18 agosto 1860…

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vorrei, senza enfasi unitaria che spesso è stata solo retorica di regime o, al contrario, senza rancori post-unitari che spesso, oltre la macchietta nostalgica borbone, sono solo il segno di una liberazione non seguita da una reale cittadinanza egalitaria, pagata poi con le stragi disumane del 1861-65 spesso spacciate come lotta al brigantaggio, in realtà vere e proprie stragi di stato con tanto di legge che le autorizzava (la legge pica contro il manutengolismo), ricordare che il 18 agosto 1860 potenza insorse contro i borboni e la loro guarnigione numerosa (oltre 400 soldati), spalleggiata da truppe di insorti giunti dalla val d’agri e da rionero, si liberò sanguinosamente sulle barricate (morirono giovanni e gaetano crisci, luigi guerreggiante e giosuè romaniello) e si proclamò italiana quando garibaldi era ancora fermo a milazzo (per la verità la prima comunità ad insorgere fu corleto perticata già il 16)…

tanto recita la storia e spiace davvero che il comune di potenza non abbia ancora provveduto a ricordare ufficialmente nella sua toponomastica quella data che è la sola intestazione popolare di p.zza XVIII agosto (in realtà p.zza vittorio emanuele II), insieme al prospiciente corso XVIII agosto 1860, forse troppo poco per simile avvenimento, a ricordare davvero…

e forse dovremmo provvedere, no?…e provvedere a ricordare la mattanza che seguì a quella liberazione non sentita come tale da un popolo subito tradito nelle sue attese

propongo l’intitolazione delle scale mobili marconi ai “caduti del popolo lucano nelle stragi del 1861-65″