arresti al san carlo…

(ANSA) – POTENZA, 24 OTT – Con l’accusa di omicidio colposo in concorso di una donna di 71 anni morta nel 2013 durante un intervento di cardiochirurgia, tre medici dell’ospedale San Carlo di Potenza sono stati arrestati dalla Polizia e ora sono ai domiciliari. Tra i tre medici arrestati c’è anche il primario del reparto di Cardiochirurgia, Nicola Marraudino. Gli altri due medici arrestati sono Michele Cavone e Matteo Galatti.

 (foto: ANSA)

un altro concetto, un altro filo logico…

24/10/2014

non so per gli altri, ma per me ci sono evidenti ragioni strategiche, ambientali, sanitarie, economiche, occupazionali, sociali, di programmazione dei territori, se volete anche di futuro (sempre di moda quando l’oggi è deprimente), per considerare gli idrocarburi presenti in lucania come una risorsa da conservare e ben gestire nei decenni perché il loro contributo al fabbisogno energetico del paese aumenti senza aumentare le estrazioni già in essere e quelle autorizzate, parallelamente quindi a serie strategie ed operazioni di risparmio e riconversione energetica su larga scala, strategie ed operazioni che però non si mettono in campo, preferendosi piuttosto un consumo rapido delle stesse risorse nella logica dell’uovo oggi e non della gallina domani, dopodomani e per tutti i giorni a seguire…un altro concetto, un altro filo logico…

miko somma

prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane…

così giusto per spiegare a qualche sionista italiano che crede di intravedere una missione democratica di israele, pubblico questa sintetica tabella sul numero dei prigionieri palestinesi detenuti per motivazioni legate alla politica nelle carceri di tel aviv…qualcuno potrà pensare che, vista anche la fonte, sia tendenziosamente orientata a dimostrare qualcosa che non esiste in quelle dimensioni, eppure quelle dimensioni, che in termini reali rappresentano persone detenute in qualche caso senza neppure un processo, esistono e stanno drammaticamente a testimoniare che la politica di difesa di israele nei confronti dei palestinesi è una politica brutale ed antidemocratica…almeno per uno stato che qualcuno si affanna a definire tale perché vi sono libere elezioni…

si contano 351 prigionieri provenienti dalla gerusalemme occupata, 100 dai territori occupati nel 1948 e 384 dalla striscia di gaza.

476 prigionieri stanno scontando l’ergastolo e 463 una sentenza superiore ai 20 anni.

15 prigionieri hanno attualmente scontato oltre 25 anni, mentre altri 30 ne hanno scontati più di 20.

fonte http://www.infopal.it/6-200-prigionieri-palestinesi-nelle-carceri-israeliane/

celeri fascisti e cialtroni…

23/10/2014 (ovviamente la data è sfalsata dall’ora in cui pubblico)

un conato di vomito mi ha assalito stasera vedendo il film su rai3 e ripensando alla diaz, a bolzaneto, all’intera faccenda del g8 a genova…non è questione di epiteti facili verso le forze di polizia (roba che lascio a chi si ciba di stereotipi), ma di ordini dati, e gli ordini di fini&soci furono di reprimere con forza (arrivarono a genova centinaia di sacchi neri per cadaveri)…chiaro che se allenti la catena ai cani rabbiosi e fascisti che albergano in certe formazioni di pubblica sicurezza, finisce come finisce…

per il resto qualcuno può dire a renzi che uno-due miliardi per “apparare i buffi” della sua legge di stabilità non si trovano domani, a meno di non chiedere ad alcuni suoi amici?…cialtrone!!!

miko somma

pannicelli caldi…

AGR I deputati lucani del Pd, Roberto Speranza, Maria Antezza e Vincenzo Folino, hanno espresso “grande soddisfazione” per l’approvazione anche in commissione Bilancio di tutti gli emendamenti al Dl Sblocca-Italia relativi alla Basilicata, e non solo, già presentati in commissione Ambiente che li aveva accolti. Maria Antezza, che ha seguito i lavori della commissione, ha spiegato che “si tratta di emendamenti di grande importanza per lo sviluppo della Regione: il primo modifica l’articolo 45 della Legge 99/2009 riguardante il cosiddetto Bonus-carburante; il secondo emendamento modifica articolo 16 del cosiddetto ‘Cresci-Italia’ attuativo del Memorandum 2011 tra Stato e Regione; un altro consente di utilizzare interamente i 50 milioni di euro previsti quale quota ulteriore di Patto di Stabilità per il 2014; infine, l’ultimo che stabilisce sia il principio in base al quale le royalties del petrolio derivanti da incrementi di produzioni saranno escluse (nettizzate) per sempre e non solo per il periodo 2015-2018, sia che in tutte le Leggi di Stabilità, e non solo in quella del 2015, verrà definito il limite dell’esclusione dal Patto di Stabilità interno delle royailties da destinare ad investimenti in conto capitale. Queste norme potranno liberare risorse da destinare a progetti di riqualificazione e tutela ambientale”, conclude Antezza, “e avranno perciò un grande impatto sullo sviluppo della Basilicata”.

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per il momento li definisco, come già fatto in un lancio precedente, pannicelli caldi, ma preferisco, piuttosto che fare un comunicato stampa di critica severa a questo atteggiamento che non recita tutta la verità (per esempio non si dice che l’esclusione dal patto riguarda le maggiori estrazioni rispetto agli 80.000 barili attuali), ma solo una sua parte, rimandare tutto al voto di fiducia per poi fare delle considerazioni sia tecniche, che politiche…

fiducia sullo sblocca italia, come previsto…

(ANSA) – ROMA, 23 OTT – Il governo pone la questione di fiducia sul decreto legge Sblocca Italia. Lo ha annunciato all’Assemblea di Montecitorio il ministro per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi. In seguito alla apposizione della fiducia, ha comunicato il vicepresidente Simone Baldelli, la conferenza dei capigruppo è convocata alle 12,30: dovrà decidere sul prosieguo dei lavori. La fiducia sarà votata domattina.

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e vedremo se gli emendamenti leggermente migliorativi approvati in commissione ambiente e ratificati in commissione bilancio, veri pannicelli caldi per una questione che non è fatta di soli denari (per altro, ancora poco spendibili causa il perdurare assurdo del patto di stabilità a cui vengono sottratte cifre ridicole rispetto al totale che pur sarebbe spendibile dalla regione) e per la quale è lecito pensare che quegli stessi pannicelli siano il lasciapassare di “fatti” molto più gravi e pregiudizievoli per la programmazione del territorio regionale (leggi autorizzazione unica in competenza statale con la “bufala” dell’intesa della regione), verranno ancora presi in considerazione o se si andrà rapidi verso l’ulteriore prova di forza che questo governo ormai ha assunto come prassi delle sua esistenza in vita…vada come vada questo decreto fa schifo poiché, ben oltre le questioni delle trivellazioni, contiene troppe direzioni di marcia a mio modo di vedere assurde, leggi inceneritori, bonifiche commissariate, sanatorie di fatto, semi-privatizzazione della gestione delle acque pubbliche, etc etc etc…consiglierei al presidente pittella (che però non pare avere molta volontà poiché per interesse renziano fino al midollo) ed al consiglio regionale (che sembra un po’ più attento sulla questione) di dare subito ordine all’ufficio legale di predisporre opposizione al decreto presso la corte costituzionale e non solo per le parti strettamente attinenti la questione idrocarburi, ma sul decreto intero che, al pari di altre regioni, è fortemente lesivo delle autonomie regionali di cui al titolo V della costituzione italiana che ricordo essere ancora la costituzione vigente… 

io sono per lo stato kurdo…

ci tornerò appena possibile con qualche appunto e qualche considerazione, ma mettiamoci bene in testa (soprattutto le cancellerie occidentali ed in particolare quella americana) che senza riconoscere questa entità territoriale ad oggi suddivisa in più stati (iraq, turchia, siria, iran ed in misura minore altri paesi), ogni processo di reale pace nell’area è di fatto impossibile ed inutile…io sono da sempre per la creazione di uno stato kurdo

non ho tempo da perdere…

22710/2014

…è certo che agli attuali no-petrolio manca il valore aggiunto che costituiva il no-oil ed il sottoscritto, ma non avevo e non ho tempo da perdere con gente che “usa” gli argomenti, piegandoli a ragioni che nulla hanno a che vedere con una lotta sacrosanta, con infingardi pronti alla vendita a qualsiasi offerente, con nevrotici in cerca di tribune, con ingenuotti “ripieni” di etica a buon mercato, con ubriaconi in catena di montaggio o “professori” di ogni risma, anche dubbia…

miko somma

burocrati inefficienti e scorciatoie…

22710/2014

notorio che la burocrazia sia lenta, farraginosa e spesso contenete ceppi resistenti di disonestà e di conclamata incompetenza, logico quindi che i procedimenti vadano resi celeri ed efficienti ad ogni costo, ma una domanda…

vi siete posti il problema di quanti imprenditori disonesti approfitterebbero di una situazione di deregulation per realizzare opere ed intraprese che magari ex post sarebbe difficile arginare in caso di abusi?…

il problema così non è tagliare indiscriminatamente i livelli di controllo, ma intervenire con perizia e forza lì dove si creano gli inceppi burocratici, in una rivoluzione che non si può consumare frettolosamente solo per legge, ma richiede un cambiamento culturale da parte di tutti, i burocrati che devono imparare ad essere efficienti ed onesti ed i cittadini che quando si prospettano scorciatoie devono denunciare i lestofanti che le indicano…

miko somma

cilindri e conigli (mannari)…

21/10/2014

ed è abbastanza ovvio che fin quando grillo&casa terranno in frigo ogni forma di dialogo sulle cose (i parlamentari, anche quelli che oggettivamente lavorano bene, diventano dei semplici burattini di fronte ai loro diktat) che altra forma di dialogo altro puoi costruire nei numeri del parlamento attuale?…

sempre più convinto che grillo nel 2013 sia stato “sospinto” mediaticamente, sfruttando le contraddizioni delle larghe intese al tempo di monti, per ingolfare il sistema e spingerlo verso forme di coalizioni anomale alla cultura politica di cui renzi è l’ultimo coniglio (mannaro) a venir fuori dal cilindro di napolitano…

miko somma

annullamento o sottomissione…

20/10/2014

tema forma di partito…

è l’idea stessa di un partito che si allarga a macchia d’olio, inglobando culture differenti nella sostanza pragmatica – che però nasce sempre da un approccio etico ai temi – che “sballa” del tutto la percezione della realtà politica di un paese dove le differenze le devi mettere a dialogo, e quindi a sintesi, perchè siano davvero produttive nel governo delle cose, e non necessariamente contarle in una direzione, per dominarle con i numeri…
il rischio è o l’annullamento delle differenze e quindi del dialogo come sintesi o la sottomissione ad un imperatore e l’introduzione di un plebiscitarismo a mano armata che si nutre di consensi…

miko somma

obolo e mendicio…

20/10/2014

il progetto degli 80 euro alle mamme non è un progetto sociale (investirli in asili nido ed assistenza domiciliare neonatale quello sarebbe un progetto sociale), ma la continuazione della progettualità berluskoniana di legare insieme obolo e mendicio nella costruzione del consenso con l’occhio che ideologicamente strizza al privato verso cui spendi il malloppetto e non mai al pubblico che rimane l’unica garanzia dell’universalità del diritto a procreare

miko somma

piccoli berluskini…

19/10/2014

“La legge di Stabilità è’ pronta – ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan a ‘in mezz’ora’ – vediamo gli ultimi dettagli in queste ore. Domattina sarà al Quirinale”. Con le nuove norme, ha sottolineato il ministro, potrebbero crearsi 800mila nuovi posti…”…piccoli berluskini dalle promesse facili crescono…

Comunicato stampa

questo comunicato non è stato inviato al sito istituzionale basilicatanet

Non è un Miracolo a Matera…

Non fosse stato per l’accurata preparazione cui è stata sottoposta la candidatura, l’indiscutibile grande bellezza di una città paradigma del trascorrere dei millenni dalla preistoria fino alla sua modernità, una partecipazione, a tratti commovente, dell’intera popolazione lucana al lungo processo d’avvicinamento al momento in cui il ministro Franceschini ha pronunciato il suo nome, potrebbe gridarsi al miracolo ed invece Matera passa dall’essere città candidata, già un onore anche rispetto a candidature concorrenti di città di grande prestigio storico e culturale, a divenire capitale europea della cultura 2019 con tutte le carte in regola, quelle storico-artistiche, dai Sassi al suo barocco, quelle culturali con eventi che via via hanno assunto carattere di regolarità e grande proposizione partecipativa, quelle civili, riassunte in un marginalità geografica che lungi dal chiedere alcun mendicio riparatore, propone invece quella sua differenza che diviene nuova centralità in un paese per sua natura, storia e carattere policentrico.

Matera così vince e non è un miracolo o una casualità o persino un regalo, ma il finale di una lunga e faticosa corsa in cui sarebbe stato impossibile, inutile, persino assurdo verso la propria storia e cultura mentire e mentirsi, perché se ha vinto una piccola città che coniuga passato e presente verso il futuro di una regione altra in un meridione altro – un meridione “minore” agli sguardi e al metro di giudizio con cui in genere si accede al concetto stesso di sud – vuol dire che ha vinto la forza morale di presentarsi per ciò che consapevolmente si è, senza belletti o sovrastrutture, senza stereotipi e luoghi comuni.

Ma, a gioia ancora corrente, è già da oggi che Matera e la regione intera devono prepararsi alla sfida di quale territorio, quale cultura, quale futuro, quale “motivo” si offrirà alla percezione ed alla fruizione di un pubblico internazionale più attento, più profondo, più esigente del “mordi e fuggi” di cui in genere è stato finora composto il nostro turismo, ed a cominciare dal dato primario che non avremo più turisti, ma più “viaggiatori”, sulle nostre strade, nei vicoli, nelle piazze di Matera, sperabilmente della regione, poiché chi si muove sull’onda della cultura e della storia preferisce di gran lunga il viaggio difficile, ma denso, alla residenzialità ridanciana e vacua dei villaggi vacanze e del consumificio dei luoghi.

Così che la vera sfida è preservare il nostro territorio per ciò che esso è nei contrasti e nei tagli di luce, nella urbanizzazione entropica a risorse fisiche, economiche ed umane e nella meravigliosa solitudine dello spirito che anche un acciottolato di campagna può donare, nel frinìo delle cicale e nella spazialità del volo del nibbio reale che accompagnano i sensi persino nei nostri centri urbani, nella convinzione di una “differenza” di questa terra da ogni altra terra, differenza che misura un tempo ed uno spazio in grado di dilatarsi come “altro” in una Europa sempre più simile, omogenea, “uguale”.

Matera vince per questa differenza che racconta un territorio, la sua storia e le sue genti “socialmente difficili” senza affabulare/affabularsi in narrazione epica, ma lasciando sedimentare sulla pelle di chi la trova, senza neppure cercarla, quella forma del sentimento e dell’emozione che è già nelle cose, negli odori e nei sapori, nei manufatti, nel sole, nei volti dei suoi abitanti, che se non sono certo più quelli di scatti antropologici, nei tratti portano ancora la cesura tra mondi diversi al centro del Mediterraneo.

Il miglior modo di “costruire” la capitale della cultura è lasciare che sia il territorio lucano in cui vivono i lucani a mostrarsi per ciò che è e non per ciò che alcuni vogliono che sia, per ciò che offre agli sguardi che osservano l’intimo delle cose ed alla gioia anche difficile dei sensi, e non per ciò che da qualche parte essa conserva in forma di risorsa, per ciò che si rinnova nei secoli e nelle generazioni e non per ciò che si consuma hic et nunc per qualche punto decimale di un qualsiasi freddo metro di valutazione o per insani faraonici desideri di calare e colare ovunque una presenza umana troppo invasiva e meno attenta ad un tramonto intravisto da San Pietro Caveoso che al metro cubo di una infrastruttura inutile.

Matera 2019 non sia solo l’inizio/fine di un periodo, ma l’occasione di riscrivere con parole, fatti ed atti nuovi il futuro/presente di una regione che la sua modernità deve cercarla nella storia e nella terra.

Miko Somma