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memento

category Blog admin 1 Agosto 2010

domani, 2 agosto 2010, io, cittadino italiano, sarò a bologna a dire No al fascismo!!!…perché chi dimentica il passato sarà costretto a ripeterlo

Comunicato stampa di Comunità Lucana – Movimento No Oil

category Blog, comunicati stampa admin 1 Agosto 2010

Un cambio di passo o un cambio di gambe?

 

Se configurino dei reati gli avvisi di garanzia sulle presunte indebite percezioni di contributi agricoli U.E. saranno i tempi tecnici di esame prima degli eventuali rinvii a giudizio e definitivamente tutti i gradi di giudizio a stabilirlo, se delineino poi anche uno scandalo saranno invece la memoria a volte corta e la coscienza civica collettiva a volte latitante dei lucani a dirlo, ma una riflessione sul settore primario e sulle relative politiche di programmazione e sostegno tocca pur aprirla.

 

Il reato di truffa nella percezione di contributi comunitari al settore agricolo è purtroppo un reato divenuto ormai comune e che coinvolge quasi sempre vere e proprie associazioni a delinquere che mettono sullo stesso piano sia alcuni imprenditori del settore, sia alcuni funzionari pubblici delegati agli esami delle pratiche ed ai loro controlli formali e sostanziali, ma spesso anche le categoria dei consulenti e dei tecnici redattori dei progetti per i quali si richiede sostegno pubblico.

 

Ed è proprio questo il punto, se cioè il sostegno pubblico all’intrapresa agricola privata intuita come l’elemento centrale nella filiera generale dell’alimentazione, necessitante di strumenti finanziari per sorreggerne lo sviluppo di idee e progetti, sia ancora in grado di riassumere nella sua essenza la cura che il sistema politico-economico le deve in virtù del suo ruolo o se non si debba, alla luce dei fatti, rimodularne principi e strumenti attuativi per valutarne efficacia, valore e naturalmente quella giustezza di attribuzione che è il grande punto interrogativo sotto il quale prospera il sottobosco del malaffare diffuso che intreccia controllori e controllati in una sodalità imbarazzante e criminale.

 

La Basilicata, come tutte le regioni individuate nell’Obbiettivo 1 delle politiche comunitarie di sviluppo rurale, ha usufruito di molte centinaia di milioni di euro, e ancor prima di migliaia di miliardi di lire, per il sostegno, miglioramento e sviluppo del proprio settore primario e per una serie di azioni collegate, scontando un sostanziale ed epocale fallimento di tutte le politiche agricole messe in campo finora.

 

Se è infatti vero che il settore agricolo lucano è in uno stato di crisi perpetua ciò è senz’altro dovuto ad una serie di fattori che dall’apertura dei mercati a produzioni estere a minor costo che penalizzano le aree produttive vocazionali alle intemperie divenute in questi anni devastanti nella estremizzazione dei fenomeni atmosferici, dallo spostamento d’asse dal produttore alla grande distribuzione della formazione del prezzo alla maggior incidenza dei costi fissi esterni, sarebbe ingiusto non considerare ma senz’altro la parte del leone in questo disastro è stata giocata da errori di programmazione e dal vizio di un certo familismo amorale che hanno trasformato la contribuzione agricolo da strumento di investimento basato sulla validità del progetto e sulla professionalità del proponente a strumento di rendita basato sulla proprietà fondiaria e sulla postazione nelle filiere del consenso clientelare.

 

Detto in altri termini, a beneficiare delle contribuzioni più che i progetti produttivi validi e che meglio si inserivano in cornici di una programmazione generale di medio-lungo periodo per altro assente ed i soggetti realmente attivi nel settore, sono stati i “progetti di carta” redatti da progettisti che miravano alle percentuali fisse di progettazione e studio previste nei finanziamenti stessi, preliminarmente esaminati con superficialità e spesso colpevole connivenza da più o meno zelanti funzionari regionali che poco di agricoltura reale conoscono, a volte controllati a consuntivo proprio dagli stessi, attribuiti infine a soggetti che più nell’attività agricola in sé, era nella proprietà di vaste estensioni di terreno ed in determinate postazioni politiche, sociali, economiche occupate nelle piramidi del consenso che reggeva e regge il sistema politico dominante che trovavano causale d’accesso ai finanziamenti.

 

Senza scendere troppo in antipatici dettagli, estensioni di terreni mai stati agricoli e che da decenni ormai usufruiscono dei contributi per la messa a riposo produttivo dei campi pesano come macigni su azioni del PSR che alla perequazione del reddito agricolo in zone di prossimità ad aree protette (non atte quindi alle coltivazioni intensive e soggette a rotazione colturale) pure dovevano andare per la quasi totalità – suggerire come proprio questi poi siano i più “vocati” alla destinazione a produzioni da bio-masse potrebbe allontanare troppo dal tema – o quelle strane coincidenze tra grandi percettori di contributi agricoli e consiglieri regionali, provinciali e comunali che inducono persino i cauti a pensare che chi detiene informazioni e potere decisionale diretto od indiretto ha una marcia in più nell’utilizzo pratico delle stesse informazioni, farebbero pensare più ad un sistema in cui la contribuzione agricola è “cosa loro” che ad un sistema in cui sia cosa pubblica, al netto ovviamente di ogni spreco.

 

E’ così necessario un cambio di passo che imponga legalità e trasparenza nella gestione di fondi che viene logico pensare se non sia anche necessario un deciso cambio di gambe per assicurare quella programmazione di settore che finora non si è neppure posta il problema di un mercato ortofrutticolo lucano come primo passo per garantire l’accesso protetto delle merci locali almeno al mercato locale.

 

Mentre ci chiediamo se in Lucania in agricoltura finora si sia fatta più programmazione o “gestione”, ci auguriamo che la magistratura questa volta vada davvero fino in fondo, ma proprio in fondo.

 Miko Somma, coordinatore regionale di Comunità Lucana – Movimento No Oil   

capital punishment

category Blog admin 31 Luglio 2010

Cina, cinquemila giustiziati nel 2009  (ANSA) - ROMA, 30 LUG 

Nel 2009, i boia piu’ impegnati sono stati quelli cinesi, con 5mila esecuzioni. Lo afferma un rapporto di Nessuno tocchi Caino. In tutto sono 5679 le condanne a morte eseguite sul pianeta. Sul podio anche Iran e Iraq. I tre Paesi, sottolinea il dossier dell’associazione, sono caratterizzati da regimi ‘autoritari’. Nel 2009, su 43 Stati mantenitori della pena capitale, 15 hanno ordinato esecuzioni, in 9 non sono state effettuate, tra cui Afghanistan e Pakistan.

una vergogna o uno stile di vita e di governo?

category Blog admin 31 Luglio 2010

Strage Bologna: no governo a cerimonia  

(ANSA) - BOLOGNA, 31 LUG - Sara’ il Prefetto di Bologna Angelo Tranfaglia a rappresentare il Governo sul palco della commemorazione della strage di Bologna. Per la prima volta, dunque, non ci saranno membri dell’esecutivo in veste ufficiale. ‘Anche da Borsellino non c’era nessuno, non vorrei fosse una nuova strategia del governo quella di evitare i momenti delicati’, ha detto Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione vittime 2 agosto, sperando in un ripensamento e che venga qualcuno dell’esecutivo.

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non credo ci siano commenti da fare…una strage di stato!!!…e lo stato non c’è!!!

category Blog admin 31 Luglio 2010

ricevo dagli amici di tricarico e volentieri pubblico…

Proiezione delle foto scattate negli anni ‘60 da Ann Cornelisen Sabato 31 Luglio 2010 a Tricarico dalle  21.00 alle  23.30 presso il Piazzale antistante l’Auditorium Comunale L’Associazione turistica Pro Loco di Tricarico, insieme a Maria Dicuzzo e alla Pagina “Tricarico … passeggiando nel passato” su facebook vi invita alla proiezione in anteprima assoluta di una parte delle foto scattate negli anni ‘60 da Ann Cornelisen (conosciuta a Tricarico come “La Canadese“) che ritraggono Tricarico e i Tricaricesi in quegli anni, conservate presso il Vassar College di Poughkeepsie, nello stato di New York, USA.

Grazie a quest’idea molti tricaricesi potranno riconoscersi e ricordare momenti della vita cittadina attraverso foto mai viste, nonché analizzare le condizioni di vita e i flebili segnali di sviluppo della civiltà tricaricese di quegli anni.caricesi potranno riconoscersi e ricordare momenti della vita cittadina attraverso foto mai viste, nonchè analizzare le condizioni di vita e i flebili segnali di sviluppo della civiltà tricaricese in quegli anni.

Invitiamo tutti voi a “spargere la voce”, è il caso di dirlo, per far si che anche chi non usa Facebook abbia la possibilità di ammirare le foto.
Anzi, vi esortiamo ad acoompagnare i vostri nonni e genitori perchè sono loro i principali protagonisti di queste bellissime foto.

Non è consentita nessuna registrazione video e fotografica per ora, chissà in futuro le foto saranno patrimonio di tutta la comunità tricaricese.

ANN CORNELISEN (Cleveland, Ohio 1926 - Rome, Georgia 2003) è meglio conosciuta come l’autrice di diversi libri sul paesaggio e sulla cultura del Sud Italia. Arrivò in Italia nel 1954 per studiare archeologia a Roma. Tuttavia, dopo l’incontro con Giovanna “Gianna” Thompson, una rappresentante della fondazione Britannica… “Save the Children”, il corso della sua vita era cambiata per sempre. Ha viaggiato con Gianna in molte piccole città impoverite in centro e sud Italia documentando le sue esperienze nei suoi diari, le lettere a casa, e su pellicola. Ha infine realizzato ad Ortona in Abruzzo la sua casa permanente, ma ha trascorso molto del suo tempo a studiare la città di Tricarico in Basilicata, che è stato al centro del suo primo libro, Torregreca.

Ecco il link dell’intero archivio del vassar College riguardante Ann Cornelisen
http://specialcollections.vassar.edu/findingaids/cornelisen_ann.html

P:S.: In caso di pioggia la proiezione avverrà all’interno l’Auditorium Comunale

Vi Aspettiamo! Esortiamo ad accompagnare nonni e genitori poiché sono loro i principali protagonisti di queste foto! Rella Teresa

pensierini

category Blog admin 31 Luglio 2010

se qualcuno crede che voler star fuori puristicamente dalla politica aiuti ad imboccare strade diverse da quella che conduce al precipizio verso cui camminiamo oggi, faccia pure…io credo che sia lo sola politica, quella buona e condivisa, basata sulle scelte e gli interessi collettivi, a poter cambiare qualcosa…formarne le basi e praticarle nella realtà sociale è dovere civico di cui dobbiamo farci carico tutti

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costruire percorsi di una politica che metta insieme ambiente ed economia in cicli di entropia virtuosa, di salvaguardia dei diritti nel riconoscimento dei doveri di cittadinanza, di condivisione delle scelte, di indirizzi prioritari al bene comune, non so se sia cosa di sinistra o d’altro, ma è ciò che vorrei vedere nella mia regione e magari in un paese che adoro e di cui non voglio più dovermi a volte vergognare

royal-peracottari

category Blog admin 24 Luglio 2010

Bonus royalties petrolio, l’on. Taddei risponde all’on Margiotta24/07/2010

“Prendiamo atto che il centrosinistra, ed in particolare l’On. Margiotta, abbia finalmente riconosciuto lo storico provvedimento che è stato realizzato da questo Governo di centrodestra e che porterà al bonus, per ogni cittadino lucano residente e munito di patente, corrispondente al 3% delle royalties del petrolio estratto in Basilicata”. Così risponde l’Onorevole Vincenzo Taddei alle dichiarazioni di Margiotta, che parlando di questo provvedimento raccontano di un miraggio ancora non realizzato, tale da presentare sull’argomento un’interrogazione parlamentare. “Margiotta, nelle sue dichiarazioni – continua Taddei - parla di ritardi ingiustificati. In realtà questi due decreti attuativi, decisi nell’art.45 della legge 99 del luglio 2009, hanno visto allungarsi i tempi di emanazione perché comportavano una concertazione tra più ministeri. Certamente quello delle attività produttive e quello dell’economia ma anche quello dei trasporti per le modalità di accertamento dei cittadini muniti di patente. Si è dovuto inoltre studiare le procedure più congrue perché tale disegno potesse essere attuabile dando diretto beneficio ai cittadini. Si è proceduto anche – evidenzia l’onorevole del Pdl – nel concordare con altri soggetti le modalità di assegnazione, in particolare con Poste italiane, il che permetterà ad ogni cittadino lucano residente e munito di patente di ricevere direttamente a casa, senza alcun intermediario o richiesta, tale bonus. Un bonus, lo ricordiamo, che corrisponderà in maniera proporzionale all’innalzamento delle royalties portate da questo Governo dal 7 al 10%. Questi soldi, insistiamo nel sottolinearlo, finiranno tutti in tasca dei lucani e così sarà ogni anno, fino a quando continuerà l’attività estrattiva in Basilicata. Presto si procederà alla pubblicazione dei decreti attuativi che renderanno concreto il beneficio per i cittadini lucani. Inoltre – dichiara Taddei - il 3% delle royalties accumulate da quando è stata approvata la legge 99, quindi da luglio 2009, saranno a disposizione dei lucani non appena saranno effettivi i decreti. Noi – conclude Taddei - siamo certi che tutto ciò sia ormai in dirittura d’arrivo. A questo punto ogni polemica ci pare assolutamente vana e superflua. Ci piacerebbe, piuttosto, che qualche volta vengano riconosciuti, dalla parte politica avversaria, i meriti di provvedimenti positivi per la nostra regione”.

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eh no, per nulla caro on. taddei…lei millanta con leggerezza su una situazione complessa e che non si può definire di “aumento delle royalties” dal 7% (ex dl 625/96) al 10% come si trattasse di denari che finiscono nelle casse regionali a disposizione dell’ente per investimenti non sindacabili da altre autorità (certo il discorso su come poi la regione spenda ed abbia speso finora quei denari, frutto di un pretium doloris di cui si esalta il tintinnio degli “spiccioli” e non si odono conseguenze  su cui si preferisce tacere, dalla salute all’ambiente, dalla vocazione all’economia reale dei territori, è materia di una tristezza infinita)…quell’aumento, ricordiamolo, è finalizzato alla creazione di un fondo per un abbattimento percentuale delle spese per l’acquisto di carburanti, così finalizzato ad una spesa indirizzata e non liberamente definibile dai cittadini e dalla loro rappresentanza…un esempio banale potrebbe essere la mamma che aumenta di 10 euro la paghetta mensile del figlio, ma gli impone come, dove e per cosa spendere quell’aumento senza magari aver chiesto al pargolo quali sarebbero le sue preferenze…fuori dall’esempio, in primis occorrerebbe dire che la legge 99 è particolarmente odiosa poichè lega quell’aumento ad una vera e propria militarizzazione dell’energia che viene di fatto sottratta come delega di concorrenza alle regioni, a dispetto della riforma del titolo V della costituzione che pur l’aveva chiaramente stabilita…lo zuccherino è questo aumento fittizio delle royalties che già a suo tempo avevamo bollato come mendace, truffaldino e diseducativo…lo zuccherino per i lucani, trattandosi per gli idrocarburi liquidi, di una cosa assolutamente lucana, essendo oltre il 72% dell’estratto nazionale ed oltre l’83% di quello in terraferma (quello che poi genera l’aumento delle royalties, essendo l’estratto in mare competenza esclusiva dello stato con royalties al 4%)…ma andiamo avanti…due decreti attuativi che prevedono la concertazione tra più ministeri hanno forse bisogno di un anno per la loro nascita?…non sia ridicolo!!!…e di quale concertazione con il ministero dei trasporti parla?…guardi, taddei, basta una semplice ricognizione presso le motorizzazioni civili lucane e presso le prefetture per le patenti più vecchie per avere gli elenchi dei patentati…non meni quindi il can per l’aia e sia serio!!!…dica piuttosto che lo zuccherino è stato messo in bella vista, ma quanto a darlo le volontà politiche proprio non ci sono, visto che sulla base della legge a beneficiare di quei denari potrebbero essere anche regioni che producono idrocarburi gassosi, in particolare regioni del nord in mano alla lega (veneto) e dalla popolazione ben maggiore di quella lucana che certo non vogliono rinunciare alla zolletta…diciamo poi che i decreti non arriveranno certo a breve con un ministero, quello della attività produttive in interim al vostro presidente del consiglio, ed un altro, quello dell’economia, alle prese con una democraticamente impossibile manovra economica che toglie ciò che era stato concesso, così il vostro sconto rimarrà sulla carta, ma i denari che lo stato già accumula su quell’aumento fittizio delle royalties (si tratta di circa 50 milioni di euro l’anno) servono anch’essi come i fondi fas (molto più cospicui, trattandosi di tante decine di miliardi di euro) per la tenuta dei conti pubblici con le operazioni contabili di trattenuta in cassa di quanto dovuto a fini di make-up del bilancio corrente dello stato…di questo si parla, on. taddei, di una presa in giro del vostro governo e di qualche royal-peracottaro che si rivolge sempre alla pancia della gente, piuttosgto che alla testa!!! 

tito-valorizzatore

category Blog admin 23 Luglio 2010

Prov Pz, Macchia su impianto di termovalorizzazione23/07/2010

La possibilità di costruire un impianto di termovalorizzazione nell’area industriale di Tito deve essere valutata alla luce della programmazione vigente e dell’intesa istituzionale sottoscritta da Regione e Provincia in cui non sussistono spazi per un ciclo dei rifiuti che non metta la raccolta differenziata al centro del sistema”. E’ quanto dichiara l’assessore all’ambiente della Provincia di Potenza, Massimo Macchia. “In questo senso – continua Macchia - vanno letti gli interventi previsti sull’impianto di compostaggio, sul potenziamento degli impianti di trattamento di Venosa e Santarcangelo e sulla realizzazione delle stazioni di trasferenza. Introdurre un elemento nuovo quale un impianto di incenerimento, non previsto nella programmazione, potrebbe compromettere in maniera irrimediabile – conclude Macchia - tutti gli sforzi che stiamo facendo per incentivare la raccolta differenziata e, più in generale, per rendere il ciclo di smaltimento del rifiuto virtuoso. Per cui, conclude l’assessore all’ambiente, è chiaro che gli sforzi devono concentrasi per dotare il territorio di un impiantistica tale da permettere il ciclo integrato dei rifiuti”.

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l’assessore però non dice che il piano provinciale dei rifiuti della provincia di potenza pur non prevedendo la costruzione di termovalorizzatori oltre agli esistenti, fenice in attività, e potenza, dove si sta già ventilando, come il sottoscritto affermava inascoltato da tempo, la costruzione di un nuovo inceneritore a targa veolia, prevedeva che oltre ad un recupero delle frazioni merceologiche che ancora non vediamo pur se spesso strombazzato, si facesse compostaggio e “cdr di qualità”…cosa significa questo?…che oltre all’evocazione del compostaggio vestito a foglia di fico, si parla di cdr, combustile da rifiuti, una cosa che una volta prodotta va incenerita…risulta chiara la cosa?…in quanto all’impiantistica di cui parla l’assessore, rimane il dubbio se gli impianti si facciano perchè debbano funzionare o si facciano perchè debbano essere costruiti…i denari pubblici in questo paese a questo secondo fine spesso servono, putroppo, a fare cattedrali nel deserto…non ci siamo affatto con una gestione intelligente del rifiuti se si predica bene la raccolta differenziata e si razzola male nella termovalorizzazione che incenerisce e basta e che a dispetto delle parole dell’assessore ci sembra la strada che qualcuno ha scelto nonostante si riempia la bocca con belle frasi…noi abbiamo delle idee diverse in merito ad un piano regionale serio, efficiente e soprattutto risolutivo per i “problemi” di raccolta e smaltimento di una regione con 590.000 abitanti e la minor produzione pro-capite di rifiuti d’italia, appena 386 kg, ma “emergenze” campane o pressappoco…ed a breve crediamo di doverle tirare fuori queste idee…in quanto a questo sciamannato progetto del termovalorizzatore è bene che si sappia che ci si farebbe qualche nemico procedendo su questa strada…il sottoscritto e comunità lucana

lucania petrolifera

category Blog admin 15 Luglio 2010

oggi, giovedì 15 luglio 2010 alle ore 11 presso la sede wwf di potenza in scalinata IV novembre, si terrà la conferenza stampa di presentazione del manifesto sulla situazione “idrocarburica” lucana che congiuntamente è stato realizzato da wwf basilicata e comunità lucana - movimento no oil sulla base di dati ufficiali tratti dal sito UNMIG del ministero dello sviluppo economico…

l’occasione per fare un punto su una situazione, quella delle estrazioni in atto, dei permessi di ricerca e delle numerose istanze che riguardano il nostro territorio a cui crediamo debba essere posto un argine a meno di non voler trasformare quella che avrebbe dovuto essere la terra dei parchi in un unico campo petrolifero…la damigiana petrolifera lucana…

noi non ci stiamo affatto!!!

forniamo di seguito l’immagine in chiaro del manifesto…in seguito forniremo il file psd (troppo pesante perchè il blog possa contenerlo) dell’immagine, scaricabile ed utilizzabile liberamente, previa ovviamente la doverosa informazione…cercheremo di far arrivare le copie del manifesto ovunque in regione, ma un aiuto diretto in tal senso delle comunità, dei sindaci, delle associazioni e dei singoli cittadini sarebbe preferibile…pertanto vi preghiamo di comunicarci via mail (attraverso gli indirizzi mail  comitatonooillucania@libero.it e basilicata@wwf.it) la disponibilità alla distribuzione dello stesso in ogni realtà

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comunicato stampa di comunità lucana - movimento no oil

category Blog, comunicati stampa admin 2 Luglio 2010

Chi osserva cosa?

 

Chi, come il sottoscritto ed il movimento che rappresenta, ha lottato per serie attività di monitoraggio su estrazioni e trattamento del greggio in Val d’Agri potrebbe sentirsi appagato dall’altisonante notizia della nascita dell’osservatorio ambientale, che è bene ricordare prevede in nuce accorte valutazione di possibili danni ambientali-sanitari causati dalle stesse estrazioni. Il sottoscritto non lo è affatto!

Se infatti l’altisonante e strombazzata notizia della nascita, per ora sulla carta, dell’osservatorio arriva con ben 12 anni di ritardo rispetto agli accordi del ’98 che pure lo prevedevano a tutela di popolazioni ed ambiente da estrazioni e trattamento di idrocarburi che ovunque si fatica a definire innocue - pare lo siano da noi! - c’è allora da chiedersi a cosa ed a chi attribuire non solo il ridicolo ritardo con cui arriva l’istituzione dell’osservatorio stesso, ma soprattutto a chi attribuire la mancata registrazione del “punto zero”, elemento centrale su cui basarsi nella lettura delle variazioni di emissioni inquinanti, punto che, oltre alla considerazione che in una zona agricola dovrebbe essere appunto zero, dopo tanti anni rende illeggibile la situazione attuale, mancando un affidabile dato di partenza ex-ante.

Così, anche ammettendo che l’osservatorio parta oggi, ogni valutazione partirà da questo momento e per il passato, almeno se vogliamo fissare la data del ’98 come punto iniziale di attività che risalgono più indietro nel tempo, una sostanziale sanatoria di valutazione sui danni ambientali e sanitari sarà il boccone amaro da digerire in una storia che vede non solo il mancato rispetto di una buona parte dei 12 punti dell’accordo con l’ENI, ma anche i ritardi ed i ritagli della perimetrazione e dell’istituzione – 17 anni - del Parco Nazionale, la cui presenza anche solo formale avrebbe impedito di realizzar pozzi all’interno dei suoi confini, come la Legge 394/91 recita. Giova ricordare che la prima perimetrazione del Parco risale proprio al ’91, l’epoca della legge, ed il decreto presidenziale di istituzione al 2008, in mezzo 17 anni di ricorsi serviti a realizzare il fatto compiuto delle estrazioni – ciò nonostante i pozzi nel territorio del Parco sono 14, altrettanti a pochi metri da quei confini così faticosi a delinearsi.

Al ritardo nell’istituzione dell’osservatorio possiamo allora aggiungere altri ritardi molto funzionali alla “petrolizzazione” di una valle che ben altre vocazioni avrebbe potuto sviluppare che non divenire una damigiana petrolifera, magari ricordando che vi sono concentrati oltre il 70% delle estrazioni italiane (l’83% se si considera il solo dato della terraferma). Non sarà l’Arabia Saudita, la Val d’Agri, ma pur trattasi di un ghiotto boccone che giustifica, nelle consuete trame italiane, ritardi e depistaggi.

La conclusione facilmente intuibile è che questo osservatorio non serve a capire cosa sia accaduto in Val d’Agri nel passato, se si siano cioè estratti e trattati idrocarburi in dispregio ad ambiente, salute e vocazioni del territorio. Vi è interesse a che ciò non avvenga e molte colpe per questo buco nero.

    

Colpa dell’ENI (ai tempi di Mattei Ente di Stato con strategica mission su quelle forniture di energia di cui il paese aveva bisogno per la ricostruzione e la crescita degli anni ‘50-60, oggi una spa al 30% di quota pubblica e votata al profitto come ogni spa) e della fretta nello sviluppo del giacimento? Colpa della politica regionale, presa da calcoli degli impatti clientelar-elettorali di royalties a cui si vorrebbe ridotto il problema petrolio, colpa della politica nazionale e dei suoi grandi calcoli strategici che non tengono in conto che si estrae e tratta petrolio in mezzo alla gente? O non piuttosto coacervi di colpe ed interessi intrecciati tra questi e molti altri attori, nell’inconsapevolezza ingenua di popolazioni che ancora aspettava uno sviluppo che se mai arriverà qualche prezzo pur lo farà pagare, senza contare ovviamente quelli del passato, sui quali non esiste il “punto zero”?

L’istituzione dell’osservatorio serve probabilmente più a far da pietra tombale a questi anni di far-west in cui incidenti e stranezze varie sono stati al meglio sottaciuti o blanditi quando non negati del tutto - nel frattempo il piano industriale del giacimento si è assestato e consolidato per la gioia di ENI e soci che è bene si ricordi nell’ultimo biennio hanno estratto in zona idrocarburi per un valore superiore ai 3 miliardi di euro - ma serve pure alla politica nazionale che se il federalismo lo fa su tutto o vorrebbe farlo, non lo fa però sugli idrocarburi estratti, saldamente in mano allo Stato che ne incassa le accise, ed ha interesse a che tutto fili liscio, magari tacitando i malumori proprio con l’osservatorio, ma serve anche a quella bassa politica locale che gestirà appalti e comodi impieghi per “amici” nel carrozzone  nella consueta attesa di un rientro allargato di consenso.

Se allora nel passato tutto diventa tabula rasa nell’imperscrutabilità di dati autocertificati ENI, controlli ARPAB dal sapore di beffe alla ragione comune in salsa di tutt’apposto, registri tumori i cui primi dati scientificamente utili risalgono solo al 2006 (come da telefonata che un consigliere regionale fece al CROB di Rionero di fronte al sottoscritto), dove mai saranno i danni ambientali, sanitari, vocazionali su cui creano allarmismi gli ambientalisti ? Non osservabili, quindi non certificabili, di fatto inesistenti.

Nella moltitudine di tavoli ed osservatori, ci augureremmo che alla domanda “chi osserva cosa?”, la risposta sia persone competenti ed oneste che trattino dati reali, accessibili, non filtrati, persone che all’occorrenza denuncino con forza. Ma d’abitudine in questa terra, di speranze  se ne vedon poche.

 Miko Somma, coordinatore regionale di Comunità Lucana – Movimento No Oil

e che accordo sarebbe?

category Blog admin 30 Giugno 2010
RIFIUTI, SODDISFAZIONE SARRA PER ACCORDO ADDUCE-DE FILIPPO
Per Sarra “fondamentale è stata la discussione in Consiglio regionale”
30/06/2010 16.56.18
[Basilicata]

(ACR) - Grande soddisfazione è stata espressa dal vice presidente del Consiglio regionale, Romeo Sarra, per gli accordi raggiunti durante l’incontro tra il sindaco di Matera, Salvatore Adduce, e il goverantore De Filippo, in merito alla questione dello smaltimento dei rifiuti.

Il consigliere Sarra, già nella mattinata di ieri, durante i lavori del Consiglio regionale, aveva presentato una mozione in merito al conferimento dei rifiuti di Potenza e Provincia presso l’impianto di La Martella. “La mozione e la discussione in Consiglio regionale – ha affermato il consigliere - hanno certamente contribuito alla nuova determinazione del Governo regionale: rinviare la data per l’arrivo dei rifiuti presso il sito materano, rifiuti che verranno conferiti solo dopo una attenta analisi e un approfondito monitoraggio”.

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oddio, qualcuno potrebbe spiegarmi di che tipo di accordo trattasi, visto che si rinvia la situazione del conferimento, senza alcuna indicazione futura?…attenta analisi e approfondito monitoraggio?…mah, se ci si mette l’arpab di mezzo, a qualcuno qualche dubbio pure verrà…comprendiamo comunque che sui rifiuti si continua a giocare al massacro per preparare la strada alla termovalorizzazione di cdr…ecoballe…balle!!!

category Blog admin 27 Giugno 2010

potenza è una piccola città capoluogo di una piccola regione, così capita a volte di condividere con “pezzi di potere” occasioni, luoghi, momenti, persino parentele più o meno distanti, più o meno significanti, ma tant’è - questa è potenza…

capita allora che il sottoscritto invitato ad una cerimonia e ad un pranzo cerimoniale, condivida il desco con un assessore regionale, un assessore alla sanità per la precisione…per carità, nessun discorso politico o polemico che potesse turbare la quiete di una riunione allargata, ma che questa diventi occasione di scambio di opinioni è cosa legittima, forse normale, in ogni caso se il detto che “per trovar moglie, vai a tutti i funerali e matrimonii” e questo qualcosa pur significava in una cultura contadina dove l’occasione conviviale era l’unica occasione sociale e d’incontro, altrettanto lo è, fatte le debite differenze, in una cultura lucana che si ritrova di botto ad essere post-contadina, post-industriale, forse anche post-umana…

così, avendo a portata di mano un pc, ben poco impegnativo è stato collegarsi al blog, andare alla pagina del nostro programma per le regionali (programma assai “prelevato”, ma di cui mai si fa menzione da parte dei “prelevatori” - sarà per non dover ammettere che qualcuno magari sulle cose ci ragiona?), stampare la parte dedicata alla sanità ed indi consegnarla all’assessore come stimolo alla sua azione…azione che ci pare tutta tesa a ritagliare fette di risparmio sul bilancio della sanità, preferendo un approccio economicista alla stessa sanità - che è fatta di diritti nel rispetto dei bilanci e non di bilanci a discapito dei diritti - piuttosto che pensare ad un modello “territoriale” in grado di funzionare al meglio e non al meno peggio

assessore che, a meno non fingesse un falso interesse alla lettura, ha a lungo letto il “quibus” e se ne è uscito con un….”ci sono cose che non capisco”…conservando il foglio e forse rimandandone una miglior lettura a momenti più consoni che non fossero l’intervallo tra un piatto di cafati salsiccia e rucola ed un filetto di bue al limone in crudité di champignon…vedremo cosa accadrà!!!

noi seminiamo probabilmente in un campo sterile, ma seminiamo e per dio, se son rose fioriranno, ma fioriranno anche se sono margherite

category Blog admin 22 Giugno 2010

credo che quanto sta accadendo debba far comprendere quanto questa regione ha perso nel non comprendere o non aver voluto comprendere quello che questo movimento sta facendo e quello che avrebbe potuto fare in un consiglio regionale dominato dai “distruttori”….niente polemiche, si va avanti, ma sarebbe preferibile che alcuni “cammellati” si rimettessero in riga e la smettessero di fare il gioco del potere, riconoscendo chi continua a lottare portando le proprie istanze personali in secondo piano rispetto alle istanze collettive…noi avevamo ed abbiamo un progetto, altri hanno secondi fini o soffrono di allucinazioni e di deprivazioni sensoriali…

…debbo infine forse dire che sono accusato di voler far troppo?…bene, vengano fuori gli altri, quelli che hanno voglia di fare!!!

segnalo

category Blog admin 22 Giugno 2010
AGROBIOS COMPIE 25 ANNI, GIOVEDÌ GIORNATA CELEBRATIVA
 
22/06/2010 11.22.29
[Basilicata]

Nel 1985 nasceva Metapontum Agrobios che, nel corso di questi anni, è diventata una importante realtà nel campo della ricerca biotecnologica e dei servizi avanzati per l’ambiente.
In occasione del 25° anniversario della sua costituzione, Agrobios ha organizzato una giornata per ricordarne la storia, ripercorrerne l’evoluzione, raccogliere nuovi spunti perché continui ad essere uno strumento per lo sviluppo e l’innovazione in Basilicata.
La giornata celebrativa si terrà venerdì, 25 giugno, alle ore 9. Aprirà i lavori il presidente di Agrobios, Salvatore Adduce. Le conclusioni saranno affidate al presidente della Regione, Vito De Filippo

category Blog admin 21 Giugno 2010

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Pitone reale trovato in tubi scarico

di Ansa (ANSA) - MILANO, 21 GIU - Un pitone reale lungo circa un metro e’ stato recuperato dai volontari dell’Enpa in uno stabile della zona Quarto Oggiaro a Milano. Da alcuni giorni gli inquilini segnalavano problemi agli scarichi dell’impianto idrico e poi hanno scoperto il pitone: l’hanno visto sbucare per qualche secondo sul fondo del water di uno degli appartamenti e poi sparire. L’avvistamento ha suscitato subito terrore tra gli abitanti del palazzo. Grazie all’aiuto di un idraulico il rettile e’ stato recuperato.

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lecito paragonare uno scarico di quarto oggiaro al lago del pertusillo, pensando al povero rettile che nonostante tutto è sopravvissuto?…quel lago lo rivogliamo pulito e sano, un gioiello parte integrante del parco nazionale della val d’agri, al più presto…e nelle more di questo risanamento, qualcuno dovrà far le valigie e lasciare la sua poltroncina da cui dirige il tutt’apposto lucano