i fini giustificano i lodi (o i doli)

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(nella foto due facce di culo)

Sì alla retroattività del Lodo Alfano, votano a favore anche i finiani. Bersani: “E’ una vergogna”   La commissione Affari costituzionali ha approvato con 15 voti a favore e 7 contrari l’emendamento del relatore Carlo Vizzini al lodo Alfano in base al quale ”i processi nei confronti del presidente della Repubblica o del presidente del Consiglio, anche relativi a fatti antecedenti l’assunzione della carica, possono essere sospesi con deliberazione parlamentare”. Hanno votato a favore 13 senatori del Pdl e Lega piu’ il senatore finiano Maurizio Saia e il senatore dell’Mpa. L’opposizione ha detto che con questo emendamento si e’ creato un mostro giuridico.   Saia, su retroattività Fli è d’accordo - ”Sulla norma che prevede la sospensione anche di quei processi cominciati prima del conferimento del mandato, Fli è assolutamente d’accordo. Lo abbiamo già detto una ventina di giorni fa, lo abbiamo confermato oggi con il voto”. Il senatore finiano Maurizio Saia commenta così il sì di Fli all’emendamento presentato al Lodo Alfano dal presidente della commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama Carlo Vizzini che punta ad estendere lo scudo del Lodo anche ai processi cominciati prima del conferimento del mandato per presidente della Repubblica e presidente del Consiglio. “Ne avevamo già parlato di questo problema tra noi – aggiunge Saia – e la linea del partito è stata subito quella di dire sì alla previsione secondo la quale potranno essere sospesi anche i processi cominciati prima di diventare premier o capo dello Stato”.   Bersani: “Vergogna” - ”Viaggiamo ai limiti dell’assurdo. Credo che sia indecoroso e vergognoso pensare di procedere alla soluzione per via parlamentare e costituzionale”. Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani attacca la norma, passata in commissione al Senato sulla retroattività del lodo Alfano. “Faremo barricate con tutte le forze che abbiamo”, ha affermato.   Di Pietro: “Fini smascherato” - ”Dall’incontro tra Alfano e Fini non mi aspetto più niente perché oggi è stata smascherata anche il finto ritorno alla legalità di Fli che al primo passaggio vero si è autosmascherato andando ad appoggiare una norma che garantisce l’impunità al premier”. Così il leader Idv Antonio Di Pietro attacca la retroattività del Lodo Alfano. “Siamo alla caduta – afferma Di Pietro – della democrazia e dello stato di diritto. Facciamo un ultimo appello a Fini perché in Aula dica ai suoi parlamentari di non cedere al ricatto”. In ogni caso, garantisce il leader Idv, “saranno i cittadini ad assumersi la responsabilità di decidere se intendono vivere in un paese democratico o in un regime perché l’Idv ha raccolto milioni di firme per il referendum confermativo”.   Pd-Idv: un mostro giuridico - ”Si prepara la strada dell’immunità per Berlusconi se andrà al Quirinale”. Così il senatore dell’ Idv, Pancho Pardi commenta l’approvazione in commissione Affari costituzionali dell’emendamento del relatore Vizzini al lodo Alfano che prevede la sospensione dei processi a carico del presidente della Repubblica e del Consiglio anche per fatti antecedenti all’assunzione della carica. “Dopo l’approvazione dell’altro emendamento Vizzini, che equipara presidente della Repubblica e presidente del Consiglio nell’esigenza dello scudo e che lo allarga anche ai reati extrafunzionali, il quadro – sottolinea Pardi è completo. Resta pienamente valida la domanda che ho posto tempo fa in Aula rivolgendomi al premier, e cioé, lei vuole l’immunità per andare al Quirinale o andare al Quirinale per l’immunità?”. Molto critico anche il commento della senatrice Pd, Silvia Della Monica: “Non si è mai vista una Costituzione che stabilisca come anche chi è sottoposto a procedimento penale possa diventare presidente del Consiglio o presidente della Repubblica. In questo modo anche chi è agli arresti domiciliari o in carcere potrà candidarsi al Colle o a Palazzo Chigi”. L’osservazione della senatrice Della Monica nasce dal fatto, ritenuto ‘mostruoso’ dall’opposizione, che la sospensione dei processi non blocca le indagini. “Paradossalmente, essendo sospeso il processo e non le indagini con la relativa possibile custodia cautelare, potremo correre il rischio – osserva la senatrice del Pd – di avere un capo dello Stato o un capo di governo eletto mentre è agli arresti domiciliari”.   Pd, una giornata buia per la legalità e la lotta alla corruzione - ”E’ un brutto giorno per la giustizia”. Lo sostiene la capogruppo del Pd nella II commissione di Montecitorio, Donatella Ferranti che fa notare come “mentre alla Camera la maggioranza votava un escamotage per negare, di fatto, l’autorizzazione a procedere nei confronti di Pietro Lunardi, nello stesso momento, al Senato, la maggioranza approvava un emendamento per l’applicazione del Lodo Alfano anche ai processi relativi a fatti antecedenti all’assunzione della carica e per reati comuni”. Si tratta, per Ferranti, di “scelte sconsiderate che mirano ad introdurre nel nostro ordinamento prassi parlamentari e norme costituzionali ignobili che servono solo ostacolare il regolare corso della giustizia e introdurre l’impunità per chi governa. Non è certo così che si diffonde, in concreto, il rispetto della legalità né si adempie al monito della Corte dei Conti che proprio oggi ha ribadito la necessità di una lotta senza quartiere alla corruzione”.   Franceschini: “Una vergogna” – Le modifiche al lodo Alfano introdotte al Senato sono “una vergogna” secondo il capogruppo del Pd, Dario Franceschini: “Non ci stupisce, la norma era fatta per quello. E’ una vergogna, ora devono spiegare”. “C’era da aspettarselo. Poco più di cinque minuti. Tanto è durato, in Commissione Affari Costituzionali, il dibattito sulla riforma della legge elettorale. Poi si è subito passati a quello che era il vero provvedimento importante per il centrodestra: il lodo Alfano costituzionale. È una vergogna”. Lo afferma il Presidente del Gruppo Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, sottolineando che “in realtà Pdl e Lega vogliono affossare la riforma elettorale: il loro obiettivo principale in questo momento è solo quello di rendere retroattivo il lodo Alfano per salvare il Presidente del Consiglio dai reati di cui è accusato”.   De Magistris: “Le dichiarazioni di Fini erano un bluff” – Con il voto di oggi in Commissione Affari costituzionali del Senato sul lodo Alfano, “Fini ufficializza che le sue dichiarazioni su legalità e giustizia erano solo un bluff, un`operazione propagandistica, un`arma da usare nella guerra personale a Berlusconi. Il governo, invece, offre l`ennesima prova della sua natura, del suo dna politico: dispotico e golpista”, ha affermato Luigi de Magistris, eurodeputato IdV e responsabile giustizia del partito.  

Della Vedova: “Non c’è retroattività” - “Non c’è alcuna retroattività. Siamo sempre stati contro i pasticci e a favore di una previsione costituzionale di sospensione dei processi alle alte cariche. Ovviamente questo comporta che si sospendano i processi in corso”. È quanto afferma Benedetto Della Vedova, esponente di Fli, parlando a Montecitorio.

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bene se qualcuno pensava che fini fosse un interlocutore serio su cui fare affidamento per una rottura di quel fronte delle ville e delle mignotte (non me ne vogliano le professioniste, ma il nome escort mi ha francamente stufato, così pane al pane e vino al vino!!!), ora è di fronte al fatto compiuto di un uomo ed un partito che era e rimane organico a quest’italia del malaffare che mira solo alla conservazione dei poteri acquisiti…vediamo se dopo essere passato dal fascismo in doppiopetto alla carica di presidente della camera, fini avrà anche il coraggio di passare davanti ad uno specchio per vedervi riflessa l’immagine di un uomo che ha fatto tante chiacchiere estive e poco arrosto autunnale…la retroattività delle leggi è un principio che cozza con il diritto esattamente quanto il signor b. cozza con la democrazia e con la legalità, ma questo i suoi accoliti lo sanno fin troppo bene e visto che gli conviene continuare la danza, danzano anche con i passi sbagliati…non credo comunque che questo cambierà di molto le previsioni sulla vita del governo, ciò che cambia invece è il continuo depauperarsi della cultura legale di questo paese che pur avendo di fatto inventato il diritto moderno ne celebra ogni giorno il suo funerale