una non scontata fiducia…

Ddl Delrio su Province, Governo pone la fiducia

Il presidente del Consiglio Renzi twitta di buon ora: ‘Oggi giornata importante per le riforme’

Il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi ha annunciato nell’aula del Senato l’intenzione di mettere il voto di fiducia sul ddl Delrio sulle Province.

Commissione Bilancio, con ddl Delrio rischio aumento spesa - Se il ddl Delrio di riforma delle Province diventasse legge la spesa per lo Stato potrebbe aumentare. A paventare il rischio è la commissione Bilancio del Senato che dà il suo parere favorevole al provvedimento, ma con 7 osservazioni. Prima di tutto si potrebbero decuplicare “costi e funzioni per l’elezione diretta del sindaco e del consiglio delle città metropolitane“. Ma rischi di costi più alti arriverebbero anche dall’aumento dei consiglieri e assessori comunali fino a 10 mila abitanti. Ma non finisce qui. Secondo la commissione Bilancio di Palazzo Madama anche “il trasferimento di personale e funzioni delle Province ad altri Enti territoriali potrebbe comportare costi, sia in termini economici che organizzativi, allo stato difficilmente quantificabili“. Senza contare che il trasferimento di personale “potrebbe comportare il rischio di un allineamento ‘verso l’alto’ del trattamento accessorio dei dipendenti coinvolti“. L’esclusione delle Unioni di Comuni fino a mille abitanti dal patto di stabilità interno, inoltre, potrebbe comportare il “rischio di minori economie di spesa rispetto a quelle già scontate a legislazione vigente“. E “non risultano”, poi, “chiari gli effetti sul patto di stabilità interno” dalle norme sulla fusione tra Comuni con meno di 5mila abitanti. Infine, “non risulta evidente l’idoneità del meccanismo di compensazione” previsto per “garantire la invarianza di spesa” della norma che “prevede l’incremento del numero dei consiglieri e assessori dei Comuni fino a 10mila abitanti”.

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e così mentre renzi continua a comunicare il suo operare tramite social, perdurando così questo atteggiamento che si poteva magari pensare come accessorio alla comunicazione usuale e formale che pure ci si aspetta un presidente del consiglio, ma che invece si pone ancora come principale strumento di comunicazione del premier (sarà che su questi mezzi non puoi entrare nei dettagli, ma rimani sul generico che impegna meno e sconta migliori effetti sulla suggestione credulona degli italiani che si fanno abbacinare da questi miraggi di fede), il governo è costretto a chiedere la fiducia sul maxi-emendamento da lui stesso presentato ad un testo pasticciato e frettoloso, come quello di del rio che per la verità viene già dal governo letta, per correggere quelle più che giuste e preoccupate osservazioni della commissione e tutto sembrerebbe normale all’apparenza…

ma in realtà c’è un piccolo giallo…il consiglio dei ministri si svolge alle 8 e rilascia mandato alla boschi (la ministra dei tacchi a spillo) per chiedere la fiducia, ma la commissione non si era ancora riunita a quell’ora e le osservazioni non erano ancora state formulate…in aula molti obiettano che il testo del maxiemendamento non lo conosce ancora nessuno e che andare alla conferenza dei capigruppo, come da regolamento del senato quando c’è richiesta di voto di fiducia per incardinare il dibattito sulla stessa, in simili condizioni non ha senso regolamentare, potendosi porre la questione fiducia (e quindi la conferenza dei capigruppo) solo su un testo che si conosce…

ma querelle regolamentare a parte, credo che quella fiducia avrà delle difficoltà che il governo non sarà attrezzato a risolvere nei numeri del senato…vedremo in serata, quando si andrà al voto…fiducia a mio parere non scontata affatto…renzi potrebbe pentirsi presto della sua strofottenza!!!