma anche disinteresse post-ideologico e quella curiosa forma anarcoide personalistica che a tutti gli effetti sembra una scoria del liberismo sfrenato che ha trasformato i cittadini in consumatori che possono decidere di “non acquistare” più il prodotto democrazia),  dall’altro lato illustra la rassegnazione della politica, che  qualcosa avrebbe pur dovuto tentare almeno su una comprensione delle fenomenologie della stessa astensione per tentare di recuperarla con comportamenti attivi, ma anche una certa acquiescenza della stessa che preferisce concentrarsi solo sui soggetti sociali che “rispondono”, a costo di trasformarli in blocco, o di accettare che si trasformino, in clientes

non mi dilungherò oltre su questi temi che andrebbero trattati a parte e non certo negli ultimi giorni di campagna elettorale, preferendo invece andare dritto al punto…invitare i miei corregionali ad un voto ragionato ed allo stesso tempo espresso con il cuore…

ecco il punto…noi lucani siamo pochi, 572.000 su oltre 60 milioni di italiani (le percentuali di aventi diritto al voto seguono il ragionamento, fratto una percentuale di iscritti all’aire, l’anagrafe degli italiani residenti all’estero, decisamente maggiore di altre regioni), quindi essendo meno di un centesimo della popolazione, ne consegue che la nostra rappresentanza parlamentare è percentualmente ciò che la demografia ci consegna, poco meno di un centesimo, con un numero di deputati uguale a 6 ed un numero di senatori che l’art. 57 comma 3 della costituzione fissa a 7 (Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sette…), decisamente pochi per affermare quella nostra specificità territoriale e quella storia in forma di un’azione parlamentare capace di produrre risultati basandosi sui numeri, a volte bastevoli se invece la capacità di creare empatia attraverso relazioni è praticata con il fine di produrre un risultato utile per questa regione e non un interesse personale o di cordata o di clan…

vale a dire che sarebbe bello, bellissimo, se a roma noi lucani potessimo mandare 6 deputati e 7 senatori che, oltre le ovvie e normali distinzioni partitiche, fossero invece ultra-coesi quando si tratta della terra da cui provengono e che rappresentano…e così forse sarebbe – lasciatemelo sperare – se avessimo una legge che consenta agli elettori di scegliersi gli eletti con le preferenze e non invece, per la seconda volta e dal 2006, una legge elettorale che ti lascia un’unica possibilità, votare in blocco una lista di persone senza poter scegliere le persone più degne di rappresentare il bene che continuo a credere un popolo sia capace di esprimere, ma anche il male, i vizi, i buchi neri collettivi che quello stesso popolo porta nella sua coscienza di massa come componente culturale…purtroppo non è così e alle elezioni si recita solo un prendere o lasciare che significa il dominio dei partiti o dei costruttori di interessi dentro i partiti che quelle liste bloccate compongono a piacimento e troppo spesso rappresentano solo numeri compiacenti ai voleri di un capo e di un interesse…

e quel prendere o lasciare significa che non ci sono più questo o quello da indicare come nostro rappresentante all’interno dei partiti, ma solo una lista che vogliamo illuderci ci rappresenti una volta a roma, dimenticando che sempre quel centesimo ci restituirà la rappresentanza nei singoli partiti, a meno in un partito non si sia affermata una personalità dirigente e di peso che amplifica quella rappresentanza in forma di un interesse empatico che è capace di costruire…

e se consideriamo che l’unica forza politica in cui ciò è possibile è LIBERI e UGUALI, all’interno della quale il ruolo di roberto speranza è apicale e di peso, ma non marginale quello di vincenzo folino e di filippo bubbico, che istituzionalmente vanta un curriculum notevole, ecco una prima indicazione utile…

votare LIBERI e UGUALI significa avere un lucano che è legato alla propria terra in una posizione apicale in un partito che, anche se al momento nessuno è in grado di prevedere lo scenario di lunedì prossimo, in teoria potrebbe diventare l’ago della bilancia in ipotetici governi che, tolto di mezzo il bomba di rignano dall’implosione del pd, tentino di ricostruire qualcosa a sinistra di cui il paese ha più che mai bisogno e ci tentino a partire dal comprendere cosa debba essere oggi la sinistra, se un’appendice pseudo-decisionale di un liberismo padrone ormai dei destini del paese, quale finora è stata inseguendo le derive post-blairiane tradotte in politiche dei centri decisionali, spesso allocati altrove che negli interessi reali del paese, o un innesco di un discorso che porta a ricostruire un soggetto politico capace di farci sortire tutti insieme da un sistema mostruoso a partire dai territori e dalle loro necessità…

ma ovviamente ciò non basta, né come azione da attendersi, né come appello verso le persone, perché tanti errori sono stati fatti in nome di una unità ed una capacità supposta di riuscire a dialogare in un partito che dal 2014 era già proprietà del bomba di rignano e dei suoi boiardi, e perché appunto non possiamo scegliere tra questo e quello, ma solo accettare in blocco una lista, ed allora occorre andare ad un’altra considerazione…

come ebbi modo di dire in un’affollata assemblea di LIBERI e UGUALI in un intervento che fu tra i più applauditi (ma insomma, lo sapete che sono empatico e con le parole ci so fare perché mi vengono da dentro e non da qualche calcolo e credo che la gente se ne accorga), la campagna elettorale di questa lista (ricordo che non è ancora un partito, anche se spero la direzione intrapresa porti presto alla sua formazione per i discorsi fatti sopra sui destini della sinistra in questo paese) nella nostra regione non poteva non essere il preludio di quella campagna elettorale che culminerà a novembre nelle elezioni regionali, dove il peso delle nostre istanze è tutto nelle nostre mani di lucani, e che a quella campagna elettorale occorreva sin da subito dedicarsi con tutta la passione e la più ferrea e forte volontà di un cambiamento netto e percepibile dai lucani della direzione intrapresa dalla nostra terra…

e credo che quel mio appello sia stato ascoltato e si cominci a praticarlo già da ora, se è vero come è vero che lo slogan di questa campagna elettorale di LIBERI e UGUALI è stato ed è DIFENDI LA BASILICATA, con ciò dichiarandosi sin da subito che se il compito a livello nazionale sarà la difesa della nostra terra, e potete contarci che sia roberto, sia vincenzo sia filippo che cristiana coviello, se eletti, la difenderanno poiché sono parte di quella resilienza innamorata che contraddistingue noi lucani,  a livello locale quel compito sarà difenderla, prima liberandola dalle post-feudali baronie odiose che l’hanno finora svenduta, poi, immediatamente dopo dotandola di obiettivi programmatici in grado di farle traguardare il futuro senza abbandonare le proprie radici e la propria migliore cultura, quella, per usare un’immagine cara a tanti di noi, di ostinati ed instancabili contadini che con fatica e sacrificio curano un orto ricavandone ortaggi buonissimi che sanno di una genuinità antica, quasi archetipa, tanto buoni da ripagarti di quella fatica…

e quella delle regionali sarà una partita nuova, dove conto di esserci e di recitare il ruolo e le intenzioni che tutti voi lettori, e siete tantissimi come testimoniano le presenze quotidiane che in ogni istante testimoniano il vostro interesse, conoscete per leggermi da tanti anni (eh si, questo blog esiste da ben 11 anni, tanto da essere diventato monumentale), quello dell’instancabile sognatore che vuole farli diventare reali quei sogni, e vuole che la propria regione diventi un esempio per il mondo…

così il mio appello è a voi lettori ed a quanti vorrete estenderlo…

vi chiedo di votare LIBERI e UGUALI a queste elezioni politiche, pur tra critiche, distinguo, memorie che sono legittime, per esprimere un segnale di cambiamento reale nel destino che vogliamo determinare per questa terra,

vi chiedo di votare LIBERI e UGUALI, come se votaste per il sottoscritto e per la sua capacità di amare la propria terra dentro ed oltre l’orizzonte del visibile,

vi chiedo di votare LIBERI e UGUALI perché se amate la vostra terra ed il progetto di darle fiato per le generazioni a venire con un programma innovativo ed includente, ed a novembre spero lo testimonierete con altrettanta forza in un contenitore politico che non potrà non essere aperto ai lucani ed alle forze culturali, politiche, associative, locali che ne compongono l’essenza migliore, da un punto occorre iniziare, liberare questa terra, amandola per ciò che è e non per ciò che qualcuno, svendendone i destini, vorrebbe sia…

ed a quelle elezioni il sottoscritto ci sarà ed è per questo che vi chiedo di sostenermi sin da ora, sostenendo LIBERI e UGUALI come sosteneste COMUNITA’ LUCANA i cui amici e simpatizzanti invito al voto…

Risultato immagine per liberi e uguali

so di poter contare su di voi…grazie a tutte e tutti

miko somma

  

 

 

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addio al grande gillo dorfles…

(ANSA) – MILANO, 2 MAR – Il mondo dell’arte piange Gillo Dorfles, teorico e critico d’arte attivo anche come artista, morto nella sua casa a Milano. Nato a Trieste nel 1910, Dorfles avrebbe compiuto 108 anni il 12 aprile. Si era dedicato all’arte dopo essersi laureato in medicina con una specializzazione in psichiatria ed arrivando ad insegnare Estetica nelle Università di Milano, Cagliari e Trieste.

Aveva pubblicato numerosi libri, tra i quali “Il divenire delle arti” (1959), “Ultime tendenze dell’arte d’oggi” (1961), “Il kitch” (1968), “Le oscillazioni dal gusto” (1970), “Il divenire della critica” (1976), “Elogio della disarmonia” (1976), “Il feticcio quotidiano” (1988), “Conformisti” (1997). Come pittore, attività che ha proseguito insieme a quelle di docente e scrittore, è stato, nel 1948, tra i fondatori del MAC (Movimento Arte Concreta), che fu un caposaldo dell’astrattismo. Nel gennaio 2017 aveva inaugurato alla Triennale di Milano la mostra ‘Vitriol, Disegni di Gillo Dorfles, 2016′, una summa del suo pensiero artistico.

È morto Gillo Dorfles, aveva 107 anni

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