il paese sano…quello per cui occorre battersi ancora

il silenzio dei media sulle occupazioni studentesche in corso è imbarazzante e già testimonia del loro parziale asservimento a coloro che, a dispetto del cambiamento che pure hanno strombazzato, in nulla e per nulla – anzi, peggio – in realtà inseguono bramosie di potere lottizzatorio ed obiettivi tragici per il paese e la democrazia…io sto con questi ragazzi ed è per loro e da loro che occorre ripartire per costruire l’alternativa sia ai nuovi razzi-nazifascisti al governo, sia a coloro che in precedenza con la loro ignavia ed il loro camerierato al potere dell’ultracapitalismo liberista, proprio l’ascesa di questi “mostri” hanno favorito…dai ragazzi, siamo con voi

COMUNICATO OCCUPAZIONE LICEO T.TASSO, 20/11/18

Oggi, 20 novembre, un gruppo di studenti e studentesse del liceo Torquato Tasso di Roma, in seguito ad una votazione svoltasi in una seduta del Collettivo Politico Tasso, ha deciso a maggioranza di voti di occupare la scuola.
Dopo numerosi e approfonditi dibattiti il corpo studentesco si è mostrato favorevole ad aderire alla piattaforma di protesta già seguita dai licei Mamiani, Virgilio, Socrate, Albertelli e Righi, con le loro occupazioni, in opposizione ai primi provvedimenti attuati dal governo insediatosi a seguito delle elezioni del quattro marzo.
In primo luogo, esprimiamo il nostro dissenso riguardo alle politiche economiche e sociali.
Ribadiamo ancora oggi con forza che il sistema configurato a scaglioni progressivi debba essere il tratto fondamentale del sistema di tassazione.
Ribadiamo anche energicamente come la Repubblica Italiana sia fondata, come si evince dal primo articolo della nostra Costituzione, sul lavoro e sulla dignità del lavoratore. Dignità svilita o addirittura cancellata da una forma di sussistenza sociale quale il reddito di Cittadinanza.
In secondo luogo dimostriamo il nostro dissenso al Decreto Scuole Sicure. Decreto che in malafede confonde la sicurezza nelle scuole con un controllo militare degli studenti. Tutto questo attuato al costo di investimenti molto onerosi che potrebbero essere indirizzati alla risoluzione dei veri problemi della sicurezza.
Una scuola è sicura quando non cade il cornicione, una scuola è sicura quando d’inverno funziona il riscaldamento: una scuola è sicura quando è in tutto e per tutto a norma.
Inoltre ci opponiamo con forza al Condono, ennesima manovra che finisce per nutrire una criminalità fin troppo presente nel nostro Paese. Esso stabilisce un prezzo alla legalità, permettendo ai più abbienti di agirarla con facilità e con il favore della legge. Riteniamo parimenti che si tratti di una “mazzetta” richiesta dallo Stato.
Ci schieriamo altresì contro alla demagogia del governo Gialloverde, che continuamente strumentalizza e demolisce la solidarietà umana, trasformando in criminali coloro che cercano di dare dignità a tutti. Dignità alla vita di migranti, esseri umani, che, fuggendo da guerre, povertà, fame, passano poi come capri espiatori di tutti i mali del Paese. Esprimiamo quindi la nostra vicinanza al sindaco Mimmo Lucano, ed al centro Baobab (come alle altre strutture occupate prese di mira dalla “Giustizia”).
Con questo atto forte e deciso gli studenti vogliono dimostrare, oltre che la loro coscienza politica, il proprio dissenso alle politiche esecutive portate avanti dal governo ed in particolare dal Ministero degli Interni.
Con quest’occupazione noi studenti del Tasso, intendiamo lanciare un appello allo Stato, ai cittadini e a noi studenti stessi:
Riteniamo infatti che il cambiamento sia nel dare dignità al lavoro, nel rendere valore alla vita umana, nell’investire sull’efficienza delle strutture sanitarie, e dei trasporti: il cambiamento è nell’investimento sulla Scuola Pubblica.
Durante il periodo di occupazione verranno offerti agli studenti assemblee politiche e corsi sulle materie d’indirizzo, tenuti da studenti universitari e da professori. Allarghiamo inoltre l’invito ai docenti del liceo Tasso, ad aderire alla nostra azione. Essi darebbero spessore alla protesta con le loro lezioni aperte a tutti gli studenti. Non intendiamo infatti questi giorni come un buco di tempo in cui riposarci, vediamo al contrario quest’occupazione come una piattaforma in cui noi studenti possiamo portare avanti un discorso di contestazione fondata sullo scambio tra di noi e sulla cultura portataci dai docenti.

addio kepler, piccolo-grande cacciatori di pianeti

Rappresentazione artistica del telescopio Kepler della Nasa (fonte: Nasa) © Ansa

Rappresentazione artistica del telescopio Kepler della Nasa (fonte: Nasa) 

Ultimo saluto al più celebre cacciatore di pianeti, il telescopio spaziale Kepler, al quale la Nasa ha inviato l’ultima serie di comandi per disconnetterlo dalla Terra. Si conclude così la carriera straordinaria del telescopio che ha aperto la strada alla ricerca della vita oltre il Sistema Solare, ma i suoi dati faranno lavorare i ricercatori ancora molto a lungo. Lascia infatti un’eredità grandissima, con la scoperta di oltre 2.600 pianeti esterni al Sistema Solare e di altri 2.900 possibili mondi alieni, che potrebbero essere confermati da osservazioni successive.

“Abbiamo individuato piccoli pianeti potenzialmente rocciosi che saranno i bersagli principali dei telescopi attuali e futuri, così possiamo andare avanti e vedere di cosa sono fatti questi pianeti e come sono le loro atmosfere”, ha rilevato Jessie Dotson, del centro di ricerche Ames della Nasa.

Kepler è stata la prima missione a caccia di pianeti della Nasa e ha dimostrato che ci sono più pianeti che stelle nella Via Lattea, che molti somigliano alla Terra e che alcuni di essi sono alla giusta distanza dalla stella per ospitare acqua liquida, una condizionale favorevole alla vita. Lanciato il 6 marzo 2009, il telescopio aveva esaurito il carburante il 30 ottobre scorso. Con i comandi della “buonanotte”, adesso è stata completata la procedura che lo porta al pensionamento. I controllori di terra hanno trasmesso gli ultimi comandi per spegnere i trasmettitori radio e disabilitare il software di recupero automatico. Adesso Kepler si sta spostando verso un’orbita sicura, a 150 milioni di chilometri di distanza dalla Terra

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il contributo del telescopio kepler alla conoscenza della via lattea è stato straordinario, incommensurabile e spero tanto che in un domani ancora da immaginare lo si possa riportare sulla terra per esporlo alle future generazioni come simbolo di un essere umano che deve ancora risolvere tanti problemi sul suo piccolo e preziosissimo pianeta, ma che non smette di cercare altri spazi, altre terre, altri mondi che probabilmente non esploreremo mai, ma che sono importanti per il solo fatto di esistere e di conoscerli, perché l’uomo è fatto anche di febbre di sapere e di una scienza che quella febbre calma solo momentaneamente per far si che rinasca più forte ad ogni tassello in più di conoscenza che acquisiamo ed il apparente grande costo in realtà spinge in avanti la nostra vita quotidiana

sulla luna e su marte ci andrà anche tanta italia

La Nasa festeggia il modulo europeo che riporterà l’uomo sulla Luna

Sarà il cuore di Orion, pulserà anche grazie alla tecnologia italiana

ansa scienza – Grande festa al Kennedy Space Center della Nasa, in Florida, per l’arrivo del Modulo di servizio europeo (Esm) che spingerà la capsula Orion nell’esplorazione spaziale, per riportare l’uomo sulla Luna e poi su Marte. Costruito in Europa dall’Airbus con tanta tecnologia italiana, il modulo sarà il vero ‘cuore’ pulsante della navetta della Nasa, cui fornirà elettricità, propulsione, controllo termico, aria e acqua.

Rappresentazione artistica della navetta Orion della Nasa, destinata a portare l’uomo su Luna e Marte. Il modulo di servizio è europeo e ha tecnologia italiana (fonte: NASA)

Questa è la prima volta che la Nasa utilizza un sistema costruito in Europa come elemento chiave per alimentare una navetta: questo grazie all’esperienza che l’Agenzia spaziale europea (Esa) ha acquisito nella realizzazione della navetta automatica Atv per i rifornimenti alla Stazione spaziale internazionale (Iss).

La cooperazione tra le due sponde dell’Atlantico dunque si allarga, puntando dritto all’esplorazione dello spazio profondo. “Oggi celebriamo l’arrivo del Modulo di servizio europeo dalla Germania”, ha detto l’amministratore della Nasa, Jim Bridenstine. “Siamo grati ai nostri partner dell’Agenzia spaziale europea e tutti i suoi Paesi membri”.

Anche l’Italia è in prima fila con Thales Alenia Space (Thales-Leonardo), che nel suo stabilimento di Torino ha contribuito allo sviluppo del modulo per quanto riguarda i sistemi termomeccanici, inclusi la struttura, lo scudo contro i micrometeoriti, il sistema di controllo termico e il sistema di accumulo e distribuzione dell’acqua e del gas. Integrato a Brema, in Germania, il modulo era partito lo scorso 5 novembre alla volta degli Stati Uniti. Qui sarà testato e preparato al lancio previsto per il 2020.

la contromossa sui fanghi

mi permetto di suggerire al consiglio regionale di basilicata nell’ultimo giorno legislativo a disposizione questo semplice testo di legge per impedire che all’art 41 del decreto genova segua il disastro di una terra che diventerebbe una discarica perfetta per fanghi ricchi, ricchissimi di idrocarburi…di seguito il testo che i sig.i consiglieri vorranno avere la bontà di completare nelle formalità di rito ed approvare per tentare di salvare i nostri terreni agricoli e non solo da quei fanghi…ringrazio quanti tra voi vorranno portare avanti questa battaglia

Visto il

-          Il decreto 28 settembre 2018, n. 109, all’art. 41

Visti

- D.L.vo 152/06 e s.m.e.i all’art. 227

- D.L.vo 27 gennaio 1992 all’art 2 e 177

- La sentenza del Consiglio di Stato n. 2722 del 6 giugno

- La pronuncia della Corte di Cassazione, sez. III penale, n. 27958 del 6 giugno 2017

- Il Regolamento 1357/2014/UE,  Decisione 955/2014/UE, Regolamento 997/2017/UE

- la Costituzione italiana capitolo 117 comma 3

Considerato

Il combinato disposto tra i succitati provvedimenti legislativi

Considerato inoltre

-          Il carattere di non obbligatorietà all’uso di quanto in specie normato

-          Le potestà regionali in tema di ambiente e protezione ambientale, sanitaria, di programmazione e di destinazione

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LEGGE REGIONALE DI DIVIETO ALLO SPARGIMENTO IN SUOLI AGRICOLI DI FANGHI DA DEPURAZIONE

ART.1

È FATTO DIVIETO ALL’UTILIZZO IN QUALSIASI FORMA DI FANGHI DA DEPURAZIONE DI QUALSIVOGLIA NATURA E CLASSIFICAZIONE SU TERRENI AGRICOLI, DEMANIALI, DA BONIFICARE, IN AREE PROTETTE O DI PARTICOLARE PREGIO NATURALISTICO, ENTROPICO, PRODUTTIVO, PAESAGGISTICO, ATTRAVERSO MEZZI DI DIFFUSIONE SOLIDA, LIQUIDA O DI ALTRA NATURA NELL’INTERO TERRITORIO DELLA REGIONE BASILICATA

di campi e di fanghi, ovvero la schifezza dell’art 41 decreto genova

Di campi e fanghi

Il decreto Genova, 28 settembre 2018, n. 109, contiene il controverso art. 41, che autorizza lo spandimento su suoli agricoli di fanghi contenenti idrocarburi (codici C10-C40) fino il limite di 1.000  mg/kg  tal quale e ne è sorta una controversia incandescente tra il movimento 5 stelle che rivendica aver posto un limite dove limite legislativo non c’era, e le opposizioni e le anime ambientaliste del paese che dicono che aumentate di 20 volte il limite. Chi ha ragione?

L’art. 41 colma si una lacuna che il decreto 152/2006, la cd legge ambientale, non prevedeva, quello della presenza di idrocarburi e non solo metalli pesanti, ma la controversia nasce in realtà dalla DGR della giunta lombarda a guida leghista, la n. X/7076 dell’11/09/2017, che portava il limite a 10.000 mg per kg, adducendo a motivo che il limite fosse fissato per i metalli, ma non per gli idrocarburi.

64 comuni della provincia di Lodi ricorrono al Tar lombardo contro la delibera, avversata anche dai consiglieri grillini che poi fanno marcia indietro, il TAR annulla il provvedimento e con decisione fondata sul principio dell’analogia, stabilisce che tale limite deve intendersi a 50 mg/kg.

Il governo interviene in un decreto, quello per Genova, con un articolo che non sembra però avere l’urgenza dei decreti e di questo decreto e fissa un limite 20 volte superiore a quello fissato dal giudice, adducendo che il provvedimento è migliorativo di una situazione dove non era fissato alcun limite, ma non tenendo conto che, trattandosi di terreni agricoli, tale limite avrebbe dovuto essere posto ancora più in basso, se è  vero che il citato decreto 152/2006 ed allegati stabiliscono già un limite a 100 mg/kg per i terreni inquinati da bonificare.

Un paradosso difeso come soluzione di emergenza in attesa di un intervento complessivo sul tema dei fanghi da depurazione, spinto dall’accumularsi di residuo secco in depositi temporanei, situazione che in sé non pare però suggerire tale urgenza e tale contesto di intervento, mentre è evidente che è un affare ricevere questo materiale ad una media di 110 euro per tonnellata, potendosene liberare trasformato in concime.  

Ma in questa regione tutto assume contorni inquietanti, poiché se osserviamo la definizione di fanghi da depurazione dell’art. 2, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 99, citato proprio dall’art. 41, i fanghi sono intesi anche come provenienti da insediamenti produttivi, purché assimilabili per qualità a quelli da depurazione civile.

Assimilabile nel caso di specie significa che debbono essere disidratati ed il contenuto di umidità non superare il limite di 80% espresso sul tal quale, ma rimandando la specifica all’allegato che l’art. 41 del decreto Genova modifica, significa che possono contenere fino a 1000 mg di idrocarburi totali per kg, anche se provenienti da plessi di produzione e trattamento di idrocarburi e residui. Cosa che riguarda da vicino i nostri campi e i nostri cibi.

Miko Somma.

a seguire pubblicherò alcune contromosse legislative che il consiglio regionale può adottare per bloccare questo attentato alla nostra agricoltura ed al nostro ambiente…perchè vorrei fosse chiaro che se questa norma fa male al paese tutto, da noi, dove di fanghi agli idrocarburi se ne producono più che altrove, diventa devastante

 

lo sviluppo non è nei soli numeri

(ANSA) – METAPONTO DI BERNALDA (MATERA), 12 NOV – Quattro persone, tutte di nazionalità romena, sono state denunciate dai Carabinieri con l’accusa di furto aggravato. Sulle due auto sulle quali viaggiavano, i Carabinieri, a Metaponto di Bernalda (Matera), hanno trovato circa mezza tonnellata di olive in una decina di sacchi.

non so voi, ma io sono felice di vivere in una terra dove una notizia così assurge al ruolo di notizia…la tranquillità è un valore aggiunto che dobbiamo curare, sostenere, difendere, implementare perché lo sviluppo nn sia fatto di soli numeri, ma di una più serena condizione umana

fascismo moderno

Il fascismo moderno, frutto di luoghi comuni eretti a ideologie adattabili ai momenti e pratiche organizzative senza controllo democratico, attecchisce nell’indifferenza, concimandosi nell’incapacità di reagire di chi avverte il disastro, ma non è capace per pigrizia o incapacità di critica verso se stesso di organizzare una reazione

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la cometa di natale

ansa scienza – Prima immagine scattata dall’Italia della cometa di Natale 46P/Wirtanen, che passerà a soli 11,5 milioni di chilometri dalla Terra. A realizzarla l’Unione Astrofili Italiani (Uai) con un telescopio robotico in Australia nell’ambito della mappatura mensile. In mostra solo nell’emisfero Sud, la cometa promette di diventare così brillante da essere visibile a occhio nudo. L’immagine è stata scattata il 31 ottobre.

“Per osservarla – ha spiegato all’ANSA l’autore dello scatto Rolando Ligustri, dell’Uai – ho dovuto usare un telescopio dell’emisfero australe, perché la cometa è quasi invisibile al momento per essere fotografata dall’emisfero Nord. Si trova, infatti, molto bassa sull’orizzonte, nella costellazione della Fornace”, ha aggiunto.

Questa cometa è relativamente giovane: è stata scoperta nel 1948 dall’astronomo Carl A. Wirtanen e ha un periodo di 5 anni, cioè ogni 5 anni si avvicina al Sole, rendendosi visibile con la sua caratteristica chioma. Per Ligustri, “già da fine ottobre si sta muovendo verso il nostro emisfero e ha iniziato il suo lento ma inesorabile aumento di magnitudine”, sarà cioè sempre più visibile e brillante.

È bene quindi iniziare a prenderla in considerazione, spiega l’esperto dell’Uai: “il prossimo 12 dicembre, infatti, raggiungerà il suo perielio, cioè il punto più vicino al Sole, prendendosi a tutti gli effetti l’appellativo di cometa di Natale”. Sarà probabilmente visibile a occhio nudo, anche se per farlo si dovrà cercare luoghi bui lontani dalle luci delle città. “Basterà un piccolo binocolo per osservare 46P/Wirtanen, perché – ha concluso Ligustri – si suppone che la cometa avrà una chioma di quasi 1 grado, apparirà cioè grande 2 volte la Luna“.

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100 anni dalla fine della prima guerra mondiale

L'immagine può contenere: pianta, notte, albero e spazio all'aperto

100 anni dalla fine della prima guerra mondiale, un anniversario che per molti storici e commentatori segna la fine del periodo risorgimentale, un anniversario su cui, nel bene e nel male, fonda un pezzo importante della storia del paese e sul quale in tempi e modi diversi la retorica patriottarda ha costruito sensi e significanti, un anniversario da ricordare e far ricordare perché la storia è fatta anche di date…

ma le date, come in questo caso contengono storie, storie di uomini, di giovani (pensate ai ragazzi del ’99 mandati al fronte dopo caporetto, 18 anni, e pensate ai nostri 18enni – quale salto, quale differenza), di giovani italiani che spesso hanno imparato d’esserlo divenuti solo al fronte, sotto le bombe di una guerra che diviene tragicamente moderna per truppe comandate come un esercito dell’800…

e vorrei con voi ricordare quei ragazzi, quegli uomini, quei contadini giunti al fronte per difendere una patria la cui lingua parlavano appena, con ancora i sensi pieni degli odori, dei sapori, dei suoni della propria terra…

ecco, io vorrei ricordare ben oltre la data, proprio quegli uomini perché la loro vita non sia diluita in una data, ma perché ritornino in vita nella nostra memoria e nel nostro saluto al loro sacrificio…

e mi rivolgo a ciascuno di voi ed in particolare agli insegnanti… vi propongo di scattare foto ai monumenti ai caduti della vostra comunità, concentrandovi non sul monumento, ma sui nomi impressi su di esso, e provare a cercarne le tracce, ricostruendone le vite attraverso i parenti, i documenti di archivio, le foto, ogni segno tangibile, anche lieve della loro presenza e di riunirle in una pagina fb per ciascun luogo, in una ricerca scolastica, in un volume, in una mostra o in qualsiasi modo vorrete, affinché quei nomi non siano più un triste elenco di morti, ma una viva presenza nell’oggi…

grazie per quello che vorrete fare per riportare in vita questi italiani

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piccole storie di infamità

vi racconto una piccola storia di infamità tutta a 5 stelle…un amico, preoccupato, mi posta una foto di almeno 6 anni fa, se non di più, del sottoscritto seduto ad un tavolo di un bar (pasticceria milanese) in compagnia di leonardo pisani, aurelio pace, maurizio bolognetti ed un altra persona, intenti a prendere un caffè e fare due chiacchiere (durante una pausa del consiglio regionale), foto mandatagli via messaggistica fb appunto da un grillino che sobillava di mie “pericolose” frequentazioni con aurelio pace che, a suo dire, minavano la mia credibilità come possibile candidato governatore…che lobby, eh?…foto pubblicata d’altronde su fb illo tempore

beh, dopo aver rassicurato l’amico che dopotutto non era preoccupato affatto, dico semplicemente che tra me ed aurelio pace, bolognetti e pisani (che poi è un giornalista a voi noto) ci sono distanze politiche enormi, non colmabili eppure tutto ciò non ci impedisce di prendere un caffè e fare una chiacchiera da persone civili quali siamo e saremo, perché la politica non è odio, ma rispetto delle differenze, cosa che ho sempre praticato, vantando amici di centro, di destra, di sinistra con cui possiamo anche scornarci per una idea, ma della cui fede democratica sono convinto ed in quanto tali li reputo miei amici…

sono dopotutto amico di buona parte della politica lucana…

semplicemente non saranno mai miei amici e mai berrò un caffè con chi predica odio, sobilla infamità, racconta balle, posta link come verità assolute, ovvero con la buona parte dei soldati web grillini…

sono comunque vittima di alcune altre infamità commesse da costoro riguardo l’attività economica di famiglia, ma è altra storia, patetica e che poco può contro un’attività economica (una agenzia di viaggi ;) ) che se esiste dal 1932 una qualche ragione pure dovrà averla… :D
#songrullinimicaumani

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più vero che mai…

“I ragazzi delle scuole imparano chi fu Muzio Scevola o Orazio Coclite, ma non sanno chi furono i fratelli Cervi. Non sanno chi fu quel giovanetto della Lunigiana che, crocifisso ad una pianta perché non voleva rivelare i nomi dei compagni, rispose: «Li conoscerete quando verranno a vendicarmi», e altro non disse. Non sanno chi fu quel vecchio contadino che, vedendo dal suo campo i tedeschi che si preparavano a fucilare un gruppo di giovani partigiani trovati nascosti in un fienile, lasciò la sua vanga tra le zolle e si fece avanti dicendo: «Sono io che li ho nascosti (e non era vero), fucilate me che sono vecchio e lasciate la vita a questi ragazzi». Non sanno come si chiama colui che, imprigionato, temendo di non resistere alle torture, si tagliò con una lametta da rasoio le corde vocali per non parlare. E non parlò. Non sanno come si chiama quell’adolescente che, condannato alla fucilazione, si rivolse all’improvviso verso uno dei soldati tedeschi che stavano per fucilarlo, lo baciò sorridente dicendogli: «Muoio anche per te… viva la Germania libera!». Tutto questo i ragazzi non lo sanno: o forse imparano, su ignobili testi di storia messi in giro da vecchi arnesi tornati in cattedra, esaltazione del fascismo ed oltraggi alla Resistenza”.

Piero Calamandrei

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olof palme 1984

“…La concezione liberale della democrazia comportava al contrario una limitazione secondo la quale lo Stato democratico non poteva intervenire nell’economia di mercato neppure per garantire lavoro e sicurezza ai suoi cittadini. La soluzione che attuammo mostrò chiaramente che la democrazia aveva superata questo limite.

Ora ci troviamo di nuovo di fronte alla stessa problematica. Le differenze di reddito minacciano di ingrandirsi. È in corso un enorme processo di trasferimento della popolazione e di concentrazione di capitale e uomini. Lavoratori perdono il loro posto di lavoro. Il nostro ambiente è minacciato da una crescente distruzione. Questi sono problemi essenziali della nostra vita di ogni giorno che possono generare facilmente un senso di insicurezza nel futuro. Nel caso che la democrazia non riesca a risolverli, esiste il pericolo dell’anarchia, il pericolo che si sviluppi una coscienza elitaria o che forze antidemocratiche si impadroniscono del potere.

È necessario ravvivare e rinnovare la democrazia alla base. La struttura decisionale democratica corre il rischio di disgregarsi: in seguito alla trasformazione tecnologica, alla concentrazione economica, al rapido trasferimento della popolazione, alla lentezza burocratica. Lo sviluppo della democrazia industriale diventa la questione centrale. La democrazia anche a livello nazionale deve essere estesa a nuovi settori.

Le forze tecniche ed economiche sono decisive per la configurazione del futuro. Se questo compito deve essere assunto dalla collettività allora queste forze devono essere democraticamente guidate e controllate. Il che significa che dobbiamo contare su una più ampia economia di piano. In Svezia attualmente stiamo elaborando un piano, lo ricordo come esempio, di come utilizzare nel suo complesso il territorio e la proprietà terriera.

L’economia di mercato, secondo me, non può offrire alcuna soluzione a questi problemi, che sono di estrema importanza per lo sviluppo della società. Le decisioni da prendere non possono essere affidate all’economia privata. Non possiamo consentire che la corsa al profitto e la logica della concorrenza decidano sulla modificazione dell’ambiente, sulla sicurezza dei posti di lavoro o sullo sviluppo tecnico. La questione non è se vi debba essere economia di piano e più democrazia nella vita economica, ma come elaborare la prima ed organizzare la seconda

tratto da un discorso del 1984 di OLOF PALME, primo ministro svedese  (30/01/27-01/03/1986), assassinato a Stoccolma in circostanze tuttora largamente misteriose

 

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nubi su marte

pur sollevandosi da un enorme vulcano, arsia, questa è una nube di ghiaccio d’acqua lunga 1500 km, già osservata in passato, e ci dice che abbiamo ancora da capire molto sull’atmosfera di marte e sulla presenza di acqua sul nostro vicino… credo che già insight, il cui atterraggio è previsto il 26 novembre, ci fornirà dettagli importantissimi a comprendere non come formare colonie umane su marte, ma come impedire che la terra faccia la stessa fine, per quanto sia più probabile che, continuando ad inquinare, seguiremo il destino di venere, avvolti da un asfissiante e mortale effetto serra

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