bene, in capo a qualche ora verificheremo se i lucani che andranno a votare alle primarie vogliono un deciso cambiamento programmatico e di personale politico o se le chiacchiere stanno a zero e le filiere di consenso a mille…per quanto mi riguarda ci metto la faccia, la passione e la competenza, nonché l’unico programma vero che esiste e sono convinto esisterà fino alle elezioni di novembre…perché comunque vada COMUNITA’ LUCANA a quelle elezioni ci sarà!!!

miko somma

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il programma passo per passo – parte 15) edilizia e piani casa

il programma passo per passo – parte 15) edilizia e piani casa

In questa parte del programma, edilizia e piani casa, trattiamo due argomenti che sono spesso posti molto vicini tra loro, pur non essendo quasi mai coincidenti in quanto il primo, il diritto al costruire, attiene alla libertà di intrapresa, garantita dalle leggi vigenti e ad essa sempre sottoposta o da sottoporre con regimi concessori che auspichiamo sempre più stringenti e puntuali, l’altro, il diritto all’abitare attiene alla sfera astratta dei diritti costituzionali da garantirsi sempre e comunque attraverso il diritto concreto all’accesso all’abitazione.

La complessità della materia non permette attraverso l’elencazione di punti specifici di esaurire una problematica vasta che intreccia aspetti pubblici ed aspetti privati, ma attraverso la concertazione tra strumenti legislativi nazionali e locali ed una visione programmatica globale rendere possibile la regolamentazione di un fenomeno sociale ed economico dalle rilevanze ambientali, paesaggistiche, ad alto impatto sulla fornitura di servizi.

I. Censimento quali-quantitativo del patrimonio immobiliare privato e pubblico sito nella regione Basilicata con avvio di un catasto unico regionale degli immobili pubblici e dei loro utilizzi.

censire sia nella qualità (utilizzo, proprietà, stato di conservazione, domanda energetica, accessibilità – e quindi barriere architettoniche – stato di urbanizzazione, connessioni), che nella quantità il patrimonio edilizio pubblico e privato presente in regione allo scopo di costituire un catasto regionale da affiancare a quello statale è il passo decisivo non solo per una migliore e più puntuale conoscenza della sua realtà volta al raggiungimento di una imposizione fiscale locale rispondente alla realtà, ma per una politica di razionalizzazione dell’esistente immobiliare volto ad un miglioramento dello stato generale, della razionalizzazione della domanda e della qualità abitativa, della conoscenza dettagliata delle situazioni di abuso in rapporto al dissesto ed al rischio idrogeologico ed alle leggi urbanistiche, di una più efficiente domanda energetica, al miglioramento della qualità fondiaria generale

II. Censimento ragionato della disponibilità di edilizia privato-pubblico rispetto alla domanda abitativa che individui le reali necessità abitative regionali in rapporto al patrimonio immobiliare privato e pubblico non in uso.

crediamo che ogni politica edilizia non debba prescindere dalla politica abitativa a partire proprio dalla conoscenza della necessità reali per impedire fenomeni di ulteriore cementificazione del territorio che, fatto salvo il diritto all’abitazione ove ne sussistano i presupposti oggettivi, legali e concessori, deve essere impedito riportando la programmazione edilizia totalmente in campo pubblico nell’ottica di un razionale utilizzo di quanto già esistente

III. Istituzione del borsino regionale degli immobili abitativi a fini di locazione non commerciale con fissazione dei canoni locativi massimi e minimi regionali.

punto che crediamo appaia chiaro nell’intento di favorire al massimo l’incontro non mediato tra domanda ed offerte nel settore locativo nella fissazione certa di limiti di canoni per sottrarre ad ogni forma di speculazione il mercato dei fitti

IV. Verifica della correttezza di programmazione e gestione delle aziende ATER e del loro patrimonio immobiliare residenziale ed accorpamento delle due strutture e relative gestioni e patrimoni.

punto chiaro e già trattato in altre parti del programma

V. Introduzione di una leva fiscale, fatte salve le competenze nazionali e regionali in tema di federalismo fiscale, per la facilitazione delle immissioni nel mercato delle locazioni e delle compravendite delle unità abitative non in uso attraverso de-tassazioni specifiche dei canoni (vedi prossima parte fiscalità).

VI. Introduzione di una tassa regionale patrimoniale sulle grandi proprietà immobiliari eccedenti le quote di ragionevole utilizzo familiare delle quantità immobiliari detenute (vedi prossima parte fiscalità).

VII. Creazione di un fondo di garanzia, finanziato dalla Regione Basilicata, per la facilitazione dell’accesso al mutuo casa per i nuclei familiari non in grado di offrire garanzie reali sufficienti agli istituti di credito per l’ottenimento degli stessi.

crediamo che, a contrario di quanto ultimamente affermato in sede governativa di analisi della composizione della ricchezza detenuta dagli italiani, la tendenza generale alla proprietà della propria abitazione, quindi in analogia la tendenza al raggiungimento di questa condizione attraverso mutui che ne consentano l’acquisto, debba essere sostenuta come fattore di coesione sociale, fatto salvo il principio della priorità del recupero del patrimonio esistente rispetto alla nuova edificazione al seguente punto X), attraverso fondi specifici di garanzia atti a consentire l’accesso agli stessi mutui per chi non sia in grado di offrire bastevoli garanzie patrimoniali (ci appare evidente che tale misura necessiti di una contemporanea opera di moral suasion operata dall’istituzione, sia essa nazionale che locale, nei confronti del sistema bancario perché siano fissati criteri più dinamici di analisi delle garanzie, fissando sul valore del bene per il quale si chiede la prestazione di mutuo la maggior parte del carico di garanzia)

VIII. Aumento delle disponibilità per i fondi regionali di aiuto ai canoni locativi.

i fondi attualmente previsti sono largamente insufficienti e crediamo debbano essere aumentati, nella contemporaneità di strumenti di leva fiscale per favorire l’immissione sul mercato degli immobili e della fissazione di parametri certi di prezzo

IX. Legge regionale per la fissazione dei parametri di risparmio ed efficientamento energetico con obbligo di non superamento del limite di 3 lt./gasolio equivalente x m.q. x anno per il riscaldamento nell’edilizia di nuova costruzione e nelle ristrutturazioni dell’esistente ed obbligo di installazione di unità di produzione energetica rinnovabile integrate nella struttura edilizia.

tale strumento legislativo deve intendersi come la volontà di perseguire obiettivi di reale risparmio energetico ed efficientamento dei consumi sulla scorta delle nuove tecnologie disponibili volte al suo raggiungimento attraverso l’uso di materiali e modalità costruttive termo-conservativi già ampiamente sperimentati, nell’obbligo di dotare ogni immobile di strutture energetiche rinnovabili integrate tali da consentire il rispetto dell’autosufficienza energetica dello stesso od il suo minor fabbisogno possibile

X. Revisione ragionata del piano regionale casa con fissazione del parametro preferenziale per le ristrutturazioni dell’esistente rispetto alle nuove costruzioni.

abbiamo già accennato a questo principio che ci pare fondamentale nella gestione non solo delle politiche abitative, ma anche nell’integrazione a queste delle politiche energetiche, di conservazione del territorio e del paesaggio, fissandosi così limiti chiari alle attività delle imprese costruttrici che dovranno indirizzare le proprie attività verso il recupero del patrimonio esistente in assoluta armonia all’attività pubblica di programmazione territoriale e nel principio che ci pare contenuto nella preferienzialità assentita al recupero dell’esistente al ripristino del valore abitativo dei centri storici

XI. Divieto espresso all’aumento delle volumetrie esistenti, salvo casi di comprovata necessità e secondo i parametri usuali di edificabilità.

aspetto questo che, pur attenendo direttamente al piano casa ed alle sue disposizioni, vogliamo ribadire con fermezza per impedire i fenomeni di abuso e le storture che la stessa possibilità di aumento delle volumetrie già autorizzate contiene in nuce, riportando come unica possibilità di un aumento delle cubature quella di una comprovabile necessità a fronte del rispetto dei parametri usuali di edificabilità

XII. Blocco e revisione dei Regolamenti Urbanistici municipali secondo criteri di stretta compatibilità ambientale, funzionale pubblica, energetica e paesaggistica di conservazione del tessuto originario urbano.

riteniamo che i pochi strumenti urbanistici sinora adottati in regione debbano essere rivisti in accordo ai principi espressi, nella ovvia necessità che ogni comune si doti in tempi rapidi di questi strumenti essenziali

XIII. Fissazione del parametro bio-architettonico ed ambientale-paesaggistico come elemento programmatico e linea guida obbligatoria per ogni strumento urbanistico locale, sia esso generale o puntuale, sia in fase di redazione ed approvazione, sia in fase di revisione.

fissare tali parametri significa stabilire che lo sviluppo edilizio regionale deve contenere tali principi come principi guida, sia nel recupero dell’esistente immobiliare che nella residuale nuova costruzione

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il programma passo per passo – parte 14) partecipazione

il programma passo per passo – parte 14) partecipazione

In questa parte del programma, dedicata alla partecipazione, ci concentriamo sugli aspetti di partecipazione democratica del cittadino alla vita della comunità regionale, partendo da un presupposto purtroppo ancora oggi negato nei fatti, quello di una trama ormai fitta di convenzioni internazionali, accordi, dichiarazioni di principi e costituzionali che il nostro paese ha recepito nel suo ordinamento, purtroppo molto spesso mantenendoli alla stregua di enunciati puramente teorici

Nella nostra regione la partecipazione dei cittadini alla vita democratica sembra esaurirsi nella sola pratica del voto, senza che, dall’informazione alla possibilità di esprimere liberi pareri sulle scelte di politica economica, ambientale, energetica, sanitaria, dalla trasparenza amministrativa degli atti e dei procedimenti alle reali possibilità di espressione democratica diretta, nulla o quasi si sia fatto dalla nascita della stessa regione.

Se già In molte parti del programma, abbiamo previsto una serie di meccanismi di informazione e partecipazione su argomenti specifici, commissioni miste, consulte ed altro, passiamo ora ad una cornice generale che pur avendo preferito non inserire nella parte dedicata all’istituzione, ad essa ed a procedimenti interni ad essa fa riferimento specifico.

I. Introduzione nello statuto regionale della figura giuridica del referendum abrogativo di legge regionale e di delibera regionale e della figura giuridica del referendum consultivo, previo esame di costituzionalità, in materie di carattere generale aventi ad oggetto assetto e programmazione del territorio con obbligo di esame in aula e conversione in legge regionale entro giorni 30 dall’esito di approvazione della votazione popolare.

nella chiarezza del punto occorre precisare che, ad onta di chi millanta di referendum propositivi senza quorum (una figura anticostituzionale e per di più assai pericolosa democraticamente per gli ovvi motivi che porterebbero a legiferare fuori dalle sedi legislative e per i bassi numeri di cittadini che teoricamente formerebbero una volontà giuridica), la nostra proposta si configura come una forma consultiva che andrebbe praticata sui grandi temi come forma di ascolto di una volontà popolare su temi che esulano dai programmi delle forze politiche o che, vista la loro rilevanza etica o programmatica, necessitano di uno specifico audit…crediamo che tale proposta vada istituzionalizzata in un percorso chiaro, ben oltre il numero di firme dei cittadini per accedere a simile figura giuridica, che la preveda anche sulla base di uno stimolo consiliare ad ascoltare i cittadini

II. Potenziamento della figura giuridica della legge regionale di iniziativa popolare con obbligo di esame e voto in aula da parte del consiglio regionale entro giorni 15 (quindici) dalla sua presentazione, previo parere di legittimità della Presidenza del Consiglio.

figura giuridica già esistente e che andrebbe valorizzata come supporto e stimolo dei cittadini ad una legiferazione partecipata…crediamo che procedure e numero di firme siano certe e bastevoli per le dimensioni demografiche regionali (e di converso nazionali), ma che vada ulteriormente potenziato lo strumento della iniziativa di legge popolare attraverso la sua più pronta discussione in consiglio una volta ammesso dopo controllo formale da parte della presidenza

III. Creazione dell’Ufficio del Garante della Trasparenza sugli Atti Amministrativi, ufficio indipendente a nomina della consulta dei sindaci.

simile ufficio, peraltro già in nuce presente in alcune funzioni, fungerebbe da garante ed esecutore indipendente e senza vincoli di ogni procedura di reindirizzo di storture nella pubblicazione degli atti e la loro conoscibilità ai cittadini, indipendenza che crediamo possa essere assicurata dalla stessa platea di nomina, più vasta del consiglio regionale

IV. Pubblicazione mensile sul sito web istituzionale o su sito dedicato degli stipendi, diarie e premi di produzione dei dirigenti ed alti funzionari regionali e della rendicontazione economica delle agenzie regionali, nonché delle spese correnti e per investimenti amministrate dai dipartimenti e dagli uffici regionali.

punto che crediamo chiaro e che potrebbe interessare il garante di cui al punto precedente nella collaborazione dell’ufficio di presidenza del consiglio

V. Creazione del B.U.R. (Bollettino Ufficiale Regionale) in versione web con valore probatorio in versione analitica e con sommario descrittivo di leggi, decreti, delibere di giunta e determine dirigenziali per materie e per dipartimenti.

VI. Introduzione della posta elettronica regionale certificata a procedura semplificata nelle relazioni tra enti territoriali e cittadini.

punti i precedenti V) e VI) che crediamo chiari anche in rapporto ad altre parti del programma

VII. Creazione degli uffici locali di indirizzo alle funzioni ed ai servizi amministrativi presso le sedi regionali nel territorio con compiti di protocollo regionale e smistamento delle pratiche.

questi uffici, la cui composizione andrebbe ricercata in un affidamento di delega a funzionari regionali, in caso di sedi di pertinenza regionale, o comunali (con specifica convenzione), in caso di ulteriore volontà di decentramento di questa funzione facilitante i rapporti tra ente e cittadino, avrebbero il compito di riassumere ogni attività informativa, protocollare ed informativa espletata dall’ente regionale

VIII. Obbligo a carico della Presidenza del Consiglio Regionale della tenuta per i consiglieri regionali ed i componenti eletti ed esterni della Giunta Regionale di una pagina web specifica sul sito istituzionale regionale sulle presenze e le attività consiliari svolte dai singoli rappresentanti allo scopo di informare i cittadini sulle attività dei rappresentanti, nonché su tutte le spettanze economiche degli stessi e dei gruppi politici rappresentati.

punto che crediamo chiaro anche in rapporto agli enunciati alla parte 6) istituzione

IX. Stampa di un manuale dei diritti del cittadino da distribuirsi nelle case comunali e nelle scuole superiori.

la necessità di una sempre maggiore informazione dei cittadini andrebbe rafforzata attraverso una specifica e chiara pubblicazione che è un dovere dell’ente legislativo regionale

X. Obbligo per ogni comune lucano della formazione di consulte partecipate sulle materie di carattere generale

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quando un candidato ti elogia, mostrandoti stima, sulle pagine di un giornale (nicola benedetto che ringrazio), ecco, quello è il sentimento dell’essere avversari e non mai nemici per i quali mi sono battuto e mi batterò sempre…perché una competizione sia sempre una gara ad aggiungere e non a sottrarre…

per l’intervento in voce di oggi in p.zza m. pagano, rischio maltempo…ma nessun problema, ci sposteremo in ogni caso sotto i portici ina, quindi appuntamento alle 18,30…vi aspetto!!!

miko somma

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il programma passo per passo – parte 13) sistema scolastico, università e formazione

il programma passo per passo – parte 13) sistema scolastico, università e formazione

Continua l’esposizione del nostro programma con la parte dedicata a sistema scolastico, università e formazione, anche questo un tema in cui si intrecciano fortemente legislazioni ed indirizzi nazionali, ma con non marginali possibiltà normanti ed operative a livello regionale.

Affermato come principio che l’istruzione scolastica serva in primis alla formazione umana del discente, alla creazione di una coscienza critica e di un razionale approccio alla realtà che non si enuclei mai rispetto alle relazioni sociali ed alla naturale cura di esse, e solo in secondo luogo alla formazione pre-lavorativa in quanto tale, in relazione ai dimensionamenti scolastici ed alle riforme di recente approvate, diamo di seguito alcuni punti programmatici:

I. Dichiarazione programmatica della Regione Basilicata sulla necessità della presenza di plessi scolastici di base in ogni comune lucano come garanzia dei diritti di cui all’art. 3 della costituzione italiana, primo e secondo capoverso, e sua introduzione nel futuro statuto regionale.

punto che crediamo chiaro e da cui discendono, come in altre parti, altri punti programmatici a questo enunciato conseguenti

II. Introduzione dell’obbligo regionale di frequenza scolastica fino ai 18 anni.

punto questo che deve naturalmente tenere di conto quanto alla legislazione nazionale in materia di obbligo scolastico, ma che ci sembra possa indicare la strada di una necessaria sempre maggiore istruzione dei cittadini in età scolastica in accordo all’enunciato alla premessa della presente parte 13)

III. Varo di un piano di censimento e rientro dall’analfabetismo di base e dall’analfabetismo di ritorno (o funzionale) da sostenersi nei plessi scolastici attualmente presenti sul territorio.

è questo un punto di assoluto impegno, necessitando non solo l’analfabetismo in quanto tale, ma la sua variante dell’analfabetismo funzionale che alcuni studi dimostrano affliggere circa il 65-70% della popolazione nazionale e così lucana, cioè l’incapacitàalla piena comprensione critica di un testo scritto, pur in presenza della capacità di leggere, e la sempre maggiore incapacità di potere e sapere esprimere pensieri relativamente complessi nell’architettura del proprio linguaggio, una piaga sociale che rischia di precipitare non solo nell’incapacità all’orientamento nelle offerte di lavoro e nella presa d’atto dei diritti e dei doveri, ma nella mancanza di strumenti critici di giudizio di una realtà sociale sempre più complessa…a tale scopo crediamo che un censimento statistico e puntuale da realizzarsi attraverso questionari specifici del fenomeno faccia da base ad un piano di rientro dallo stesso che coinvolga l’intero territorio in un “ritorno a scuola” nei plessi scolastici attualmente presenti e con modalità tarate sulle esigenze nell’utilizzo del personale di cui al punto V)

IV. Introduzione di due ore settimanali di educazione ambientale in ogni scuola lucana di ogni ordine e grado, con particolare riferimento alle pratiche di raccolta differenziata di cui alla parte del programma rifiuti, e di educazione alimentare.

crediamo che questo punto abbia, ben inserito nella programmazione scolastica dell’obbligo aiuti non solo ad una maggiore sensibilità e conoscenza ambientale dei discenti, sia in senso lato come educazione alla cura dell’habitat naturale ed antropico, sia in senso più specifico per il miglioramento delle pratiche di partecipazione attiva a quanto alla parte 3) ciclo dei rifiuti per formare classi di cittadini consapevoli del tema…il punto dell’educazione alimentare ci sembra del tutto chiaro nelle sue implicazioni di voler raggiungere una sempre maggiore consapevolezza di base verso il tema allo scopo di impedire quei fenomeni di distorsione dell’alimentazione alla base di molte patologie fisiche e psichiche legate all’alimentazione come fattore privato e sociale

V. Utilizzo, previa riqualificazione, del personale docente e tecnico espulso dalla recente riforma dell’ordinamento scolastico per la gestione dei punti II) e III).

i numeri riguardanti il personale espulso o in via di espulsione dal sistema scolastico regionale sono noti e nella più generale critica alle politiche nazionali della scuola che tendono allo sfascio del sistema pubblico, riteniamo che proprio su tale personale, motivato e competente, possa non solo basarsi quanto al punto III in tema di rientro dall’analfabetismo funzionale ed al punto IV) in tema di educazione ambientale ed alimentare, previa qualificazione da raggiungersi presso l’agenzia regionale di formazione vedi punto X parte 6) istituzione ed amministrazione) nell’istituzione di corsi professionali in tal senso, ma in ogni attività formativa continua la cui necessità dovesse ravvisarsi, prevedendosi per essi un trattamento retributivo a carico delle attività della formazione professionale, in un budget complessivo annuale per le retribuzioni e previdenza individuabile in euro 3 milioni di euro annui da reperirsi per intero nel bilancio della formazione previo rassetto funzionale della stessa

VI. Estensione generale del tempo pieno scolastico per le scuole dell’obbligo.

misura che dovrà studiarsi non solo nelle potestà regionali e comunali in materia, ma nella parte finanziaria per il reperimento di idonee risorse regionali e comunali da cumularsi in un fondo unico di gestione ai fondi provenienti dallo stato

VII. Re-introduzione della distribuzione di prodotti di prevenzione dentale e delle malattie ossee presso le scuole dell’obbligo e delle visite mediche annuali.

punto che crediamo chiaro e per il quale crediamo che i fondi disponibili nel bilancio della sanità regionale siano del tutto bastevoli in una ottica di riorganizzazione del servizio stesso che liberi meno di un 1 milione di euro dai bilanci della stessa per la loro destinazione a tale servizio

VIII. Piano regionale dei trasporti scolastici aderente alle reali necessità e concertato con l’ausilio della consulta dei sindaci (vedi parte istituzione).

punto che crediamo chiaro nella più generale riorganizzazione del servizio di trasporto locale che in tema di scuolabus integri le attività ad oggi esercitate dai comuni

IX. Piano regionale per gli asili-nido e le scuole materne.

l’intento di questo punto è di arrivare ad una copertura del 100% tra disponibilità del sistema e necessità della popolazione in 3 anni, attraverso la massima sinergia da realizzarsi tra sistema scolastico pubblico ed istituzione

X. Commissariamento e riforma dell’Ardsu ed introduzione di un piano-casa studenti.

riteniamo da doversi superare l’attuale struttura del diritto allo studio affidata ad un ente di cui è chiara la composizione politica del consiglio di amministrazione e nel quale maggiore peso dovranno avere le strutture studentesche in ordine alla gestione dei fondi di supporto individuali al diritto allo studio individuati nella concessione di pacchetti di voucher studenteschi compresivi di spese di alloggio, vitto, acquisto materiali didattici, tasse e costi, trasporto, etc da spendere in strutture convenzionate direttamente con l’assessorato regionale competente per conto delle strutture scolastiche ed universitarie…il varo di un piano casa studentesco in grado di dotarsi sia di alloggi gratuiti o a prezzi calmierati (case dello studente) in numero bastevole ad almeno un terzo del corpo studentesco totale, sia di strutture abitative da affittarsi a prezzi convenzionati, andrà raggiunto in piena collaborazione e sinergia con l’ater unica attraverso specifiche previsioni annuali di spesa ed, ove possibile, nella ristrutturazione del patrimonio edilizio ad oggi esistente

XI. Creazione dell’ufficio unico di orientamento alle specializzazioni ed ai master universitari con accensioni di convenzioni dedicate tra l’ente regione e gli istituti formativi

punto che crediamo chiaro

XII. Creazione dell’Ufficio Rientro Universitario per l’orientamento delle offerte lavorative in regione ai laureati lucani.

crediamo oggi più che mai necessario la creazione di uno specifico ufficio di orientamento alle offerte lavorative che aiuti tutti i neo-laureati lucani, particolarmente chi raggiunto un titolo di studio o di specializzazione presso università fuori regione od estere al ritorno in regione…tale ufficio, il cui lavoro andrà organizzato in sinergia con le consulte ed i consorzi previsti al presente piano, sarà posto sotto diretta responsabilità del presidente delle giunta regionale e normato dal consiglio regionale sia nelle funzioni, sia nella composizione, sia negli specifici indirizzi nella previsione per ogni concorso pubblico diretto o presso agenzie, consorzi, società pubbliche di una quota non inferiore al 15% (e per materie specifiche anche maggiore in virtù delle competenze richieste) riservata al rientro post-universitario

XIII. Contributo regionale per l’avvio di una facoltà universitaria di scienze delle energie rinnovabili e di una facoltà di scienze del ripristino ambientale.

crediamo che i tempi siano maturi per l’avvio di questi corsi presso l’università di basilicata nella specifica previsione di un sempre maggiore numero di specializzati in settori a forte valenza di programmazione regionale

XIV. Rimodulazione del sistema formativo, a partire dal punto X) della parte del programma istituzione, sulle reali vocazioni offerte dal sistema economico lucano e revisione di tutte le convenzioni con gli enti formatori attuali.

appare ovvia, sia per le ragioni finora esposte di razionalizzare l’offerta formativa che conduce alla necessità di avere sia un unico soggetto pubblico responsabile della gestione rispetto ai due attuali, sia per le ancor più evidenti ragioni riguardanti l’altissimo numero di soggetti privati accreditati che influiscono notevolmente sulla capacità di spesa efficace del sistema nella dispersione dell’offerta stessa, sia ancora per la scarsa efficienza di un sistema formativo non in grado di condurre alla riqualificazione professionale ed alla sostanza della formazione stessa, trovare un altro lavoro per i soggetti somministrati, la rimodulazione dell’intero comprato verso la ricerca di una formazione del tutto legata alle reali vocazioni, alla oggettiva richiesta occupazionale ed ai risvolti della programmazione economica regionale

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20/09/2012

bene, ci avviamo a chiudere tra oggi a potenza (ore 18,30 p.zza m. pagano) e domani a matera (p.zza v. veneto ore 19,30) questa corsa alle primarie nella quale spero di aver portato non solo un vero programma innovativo che “vola alto” per questa terra e la serietà del percorso e della persona che serve per testimoniarlo, ma anche quella carica di semplicità, dialogo ed ironia che forse aiuta la politica a ridiventare più umana

miko somma

p.s. urgono altri rappresentanti del sottoscritto presso i seggi in giro per la regione…chi fosse interessato mi contatti in privato, attraverso la posta elettronica del blog, dandomi disponibilità e dati…grazie

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il programma passo per passo – parte 12) rifiuti speciali, impianti e stoccaggi

il programma passo per passo – parte 12) rifiuti speciali, impianti e stoccaggi

Siamo alla parte 12) del nostro programma, rifiuti speciali, impianti e stoccaggi, che alla luce dei tanti allarmi suscitati, merita un’attenzione particolare alla luce della pericolosità che questi rifiuti presentano per la salute umana ed animale e per l’ambiente in generale, ma anche di disposizione legislative nazionali che di fatto autorizzano il traffico e lo smaltimento di queste particolari tipologie di scarti pericolosi alla stregua di una merce come tutte le altre.

A ragione dell’intrecciarsi di norme generali con norme regionali, noi crediamo essere più che i vari decreti e leggi susseguitisi negli anni, la riforma del titolo V della Costituzione, che attribuisce concorrenza legislativa tra stato e regione sulle tematiche energetiche ed ambientali, e i principi di sussidiarietà e di precauzione, ad essere i punti di partenza di ogni considerazione programmatica in merito.

Abbiamo già in altre parti del programma, rifiuti, ambiente, agricoltura, esplicitato principi generali ed interventi puntuali che integrano i seguenti punti:

I. Conferma e rafforzamento attraverso specifica legge regionale che integri l’attuale legge regionale n. 59/95, del tassativo divieto di trattamento, trasporto e stoccaggio di rifiuti industriali tossico-nocivi derivanti da qualsiasi procedura non prodotti sul territorio regionale.

Crediamo urgente normare su questo punto, ben oltre il dettato della legge citata, per rafforzare il un divieto specificamente per ciò che attiene il termo-distruttore fenice, dove viene incenerito circa il 40% dei rifiuti speciali prodotti nel paese, e per ciò che attiene ogni intenzione di allocare altri impianti simili sul territorio regionale…ricordiamo che nel mentre il decreto 152/2006 prevede che per gli spostamenti fuori regione sia necessario apposito decreto del consiglio dei ministri, tale divieto, sempre a norma del citato decreto, non vale per i rifiuti speciali, di fatto equiparati a qualsiasi merce (nell’ovvietà delle norme specifiche circa le tipologie, i soggetti abilitati e la modulistica prevista e per molti versi insufficiente) e così in grado di poter entrare nel territorio regionale, essere stoccati ed eventualmente combusti non solo in impianti di termo-distruzione, ma in cementifici

II. Spostamento delle competenze in materia di rifiuti speciali dalle province alla regione e creazione dell’Ufficio Speciale per i Rifiuti Industriali tossico-nocivi per la gestione, in collaborazione con le commissioni miste di cui alle parti del programma ambiente e rifiuti e la polizia ecologica regionale, delle fasi di trattamento, stoccaggio, smaltimento e trasporto dei rifiuti speciali prodotti sul territorio regionale.

appare evidente che simile ufficio sia un superamento delle attuali gestioni separate, pur delegate dalla stessa regione, per ricomporre il quadro delle responsabilità e dei controlli nello stesso ente preposto alla pianificazione dei relativi piani rifiuti, nell’evidenza che tale gestione deve essere non solo pubblicamente visionabile attraverso la messa in rete di ogni movimento di rifiuti e relative documentazioni sugli stessi e sui soggetti abilitati ad ogni fase del loro trasporto, trattamento e stoccaggio e sottoposto a controlli delle consulte e dell’organo di polizia ecologica regionale che assume quindi ruolo di controllo preventivo sulla legittimità degli atti e loro conformità alle norme regionali in materia, quindi di polizia giudiziaria

III. Messa in sicurezza ed avvio delle procedure pubbliche di dimissione e chiusura di ogni impianto e/o discarica di rifiuti tossico-nocivi operanti in regione non rientranti nel dettato di provenienza del rifiuto di cui al punto II).

IV. Divieto di ampliamento, anche già autorizzato, di ogni struttura o quota lavorativa di cui al punto III).

V. Individuazione delle procedure di riduzione e graduale chiusura di tutte le attività residue al punto III) che operino sul territorio regionale.

i punti III, IV e V ci sembrano del tutto chiari, necessitandosi ovviamente di precise regole per quanto al dettato dei punti e tali da non far insorgere problematiche burocratiche o conflitti di competenza, compito al quale sarà delegato l’ufficio legale della regione su preciso mandato del consiglio regionale che ne farà proprio il dettato per la trasformazione in legge regionale

VI. Pubblicazione su un sito web specifico (vedi parte del programma rifiuti) di un registro-banca dati dei soggetti pubblici e privati e delle relative partecipazioni operanti in regione nei settori di cui al punto precedente, dei codici cer e dei mud (o delle risultanze derivanti da più moderni strumenti di dichiarazione) e possibilità di tracciamento da rendere pubblico attraverso telerilevamento puntuale in tempo reale di ogni mezzo mobile occupato nelle attività di cui sopra.

riprendiamo in questo punto quanto già esposto nella parte III, nella necessità di rendere trasparenti ed accessibili a chiunque tutti i dati del sistema in tempo reale

VII. Individuazione a cura dell’ufficio di cui la punto II) di una procedura speciale per i fanghi e le acque derivanti da estrazioni petrolifere e trattamenti produttivi e/o derivanti da operazioni di manutenzione delle infrastrutture di trasporto e dei soggetti ammessi alle operazioni.

crediamo che una simile competenza debba divenire, ben oltre la gestione dei rifiuti speciali, un preciso compito dell’ufficio speciale nell’evidenza di rendere chiaro un settore, quello dei fanghi e dei reflui da estrazione e trattamento, ad oggi avvolto in un palude legislativa in cui mancano specifici dettati normativi e strumenti efficaci di controllo a livello regionale

VIII. Divieto di re-iniezione a qualsiasi titolo nel sottosuolo dei rifiuti di cui al punto VII)

ciò allo scopo di rendere impossibile qualsiasi contaminazione delle acque di falda in seguito a processi di re-iniezione nel sottosuolo

IX. Attività ispettiva e censimento a carico della polizia ecologica dei depositi illegali di rifiuti ed immediate operazioni di messa in sicurezza e bonifica a carico dell’ente regione con automatica costituzione in giudizio contro autori e mandanti dei depositi illegali, proprietari dei suoli, ove non se ne dimostri l’estraneità, con immediata sospensione e revoca di ogni beneficio e/o provvidenza stabilita da ente o sub-ente regionale per le persone fisiche e/o giuridiche ad ogni titolo coinvolte.

punto che crediamo sia molto chiaro nelle sue intenzioni

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il programma passo per passo – parte 11) sanità e politiche assistenziali

il programma passo per passo – parte 11) sanità e politiche assistenziali

 

Siamo ora alla parte del programma dedicata alla sanità ed assistenza sociale, dove dobbiamo premettere che pur essendo i conti della sanità lucana fondamentalmente in equilibrio, molto si deve fare in ordine al miglioramento tanto delle cure offerte, tanto dei servizi ad essa associati in un’ottica di sempre maggiore disponibilità del settore ad incontrare le necessità dei cittadini residenti soprattutto nei piccoli centri che troppo spesso sono penalizzati dalle lunghe distanze dai luoghi di assistenza e cura e dal disagevole accesso ad essi.

I. Istituzione di una Commissione indipendente per la valutazione di qualità, quantità, merito, congruità e legalità delle convenzioni con enti sanitari privati di qualsiasi titolo e natura e per la valutazione degli appalti e forniture di beni e servizi finora concessi per prestazioni materiali ed immateriali, con obbligo di eventuali rotture dei contratti e/o rimodulazioni degli stessi a favore dell’ente pubblico lì dove emergano criticità, disparità tra servizi offerti ed erogati, condizioni di prezzi praticati (vedi seguente punto II), condizioni generali e puntuali di offerta dei servizi, monopoli od oligopoli de facto, condizioni di favore ed in genere tutto ciò che, pur nel formale rispetto delle leggi, si configura come distorsione del sistema delle convenzioni e degli appalti.

in realtà questa commissione si presenta con le caratteristiche di una super-commissione sanità per indagare sull’intero sistema degli appalti e delle forniture nel settore sanitario nella nostra regione, non solo per l’individuazione di storture e condizioni di favore connesse al settore privato convenzionato, ma, in accordo a recenti disposizioni di legge nazionale che individuano i cosiddetti costi standard della sanità, per intervenire direttamente sulla loro composizione attraverso uno specifico mandato del consiglio regionale alla rimodulazione degli stessi sulla base di una indipendenza di giudizio e di azione

II. Redazione di un Pubblico Libro Mastro sugli appalti e le convenzioni stipulate dal servizio sanitario regionale, redazione di un prezzario ragionato della sanità ed in linea con i costi standard stabiliti a livello nazionale e redazione di un Libro degli Standard Sanitari da applicarsi alla sanità pubblica e privata.

di tale strumento conoscitivo pubblico si sente notevole bisogno non solo per riportare chiarezza in un settore le cui dimensioni economiche e sociali sono tali da rendersi palese la sua complessità, ma per definire nei dettagli gli standard a cui sottoporre ogni aspetto delle convenzioni stipulate, delle forniture e degli appalti al fine di armonizzarli alla media nazionale dei costi, definendo al tempo stesso standard quali-quantitativi da rendere obbligatori per qualunque operatore

III. Potenziamento interno, previi accordi sindacali e concertazione diretta con i lavoratori, degli uffici e delle strutture di laboratorio e di ambulatori ASL al fine di rendere le liste di attesa per prestazioni ed analisi non superiori in ogni caso ad una-due settimane.

punto chiaro e che non crediamo necessiti di particolari spiegazioni anche nella volontà dell’attuale gestione amministrativo-sanitaria di rendere tali liste sempre più brevi, ma in cui crediamo si necessiti di una particolare spinta motivazionale

IV. Valutazione finanziaria per l’abolizione di ogni forma di ticket sanitario e per l’erogazione generale di farmaci attualmente fuori esenzione. nel mantenimento dei saldi di bilancio.

crediamo che operata una doverosa razionalizzazione dei costi sulla base degli standard nazionali e di una certa logica di efficienza, possano emergere risparmi di bilancio tali da rendere possibile questa misura e primariamente a questa abolizione ed erogazione viene finalizzata la misura della stessa razionalizzazione dei costi nel mantenimento dei saldi di bilancio attribuiti in sede nazionale

V. Istituzione di una Commissione indipendente permanente di valutazione dell’operato della sanità pubblica.

commissione tecnica di valutazione affidata interamente a strutture indipendenti che operino già o si propongano di farlo nel campo dei diritti dell’ammalato, dell’assistenza volontaristica domiciliare ed ospedaliera, delle associazioni mediche indipendenti, supportata da un team di valutatori medici, infermieristici, impiantistici esterni

VI. Mantenimento di tutti i presidi ospedalieri e di pronto soccorso presenti in regione nella rimodulazione dei servizi erogati e potenziamento del servizio di ambulanze ed eli-ambulanze su tutto il territorio regionale.

siamo ad un punto delicato che attiene direttamente al diritto dei cittadini di essere curati ed assistiti nella maggiore prossimità alle loro abitazioni e verso il quale molte sono state finora le criticità sollevatesi nel riordino delle strutture operato o da operarsi, criticità che devono essere armonizzate e rispettate anche quando le esigenze economiche di riordino consiglino quella minore diffusione di presidi ospedalieri ad oggi presente sul territorio regionale, che ricordiamo figlia di una certa idea clientelare della sanità, ponendosi comunque la necessità di non privare di diritti acquisiti cittadini che vivono particolari condizioni di disagio legato all’orografia dei territori…riteniamo che in alcuni dei punti seguenti (VIII, X, XIII) siano necessario corollario ad ogni ipotesi di riordino degli stessi servizi, dovendosi comunque ed in ogni caso non solo assicurare la prestazione primaria al paziente, ma anche la possibilità per i congiunti di poter agevolmente assicurare cure parentali che sappiamo decisive nel decorso di molte patologie o a particolare effetto lenitivo nei decorsi infausti legati a particolari patologie od alla semplice anagrafica del paziente…riteniamo inoltre che il potenziamento della attuale struttura di soccorso in eli-ambulanze vada senz’altro potenziata nel numero di velivoli e personale tecnico, abilitata al volo notturno e predisposte in ogni comune lucano adeguata pista di atterraggio e sistema continuo di comunicazione e supporto via terra in casi di inabilitazione meteo-climatica al volo delle stesse

VII. Istituzione della filiera alimentare a chilometro zero obbligatoria per tutte le strutture sanitarie pubbliche e private operanti in regione.

tal punto, letto in perfetta armonia con quanto stabilito nella parte agricoltura, fa riferimento non solo agli evidenti benefici di ciclo economico per il settore primario locale che ne riceverebbe una particolare spinta positiva, ma soprattutto alle evidenze di un miglioramento delle condizioni generali del paziente e di un più veloce decorso delle patologie in presenza di una alimentazione sana e ricca in componenti nutritive assicurate dalla brevità del ciclo produzione-consumo, miglioramento certificato in ormai numerose evidenze della letteratura scientifica e che non mancherebbe di portare benefici di costo per l’ente pubblico in considerazione di una media giorni di ricovero che dovesse tendere a decrescere in virtù di questo provvedimento

VIII. Potenziamento delle cure sanitarie domiciliari attraverso la razionalizzazione dell’impiego di personale e protocolli di intesa con i medici di famiglia ed il personale infermieristico, nonché ostetrico.

si tratta di un punto in qualche modo già al centro dell’intervento attuale sul sistema delle prestazioni domiciliari, ma sul quale vogliamo puntare in modo determinante in modo da assicurare non solo le prestazioni che potrebbero essere inficiate dalle razionalizzazioni sulle strutture sanitarie ospedaliere, ma anche quella domiciliarizzazione delle cure che molte evidenze pratiche dimostrano essere estremamente efficaci sui decorsi di malattie a carattere di lungo-degenza o geriatriche…i sintesi la ratio dell’intervento domiciliare non deve essere vista come una mera componente di risparmio della prestazione singola nel sistema sanitario regionale, ma come una vera e propria motivazione di fondo che tende ad assicurare nella tranquillità del domestico le migliori cure possibili…a titolo di esempio, pensare ad un sistema di nascite organizzato domiciliarmente, tranne naturalmente i casi di osservanza sanitaria ed intervento in struttura, deve essere visto come la volontà di perseguire il parto casalingo perché assicura, nel rispetto di alcuni standard sanitari logici, la migliore nascita possibile ed il miglior travaglio per la partoriente, non mai la soluzione più economica…soluzione questa che implica anche la drastica riduzione dei parti cesarei ed una indagine sulla loro eccessiva frequenza ben al di sopra della media nazionale ed europea

IX. Convenzioni con specialisti per la possibilità di cure non allopatiche somministrabili presso ogni struttura medica pubblica e rientranti nel prontuario regionale del farmaco.

crediamo fortemente che il ricorso per determinate patologie e sulla base della libera volontà del paziente informato, a cure non allopatiche sia una scelta di fondo obbligata per una sanità più equilibrata e libera da vincoli farmaceutici al consumo di alcune tipologie di principi attivi che nelle ormai sempre più numerose pratiche mediche si dimostrano almeno a parità di effetto curativo molto più invasive di rimedi farmo-erboristici, omeopatici e più in generale di derivazione naturale…in altri termini riteniamo che l’inserimento nei prontuari regionali di rimedi farmaceutici naturali non allopatici possa concorrere a quella sempre minore dipendenza dalla sintesi chimica (e quindi dalla pervasività delle case farmaucetiche) auspicabile per una sanità moderna…a tale scopo crediamo inoltre che vada stimolata la produzione di erbe officinali nel sistema agricolo della regione in cooperazione con l’università di basilicata e con istituti di ricerca

X. Graduale trasformazione dell’assistenza domiciliare agli anziani ed ai non autosufficienti in assistenza familiare, accompagnata dai servizi sociali e dalle cooperative di assistenza, con devoluzione diretta ai nuclei familiari della contribuzione attualmente erogata dai servizi sociali per l’assistenza, allo scopo di ricreare, ove possibile, la “continuità delle tre generazioni” ed un modello di assistenza tarato sulle reali necessità e sulla affettività familiare.

il tentativo, da attuarsi nel concorso dei comuni, è una familiarizzazione dell’assistenza che avrebbe funzioni economiche dirette per i nuclei familiari che decidono di assistere il paziente ed a cui andrebbero devoluti la totalità degli assegni sociali relativi, nel miglioramento di assistenza che normalmente l’assistenza casalinga dovrebbe consentire (e a tale scopo dovrebbe essere prevista una commissione di ispezione e controllo), ma con implicazioni sociali evidenti soprattutto nella trasmissione culturale attraverso le generazioni, e qui detta “delle tre generazioni”, trasmissione che generalmente tende a saltare una generazione, quella dei genitori verso cui in determinate età vi è una imperante fase del no da parte dei più giovani e che troppo spesso per le più svariate ragioni (in primis il lavoro e gli impegni orari ad esso legati, ma a volte anche condizioni di incapacità educativa relativa) non viene correttamente adempiuta da questi, ricomponendosi nella parte della trasmissione dei saperi tradizionali e storici più facilmente con la generazione dei nonni…ancor più in generale, è evidente il tentativo, in una cultura ancora legata alla conservazione del vincolo familiare quale è ancora quella lucana, di far sopravvivere ad un approccio a volte devastante alla modernità dei rapporti familiari, originantesi spesso sia dal sistema economico che dal sistema dei media, di tenere salda la socialità legata al modello familiare mettendo al centro della cura parentale la generazione od i soggetti più bisognosi della stessa come vincolo alla sopravvivenza del nucleo familiare stesso

XI. Istituzione dell’Ufficio Unico per i Trapianti di Organi e le cure mediche fuori distretto a cui far convergere dalle unità locali e dai medici di famiglia ogni richiesta di prestazioni medico/assistenziali non erogabili in loco per la razionalizzazione del servizio.

l’evidenza di tale punto è chiara e riteniamo inutili spiegazioni aggiuntive

XII. Legge regionale di incompatibilità tra professionalità sanitarie nell’ambito pubblico e privato e verifica amministrativa di competenze e titoli nell’intero comparto della sanità regionale.

per esigenze di ulteriore chiarezza ribadiamo che, nelle more di una doverosa ricognizione amministrativa che in più parti del programma abbiamo sollevato come da operarsi nelle strutture pubbliche per evidenti ragioni di efficientamento delle stesse, dovrà essere stabilità una incompatibilità al contemporaneo esercizio della professione medica in ambito privato e pubblico

XIII. Potenziamento del CROB di Rionero e creazione, in cooperazione con il consorzio dei trasporti (vedi parte trasporti ed infrastrutture), di servizi dedicati ed avvio reale del Registro Regionale dei Tumori.

chiara appare la volontà di potenziare ulteriormente la struttura specialistica oncologica fino a farla divenire un centro di eccellenza a carattere nazionale e la possibilità di accesso alla stessa da parte dei cittadini, siano essi pazienti o familiari attraverso una specifica convenzione con il consorzio dei trasporti tale da assicurare l’agevole raggiungimento di una struttura che allocata nella zona nord della regione, presenta disagi oggettivi per gli abitanti di molte zone della regione…per ciò che attiene al registro tumori, la volontà è una rapida ed efficace partenza operativa dello stesso, giudicandosi meritorio, ma ancora incompleto il livello dei dati trattati sinora

XIV. Istituzione dell’Ufficio Regionale per l’alimentazione e la prevenzione dei disturbi alimentari.

crediamo maturi i tempi affinché si provveda alla organizzazione di un ufficio specializzato di ricerca, coordinamento, direzione e controllo delle attività sanitarie a riguardo delle patologie alimentari, siano esse derivanti da cause psicologiche (bulimie ed anoressie), comportamentali (obesità e diabete alimentare), endocrine (diabete ed obesità ormonali) o comunque derivanti da una scorretta alimentazione

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rimbocchiamoci le maniche e basta lamentarsi…

mi scrive questa frase, che amo particolarmente, un’amica di avigliano (pz)

“Che le cose siano così non vuol dire che debbano andare così. Solo che, quando si tratta di rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare vi è un prezzo da pagare, ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare”.
•Giovanni Falcone

grazie, questa frase è il miglior compendio e la migliore spiegazione di tutto quanto sto facendo

miko somma

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oggi a potenza in v.le dante

vi aspetto oggi a potenza in v.le dante presso le scale mobili alle 18,30…altro che teatri e sale, noi stiamo in mezzo alla strada senza luci o palchi, semplicemente per raccontare quale basilicata vogliamo costruire

miko somma

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il programma passo per passo – parte 10) energia e politiche energetiche

il programma passo per passo – parte 10) energia e politiche energetiche

passiamo alla decima parte del nostro programma, energie e politiche energetiche, partendo dalla considerazione di alcuni dati di fatto, le estrazioni petrolifere in atto, quelle immediatamente future, quelle con cui avremo probabilmente a che fare nel prossimo futuro, l’approvazione del PIEAR e delle successive modificazioni/integrazioni allo stesso ed i profondi dubbi che riguardano proprio quest’ultimo nella sua applicazione.

Crediamo quindi che in Basilicata non vi sia alcuna necessità di ulteriori produzioni energetiche, anche a fronte di un calo della richiesta energetica globale e regionale sia per effetto della crisi che del risparmio energetico generato dai miglioramenti produttivi, così da non giustificarsi alcun aumento annuo del fabbisogno regionale e ciò nonostante il problema della produzione energetica si ponga fortemente sia rispetto alle indicazioni UE (tra cui Burden Sharing), sia alla necessità di soddisfare quel fabbisogno attraverso la produzione locale da fonti rinnovabili, fonti che nonostante escamotage di legge che considerano rinnovabili fonti di produzione energetica quali la termo-valorizzazione di rifiuti, le bio-masse ed in ogni caso tutti procedimenti fondati sulla combustione, crediamo vadano riportate alla loro essenza di fonti rinnovabili in quanto tali e non inserite in piani energetici ulteriori in forma di Piano Energetico Nazionale che riguardi questa regione.

Valido quanto già espresso sul nucleare nella parte ambiente del presente programma.

I. Blocco immediato degli effetti (moratoria energetica) e rimodulazione del PIEAR, sia dal punto di vista quantitativo, che qualitativo, ed in ogni caso in accordo al seguente punto II), così da realizzarsi solo in accordo ai principi della auto-sufficienza energetica tarata sulle reali necessità certificate sui consumi integrati degli ultimi due anni, sulla realizzazione di piccoli impianti in/off grid a gestione comunale od inter-comunale, sulla rete corta regionale, sulle reali capacità produttive nel rispetto del territorio e della sostenibilità e del non consumo di territorio, sull’intervento pubblico prevalente nel settore energetico.

si tratta, in sintesi, delle nostre idee di realizzazione di un piano energetico regionale realmente attinente alle necessità del territorio, quindi organizzato sulla auto-produzione volta al raggiungimento della auto-sufficienza energetica, elemento questo di non secondaria importanza dal momento che la nostra regione con le sole estrazioni di idrocarburi attuali (val d’agri) e di prossima realizzazione (tempa rossa), maggiorate degli effetti del memorandum, portano ad un 9% circa del totale del fabbisogno energetico del paese (calcolato in barili di petrolio equivalente), troppo per una piccola regione dagli equilibri delicati come la nostra…evidente quindi che nel tarare ulteriori produzioni energetiche si rendesse necessario considerare quanto già in atto, avendo invece stabilito nel PIEAR un ulteriore aggravio territoriale…la nostra idea è un sostanziale ribaltamento produttivo che in primis pone la necessità di conoscere in dettaglio il consumo energetico aggregato e settore per settore, quindi disaggregato per zone omogenee sul territorio regionale, la costruzione di piccoli impianti ad energie rinnovabili strettamente tarati sui consumi accertabili e gestiti dalle comunità, dove possibile anche non connessi in rete, individuando ogni tipologia produttiva sulla base delle reali possibilità del territorio non solo a produrre una o più tipologie energetiche, ma anche ad ospitare gli stessi impianti per evidenti ragioni di ordine vocazionale, ambientale ed economico…l’idea finale sarebbe di arrivare ad una compartecipazione dei cittadini alla produzione attraverso l’auto-produzione domestica da immettere in rete soddisfatte le esigenze proprie

II. Dichiarazione di intenti che stabilisca l’energia prodotta e producibile in loco come “bene comune regionale”, assoggettandola ai principi di gestione pubblica dell’acqua (vedi parte del programma acque) e legge regionale che sancisca la non realizzazione di impianti di energia rinnovabile fondati sui processi di combustione e/o cogenerazione e sull’uso delle tecnologie nucleari.

punto assolutamente in linea con quanto esposto in più parti del programma, ma sul quale vogliamo ribadire la centralità della produzione energetica che al pari dell’acqua deve essere gestita secondo canoni da “bene comune” e, nelle more della legislazione nazionale trattata come bene senza rilevanza economica primaria…legislativamente poi si intende stabilire che le energie prodotte da processi di combustione non sono considerabili come energie rinnovabili ed in modo particolare normare, entrando in contenzioso con lo stato, sul divieto dell’uso delle tecnologie nucleari sotto qualsiasi forma nella produzione di energia

III. Liquidazione immediata della Società Energetica Lucana e sua trasformazione in ente pubblico a carattere non economico di produzione, gestione e distribuzione energetica od in alternativa in società ad azionariato di cittadinanza.

riteniamo che la società energetica lucana abbia dei pericolosi tratti privatistici che intendiamo inabilitare o con la liquidazione della società e l’affidamento delle sue competenze ad un ente di diritto pubblico (agenzia regionale dell’energia o ad una società ad azionariato di cittadinanza sul modello di quanto previsto sulla trasformazione di acquedotto lucano

IV. Istituzione di una Autorità Energetica regionale indipendente e della Commissione Mista Consiliare sull’Energia, costituita sulla base dei principi di quanto alla analoga commissione mista citata nella parte del programma industria e politiche industriali e con essa relazionante.

autorità energetica che vigilerà su ogni aspetto riguardante la gestione e produzione di energia sul territorio regionale, non solo per quanto attiene la produzione ex PIEAR, ma ogni tipologia di produzione energetica, anche non a carattere regionale, sul territorio della regione, con specifica autorità sui tracciati degli elettrodotti anche a carattere nazionale

V. Istituzione di una commissione di esperti che individui le possibilità di produzione energetica da fonti rinnovabili di ogni comune lucano, stabilisca il fabbisogno prevedibile in rapporto ai piani di sviluppo, individui in modo concertato con le popolazioni locali le fonti utilizzabili, le dimensioni degli impianti (vedi punto I).

punto strettamente connesso a quanto esposto al punto I) per ciò che attiene l’individuazione e la taratura di plessi energetici locali

VI. Realizzazione a cura della Regione Basilicata degli impianti di produzione energetica e consegna della gestione diretta degli stessi ai sindaci, in collaborazione con l’ente energetico al punto III) e l’autorità energetica al punto IV).

VII. Tariffazione energetica regionale per la parte di competenza dell’ente energetico sulla base del costo lordo reale di produzione.

ove per costo lordo di produzione si intende il costo generale della produzione, gestione, manutenzione, distribuzione, costi del personale ed oneri senza alcuna redditività da capitale investito

VIII. Esclusione alla realizzazione di impianti energetici superiori a 200 kw sulla base di procedimenti di DIA o procedimenti semplificati, esclusione dell’utilizzo di terreni agricoli e/o soggetti a vincolo ambientale-paesaggistico per la realizzazione di impianti energetici, ad eccezione dei casi di comprovata irrealizzabilità degli impianti previsti sulle superfici edilizie esistenti o su aree ex aree industriali (vedi parte industria punto VIII).

il punto è in linea con quanto stabilito sull’auto-sufficienza energetica regionale da perseguirsi attraverso impianti dal basso impatto sulle matrici ambientali e/o paesaggistiche, nell’abbattimento di ogni procedura semplificata ove sussistessero diritti privati acquisiti

IX. Regolamentazione puntuale della possibilità di utilizzo e produzione di bio-masse o materie prime agri-energetiche solo per impianti off-grid di stretta auto-sufficienza locale (vedi punto II) o di uso privato in termo-camini a recupero energetico.

il punto ha lo scopo di regolamentare un utilizzo residuale e locale delle bio-masse incentrando il loro utilizzo sul reale fabbisogno e sulle condizioni di approvvigionamento locale ed al tempo stesso di normare sull’utilizzo delle stesse in termo-camini ad uso domestico atti al recupero energetico

X. Azzeramento delle domande di realizzazione di nuove centrali eoliche pervenute presso la Regione Basilicata fino a rimodulazione del PIEAR.

punto chiaro e conseguenziale alle finalità di rimodulare il PIEAR nella sua parte predominante, l’eolico, ove riteniamo che domande per la realizzazione di oltre 2000 mw siano insostenibili per il territorio, nelle più generale critica a tutto lo strumento adottato

XI. Opposizione in ogni sede ad ogni progetto esterno di realizzazione di impianti energetici fondati sui processi di combustione di idrocarburi, cdr e simili e bio-masse nell’intero territorio regionale, compresa ogni forma di centrali o strutture attinenti a trasporto, stoccaggio, trattamento degli stessi, con rilettura critica dei pareri positivi espressi precedentemente dalla Regione Basilicata e negazione degli stessi sulla base dei principi di auto-tutela e precauzione.

punto che riguarda in modo prevalente gli impianti già autorizzati o da autorizzare le cui domande sono in giacenza presso gli uffici regionali

XII. Avvio immediato delle procedure di opposizione in ogni sede legale ed amministrativa a procedimenti di allocazione di strutture energetiche autorizzate in Regione Basilicata sulla base di disposizioni legislative nazionali che contrastino con i punti espressi in questa parte del programma ed in ognuna delle precedenti.

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so che è un sacrificio spendere quei due maledetti euro per poter votare alle primarie – avevamo chiesto tramite il nostro rappresentante la riduzione ad uno, ma non c’è stato verso, preferendo piuttosto litigare per un seggio in più a lauria – ma è un investimento necessario affinché per una volta siano gli uomini liberi a poter scegliere…perché io sono il candidato degli uomini liberi di basilicata che non vogliono più stare al balcone a guardare, sia chiaro!!!

e questa sera a potenza alle 18,30 intervento in v.le dante, presso l’uscita delle scale mobili e domani in p.zza m. pagano sempre alle 18,30

miko somma

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chiuse le trasmissioni con basilicata 24

ho appena chiuso il contatto con basilicata 24, dopo averlo già chiuso con il suo mentore retore…non saranno inviati altri comunicati a simili brogliacci d’odio, rabbia e rancore che rendono tutti uguali a tutti…ed io non sono uguale a tutti

ps. evidentemente ci sarà qualche assonanza tra basilicatanet e basilicata 24, nei fatti entrambe non riceveranno più comunicati stampa

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