annullamento o sottomissione…

20/10/2014

tema forma di partito…

è l’idea stessa di un partito che si allarga a macchia d’olio, inglobando culture differenti nella sostanza pragmatica – che però nasce sempre da un approccio etico ai temi – che “sballa” del tutto la percezione della realtà politica di un paese dove le differenze le devi mettere a dialogo, e quindi a sintesi, perchè siano davvero produttive nel governo delle cose, e non necessariamente contarle in una direzione, per dominarle con i numeri…
il rischio è o l’annullamento delle differenze e quindi del dialogo come sintesi o la sottomissione ad un imperatore e l’introduzione di un plebiscitarismo a mano armata che si nutre di consensi…

miko somma

obolo e mendicio…

20/10/2014

il progetto degli 80 euro alle mamme non è un progetto sociale (investirli in asili nido ed assistenza domiciliare neonatale quello sarebbe un progetto sociale), ma la continuazione della progettualità berluskoniana di legare insieme obolo e mendicio nella costruzione del consenso con l’occhio che ideologicamente strizza al privato verso cui spendi il malloppetto e non mai al pubblico che rimane l’unica garanzia dell’universalità del diritto a procreare

miko somma

piccoli berluskini…

19/10/2014

“La legge di Stabilità è’ pronta – ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan a ‘in mezz’ora’ – vediamo gli ultimi dettagli in queste ore. Domattina sarà al Quirinale”. Con le nuove norme, ha sottolineato il ministro, potrebbero crearsi 800mila nuovi posti…”…piccoli berluskini dalle promesse facili crescono…

Comunicato stampa

questo comunicato non è stato inviato al sito istituzionale basilicatanet

Non è un Miracolo a Matera…

Non fosse stato per l’accurata preparazione cui è stata sottoposta la candidatura, l’indiscutibile grande bellezza di una città paradigma del trascorrere dei millenni dalla preistoria fino alla sua modernità, una partecipazione, a tratti commovente, dell’intera popolazione lucana al lungo processo d’avvicinamento al momento in cui il ministro Franceschini ha pronunciato il suo nome, potrebbe gridarsi al miracolo ed invece Matera passa dall’essere città candidata, già un onore anche rispetto a candidature concorrenti di città di grande prestigio storico e culturale, a divenire capitale europea della cultura 2019 con tutte le carte in regola, quelle storico-artistiche, dai Sassi al suo barocco, quelle culturali con eventi che via via hanno assunto carattere di regolarità e grande proposizione partecipativa, quelle civili, riassunte in un marginalità geografica che lungi dal chiedere alcun mendicio riparatore, propone invece quella sua differenza che diviene nuova centralità in un paese per sua natura, storia e carattere policentrico.

Matera così vince e non è un miracolo o una casualità o persino un regalo, ma il finale di una lunga e faticosa corsa in cui sarebbe stato impossibile, inutile, persino assurdo verso la propria storia e cultura mentire e mentirsi, perché se ha vinto una piccola città che coniuga passato e presente verso il futuro di una regione altra in un meridione altro – un meridione “minore” agli sguardi e al metro di giudizio con cui in genere si accede al concetto stesso di sud – vuol dire che ha vinto la forza morale di presentarsi per ciò che consapevolmente si è, senza belletti o sovrastrutture, senza stereotipi e luoghi comuni.

Ma, a gioia ancora corrente, è già da oggi che Matera e la regione intera devono prepararsi alla sfida di quale territorio, quale cultura, quale futuro, quale “motivo” si offrirà alla percezione ed alla fruizione di un pubblico internazionale più attento, più profondo, più esigente del “mordi e fuggi” di cui in genere è stato finora composto il nostro turismo, ed a cominciare dal dato primario che non avremo più turisti, ma più “viaggiatori”, sulle nostre strade, nei vicoli, nelle piazze di Matera, sperabilmente della regione, poiché chi si muove sull’onda della cultura e della storia preferisce di gran lunga il viaggio difficile, ma denso, alla residenzialità ridanciana e vacua dei villaggi vacanze e del consumificio dei luoghi.

Così che la vera sfida è preservare il nostro territorio per ciò che esso è nei contrasti e nei tagli di luce, nella urbanizzazione entropica a risorse fisiche, economiche ed umane e nella meravigliosa solitudine dello spirito che anche un acciottolato di campagna può donare, nel frinìo delle cicale e nella spazialità del volo del nibbio reale che accompagnano i sensi persino nei nostri centri urbani, nella convinzione di una “differenza” di questa terra da ogni altra terra, differenza che misura un tempo ed uno spazio in grado di dilatarsi come “altro” in una Europa sempre più simile, omogenea, “uguale”.

Matera vince per questa differenza che racconta un territorio, la sua storia e le sue genti “socialmente difficili” senza affabulare/affabularsi in narrazione epica, ma lasciando sedimentare sulla pelle di chi la trova, senza neppure cercarla, quella forma del sentimento e dell’emozione che è già nelle cose, negli odori e nei sapori, nei manufatti, nel sole, nei volti dei suoi abitanti, che se non sono certo più quelli di scatti antropologici, nei tratti portano ancora la cesura tra mondi diversi al centro del Mediterraneo.

Il miglior modo di “costruire” la capitale della cultura è lasciare che sia il territorio lucano in cui vivono i lucani a mostrarsi per ciò che è e non per ciò che alcuni vogliono che sia, per ciò che offre agli sguardi che osservano l’intimo delle cose ed alla gioia anche difficile dei sensi, e non per ciò che da qualche parte essa conserva in forma di risorsa, per ciò che si rinnova nei secoli e nelle generazioni e non per ciò che si consuma hic et nunc per qualche punto decimale di un qualsiasi freddo metro di valutazione o per insani faraonici desideri di calare e colare ovunque una presenza umana troppo invasiva e meno attenta ad un tramonto intravisto da San Pietro Caveoso che al metro cubo di una infrastruttura inutile.

Matera 2019 non sia solo l’inizio/fine di un periodo, ma l’occasione di riscrivere con parole, fatti ed atti nuovi il futuro/presente di una regione che la sua modernità deve cercarla nella storia e nella terra.

Miko Somma

nicchianti e rimediatori…

17/10/2014

voi continuate pure a considerare le estrazioni una questione di denaro ed occupazione ed a non comprendere (o far finta di non comprendere) il peso ambientale, sanitario e di programmazione dei territori e saremo sempre perdenti su ogni fronte…qualcuno a via verrastro ed a montecitorio continua a nicchiare o al meglio tentare di rimediare ai danni maggiori rispetto allo sblocca italia, ma l’unica via per fermare l’aggregato di poteri di cui è strumento renzi-lini rimane un ricorso costituzionale serio sull’impianto generale del decreto ed una grande sollevazione popolare e democratica…

miko somma

si dimette il giudice…

Processo Ruby, si dimette Tranfa. Era presidente del collegio che ha assolto Berlusconi

ansa – Il presidente del collegio d’Appello che ha assolto Berlusconi nel cosiddetto processo Ruby, Enrico Tranfa, si è dimesso subito dopo aver firmato le motivazioni della sentenza. Lo ha fatto, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, in dissenso con la sentenza presa a maggioranza con il sì degli altri due giudici. E così, dopo 39 anni di servizio, a 15 mesi dalla pensione, il magistrato ha lasciato anzitempo la toga. Tranfa, 70 anni, in magistratura dal 1975, dal 2012 fino a ieri ha presieduto la seconda sezione penale in Corte d’Appello a Milano. 

In tutta la mia vita non ho fatto mai nulla di impulso”. Lo ha detto all’ANSA Enrico Tranfa presidente della seconda corte d’appello di Milano che ieri dopo aver firmato le motivazioni dell’assoluzione di Silvio Berlusconi per il caso Ruby si é dimesso a causa del dissenso con gli altri due componenti del collegio. Tranfa ha parlato di “scelta meditata”.

“Nessuno é indispensabile , tutti possono essere utili”. Lo ha detto all’ANSA Enrico Tranfa, il giudice della Corte di Appello di Milano che ieri dopo aver firmato le motivazioni dell’assoluzione di Berlusconi sul caso Ruby si é dimesso dalla magistratura in dissenso con il collegio. Andato di recente in pensione anche il suo collega Lapertosa ,la sezione é senza presidenti.

“Ho dato le dimissioni, punto. Ognuno pensi quel che vuole”. Lo ha detto all’ANSA Enrico Tranfa, il presidente della Corte d’appello che ha assolto Silvio Berlusconi dal caso Ruby e che ieri dopo aver firmato le motivazioni, si è dimesso dalla magistratura. Il giudice, conversando al telefono, ha anche aggiunto “di seguire il consiglio” di fare molti viaggi in giro per il mondo

—————————————————————

posto il lancio così come apparso sul sito ansa ed evito ogni commento, poiché credo che giunti a questo punto sia ormai anche inutile commentare quanto accade in un paese dove un uomo politico comunque definibile un “puttaniere” (la motivazione della sentenza lo dice chiaramente che ad arcore c’era un giro di squillo…fatti suoi, non è reato, ma la cosa lascia un po’ dubbiosi sulle sue virtù etiche) diviene, per le manie di grandezza di un “contaballe” (e senza interrogarsi troppo mi riferisco proprio a renzi matteo) un perno del sistema politico ed una sorta di padre costituente di un paese che verrà e che comincia a delinearsi in tutta la sua carica antidemocratica…

molto subdolo o molto stupido?…

17/10/2014

c’è qualcosa di molto subdolo in questa legge di stabilità, perché si gioca ancora una volta sul falso messaggio di uno stimolo alla crescita, mentre si sta solo facendo facile regalia agli imprenditori, quelli grandi si intende, ma sia quelli bravi, che pur meritano aiuto, che i tanti cialtroni che finora hanno contribuito esattamente come altri cialtroni nelle sale di governo a distruggere il paese…o di molto stupido, perché finanziare “a sbuffo”, cioè continuando l’indebitamento per stimolare consumi, a breve-medio termine produce il disastro finanziario al primo colpo di tosse degli interessi sul debito…

miko somma

malafede o dabbenaggine?…

(ANSA) – POTENZA, 16 OTT – “Credo sia giunto il momento di gettare il cuore oltre l’ostacolo, come Matteo Renzi e il suo Governo stanno facendo, attraverso una coraggiosa, quanto inedita politica di riduzione delle tasse sul lavoro, a partire dalla cancellazione dell’Irap nella parte che gli imprenditori pagano per ciascun dipendente”. Così il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella (Pd), commenta la legge di stabilità presentata dal governo Renzi.

 (foto: ANSA)

————————————————-

probabilmente più che il cuore, qualche altra parte del corpo si sta gettando oltre l’ostacolo, precisamente le terga, il deretano, il sedere o più volgarmente, ma molto più efficacemente in termini di comunicazione, il “culo”…

si, perché mentre tutti i governatori insorgono contro una manovra che prevede tagli importanti per gli enti locali, il nostro governatore si “esibisce” in un vortice di leccaderetanesimo alquanto imbarazzante, anche e soprattutto perché prima si lamenta di non avere soldi per continuare a garantire l’ordinaria gestione della regione (ricorderete il lamento prima dell’estate), poi invece, dopo aver “incassato” una disponibilità di renzi sulla carta ad allentare i cordoni del patto (sempre concedendo maggiori disponibilità a farci perforare ancora) si rallegra e si rallegra tanto da arrivare ad offrire aiuti economici all’indebitato comune di potenza, pur non avendo affatto né in disponibilità di cassa (effetti patto di stabilità, perché in realtà ci sarebbero), né in disponibilità cifre che nel documento di stabilità non si leggono, ora addirittura plaude a tagli che sono valutabili per la nostra regione in qualcosa come 30-35 milioni se non qualcosa in più, una tragedia visto lo stato semicomatoso in cui cadrebbero molti servizi…

servizi che andrebbero così sostenuti da maggiori tassazioni locali che però, pur spingendo al massimo l’imposizione consentita, non basterebbero a colmare i mancati trasferimenti dallo stato…

verrebbe così da dire, “e che ridi, presidente?”, ma sono considerazioni che ovviamente non valgono per un tifoso renziano che ormai ha evidentemente dimenticato che oltre un livello intellettivamente tollerabile di sostegno a questo mestatore di speranze vacue, o c’è malafede o c’è dabbenaggine…

urge forse che scriva qualcosa di più completo in merito…  

la copertura è corta…

16/10/2014

se la copertura è stretta qualcuno rimarrà con il sedere al freddo e le premesse ci sono tutte…e francamente oltre al salasso agli enti locali che comunque pagano i cittadini, quello che proprio non convince sono quei 3,8 miliardi da recuperare dall’evasione…

l’evasione prima va accertata, poi sanzionata ed infine si recuperano le somme, ma metterle a bilancio per il 2015 significa o non comprendere le difficoltà che esistono nell’accertamento e nel recupero o continuare a prendere in giro i cittadini per giocarsi una partita sui tavoli europei, dove chiaro appare che la legge di stabilità passa solo se trasformi i lavoratori italiani in “oggettini” funzionali alle imprese…

a tutele retro-crescenti, pare…

miko somma

non mi fido…

11/10/2014

spiacente, ma sull’affare petrolio (sblocca italia) non nutro molta fiducia nei parlamentari lucani, oltre che nel presidente pittella, primo perché renzi-lini porrà di sicuro la fiducia, vanificando ogni tentativo di emendamenti migliorativi (cosa che oltretutto non cancella affatto la ratio degli articoli che più da vicino ci riguardano), secondo perché troppo forte è la tentazione di alcuni di contrattare la propria carriera in cambio del destino degli altri…vabbeh, lasciamo perdere…
io provo ad organizzarmi con i lucani che non ci stanno a vivere su una damigiana petrolifera!!!

miko somma

discariche abusive…

(ANSA) – POTENZA, 10 OTT – Una discarica abusiva di rifiuti speciali “con elevato tasso di tossicità e pericolosità” – su un’area di circa ottomila metri quadrati, in un capannone abbandonato non distante dal fiume Ofanto – è stata scoperta e sequestrata dalla Guardia di Finanza, fra Pescopagano e Calitri.
    Il sito trasformato in discarica abusiva appartiene ad un’azienda metalmeccanica in stato di fallimento, il cui responsabile è stato segnalato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Potenza.

Pubblicato in Blog

scissione in vista nel pd?…mah…

ansa – CIVATI: SCISSIONE? SE NON LA FACCIO IO LA FARANNO ALTRI – Dopo l’approvazione del Jobs Act, “che è una riforma di destra”, i parlamentari e gli iscritti del Pd si “disamoreranno”. Lo dice Pippo Civati che alla domanda di una sua uscita dal Pd replica: la scissione se non la fa Civati, prima o poi la farà qualcun’altro”….(notare l’illitterazione del giornalista nel riportare qualcun altro con l’apostrofo…l’italiano, questo sconosciuto)

eddai, che di sole chiacchiere non si costruiscono case…

Pubblicato in Blog

renzini locali…

I consiglieri Leggieri, Napoli, Romaniello e Rosa, stigmatizzando il comportamento del presidente della Commissione e della maggioranza, chiedono: “La dialettica democratica all’interno del Consiglio regionale di Basilicata è superata?”

(ACR) – “Oggi, in quarta Commissione ‘Politica Sociale’, all’ordine del giorno la discussione sullo Statuto della nuova Fondazione ‘Basilicata ricerca biomedica’. E’ la prima volta che se ne discute in Commissione. Le forze di minoranza chiedono un rinvio di sette giorni per approfondire meglio la questione e proporre osservazioni ed eventuali emendamenti”. A riferirlo i consiglieri Leggieri (M5s), Napoli (Pdl-Fi), Romaniello (Sel), Rosa (Lb-Fdi) che continuano: “ il consigliere Polese, animato dalla ‘voglia di fare’, rifiuta la proposta dello stesso Presidente della Commissione che, inizialmente, aveva accolto la richiesta di rinvio, e chiede il voto immediato, impedendo di fatto alle forze di minoranza di poter esercitare compiutamente il proprio ruolo. Quale reale ragione di ‘nomina’ utile a trovare la quadra all’interno della maggioranza del Pd si cela dietro questo modus operandi?”…“Con questo comportamento – concludono Leggieri, Napoli, Romaniello e Rosa – il Pd considera superata la dialettica democratica all’interno del Consiglio regionale di Basilicata?”

Pubblicato in Blog