il programma 2018 – 5. Idrocarburi e risorse minerarie

5). Idrocarburi e risorse minerarie

gli idrocarburi, sia liquidi che gassosi, estratti, stoccati, trasportati e ad ogni titolo trasformati sul territorio lucano, ma trattare la materia implica una precisazione, ovvero che l’intrecciarsi di norme di carattere nazionale e le clausole di “interesse nazionale” sugli accordi del 1998 rendono di fatto impossibile ogni cancellazione degli accordi stessi, a meno di 1) gravi incidenti o anomalie 2) gravi inadempienze contrattuali 3) “fatti politici” determinanti costituiti da una forte volontà popolare di voler disporre altrimenti del proprio territorio, non potendo disporre della titolarità della risorsa che rimane di esclusiva proprietà dello Stato:

I. Legge Regionale di Regolazione delle Attività Minerarie che, oltre alla regolazione della materia nella generalità, nello specifico delle estrazioni di idrocarburi sull’intero territorio regionale ponga condizioni di diniego ad ogni attività di ricerca e sfruttamento della risorsa, in quanto confliggenti con i principi di cui ai punti della parte ambiente e nelle potestà e materie di competenza regionale, oltre gli accordi già in essere, e blocco alla valutazione di qualsivoglia procedura connessa, anche in rapporto ad attività ad oggi regolate da accordi, fino a quando non siano soddisfatte le condizioni ai punti seguenti.

legge regionale di regolazione delle attività minerarie che, nell’intrecciarsi di altre normazioni regionali determinanti quali l’approvazione di una legge sul paesaggio, sulla tutela delle acque sorgive, sotterranee e fluenti, sui patrimoni ambientali, sulla tutela della salute umana ed animale dagli impatti da attività antropiche, dovrà regolare l’intera materia mineraria, nelle more della legislazione prevalente nazionale, ed i cui principi di applicazione sono meglio chiariti ai punti seguenti, sottolineandosi che tale legge pur riguardando prevalentemente gli idrocarburi, regolerà ogni altra tipologia di attività mineraria

II. Adozione di sistemi di monitoraggio pubblico partecipato dalla collettività delle attività presso i singoli pozzi e punti di estrazione di attività minerarie e delle lavorazioni presso il centro olio di Viggiano, di Pisticci, Tempa Rossa e presso ogni stabilimento o plesso connesso ad attività minerarie, nel controllo di ogni attività da parte della consulta dell’ambiente, fino all’effettiva entrata in funzione dell’osservatorio ambientale a caratteristiche di controllo pubblico e partecipato.

un valido sistema di monitoraggio a rilevazioni continue, sia nei luoghi di estrazione, sia nei plessi industriali, con il controllo diretto dei soggetti di cui alla consulta regionale ambiente (vedi parte II) ambiente), fino alla partenza effettiva dell’osservatorio ambientale

III. Indagine regionale sui danni delle estrazioni e del trattamento del greggio e del gas, sulla salute delle popolazioni, ed indagine conoscitiva sui danni all’ambiente (flora e fauna), all’economia (agricola e non) ed alle vocazioni originarie dei territori.

IV. Richiesta di ri-contrattualizzazione in sede nazionale degli accordi in essere sulla base dei seguenti punti V,VI, VII, VIII, IX, X, XI

V. Sistema di conteggio pubblico delle quantità di estratto, con la creazione di un ufficio regionale presso i centri oli in cooperazione con l’Intendenza di Finanza regionale.

a legislazione attuale il sistema di controllo degli estratti non sembra essere mai stato direttamente controllato, ma affidato alle rilevazioni e successive comunicazioni delle società di estrazione, necessitandosi di un controllo diretto dell’ente regione attraverso specifico ufficio al fine di assicurare validazione degli stessi sia ai fini della quota royalties spettante a regione e comuni

VI. Concertazione dinamica dell’estraibile sulla base di parametri fissati di sostenibilità delle estrazioni e del trattamento, stoccaggio, trasporto degli idrocarburi, sia liquidi che gassosi e di ogni altra risorsa mineraria, ed al trattamento, trasporto, stoccaggio di ogni frazione di scarto di lavorazione e/o residuo.

concertazione sulle quantità di risorse estraibili che vada oltre le possibilità industriali e contrattuali fino ad arrivare ad una sostenibilità delle stesse e dei processi a queste legati ai parametri di salvaguardia, tutela continua e programmazione, ovvero fissare con basi scientifiche soglie interdipendenti di parametri emissivi in grado di influire sulle quantità di estratto giornaliero

VII. Aumento delle royalties al 25%, in quota parte del 20% a carico delle compagnie e del 5% sulla tassazione nazionale rispetto ai volumi estratti, con ripristini ambientali e bonifiche a totale carico delle compagnie sulla scorta di un fondo di accumulo finanziato dall’1% del valore lordo dell’estratto annuale, e trasformazione della quota parte di royalties (3%) ex art. 45 l. 99/09, in un fondo esclusivo per l’acquisto di derrate alimentari locali rivolto ad ogni cittadino lucano.

la Regione Basilicata nelle sedi di confronto tra stato e regione ed i suoi parlamentari nella sede legislativa devono rendersi portavoce della necessità di fissare le royalties al 25%, con il 20% a carico delle compagnie (che pur sostenendo oneri fiscali di varia natura, manterrebbero margini ragionevoli), ed il 5% a carico della tassazione specifica ed accise che lo stato riceve dalle compagnie, stornato direttamente sulla finanza regionale e sottratto alle limitazioni ex patto di stabilità

VIII. Blocco tecnico, adeguamento della struttura e, ove ciò fosse tecnicamente possibile, trasferimento del centro olii di Viggiano in posizione ritenuta più idonea sulla base del minor impatto possibile.

IX. Predisposizione immediata di un reale piano di sicurezza esterna degli impianti con messa a disposizione dei cittadini dello stesso e puntuale analisi del rischio nella definizione di uno specifico Piano di Emergenza gestito dalla Protezione Civile, dai Comuni ed Enti Territoriali interessati.

nelle more della conoscibilità del piano ad oggi esistente, ma che non risulta a conoscenza delle popolazioni (in ciò costituendosi inficio all’esistenza stessa del piano cui è fatto obbligo venga sia a conoscenza delle stesse), redazione immediata di un piano coordinato tra gli enti territoriali e la protezione civile nazionale e regionale, nell’intreccio tra questo ed i piani di protezione civile esistente per le catastrofi naturali

X. Azioni legali volte alla determinazione ed al risarcimento del danno storico biologico, sanitario, economico-vocazionale derivante da tutte le attività estrattive e di ricerca di idrocarburi ed altre risorse sul territorio regionale, con richiesta risarcimenti per la popolazione lucana da devolversi su un apposito fondo regionale per le bonifiche ambientali.

XI. Utilizzo del gas metano di quota regionale derivante da accordi (Tempa Rossa) o da ricontrattazione di accordi (Val d’Agri) per un sistema di distribuzione dello stesso in pompe carburanti predisposte nel territorio regionale che forniscano ai soli residenti lucani un prezzo del carburante gas metano calmierato.

un’attività di ritorno ciclico sul territorio, un’attività economica di comparto legata alla modifica dei motori degli autoveicoli ed alla distribuzione del carburante, ed una attività di tutela ambientale diretta nella bassa emissività dell’uso del metano per trazione moto-meccanica

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