I ribelli verso Tripoli, “Al Qaida dietro di loro”

Gheddafi: rivolta farsa. Squadre della morte negli ospedali. Giornalisti italiani malmenati

 

24 febbraio, 22:08

  

Nuovo discorso del rais. Stavolta parla in tv via telefono e accusa: richieste dei ribelli dettate da bin Laden. Poi minaccia: stop al petrolio se la situazione peggiora.

 

Un gruppo di giornalisti italiani, tra cui l’inviato dell’ANSA, sono stati bloccati e controllati da un gruppo di miliziani governativi sull’autostrada che va dall’aeroporto a Tripoli e uno di loro, Fabrizio Caccia del Corriere della Sera, e’ stato anche schiaffeggiato e preso a calci quando ha detto di essere italiano. Dopo un controllo ‘brusco’ sono stati rilasciati e hanno potuto raggiungere un albergo della capitale. Appreso dal trattamento di cui e’ stato fatto oggetto un gruppo di giornalisti italiani giunti oggi nella capitale libica, la Farnesina ha impartito istruzioni all’Ambasciatore a Tripoli, Vincenzo Schioppa, di compiere un formale passo di protesta presso le Autorità libiche. Lo si legge in una nota del ministero degli Esteri

Il presidente Usa Barack Obama ha chiamato questa sera per telefono il presidente francese Nicolas Sarkozy ed entrambi hanno chiesto uno ”stop immediato dell’uso della forza” in Libia: e’ quanto annuncia l’Eliseo.

La Casa Bianca vuole agire in fretta in Libia, dove la situazione sta precipitando. Secondo il portavoce Jay Carney ”siamo interessati in una azione rapida” dato che la sitaziione ”richiede azioni rapide”. Gheddafi ha fatto avere un messaggio agli Stati Uniti. Lo ha riferito il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Philip Crowley, nel consueto briefing con i giornalisti, senza aggiungere ulteriori dettagli.

Terminal petroliferi in mano ai rivoltosi‘. Lo affermano abitanti di Bengasi.

Gheddafi intanto sarebbe asserragliato con una decina di uomini della sicurezza a lui fedeli in un bunker sotterraneo della caserma di Bab al Aziziya, sobborgo meridionale di Tripoli. Ma si fanno sempre più insistenti le voci di una sua imminente fuga dal Paese.

Il governo svizzero ha reso noto che congela i beni appartenenti a Gheddafi.

Offensiva militare delle forze fedeli a Gheddafi stamani nella città di Zawia con i testimoni che parlano di un nuovo massacro. Al Arabiya parla di centinaia di vittime.
Un testimone riferisce di un attacco alla capitale “imminente” con la tribù dei Warfalla che starebbe arrivando dalla Cirenaica. Per il New York Times intanto nella città si sarebbero radunati migliaia di mercenari e fedelissimi al rais. Violenti combattimenti in corso a Misurata. Il centro cittadino sarebbe ancora in mano ai ribelli anti-regime. Migliaia di persone stanno convergendo a Zawia, a pochi chilometri da Tripoli, per ”liberare la citta”’. Lo ha riferito all’ANSA il presidente della Comunità del Mondo Arabo in Italia (Comai) Foad Aodi.

E al largo di Misurata sono arrivate le navi militari italiane che dovranno prelevare alcuni lavoratori ancora bloccati nel paese. In corso le operazioni di rimpatrio di alcune decine di cittadini italiani ed europei a bordo di un C130 dell’Aeronautica militare. Secondo quanto si e’ appreso, un altro C-130 dell’Aeronautica italiana si trova attualmente all’aeroporto di Tripoli. Alitalia ha sospeso i voli.

Il ramo nordafricano di Al Qaida (Aqmi) si è schierato a fianco dei dimostranti. La Ue si tiene pronta per un intervento militare umanitario: ‘opzione possibile’. Napolitano: nessun veto dell’Italia a sanzioni dell’Ue. Putin: preoccupati per conseguenze sul Caucaso del Nord.

Con oltre un centinaio di cittadini britannici ”in pericolo” nel deserto libico, il governo di David Cameron sta valutando l’invio delle forze speciali in parti del paese nordafricano. Lo riporta la Bbc.

Oggi fonti mediche parlano di 7.000 vittime in costante aumento. Ong: esponenti dei “comitati rivoluzionari” al soldo di Gheddafi fanno irruzione negli ospedali di Tripoli e uccidono i feriti che hanno manifestato contro il regime.

GHEDDAFI: E’ COLPA DI BIN LADEN - “Questa gente non ha richieste. Le loro richieste vengono dettate da Bin Laden. I vostri figli sono manipolati da Bin Laden”. Lo ha detto il leader libico Gheddafi al telefono con la tv libica. “Se volete questo caos siete liberi. E se volete continuare a combattere fra loro, continuate pure”: è quanto ha detto Gheddafi rivolgendosi agli abitanti di Zawia, a ovest di Tripoli, teatro di violenti scontri tra lealisti e rivoltosi. “Bin Laden ha distribuito delle pillole stupefacenti e droghe agli abitanti di Zawya per combattere contro il nostro caro Paese”.
La rivolta in Libia “é una farsa alla quale dovremmo porre fine, una farsa portata avanti dai giovani” che “vengono manipolati anche attraverso l’uso di droghe”, ha detto Gheddafi, minacciando: “Se la situazione peggiorerà si interromperanno i flussi di petrolio”.
Nel suo discorso tv in collegamento telefonico con l’emittente di Stato, il leader libico Muammar Gheddafi ha messo in guardia da un “intervento militare americano” in Libia “con la scusa di combattere al Qaida”.

COMAI, ‘GHEDDAFI PREPARA AEREO PER FUGA’ – “Gheddafi sta facendo preparare il suo aereo privato per partire e lasciare la Libia”. Lo sostiene il presidente della Comunità del Mondo Arabo in Italia (Comai) Foad Aodi che parlando con l’ANSA cita fonti “molto, molto attendibili”. Gheddafi “sta facendo caricare sull’aereo gran parte dei suoi tesori, in particolare oro. E sembrerebbe intenzionato ad andare in un paese amico in Africa”.

“A seminare il terrore tra la gente a Tripoli sono le ‘squadre della morte’: uomini assoldati dagli stessi militari, su ordine del governo, che girano in strada con caschi e vestiti gialli. Hanno il compito di reprimere le proteste e lo fanno entrando nelle abitazioni, dove seminano il panico, picchiano gli uomini e violentano le donne”, riferisce sempre il Comai.


MEDICO BENGASI, “NOI SOMMERSI DA FERITI” 
– L’ospedale maggiore di Bengasi, seconda città della Libia, è stato “sommerso” la settimana scorsa dal numero dei feriti ricoverati, ha affermato all’agenzia Afp un medico anestesista rimpatriato ieri dal Paese. “L’afflusso dei feriti – ha detto il dottor Naceur Benarab, che ha lavorato al Bengasi American Center fino a domenica, prima di venire rimpatriato prima a Tripoli, poi in Francia – è iniziato quando gli altri ospedali erano pieni. Siamo stati sommersi”. Il maggior numero di feriti “era stato preso da pallottole, o schiacciato dalle vetture dei miliziani che entravano a tutta velocità fra la folla”. A Bengasi, “ho visto camionette piene di gente che brandiva fucili e asce”, ha raccontato il medico. “All’inizio, i feriti erano stati presi alla testa, al torace e all’addome. Poi le pallottole hanno mostrato ferite nel basso del corpo”, una maniera, secondo il dottore, di colpire gravemente senza però uccidere, per controllare il movimento di rivolta in atto: “In una società tribale come la Libia, dove regna il diritto secolare, ogni volta che ci sono dei morti, si rafforza il rango dei manifestanti”.

NYT, GHEDDAFI AMMASSA TRUPPE A TRIPOLI - Migliaia di mercenari e fedelissimi armati stanno raggiungendo Tripoli nell’apparente tentativo del leader Muammar Gheddafi di assicurare la difesa della capitale libica. Lo scrive il New York Times. Il rais “ha richiamato” le forze speciali guidate dai figli, segmenti dell’esercito fedeli alla sua tribù e i loro alleati, mercenari africani addestrati in questi anni e che hanno probabilmente già combattuto in Sudan, spiega il quotidiano statunitense. La presenza di queste forze è visibile nella capitale, dicono i testimoni citati dal Nyt: “Sembra la Somalia”, dozzine di posti di blocco sono stati istituiti sulle strade principali da mercenari e uomini in borghese. “Chiedono non solo i documenti, ma anche di dimostrare il proprio sostegno a Gheddafi, altrimenti sono problemi”, ha raccontato un testimone.

FONTI MEDICHE, 7.000 MORTI IN COSTANTE AUMENTO  – “La cifra stimata finora dai diversi medici riguardo ai morti in Libia, a seguito delle repressioni del governo di Mummar Gheddafi, è tra i 5.000 e 7.000 morti, ma se il massacro continua si rischia di superare i 10.000 nelle prossime ore”. A riferirlo all’ANSA è il presidente della Comunità del Mondo Arabo in Italia (Comai) Foad Aodi, che è in costante contatto, da Roma, con alcuni testimoni in Libia.

LA RUSSA, MISSIONE PACE NON PRESA IN CONSIDERAZIONE - Una missione di pace in Libia “al momento non è nemmeno presa in considerazione”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, rispondendo alla Telefonata di Maurizio Belpietro, durante Mattino Cinque, su Canale 5. “Di questo – ha affermato la Russa, con riferimento ad una possibile missione di pace – non abbiamo mai neanche lontanamente parlato. Non credo che sarà ipotizzata perché non credo che siamo nelle condizioni in cui le missioni di pace siano mai state attuate. Però – ha aggiunto – se la situazione si evolvesse, tutto, naturalmente, si può modificare”. Tuttavia, ha ribadito, “al momento non l’abbiamo mai presa in considerazione”.

 

GIOVANARDI: FOSSE COMUNI DI TRIPOLI? SONO UNA BUFALA – ”Le fosse comuni di Tripoli sono una bufala. In tutti i giornali di oggi in prima pagina c’e’ la foto delle fosse comuni di Tripoli: la foto e’ un normale cimitero libico, con tombe prescavate in cemento e una tomba, addirittura, e’ gia’ coperta con il nome del defunto!”. Lo ha detto il sottosegretario Carlo Giovanardi alla ‘Zanzara’ di Radio 24. ” Sono tombe molto curate, singole – ha continuato – e non mi possono far vedere quelle foto e dirmi che ci sono cosi’ tanti morti: quelle foto sono una presa in giro perche’ non giustificano i 10.000 e oltre morti: e chi lo dice? In Libia c’e’ una rivoluzione in corso e se Gheddafi dovesse in qualche modo cavarsela e restare al potere dopo un mese tutti i paesi del mondo gli parlerebbero ancora”. Giovanardi conclude con l’Iran: ”E’ molto peggio l’ Iran della Libia: come Gheddafi ci sono altri 30,40 e forse 50 paesi”.

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da notare ovviamente il lapidario giudizio di un rincoglionito che guarda caso appartiene all’area berluskoni

 

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i tumori

Provincia Mt avvia verifica inquinamento fonti radioattive

 

24/02/2011 13:27

 

BAS   “L’incremento degli indici di mortalità per cause tumorali e del numero di malati oncologici nella provincia di Matera si è attestato, in maniera preoccupante, sulla media nazionale. Un dato sconfortante, soprattutto se rapportato al passato, quando era nettamente inferiore, e al futuro, quando è previsto un accelerata che ci vedrà superare pericolosamente la media.”
Il presidente Stella e la giunta provinciale intervengono sulla questione con un provvedimento che intende chiarire le ragioni di un trend così negativo.
In particolare, – spiega la nota della Provincia di Matera - i presidi sanitari e i medici di famiglia segnalano un importante e crescente incremento di neoplasie che interessano alcuni organi e sistemi (tiroide, midollo osseo, intestino, reni e sistema nervoso) che fanno pensare a un territorio con matrici ambientali da verificare e monitorare in direzioni diverse da quelle che normalmente e periodicamente vengono effettuate dalla Provincia e dalla Regione.

La Provincia di Matera ritiene necessario e improcrastinabile comprendere le cause che hanno determinato un aggravamento di tali proporzioni. Siamo convinti, e i dati scientifici lo dimostrano, che la percentuale in netta ascesa delle patologie tumorali sono verosimilmente associabili a esposizioni di sorgenti radioattive – ha sottolineato il presidente Stella – o al consumo di alimenti prodotti in ambienti le cui catene alimentari appaiono compromesse. Pertanto non è più differibile la verifica dei dati ambientali e alimentari del territorio, che costituiscono la base di partenza per indicare le eventuali misure di prevenzione. Azione che l’Ente sta predisponendo nell’interesse del territorio.”

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con qualche anno di ritardo rispetto a denunce che questo movimento faceva, finalmente ci si muove in q uesta direzione, sconfessando direttamente la regione che finora gha sempre negato sia il problema (l’aumento delle patologie tumorali) che le cause (matrici ambientali ed alimentari, che poi per un buon 50-60% sonmo riconducibili proprio all’ambiente ed agli agenti inquinanti che entrano in catena alimentare)…a questo proposito non voglio affatto tediare con la ripetizione pedissequa di tutto quanto più volte detto fino alla nausea dal sottoscritto, ma vi posto il link ad un simpatico video che ben riassumeva le posizioni della regione basilicata nella scorsa giunta, posizioni che non ci sembrano al momento ancora mutate di mezza virgola nel tutt’appostismo generale…buon divertimento (sigh!!!)

http://www.youtube.com/watch?v=FfsfSEz1GHA

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diario di un leccaculo

Il diario del presidente De Filippo su visita Ministro Fitto

 

24/02/2011 12:02

 AGR  Basilicata promossa sul campo dai tecnici del ministro Fitto, giunti a Potenza per fare le pulci al governo regionale sullo stato di attuazione della programmazione comunitaria, scavando tra le pieghe delle risorse liberate, dei fondi Fas 2000-2006 e sull’andamento della spesa dei fondi messi a disposizione per il sessennio 2007-2013. E’ questo il tema della puntata odierna del Diario del Presidente a cura del Portavoce, Nino Grasso, consultabile on line sul sito istituzionale della Regione Basilicata.

http://www.presidente.regione.basilicata.it/presidente/detail.jsp?otype=1022&id=547946

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fatevi due risate con il diario del bonaiuti lucano che per l’occasione ho ribattezzato con il nome che proprio bisognerebbe dargli…al diario, no?

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dai, due risatine a denti stretti

Santità, Pici (Pdl) su sospensione atti aziendali

24/02/2011 10:21

Il vice presidente della IV Ccp condivide l’approvazione da parte della Giunta regionale delle disposizioni vincolanti…

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ovviamente si tratta di un gioco sull’errore del titolo che da sanità è diventato santità, con tanto di richiesta di approvazione da parted ella giunta delle disposizioni vincolanti…su cosa?…sui criteri per diventar santi?…dai, un po’ di spirito, anche perchè a voler commentare sul serio u comunicato di pici c’è da deprimersi…

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Sviluppo Basilicata, interrogazione di Rosa (Pdl)24/02/2011 10:52   Il consigliere regionale con un’interrogazione al presidente De Filippo chiede di conoscere elenchi dei dipendenti a tempo determinato e indeterminato e dei collaboratori: nomi, mansioni, emolumenti percepiti e durata dei rapporti lavorativi

ACR    Il Consigliere regionale del Pdl, Gianni Rosa, ha rivolto un’interrogazione al presidente della Giunta, Vito De Filippo, per conoscere alcuni dettagli in riferimento alle “assunzioni di personale in Sviluppo Basilicata spa, che – sottolinea Rosa – dal 23 ottobre 2009 è una società in house della Regione Basilicata”.

In particolare, il consigliere del Pdl, chiede di conoscere “l’elenco dei nominativi dei dipendenti a tempo determinato o indeterminato presso Sviluppo Basilicata Spa, assunti negli anni 2008 / 2009 / 2010 / 2011 comprensivo delle mansioni, della data di assunzione ed eventuale licenziamento e degli emolumenti percepiti”.

Con la sua interrogazione, Gianni Rosa chiede, inoltre, di conoscere “l’elenco dei nominativi dei collaboratori che Sviluppo Basilicata Spa ha utilizzato negli ultimi tre anni, comprensivo delle mansioni, della data di inizio rapporto e degli emolumenti percepiti”.

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interrogazione concludente, consigliere

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