la battaglia morale di civati

si apre dunque un primo fronte di dissenso per renzi in vista della fiducia al senato, dove la maggioranza si regge su numeri molto esigui e dove le carte potrebbero molto  confondersi al momento del voto di fiducia…ma proprio quei numeri sono già al momento una grossa fonte di confusione…

ricapitoliamo, civati chiede a renzi di aprire a sel e delusi 5 stelle, cosa questa che non appare ovvia persino ai numeri che questi sono in grado di offrire (non parliamo quindi di voti, asseto questo che riguarda un possibile futuro in caso renzi non dovesse farcela, ma di seggi oggi rappresentati al senato), e molto probabilmente sulla base delle dichiarazioni incrociate di alfano e vendola che si escludono a vicenda nella eventuale partecipazione al sostegno del futuro governo (ma vendola deve fare i conti con un dissidio interno al riguardo, quello espresso dal gruppo che fa rifermento a gennaro migliore), il ragionamento di civati, pur intelligente, non regge proprio sui numeri…

ncd ha al senato 31 seggi, cosa questa che non è che la rappresentazione plastica della scissione operatasi nel pdl (alla camera infatti ne ha solo 29 in virtù delle minori fuoriuscite di deputati), numero che assicura la maggioranza, ma andando nella scelta indicata da civati, quindi dell’esclusione di ncd dal circuito di maggioranza (cosa che però deve anche tenere conto di scelta civica ed altri gruppi che magari su alcuni punti indicati, vedi f35 potrebbero voler operare scelte diverse), i seggi assicurati dal sel sarebbero solo 7 più i 4 conclamati dei fuoriusciti 5 stelle (ve ne sono un’altra decina molto dubbiosi rispetto ai diktat di grillo, ma di cui non è comprovabile la volontà o possibilità di attrazione nell’orbita governativa), quindi un numero oscillante da 11 (dato più o meno certo) a 21, un dato appunto non verificabile in questo momento, in ogni caso un numero non bastevole ad una “sterzata” che comunque non appare nelle corde proprio di renzi…

così il discorso di civati credo vada visto più in chiave politica di orientamento rispetto ad indirizzi che potrebbero tornare utili per le prossime elezioni, che in chiave realistica rispetto ai numeri ad oggi esistenti e che pure andrebbero confermati persino nella stessa componente pd del senato dove i “mal di pancia” ci sono e potrebbero palesarsi al momento in un numero da sei a 10 di senatori astensionisti (quindi contrari per le regole del senato dove astenersi significa votare contro), se non del tutto contrari…

ma le cose sono anche più complesse di come appaiono…

riassumiamo i numeri…al senato ci sono 315 senatori più 5 senatori a vita, quindi 320 senatori, con una maggioranza minima di 161 da doversi ottenere per la fiducia e che attualmente sarebbe nominalmente costituita  a quota 174 dai 107 senatori  pd (grasso non vota per prassi), 31 di ncd, 7 di scelta civica e 12 di “per l’italia”, 10 delle autonomie, 4 ex M5S, 3 di gal (senza contare però i senatori a vita di nomina presidenziale), però, stando alle parole di civati, se renzi scegliesse l’attuale composizione di maggioranza dovrebbe mettere in conto qualche defezione interna al pd, forse compensata in parte da una rottura di sel che potrebbe apportare forse 4 senatori se il dissidio interno non si componesse, e quindi ai 174 dovrebbe sottrarre circa 6 senatori, arrivando ad un pericoloso numero di 168 senatori di maggioranza, cosa che comporterebbe l’utilizzo continuo dei senatori a vita che, essendo tuti di nomina presidenziale…e mi fermo qui con questa considerazione che credo chiara a tutti!!!…

ma sono sempre più convinto così che se all’occorrenza non dovessero bastare i voti per la fiducia ad un governo renzi al senato, sarebbe proprio berluskoni ad assicurarli allo stesso renzi in cambio di una comoda legge elettorale…

appare così del tutto morale la battaglia di civati (e condivisibilissima, a mio avviso) ma poco produttiva di reali input…a meno che la fronda interna al pd non sia più ancor più vasta e molto meno visibile di quella che l’onestà intellettuale di civati lo spinge a palesare con evidenza che gli fa onore…

 

2 pensieri su “la battaglia morale di civati

  1. per come ho capito dall’intervista, l’opinione di Civati è che se Renzi decidesse di dare una decisa sterzata “a sinistra” al suo governo, forse qualcosa si potrebbe muovere nel gruppo dei senatori 5stelle, che in effetti sono, mediamente, molto più “ragionevoli” dei deputati. I “fuoriusciti”, insomma, potrebbero essere molti di più… certo, era un cammino da preparare per tempo; con tutta questa fretta, è difficile pensare che ora questa strada sia percorribile

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