addio, stefano rodotà…

addio, caro stefano rodotà…saresti stato un ottimo presidente della repubblica

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E’ morto Stefano Rodotà. Il giurista, politico, accademico, Garante della Privacy aveva 84 anni. Era nato a Cosenza il 30 maggio 1933. 

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Nel 2013 Rodotà è stato candidato, non eletto, per l’elezione del Presidente della Repubblica: è stato votato dal Movimento 5 Stelle, Sinistra Ecologia Libertà, alcuni parlamentari del Pd.

Vicepresidente della Camera dei deputati 30 aprile 1992 – 4 giugno 1992

Presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali 1997 –2005

Presidente del Partito Democratico della Sinistra 1991 –1992

Deputato della Repubblica Italiana legislature VIII, IX, X, XI

Gruppi parlamentari Misto (1979-1983), Sinistra indipendente (1983-1992), Comunista-PDS (1992-1994)

Collegi Catanzaro (1979-1992), Firenze (1992-1994)

Incarichi parlamentari

VIII legislatura: Componente della I commissione affari costituzionali

Componente della commissione parlamentare d’inchiesta sulla strage di via Fani, sul sequestro e l’assassino di Aldo Moro e sul terrorismo in Italia

IX legislatura:

Componente della I commissione affari costituzionali

Componente della commissione parlamentare per le riforme istituzionali

Membro dell’assemblea parlamentare del consiglio d’Europa

X legislatura:

Componente della I commissione affari costituzionali

Componente della delegazione parlamentare italiana presso le assemblee del consiglio d’europa e della ueo

XI legislatura:

Vicepresidente della Camera dei Deputati

Componente della I commissione affari costituzionali

Componente della commissione parlamentare per le riforme istituzionali

Componente della delegazione parlamentare italiana presso le assemblee del consiglio d’europa e della ueo

 

ecco cosa dice, in sintesi ed in esteso, lo ius soli…

Saranno cittadini italiani per nascita i figli, nati nel territorio della Repubblica, di genitori stranieri almeno uno dei quali abbia un permesso di soggiorno Ue di lungo periodo. Servirà la dichiarazione di volontà di un genitore, o di chi ne esercita la responsabilità, all’ufficiale dello Stato civile del Comune di residenza del minore, entro il 18esimo anno.
 
In assenza di tale dichiarazione potrà essere il diretto interessato a richiederla, entro il 20esimo anno. Altrimenti, per gli stranieri nati e residenti in Italia legalmente, senza interruzioni fino a 18 anni, il termine per la dichiarazione di acquisto della cittadinanza sale a due anni dalla maggiore età.
 
 
Possono ottenere la cittadinanza i minori stranieri nati in Italia, o entrati entro il 12esimo anno, che abbiano frequentato regolarmente per almeno cinque anni uno o più cicli presso istituti del sistema nazionale di istruzione, o percorsi di istruzione e formazione professionale triennali o quadriennali.
 
La frequenza del corso di istruzione primaria deve essere coronata dalla promozione. La richiesta spetta al genitore, cui è a sua volta richiesta la residenza legale, o all’interessato stesso, entro due anni dalla maggiore età. Le nuove norme valgono anche per gli stranieri in possesso dei nuovi requisiti ma che abbiano superato, all’approvazione della legge, il limite di età dei 20 anni per farne richiesta. Al Viminale 6 mesi per il rilascio del nulla osta.
 
ed ecco cosa dice in esteso il testo del disegno di legge al senato
 

DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.

(Modifiche alla legge
5 febbraio 1992, n. 91)

1. Alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 1, comma 1, è aggiunta, in fine, la seguente lettera:

«b-bis) chi è nato nel territorio della Repubblica da genitori stranieri, di cui almeno uno sia titolare del diritto di soggiorno permanente ai sensi dell’articolo 14 del decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30, o sia in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo di cui all’articolo 9 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286»;

b) all’articolo 1 sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:

«2-bis. Nei casi di cui alla lettera b-bis) del comma 1 la cittadinanza si acquista a seguito di una dichiarazione di volontà in tal senso espressa, entro il compimento della maggiore età dell’interessato, da un genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale all’ufficiale dello stato civile del comune di residenza del minore, da annotare a margine dell’atto di nascita. La direzione sanitaria del punto nascita ovvero l’ufficiale dello stato civile cui è resa la dichiarazione di nascita informa il genitore di tale facoltà. Entro due anni dal raggiungimento della maggiore età l’interessato può rinunciare alla cittadinanza italiana se in possesso di altra cittadinanza.

2-ter. Qualora non sia stata resa la dichiarazione di volontà di cui al comma 2-bis, i soggetti di cui alla lettera b-bis) del comma 1 acquistano la cittadinanza se ne fanno richiesta all’ufficiale dello stato civile entro due anni dal raggiungimento della maggiore età»;

c) all’articolo 4, comma 2, le parole: «un anno» sono sostituite dalle seguenti: «due anni»;

d) all’articolo 4, dopo il comma 2 sono aggiunti i seguenti:

«2-bis. Il minore straniero nato in Italia o che vi ha fatto ingresso entro il compimento del dodicesimo anno di età che, ai sensi della normativa vigente, ha frequentato regolarmente, nel territorio nazionale, per almeno cinque anni, uno o più cicli presso istituti appartenenti al sistema nazionale di istruzione o percorsi di istruzione e formazione professionale triennale o quadriennale idonei al conseguimento di una qualifica professionale, acquista la cittadinanza italiana. Nel caso in cui la frequenza riguardi il corso di istruzione primaria, è altresì necessaria la conclusione positiva del corso medesimo. La cittadinanza si acquista a seguito di una dichiarazione di volontà in tal senso espressa, entro il compimento della maggiore età dell’interessato, da un genitore legalmente residente in Italia o da chi esercita la responsabilità genitoriale, all’ufficiale dello stato civile del comune di residenza, da annotare nel registro dello stato civile. Entro due anni dal raggiungimento della maggiore età, l’interessato può rinunciare alla cittadinanza italiana se in possesso di altra cittadinanza.

2-ter. Qualora non sia stata espressa la dichiarazione di volontà di cui al comma 2-bis, l’interessato acquista la cittadinanza se ne fa richiesta all’ufficiale dello stato civile entro due anni dal raggiungimento della maggiore età»;

e) all’articolo 9, comma 1, è aggiunta, in fine, la seguente lettera:

«f-bis) allo straniero che ha fatto ingresso nel territorio nazionale prima del compimento della maggiore età, ivi legalmente residente da almeno sei anni, che ha frequentato regolarmente, ai sensi della normativa vigente, nel medesimo territorio, un ciclo scolastico, con il conseguimento del titolo conclusivo, presso gli istituti scolastici appartenenti al sistema nazionale di istruzione, ovvero un percorso di istruzione e formazione professionale triennale o quadriennale con il conseguimento di una qualifica professionale»;

f) all’articolo 9-bis, comma 2, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il contributo non è dovuto per le istanze o dichiarazioni concernenti i minori.»;

g) all’articolo 14, comma 1, le parole: «se convivono con esso, acquistano la cittadinanza italiana» sono sostituite dalle seguenti: «non decaduto dalla responsabilità genitoriale, acquistano la cittadinanza italiana se risiedono nel territorio della Repubblica»;

h) dopo l’articolo 23 sono inseriti i seguenti:

«Art. 23-bis. — 1. Ai fini della presente legge, il requisito della minore età deve essere considerato come riferito al momento della presentazione dell’istanza o della richiesta da parte del genitore o di chi esercita la responsabilità genitoriale.

2. Ai fini della presente legge, si considera legalmente residente nel territorio dello Stato chi vi risiede avendo soddisfatto le condizioni e gli adempimenti previsti dalle norme in materia d’ingresso e di soggiorno degli stranieri in Italia e da quelle in materia di iscrizione anagrafica. Per il computo del periodo di residenza legale, laddove prevista, si calcola come termine iniziale la data di rilascio del primo permesso di soggiorno, purché vi abbia fatto seguito l’iscrizione nell’anagrafe della popolazione residente. Eventuali periodi di cancellazione anagrafica non pregiudicano la qualità di residente legale se ad essi segue la reiscrizione nei registri anagrafici, qualora il soggetto dimostri di avere continuato a risiedere in Italia anche in tali periodi.

3. Ai fini della presente legge, si considera che abbia soggiornato o risieduto nel territorio della Repubblica senza interruzioni chi ha trascorso all’estero, nel periodo considerato, un tempo mediamente non superiore a novanta giorni per anno, calcolato sul totale degli anni considerati. L’assenza dal territorio della Repubblica non può essere superiore a sei mesi consecutivi, a meno che essa non sia dipesa dalla necessità di adempiere agli obblighi militari o da gravi e documentati motivi di salute.

4. Ai fini dell’applicazione dell’articolo 1, comma 1, lettera b-bis), si considera in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo anche lo straniero che, avendo maturato i requisiti per l’ottenimento di tale permesso, abbia presentato la relativa richiesta prima della nascita del figlio e ottenga il rilascio del permesso medesimo successivamente alla nascita.

5. Gli ufficiali di anagrafe sono tenuti, nei sei mesi precedenti il compimento del diciottesimo anno di età, a comunicare ai residenti di cittadinanza straniera, nella sede di residenza quale risulta all’ufficio, la facoltà di acquisto del diritto di cittadinanza ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lettera b-bis) e dell’articolo 4, commi 2 e 2-bis, con indicazione dei relativi presupposti e delle modalità di acquisto. L’inadempimento di tale obbligo di informazione sospende i termini di decadenza per la dichiarazione di elezione della cittadinanza.

6. Nel caso di persona interdetta in via giudiziale, gli atti finalizzati all’esercizio dei diritti previsti dalla presente legge, inclusa la dichiarazione di volontà di acquisto della cittadinanza, sono compiuti, nell’interesse della persona, dal tutore, previa autorizzazione del giudice tutelare. Nel caso di persona beneficiaria di amministrazione di sostegno, il giudice tutelare dispone se tali atti possano essere compiuti dall’amministratore di sostegno ovvero dal beneficiario con l’assistenza dell’amministratore di sostegno ovvero se il beneficiario conservi per tali atti la capacità di agire. Ove gli atti siano compiuti dal tutore o dall’amministratore di sostegno, non si richiede il giuramento di cui all’articolo 10.

Art. 23-ter. — 1. I comuni, in collaborazione con gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, promuovono, nell’ambito delle proprie funzioni, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, a favore di tutti i minori, iniziative di educazione alla conoscenza e alla consapevolezza dei diritti e dei doveri legati alla cittadinanza e una giornata dedicata alla ufficializzazione dei nuovi cittadini».

Art. 2.

(Disposizioni di coordinamento e finali)

1. Dopo il comma 1 dell’articolo 9 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, è inserito il seguente:

«1-bis. Le istanze ai sensi del comma 1 si presentano al prefetto competente per territorio in relazione alla residenza dell’istante o alla competente autorità consolare».

2. L’articolo 33, comma 2, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, è abrogato.

3. Al comma 2 dell’articolo 6 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni, dopo le parole: «carattere temporaneo» sono inserite le seguenti: «, per i provvedimenti inerenti agli atti di stato civile».

4. Con regolamento, adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, si provvede a coordinare, a riordinare e ad accorpare in un unico testo le disposizioni vigenti di natura regolamentare in materia di cittadinanza.

5. Il regolamento di cui al comma 4 è adottato previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, da rendere nel termine di quarantacinque giorni. Il termine per l’espressione del parere del Consiglio di Stato è di trenta giorni.

Art. 3.

(Disposizione sull’ambito di applicazione)

1. Resta ferma l’applicazione delle disposizioni della presente legge agli stranieri che abbiano maturato prima della data della sua entrata in vigore i diritti in essa previsti e non abbiano compiuto il ventesimo anno di età.

Art. 4.

(Disposizioni transitorie)

1. Le disposizioni di cui all’articolo 4, comma 2-bis, della legge 5 febbraio 1992, n. 91, introdotto dall’articolo 1, comma 1, lettera d), della presente legge, si applicano anche allo straniero che, in possesso alla data di entrata in vigore della presente legge dei requisiti previsti dalle citate disposizioni, ha superato il limite d’età previsto dall’articolo 4, comma 2-ter, della citata legge n. 91 del 1992, introdotto dal medesimo articolo 1, comma 1, lettera d), purché abbia risieduto legalmente e ininterrottamente negli ultimi cinque anni nel territorio nazionale.

2. Nei casi di cui al comma 1, la richiesta di acquisto della cittadinanza è presentata entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. L’ufficiale dello stato civile che riceve la richiesta, verificati i requisiti di cui all’articolo 4, comma 2-bis, della legge 5 febbraio 1992, n. 91, introdotto dall’articolo 1, comma 1, lettera d), della presente legge, sospende l’iscrizione e l’annotazione nei registri dello stato civile e provvede tempestivamente a richiedere al Ministero dell’interno il nulla osta relativo all’insussistenza di provvedimenti di diniego della cittadinanza per motivi di sicurezza della Repubblica ovvero di provvedimenti di espulsione o di allontanamento per i medesimi motivi adottati ai sensi della normativa vigente. Il nulla osta è rilasciato entro sei mesi dalla richiesta dell’ufficiale dello stato civile.

3. Le richieste di cui al comma 2 sono soggette al contributo previsto dall’articolo 9-bis della legge 5 febbraio 1992, n. 91, come modificato dall’articolo 1, comma 1, lettera f), della presente legge.

libera nos a malo…

i grillini non votano lo ius soli, accampando scuse che non stanno in piedi e che, oltre al solito elettoralismo, denotano una tendenza destra di un movimento che pur di raccattare voti ovunque, anche nelle pieghe del peggior visceralismo, sarebbe disposto a qualsiasi cosa …vergognatevi!!!…

la legge non è delle migliori (dopotutto la capacità di scrivere leggi dei renziani è limitata, mentre con le balle vanno meglio), ma a legislatura ormai al termine, non era forse il caso di dare qualche certezza, rimettendoci poi mano nella prossima, ad 800.000 persone che vivono qui da anni ed anni, parlano italiano e sono italiane a tutti gli effetti?…

dio della democrazia, se ci sei, liberaci da renziani e grillini

augurissimi, gillo…

(ANSA) – MILANO, 16 GIU – È iniziato con una standing ovation a Gillo Dorfles l’omaggio all’artista e critico di 107 anni che è uno dei momenti clou della Milano Arch Week.
    All’arrivo Dorfles ha preso un caffè con il sindaco Giuseppe Sala, il direttore della Triennale Andrea Cancellato e il direttore artistico della Arch Week Stefano Boeri al bar della Triennale. Poi salito al primo piano nell’aula magna ha ricevuto l’applauso scrosciante del pubblico venuto alla presentazione del libro ‘Paesaggi e personaggi di Gillo Dorfles’. Il direttore gli ha dato il bentornato “a casa” in Triennale, dove solo lo scorso anno si è tenuta una mostra con i suoi ultimi disegni…

sosteniamo la lott contro la centrale enel a biomasse del pollino

il mio amico ferdinando laghi mi informa che il forum “stefano gioia” ha lanciato una raccolta fondi on line per sostenere le iniziative per la chiusura della centrale enel a biomasse nel parco nazionale del pollino.
https://www.eppela.com/it/projects/13601-no-centrale-enel-mercure (ci sono tutti i particolari)
ricordo che la centrale è in territorio calabrese per pochissimi metri (la strada traccia il confine) e le “criticità” poste dalla centrale sono tantissime e tuttora irrisolte (a cominciare dalle sue dimensioni che richiedono quantità di legna non presente nel raggio chilometrico indicato dalla legge)…diamogli una mano, anche solo condividendo e diffondendo l’iniziativa…

se un precario su 7 statali vi sembran pochi…

ansa – Nella Pubblica amministrazione si contano quasi mezzo milione di precari su un totale di lavoratori che sfiora i 3,5 milioni. E’ quanto emerge dai primi risultati del censimento permanente dell’Istat sulle istituzioni pubbliche. “Al 31 dicembre 2015 sono attive 12.874 istituzioni pubbliche che impiegano 3.305.313 lavoratori dipendenti, di cui 293.804 a tempo determinato, pari all’8,4%, e 173.558 non dipendenti (collaboratori, altri atipici e lavoratori temporanei)”, spiega l’Istat. Quindi in tutto tra contratti a termine ed atipici nella P.a. ci sono 467.362 lavoratori precari.   

Oltre la metà degli occupati nella P.a. è donna ma sono ancora poche quelle che ricoprono le posizioni più alte. Lo rileva l’Istat diffondendo i primi risultati sul censimento permanente delle istituzioni pubbliche. La presenza femminile è pari infatti al 56% ma negli organi di vertice “è limitata e pari al 14,4%”, sottolinea l’Istat…

e tanto per sfatare qualche mito, vi fornisco altri dati…

IN ITALIA 58 IMPIEGATI OGNI 1.000 ABITANTI. Un recente studio dell’Eurispes ha reso noto che in Italia si contano 58 impiegati nella Pa ogni 1.000 abitanti contro i 135 della Svezia, i 94 della Francia, i 92 del Regno Unito, i 65 della Spagna e i 54 della Germania. Inoltre, segnala sempre il rapporto, negli ultimi 10 anni l’Italia ha visto diminuire i propri dipendenti pubblici del 4,7%, mentre tutti gli altri hanno assunto: +36,1% in Irlanda, +29,6% in Spagna, +12,8% in Belgio e +9,5% nel Regno Unito.

In Italia i dipendenti pubblici ‘pesano’ per l’11,1% del Pil. In Danimarca il dato è pari al 19,2%, in Svezia e Finlandia al 14,4% mentre Francia, Belgio e Spagna spendono, rispettivamente, il 13,4%, il 12,6% e l’11,9% del Pil.

Distribuiti principalmente al Nord – con 409 mila addetti la Lombardia è la Regione con più dipendenti pubblici, seguita da Lazio e Campania.

INSEGNANTI E VIGILI DEL FUOCO: Raffrontando i salari di insegnanti e vigili del fuoco italiani con i loro omologhi britannici, il quadro che viene fuori è tutt’altro che esaltante. Nel primo caso, scrive Perotti (economista e docente alla Bocconi di Milano), «le remunerazioni medie degli insegnanti sono più basse in Italia, sia in termini assoluti che in rapporto al Pil pro-capite».
Nel nostro Paese lo stipendio di un docente delle scuole elementari, nel quale sono incluse le indennità e le spese accessorie, è di 24.849 euro contro i 37.400 (in media) degli inglesi. Stesso discorso vale per gli insegnanti della scuola superiore: 28.547 euro è ciò che percepiscono i nostri, 41.930 quelli di Sua Maestà.
Non va diversamente se l’analisi si sposta sui vigili del fuoco. «Anche in questo caso», sostiene l’economista, «le remunerazioni britanniche sono nettamente maggiori, sia in valore assoluto sia in rapporto al Pil. In questo caso la differenza, sia assoluta sia percentuale, aumenta con il grado».

Perotti ha però confrontato le retribuzioni dei vertici di quattro ministeri italiani (Politiche agricole, Esteri, Economia e Salute) con quelle degli omologhi britannici. Nel primo caso, l’Agricoltura, guidato da Martina, un capo di gabinetto italiano guadagna 275 mila euro contro i 192 mila del permanent undersecretary britannico: una differenza del 43%.
Al dicastero guidato dalla Lorenzin, invece, un direttore di dipartimento percepisce circa 294 mila euro, il 45% in più del permanent secretary inglese (192 mila)….

«I dirigenti di vertice italiani sono troppi, e iperpagati», sottolinea Perotti. «Non esiste alcuna giustificazione per remunerazioni così alte. Semmai, ci si aspetterebbe l’opposto»

 

 

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personalmente nei capoluoghi voterei così…

 

GENOVA

Candidati Coalizione
Gianni Crivello A sinistra, Lista Crivello sindaco, Genova cambia #Noisindaco, Partito Democratico
Marco Bucci Lega Nord Liguria, Fratelli d’Italia, Forza Italia Berlusconi, Vince Genova Bucci sindaco, Lista Enrico Mussi Direzione Italia
Luca Pirondini Movimento 5 Stelle
Paolo Putti Chiamami Genova – Putti sindaco
Arcangelo Maria Merella Ge9si siamo Genova
Marco Mori Riscossa Italia
Marika Cassimatis Lista Cassimatis Genova
Stefano Arrighi Popolo della Famiglia
Cinzia Ronzitti Partito Comunista dei Lavoratori

PALERMO

 
Candidati Coalizione
Leoluca Orlando Sinistra comune, Democratici popolari, ‘Palermo 2022′, ‘Uniti per Palermo’, ‘Mosaico Palermo’, ‘Movimento 139′, ‘Alleanza Palermo’
Fabrizio Ferrandelli Forza Italia, Udc, Cantiere popolare, I coraggiosi, Per Palermo con Fabrizio, Palermo prima di tutto, Al centro
Ugo Forello Movimento 5 stelle
Nadia Spallitta Spallitta sindaco con i Verdi
Ciro Lomonte Siciliani Liberi
Ismaele La Vardera Centro destra per Palermo

VERONA

Candidati Coalizione
Patrizia Bisinella Lista Tosi, Ama Verona, Fare con Flavio Tosi, La Voce della gente Radio libertà, Csu -  Unione Veneta, Verona si muove, Pensionati Veneti
Federico Sboarina Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia-An, Battiti per Verona domani, Partito pensionati, Verona più sicura, L’Indipendenza noi Veneto
Orietta Salemi Partito Democratico, Eppur si muove, Civica Salemi
Alessandro Gennari Movimento 5 Stelle
Michele Bertucco Verona in Comune, Sinistra in Comune
   Michele Croce Verona Pulita Michele Croce
Filippo Grigolini Il Popolo della Famiglia
Marco Giorlo Tutto cambia
Roberto Bussinello Casapound

PARMA

Candidati Coalizione
Federico Pizzarotti Effetto Parma
Daniele Ghirarduzzi Movimento 5 Stelle
Laura Cavandoli Fratelli d’Italia – Lega Nord -Insieme per il futuro – Forza Italia
Paolo Scarpa Parma Unita Centristi – Parma Protagonista con Scarpa – Partito Democratico
Filippo Greci Siamo Parma
Laura Bergamini Partito Comunista
Ettore Manno Rifondazione Comunista – Partito Comunista Italiano
Luigi Alfieri Alfieri per Parma
Emanuele Bacchieri Casapound
Pia Russo La nuova voce di Parma

SU PARMA SAREI INDECISO TRA UN CANDIDATO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA, CHE CERTO NON E’ IL FUTURO, MA UN ONESTO PASSATO DAL QUALE POTER RICOMINCIARE PONENDO UN MATTONE DI DIALOGO CON OGNI FORZA CHE SI ISPIRI A SINISTRA, E FEDERICO PIZZAROTTI, CHE A PARER MIO HA BEN AMMINISTRATO IL DISASTRO EREDITATO DAL PASSATO, MA CHE SOPRATTUTTO HA IL MERITO DI ESSERE USCITO DAL MOVIMENTO MESSIANICO DI GRILLO PER APPRODARE AD UNA VISIONE CRITICA DELLA REALTA’ CHE APRE AGLI ALTRI E NON SI RICHIUDE IN UNA ASSURDA VISIONE ETICISTA DOVE I “NOI” SONO GLI ONESTI E GLI ”ALTRI” SONO TUTTI CORROTTI 

e nella nostra piccola regione?

beh, inviterei a leggere bene tutti i programmi per comprendere le priorità che ogni candidato attribuisce alla sua realtà (vi assicuro che, deprivati delle tante “voci” utili solo a creare consenso elettorale, leggerli fa comprendere la linea che si intende seguire, ammesso poi tanti una linea l’abbiano, oltre quella del tornaconto personale e della propria filiera) e voterei per chi non divide la comunità, ma individua nella saldezza dei legami sociali la via per percorrere una direzione verso un futuro che non può essere slegato da ciò che accadrà nelle vicine comunità e nel contesto più ampio di una regione che molto presto andrà al voto e che DEVE trovare una destinazione che tenga insieme sviluppo economico e civile e rispetto dell’ambiente come forziere di ciò che ci servirà nel futuro, avere un passato che ci preservi da un domani senza identità 

L’AQUILA

  
Candidati Coalizione
Americo Di Benedetto Cambiare insieme, Democratici e socialisti per L’Aquila e frazioni, L’Aquila sicurezza lavoro, Democratici e progressisti Articolo 1 per L’Aquila, Territorio collettivo, Abruzzo civico, Partito Democratico, Socialisti e popolari per L’Aquila, Il passo possibile
Pierluigi Biondi Forza Italia, L’Aquila Futura, Rivoluzione Cristiana, Benvenuto presente, Unione di centro, Noi con Salvini, Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale
Nicola Trifuoggi Progetto Trifuoggi per L’Aquila, Città Territorio L’Aquila
Fabrizio Righetti Movimento 5 Stelle
Carla Cimaroni L’Aquila bene comune L’Aquila a Sinistra – L’Aquila che vogliamo – L’Aquila chiama Chi Ama L’Aquila
Claudia Pagliariccio Casapound L’Aquila
Giancarlo Silveri Riscatto Popolare

CATANZARO

Candidati Coalizione
Sergio Abramo Forza Italia, Catanzaro con Sergio Abramo, Catanzaro da Vivere, Officine del Sud, Obiettivo comune e Federazione popolare per Catanzaro
Vincenzo Ciconte Pd, Udc, Psi, Fare per Catanzaro, Alleanza civica per Catanzaro, Salviamo Catanzaro, Pensionati D’Europa, Catanzaro in rete, Svolta democratica, Socialisti e democratici con Mottola D’Amato,   Primavera a Catanzaro
Nicola Fiorita Cambiavento, Insieme per Fiorita e Catanzaro 1594
Bianca Laura Granato Movimento Cinque Stelle
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non dimenticate…

è l’epoca delle balle di r. e dei farloccamenti di g., ma vero o meno ciò di cui all’intercettazione di graviano, non dimenticate mai che berluskoni faceva parte della p2 e che il suo primo governo era composto di piduisti, fascisti e loschi

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il voto nel regno unito e la sinistra…

credo che il voto nel regno unito abbia offerto una prospettiva anti-globalista in chiave europea e finalmente di sinistra che occorre sia coltivata paese per paese nei contesti specifici, con la nascita di nuove sinistre progettuali credibili che “rompano” il movimento di capitali verso i pochi, ripristinando la diffusione dei benefici derivanti dall’economia verso i molti…
c’è quindi bisogno di sinistra, ma non dei sinistri che finora l’hanno molto indegnamente rappresentata…

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niente modifiche allo statuto

che non si azzardi la maggioranza in regione a far passare i poteri di pittella, in caso di sua elezione (ma con quale legge elettorale?) alla vicepresidente (tra le altre neppure lucana), con una modifica surrettizia dello statuto che non è un giocattolo…se in seguito ad elezioni pittella venisse eletto, si va al voto anticipato per le regionali, punto

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pd-lega-forza italia-5stelle…fanno tutti leggermente schifo

ansa – La legge elettorale torna in commissione alla Camera. Lo ha deciso l’Aula della Camera accogliendo, con un voto, la richiesta in tal senso avanzata dal Pd.

La riforma della legge elettorale è morta. A cantare il de profundis della modifica del sistema di voto è il relatore del provvedimento, Emanuele Fiano, dopo una mattinata convulsa con i franchi tiratori in azione che di fatto affossano il provvedimento votando in maniera difforme rispetto al ‘patto a quattro’ Pd-Fi-M5s-Lega. Ne scaturisce uno scambio di accuse con tanto di ‘prova foto’ da parte del Pd perchè nell’incriminato voto segreto compare invece il tabellone palese creando un ulteriore giallo. “M5s ha votato compatto”, dice Roberto Fico. Non la pensano così i Dem che convocano una segreteria. “Abbiamo chiarissima l’operazione del M5s – dice il capogruppo Dem Ettore Rosato – che ha voluto far fallire la legge elettorale. Ne prendiamo atto, bastava che lo dicessero subito che non sono capaci di mantenere la parola data. Sul blog avevano detto che la legge andava bene e invece l’hanno fatta cadere su una cosa che non c’entra niente”. Ora, dice Rosato, il Pd farà “una valutazione politica e istituzionale dopo di che assumeremo le nostre decisioni”. ”La legge elettorale è morta” dichiara, a Montecitorio, il relatore della riforma elettorale Emanuele Fiano (Pd).

“Mi chiedo come una maggioranza di governo ora possa stare insieme con Mdp che vota il 40% delle volte contro il governo e Ap con cui il rapporto non è idilliaco. Penso allo Ius soli ma anche alla legge di bilancio”. Lo dice il capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato. Secondo il deputato della Lega Giancarlo Giorgetti, “non esiste più una maggioranza in grado di approvare una legge elettorale“….

“Ora si vada a votare e basta”, ha detto il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. “Questa legislatura finisce oggi”, aggiunge. “Era cominciata con 100 franchi tiratori che avevano affossato Prodi” nella corsa al Quirinale e finisce oggi sempre con 100 franchi tiratori Pd che affossano la legge elettorale”. 

 ”Hanno fatto cadere tutto per 11 seggi su 630 (quelli del Trentino-Alto Adige, ndr). E’ il dato scandaloso. Hanno ucciso la legge. Il testo torna in commissione? No no, è finito”. Lo afferma Danilo Toninelli del M5S ai cronisti a Montecitorio. E su un eventuale spazio per un nuovo accordo con il Pd Toninelli sottolinea: “Con questi qua? Se veniamo in Aula nella consapevolezza che si possono votare norme giuste sì”.

LA DIRETTA

M5S E IL FILM DEL VOTO – La giornata cominicia con il Movimento cinque stelle che fa sapere che in qualche modo renderà palese il proprio voto anche negli scrutini segreti per dimostrare la propria lealtà. I deputati M5S, a quanto si apprende, filmeranno in Aula – riprendendo il momento in cui ciascun esponente preme il pulsante posto nei banchi dell’Assemblea – le loro votazioni a scrutinio segreto. Una scelta che va contro il regolamento. Ma Laura Boldrini si appella alla “responsabilità dei singoli deputati” perché non filmino il loro voto segreto e non lo divulghino, come annunciato dai M5S. “Ognuno si assuma le sue responsabilità”, ammonisce.

IL VOTO DELL’EMENDAMENTO FI - Un emendamento di Fi alla legge elettorale passa contro il parere contrario della commissione. Dai banchi di M5S si urla “Libertà, libertà”. I franchi tiratori sono entrati in azione. 

IL GIALLO DEL TABELLONE – Al voto sull’emendamento “incriminato” alla legge elettorale approvato nell’Aula della Camera contro il parere della commissione scatta il “giallo” del tabellone. Questi i fatti: la presidente Boldrini indice la votazione specificando che è a scrutinio segreto. Ma sul tabellone invece di spuntare le palline tutte azzurre, come accade per le votazioni segrete, spuntano le palline rosse e verdi, come accade per quelle palesi. Si scorgono dei voti favorevoli nei banchi del Pd e di Fi. Ci si accorge dell’inconveniente, Boldrini chiede di rimediare e le palline diventano tutte azzurre…

Borsa: Milano accelera dopo stop a legge elettorale – Trainata dalle banche, Piazza Affari cresce dell’1,6% a 21.066 punti, facendo meglio delle altre Borse europee che, comunque, si stanno rafforzando. Il listino milanese ha cominciato ad accelerare intorno a mezzogiorno, quando in Parlamento ha cominciato a delinearsi lo stop alla legge elettorale con conseguente allontanamento della prospettiva di elezioni anticipate.

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epilogo farsa di una legge elettorale farsa, si dimostra ancora una volta l’immaturità politica di questo parlamento e di quelle forze che lo compongono per la maggior parte, il pd renziano, il movimento padronale di grillo, l’azienda forza italia, il rigurgito viscerale leghista…sono contento che questa brutta legge sia stata affossata…che si vada al voto (e decide mattarella quando, non certo il bullo o altri dell’inedita compagnia di giro con cui si voleva portare al voto il paese con un sistema assurdo e persino peggiorativo del porcellum) con il sistema uscito dalle sentenze della corte costituzionale!!!

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i nostri nonni…

Il frammento di mandibola di Homo Sapiens trovato in Marocco (fonte: Jean-Jacques Hublin, MPI-EVA, Leipzig) © AnsaFOTO
Il frammento di mandibola di Homo Sapiens trovato in Marocco (fonte: Jean-Jacques Hublin, MPI-EVA, Leipzig) © ANSA/Ansa
 

L’Homo sapiens è più ‘antico’ di quanto si pensasse: il ritrovamento, in Marocco, dei fossili più antichi mai scoperti fa slittare a 300.000 anni fa le prime tracce della sua esistenza, cioè 100.000 anni prima della sua ‘data di nascita’ ufficiale. Gli utensili e le ossa di animali ritrovate hanno permesso inoltre di ricostruire la sua dieta, a base di carne di gazzella, zebra, uova di struzzo. E’ quanto emerge da due ricerche pubblicate sulla rivista Nature e coordinate dall’Istituto Max Planck di antropologia evolutiva di Lipsia.

I fossili, ritrovati nel sito archeologico di Jebel Irhoud, riscrivono le origini dell’Homo Sapiens, che prima di emigrare in Europa, aveva già affrontato viaggi e migrazioni in Africa, dove si era stanziato in tutto il continente, e non solo in Etiopia e nella regione Sub-sahariana come si riteneva finora.

I resti fossili, il frammento di un cranio e una mandibola, appartenevano a cinque individui e l’analisi, condotta dal gruppo guidato da Jean-Jacques Hublin, ha dimostrando che questi rappresentano la prima fase evolutiva dei Sapiens.

I fossili di Jebel Irhoud hanno caratteristiche ‘moderne’ nella faccia e nei denti, ma una scatola cranica più larga e arcaica.

Nel secondo studio il gruppo di Shannon McPherron ha datato utensili trovati nello stesso sito, fra i quali delle pietre focaie, facendoli risalire a un periodo compreso fra 300.000 e 350.000 anni fa. I resti più antichi noti prima di questi erano quelli trovati in Etiopia a Omo Kibish, risalenti a 195.000 anni fa.

L’analisi dei resti animali ha indicato invece che il menu dei primi rappresentanti dell’Homo Sapiens comprendeva anche molluschi di acqua dolce, istrici, lepri, tartarughe e serpenti. “Sembra che fossero appassionati di caccia”, commenta Teresa Steele, ricercatrice dell’università della California, che ha analizzato i resti. I tagli e le fratture delle ossa più lunghe fanno inoltre pensare che gli uomini le rompessero per cibarsi del midollo.

La maggior parte dei ricercatori pensava che tutti gli esseri umani oggi viventi discendessero da una popolazione vissuta nell’Africa orientale 200.000 anni fa. “I nostri nuovi dati – rileva Hublin – mostrano invece che i Sapiens erano diffusi per tutto il continente africano già 300.000 anni fa. Molto prima della loro diaspora fuori dall’Africa, erano quindi migrati anche all’interno del continente nero”.

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non liberate questo mostro…

credo che a una bestia come totò riina, in assenza di pentimento, non possano essere concessi altri benefici, vista età e salute, che una attenuazione del 41bis, non certo gli arresti domiciliari o alcuna misura alternativa alla detenzione…

lo stato non deve essere un carnefice, ma neppure può divenire uno stolto…

io credo che una simile persona possa, anche in fin di vita, riprendere il contatto diretto con i suoi affari mafiosi ed organizzare il suo lascito ai familiari e quelli all’organizzazione criminale di cui è ancora un nume tutelare, seppure senza poteri reali,sotto forma di una indicazione per la una sua successione…

Risultato immagine per toto riina

la decisione, che non commenterò comunque, spetta al tribunale di sorveglianza di bologna invitato dalla cassazione al riesame della carcerazione, dopo ingiunzione dei difensori…la cassazione ribadisce la pericolosità del soggetto, ma antepone a questa il diritto ad una morte dignitosa…tutto ineccepibile e sacrosanto, ma rimane il punto della pericolosità che, a mio avviso, in un tale soggetto non è diminuita dalle condizioni di salute…

spero che il tribunale, in accoglienza del disposto della cassazione, ordini il trasferimento in ospedale in regime speciale di sorveglianza per garantire a questo schifoso una morte dignitosa, ma alla collettività la sicurezza che costui non usi i suoi ultimi giorni per ordinare altre nefandezze…

ricordo infine che a provenzano non è stato assicurato di più che l’ospedale per umanizzare la pena in vista della morte…sono cosciente del dovere del tribunale di giudicare serenamente, ma credo gli italiani si arrabbierebbero davvero molto in caso contrario

 inizi della carriera di un capo della mafia

Nato in una famiglia di contadini il 16 novembre 1930, nel settembre 1943 Riina perse il padre Giovanni e il fratello Francesco (di 7 anni) mentre, insieme con il fratello Gaetano, rimasto ferito, stavano cercando di estrarre la polvere da sparo da una bomba inesplosa, rinvenuta tra le terre che curavano, per rivenderla insieme con il metallo. Luciano Liggio, lo affiliò nella locale cosca mafiosa, di cui faceva parte anche lo zio paterno di Riina, Giacomo, principalmente impegnato nel furto di bestiame, di attrezzi agricoli e di derrate.

A soli 19 anni Riina uccide in una rissa un coetaneo, Domenico Di Matteo, e fu condannato a 12 anni, scontati solo in parte nel carcere dell’Ucciardone, e scarcerato nel 1956. Insieme con Liggio, Riina cominciò a occuparsi di macellazione clandestina di bestiame rubato. Nel 1958 Liggio eliminò il suo capo mafioso Michele Navarra e nei mesi successivi, scatenò un conflitto contro gli uomini di Navarra, in gran parte assassinati. 

Riina venne arrestato nel dicembre del 1963 a Torre di Gaffe (Ag)da una pattuglia di agenti di Polizia . Riina, aveva una carta d’identità rubata (dalla quale risultava essere “Giovanni Grande” da Caltanissetta) e una pistola non dichiarata.

Dopo aver scontato alcuni anni di prigione al carcere dell’Ucciardone, fu assolto per insufficienza di prove nel processo svoltosi a Bari nel 1969. Dopo l’assoluzione, il Tribunale di Palermo emise un’ordinanza di custodia precauzionale nei loro confronti. Riina tornò da solo a Corleone, dove venne arrestato e gli venne applicata la misura del soggiorno obbligato; scarcerato e munito di foglio di via obbligatorio, Riina non raggiunse mai il soggiorno obbligato e si rese irreperibile, dando inizio alla sua lunga latitanza

ed a maggior supporto di quanto affermo, circa la necessità di tenere ancora in custodia cautelare, seppur lieve e protetta quale può essere, viste le sue condizioni di salute, la detenzione ospedaliera, vi posto queste dichiarazione del procuratore capo dell’antimafia, franco roberti…

ansa – “Totò Riina deve continuare a stare in carcere e soprattutto rimanere in regime di 41 bis”. A dirlo è il procuratore nazionale Antimafia, Franco Roberti, che in un’intervista al Corriere della Sera spiega che ci sono le prove per dire che il vecchio boss sia ancora il capo di Cosa Nostra. Roberti è sicuro che il tribunale di sorveglianza di Bologna, in sede di rinvio da parte della Cassazione, gli darà ragione, nuovamente: “Si tratta – osserva – di un annullamento con rinvio, il Tribunale dovrà integrare la motivazione sui punti indicati dalla Cassazione e sono certo che a quel punto reggerà l’intero impianto. Questa decisione non mi preoccupa”.

La Cassazione dice che non è motivata a sufficienza l’attualità del pericolo, ma “siamo perfettamente in grado di dimostrare il contrario – afferma -. Abbiamo elementi per smentire questa tesi. E per ribadire che Totò Riina è il capo di Cosa nostra”, “le indagini sono in corso e non ho nulla da dire, né potrei farlo. Ma vorrei ricordare che il pubblico ministero Nino Di Matteo vive blindato proprio a causa delle minacce che Totò Riina ha lanciato dal carcere. Se non è un pericolo attuale questo, mi chiedo che altro dovrebbe esserci”. Secondo Roberti, le condizioni di salute di Riina non sono incompatibili con il regime carcerario del 41 bis: se davvero il carcere di Parma non fosse attrezzato a sufficienza, “nulla impedirebbe il trasferimento in un’altra struttura di massima sicurezza. Ma dico per Riina quello che avevamo già sostenuto nel caso di Bernardo Provenzano, che era in condizioni addirittura più gravi: deve rimanere in carcere al 41 bis“.

in breve la sentenza della corte di cassazione

La prima sezione penale della Cassazione ha accolto il ricorso del difensore di Totò Riina, che chiede il differimento della pena o, in subordine, la detenzione domiciliare. La richiesta (si legge nella sentenza 27.766, relativa all’udienza del 22 marzo scorso) era stata respinta lo scorso anno dal tribunale di sorveglianza di Bologna, che però, secondo la Cassazione, nel motivare il diniego aveva omesso “di considerare il complessivo stato morboso del detenuto e le sue condizioni generali di scadimento fisico“. Il tribunale non aveva ritenuto che vi fosse incompatibilità tra l’infermità fisica di Riina e la detenzione in carcere, visto che le sue patologie venivano monitorate e quando necessario si era ricorso al ricovero in ospedale a Parma. Ma la Cassazione sottolinea, a tale proposito, che il giudice deve verificare e motivare “se lo stato di detenzione carceraria comporti una sofferenza ed un’afflizione di tale intensità” da andare oltre la “legittima esecuzione di una pena”.

Il collegio ritiene che non emerga dalla decisione del giudice in che modo si è giunti a ritenere compatibile con il senso di umanità della pena “il mantenimento il carcere, in luogo della detenzione domiciliare, di un soggetto ultraottantenne affetto da duplice neoplasia renale, con una situazione neurologica altamente compromessa”, che non riesce a stare seduto ed è esposto “in ragione di una grave cardiopatia ad eventi cardiovascolari infausti e non prevedibili”. La Cassazione ritiene di dover dissentire con l’ordinanza del tribunale, “dovendosi al contrario affermare l’esistenza di un diritto di morire dignitosamente” che deve essere assicurato al detenuto. Inoltre, ferma restano “l’altissima pericolosità” e l’indiscusso spessore criminale” il tribunale non ha chiarito “come tale pericolosità “possa e debba considerarsi attuale in considerazione della sopravvenuta precarietà delle condizioni di salute e del più generale stato di decadimento fisico”.

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la petizione on line per i non residenti

avviata anche una petizione on-line, riservata ai non residenti…eccovi l’indirizzo dove poter firmare www.change.org/p/presidente-del-consiglio-regionale-di-basilicata-basta-con-il-petrolio-in-lucania-impugnare-gli-accordi-del-1998-con-eni?recruiter=45682480&utm_source=share_for_starters&utm_medium=copyLink

(se il link non dovesse funzionare, basta fare copia ed incolla)

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diamoci dentro

come in ogni conflitto di interesse, chi ha un interesse diretto nell’estrazione di idrocarburi (imprenditori, lavoratori diretti delle compagnie e dell’indotto) dovrebbe astenersi da qualsiasi commento sulla faccenda, a meno di non premettere il suo interesse prima di proferire parola…e dovrebbero astenersi anche alcuni politicanti che al meglio sono degli ignoranti o dei babbei, quando non dei “a vario titolo collusi”…

DIAMOCI DENTRO CON LE FIRME ALLA PETIZIONE POPOLARE CHE CHIEDE ALLA REGIONE L’IMPUGNATIVA DEGLI ACCORDI DEL 98 CON ENI

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